Isaia, la Benedizione "Crescete e Moltiplicatevi" e il suo Significato

Il comando divino "Crescete e moltiplicatevi" risuona profondamente nella tradizione biblica, esprimendo non solo un invito alla procreazione, ma anche una complessa interazione tra l'ordine naturale e quello spirituale, la responsabilità umana e il piano divino.

La Creazione del Regno Animale e il Primo Imperativo

Il libro della Genesi descrive la creazione dei grandi animali acquatici e di tutti gli esseri viventi che si muovono nelle acque e nell'aria. Il testo originale utilizza l'espressione "pullulino le acque un pullulare" (yishrezu ha-mayim sherez), suggerendo che le creature marine siano un effetto dell'azione dell'acqua stessa, la quale modella le loro forme idrodinamiche. Le acque, che prima seguivano solo le leggi della materia, ora pullulano di "anima vivente" (nefesh chayah), inaugurando il regno animale. A differenza del regno vegetale, gli animali cercano attivamente energia e un compagno per riprodursi, segnando il passaggio da una "sintassi" a una "semantica" della vita.

illustrazione di creature marine e volatili come descritte nella Genesi

Allo stesso modo, il volo modella i volatili, con il testo che usa l'espressione "e volatile voli" (ve’of yeofef), riferendosi a tutte le creature alate che popolano l'atmosfera terrestre. La vita, attraverso gli uccelli, esprime il desiderio di tornare al cielo, un'immagine usata più volte nella Bibbia. Il profeta Isaia scrive: "quelli che sperano nel SIGNORE acquistano nuove forze, si alzano a volo come aquile" (Isaia, 40:31), simboleggiando la forza dello Spirito che eleva.

Il verbo "creare" (bara' בָּרָא) riappare in questo contesto, indicando la completezza e l'autonomia degli animali all'interno della creazione. Le creature, a partire dalle più grandi, godono di massima libertà di movimento. È interessante notare come la radice della parola tradotta "animali acquatici" (tanninim תַּנִּינִם) sia usata nella Bibbia anche per riferirsi a serpenti e coccodrilli, spesso identificati con le forze avverse del male, pur essendo anch'essi inclusi nella benedizione divina. Nel libro dei Salmi (104:26) si menziona il leviatano, creato per divertirsi, suggerendo una libertà concessa alle creature, anche se per un certo tempo possono agire contro le leggi del loro Creatore.

La Prima Benedizione e il suo Significato Profondo

Dio non solo crea queste creature, ma le benedice. Il verbo ebraico "benedire", barakh (בָּרַךְ), usato qui per la prima volta, ha una radice simile a "creare" (bara' בָּרָא) e al ginocchio, simbolo di movimento spedito, ma anche di meraviglia e riconoscenza. La benedizione divina si manifesta come un ordine imperativo, la prima volta che tale modo viene usato nella Bibbia, presupponendo un soggetto che ascolta e può obbedire: pru u-rvu u-mil’u (פְּרוּ וּרְבוּ וּמִלְאוּ), letteralmente "fruttate e diventate grandi e riempite".

Questo comando descrive il ciclo della vita animale, che inizia con il frutto, contenitore del seme. A differenza dei vegetali, la riproduzione animale richiede la partecipazione attiva di almeno due organismi, da cui l'ordine di moltiplicarsi. Questo segna anche l'inizio della colonizzazione della terra emersa, poiché anche gli uccelli si riproducono sulla terra, formando nidi come prime dimore terrene. Gli animali, non appena possibile, stabiliscono una dimora e un territorio da difendere per la loro riproduzione.

L'origine della vita animale dalle acque simboleggia il rapporto tra ciò che è naturale e ciò che è spirituale, come osservato da Paolo in 1 Corinzi 15:46, dove "ciò che è spirituale non viene prima; ma prima viene ciò che è naturale, poi ciò che è spirituale". Le creature animali, in particolare quelle acquatiche, simboleggiano l'anima naturale che deve venire alla luce, un concetto richiamato da Gesù quando invita i suoi discepoli a diventare "pescatori di uomini" (Matteo 4:18).

Il Comandamento di Procreare per l'Umanità

Nel primo capitolo della Genesi, Dio dice ad Adamo ed Eva di essere fruttiferi e moltiplicarsi (Genesi 1:28). Questo comando, che era anche una benedizione, era l'istruzione di avere figli, di procreare, al fine di "riempire la terra e soggiogarla, e dominare sui pesci del mare, sugli uccelli del cielo e sopra ogni essere vivente che si muove sulla terra" (Genesi 1:28). La procreazione era fondamentale affinché gli esseri umani, creati a Sua immagine, potessero popolare e gestire il mondo. Questo comandamento fu ripetuto a Noè e alla sua famiglia dopo il Diluvio (Genesi 9:1, 7).

Crescete, moltiplicatevi e riempite la terra| Ap. Emanuele Frediani | Celebrazione 08 Febbraio 2025

Il Significato di "Portare Frutto" e "Moltiplicarsi"

Il verbo ebraico paràh (פָּרָה), "portare frutto", è usato in riferimento a piante e alberi da frutto, ma metaforicamente anche per animali e umani. La domanda sul perché Dio ordini di proliferare e moltiplicarsi appare banale se si considera che il progetto originale di Dio includeva l'espansione e la diffusione dell'umanità sulla terra. Il comando pru u-rvu u-mil’u (fruttate e diventate grandi e riempite) non implica solo la riproduzione biologica, ma anche una crescita e un'espansione nello spazio, suggerendo una colonizzazione sia orizzontale che verticale del territorio.

Tuttavia, il significato di "crescete e moltiplicatevi" non si limita alla mera procreazione fisica. Gli esempi di Gesù Cristo e dell'apostolo Paolo dimostrano che non è un comando universale per ogni individuo sposarsi e avere figli. Gesù stesso non ebbe discendenti fisici, e Paolo incoraggiò il celibato per coloro che desideravano dedicarsi interamente al servizio di Dio (1 Corinzi 7:32-35). L'infertilità, inoltre, non è mai condannata come peccato o maledizione nella Scrittura.

Il Padre Celeste ha dato all'umanità il comando e la benedizione di portare frutto, di moltiplicarsi e di assoggettare la terra affinché si possa diventare come Lui. Questo include la crescita spirituale e lo sviluppo del proprio potenziale divino, affidandosi al potere disponibile tramite l'Espiazione di Gesù Cristo. Assoggettare la terra e dominare ogni creatura vivente significa controllare queste cose affinché adempiano la volontà di Dio, servendo gli scopi dei Suoi figli. Questo implica anche l'acquisizione di dominio sul proprio corpo e sulle proprie debolezze umane attraverso la fede e l'obbedienza ai comandamenti di Dio.

La Fecondità in Cristo e nella Chiesa

L'immagine della fecondità trova il suo senso pieno in Gesù Cristo, che non sopprime il desiderio di fecondità, ma lo soddisfa in una dimensione spirituale. Gesù non ha discendenti secondo la carne, ma ha antenati e una posterità spirituale. Egli si presenta come l'erede definitivo, colui che le generazioni attendevano, e realizza l'universalismo abbozzato nell'Antico Testamento, con una genealogia che include donne straniere o madri che partorirono in condizioni irregolari, collegando Israele a un terreno non giudaico e non giusto, e facendolo erede della gloria e del peccato degli uomini.

rappresentazione della genealogia di Gesù con enfasi sulle figure femminili

La fecondità spirituale si manifesta nella vita di fede e nella verginità. Gesù, pur non negando la bellezza della vocazione materna, ne rivela il senso profondo affermando: "Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la custodiscono!" (Luca 11:27). Maria, con la sua maternità verginale, diventa modello di tutti coloro che, mediante la fede, aderiscono senza riserva a Dio. Gesù proclama che "Chiunque fa la volontà di Dio, questi è a me fratello, sorella e madre" (Matteo 12:48-49), indicando che la vera discendenza è quella spirituale, generata dalla fede e dall'obbedienza.

Questa fecondità spirituale si estende alla Chiesa intera. L'apostolo Paolo si paragona a una madre che partorisce nuovamente nel dolore e nutre i suoi piccoli (Galati 4:19; 1 Tessalonicesi 2:7), e a un padre che genera in Cristo (1 Corinzi 4:15). Ogni credente è chiamato a portare frutto nella Chiesa, come un vero tralcio della vera vite (Giovanni 15:2-8), partecipando alla generazione spirituale dei figli di Dio.

Riflessioni Contemporanee e Interpretazioni

Il comandamento "Crescete e moltiplicatevi" ha generato diverse interpretazioni nel corso dei secoli. Alcuni lo considerano un dovere esplicito per tutte le coppie di avere figli, altri ne limitano il significato contestualizzandolo con le altre Scritture e la realtà della vita cristiana. La discussione sulla procreazione oggi si confronta con le sfide della sovrappopolazione, della povertà, dell'ineguaglianza e della sostenibilità ambientale. Organizzazioni come l'UNFPA promuovono iniziative per bilanciare la crescita demografica con lo sviluppo sostenibile, evidenziando come l'istruzione delle donne, la salute riproduttiva e la pianificazione urbana siano chiavi per un futuro equilibrato.

Nonostante le diverse interpretazioni, il messaggio fondamentale della Bibbia sul "crescere e moltiplicarsi" continua a essere rilevante. Il commentatore Matthew Henry scrisse che Dio benedisse la prima coppia con "una numerosa famiglia duratura, per godere di questa eredità". Questo significa che la benedizione è finalizzata non solo alla quantità, ma anche alla qualità della vita e alla gestione responsabile del mondo che Dio ha creato per essere abitato (Isaia 45:18). La fecondità, in senso ampio, invita a contribuire positivamente alla comunità e a portare avanti il piano divino di crescita e sviluppo, sia fisico che spirituale.

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