Nei primi anni della Chiesa, l’acclamazione dei fedeli, unita a quella del clero, poteva canonizzare un santo o eleggere un uomo come vescovo, persino il vescovo di Roma. Purtroppo, questo metodo era spesso soggetto a manipolazioni e cattive influenze. Miles Pattenden osserva che le folle romane, rumorose e talvolta violente, potevano esercitare forti pressioni sui cardinali, talvolta istigate da promesse di “pane e circo”. Molti prelati del ‘400 e del ‘500 attribuirono alla pressione popolare la responsabilità del Grande Scisma d’Occidente, precipitato dalla scelta inadeguata del pontefice.
Per correggere tali difetti e garantire un processo libero che segua le ispirazioni dello Spirito Santo, la Chiesa ha sviluppato strumenti sempre più formali. La prima grande riforma ebbe luogo nel 1059 con Papa Niccolò II, che riservò ai cardinali vescovi il diritto di eleggere il successore. Un secolo dopo, Alessandro III estese tale diritto a tutti e tre gli ordini cardinalizi, introducendo la soglia dei due terzi.

L'istituzione del Conclave
Durante la sedes vacans, ovvero il periodo in cui la cattedra di San Pietro rimaneva vuota, a Roma regnava spesso il caos. Per accelerare l’elezione e ridurre le influenze esterne, Gregorio X istituì il conclave: i cardinali venivano costretti a vivere dietro porte chiuse a chiave (cum clave), fino all'accordo su un successore. Un esempio emblematico fu il conclave del 1271, caratterizzato da condizioni estreme: il tetto del palazzo fu rimosso, l'alimentazione limitata e i locali circondati da soldati.
Normative attuali e preparazione
Oggi, il processo è regolato dalla Costituzione Apostolica Universi Dominici Gregis (1996) di Giovanni Paolo II, con le modifiche introdotte da Benedetto XVI nel 2013. Il conclave ha inizio in seguito alla vacanza della Sede Apostolica, determinata dalla morte o dalle dimissioni del Papa.
Il Collegio Cardinalizio e gli elettori
Hanno diritto di voto solo i cardinali elettori, ovvero coloro che non hanno compiuto 80 anni. Sono esclusi dal voto i cardinali deposti o che abbiano rinunciato alla dignità cardinalizia. Il numero degli elettori è variabile: la soglia massima, tradizionalmente fissata a 120 da Paolo VI, è stata spesso superata per rispondere alle esigenze dei tempi.
La fase preparatoria
- Congregazioni generali: riunioni preliminari in cui i cardinali prestano giuramento di segretezza.
- Domus Sanctae Marthae: residenza presso cui alloggiano i cardinali durante il periodo elettorale.
- Messa Pro Eligendo Pontifice: celebrata nella Basilica di San Pietro prima dell'ingresso nella Cappella Sistina.
Lo svolgimento delle votazioni
L'elezione avviene esclusivamente tramite scrutinio segreto, dopo l'abolizione delle modalità per acclamazione o per compromesso. I cardinali si riuniscono nella Cappella Sistina, dove vige un divieto assoluto di contatti con il mondo esterno (niente messaggi, televisione o giornali), pena la scomunica latae sententiae.
Fasi dello scrutinio
- Pre-scrutinio: distribuzione delle schede e sorteggio di tre scrutatori, tre revisori e tre addetti alla raccolta dei voti.
- Scrutinio: ogni cardinale scrive un solo nome sulla scheda, pronuncia un giuramento e la depone nell'urna.
- Post-scrutinio: spoglio dei voti e verifica del quorum dei due terzi.

Gestione dello stallo
Se dopo tre giorni di votazioni non emerge un esito, è prevista una pausa di preghiera e riflessione. Successivamente, si procede con ulteriori cicli di votazioni. In caso di stallo prolungato, Benedetto XVI ha stabilito che si possa procedere a un ballottaggio tra i due candidati con il maggior numero di voti, mantenendo comunque il requisito della maggioranza dei due terzi.
Fumata e annuncio
Dopo ogni votazione, le schede vengono bruciate in una stufa. Il colore del fumo segnala il risultato al mondo esterno:
| Colore fumo | Significato |
|---|---|
| Nero | Votazione inconcludente (nessun Papa eletto) |
| Bianco | Elezione del nuovo Pontefice avvenuta |
Al raggiungimento della maggioranza, il Decano chiede all'eletto se accetta la nomina. Una volta accettato, il nuovo Papa sceglie il nome pontificale. Il conclave termina ufficialmente con l'annuncio Habemus Papam dal balcone della Basilica di San Pietro, seguito dalla benedizione Urbi et Orbi.