Un documento unico e clamoroso svela dall'interno le regole non dette e i segreti inconfessati dei palazzi del potere. Il libro, edito con una veste accurata da Feltrinelli, raccoglie sotto forma di diario-confessione la testimonianza di un "grand commis" che ha lavorato per diversi ministri di diverso colore politico.
L’Autore Incognito ha dettato il libro a un giornalista abile e professionale, introducendoci con coinvolgente piglio narrativo ai segreti della politica vera, quella praticata dietro le quinte, nella «Sala macchine dello Stato».
Il Volto Invisibile del Potere
«Io sono un'ombra. L'ombra del potere. Talvolta più potente del potere. Io sono il capo di gabinetto.» Questa affermazione riassume l'essenza di una figura centrale ma spesso sconosciuta nel panorama politico italiano. Nel tempo delle dirette social, dei leader iperconnessi e della comunicazione che sostituisce l'ideologia, c'è un angolo del potere che resta inaccessibile nei suoi meccanismi: la giuntura che lega le grandi burocrazie pubbliche alla classe politica.
I politici, in ogni stagione, vorrebbero e provano a farne a meno, ma non riescono a emanciparsene perché non possono. Una burocrazia ostile, o semplicemente non collaborativa, è infatti in grado di impedire, confondere e rallentare qualsiasi decisione.
«Ogni tanto qualcuno mi chiede che mestiere faccio. Non ho ancora trovato una risposta. Io non faccio qualcosa. Io sono qualcosa. Io sono il volto invisibile del potere. Io sono il capo di gabinetto. So, vedo, dispongo, risolvo, accelero e freno, imbroglio e sbroglio.» Questa descrizione evidenzia la profondità del loro ruolo, che opera in una "penombra" che coinvolge politica, istituzioni e tutti i settori orbitanti, dall'industria alla finanza e alla Chiesa.
Origine e Selezione dei Capi di Gabinetto
In Italia la selezione dei capi di gabinetto avviene attraverso canali diversi di cooptazione. Tra le categorie di provenienza si annoverano:
- I magistrati del Consiglio di Stato
- Quelli della Corte dei conti
- I professori universitari
- I funzionari parlamentari
- I burocrati di carriera, che agivano per decenni nelle pubbliche amministrazioni
Oltre a questi, il criterio di reclutamento evidenzia anche la provenienza da organismi apicali come l'Avvocatura dello Stato, la Corte suprema di Cassazione e i Direttori generali. Ciascuna categoria ha un suo codice di comportamento, regole di affiliazione, baronie, gelosie, ritualità e, talvolta, scandali o figure leggendarie.

La Relazione tra Politica e Burocrazia: Uno Spettacolo Sotto Traccia
Ogni stagione segna una diversa forma di convivenza tra politica e burocrazia. Dalla Prima Repubblica a Berlusconi, da Renzi ai cosiddetti "grillini", la connivenza e la lusinga si alternano a epurazioni e minacce. Ma questo accade sulla scena pubblica. Sotto traccia, va in scena uno spettacolo diverso, fatto di relazioni, alleanze, trasversalismi, compromessi e, soprattutto, continuità.
I Capi di gabinetto sono "coloro-che-restano-mentre-i-politici-cambiano". Costoro gestiscono di fatto i difficilissimi equilibri fra opposte fazioni e fra esigenze inconciliabili. Il libro contiene molti aneddoti che evidenziano la pochezza, la capricciosità, l'imprevedibilità e l'ignoranza dei politici che rapidamente si avvicendano. L’Autore Incognito non dimentica di elogiare le pochissime eccezioni di uomini capaci, corretti e di grande cultura in grado di interpretare il proprio ruolo istituzionale senza difficoltà.
Un "Clero" Indispensabile
«Noi capi di gabinetto non siamo una classe. Siamo un clero. Una cinquantina di persone che tengono in piedi l’Italia, muovendone i fili dietro le quinte. I politici passano, noi restiamo. Siamo la continuità, lo scheletro sottile e resiliente di uno Stato fragile, flaccido, storpio fin dalla nascita.» La legittimazione del loro potere non deriva dal sangue, dai voti, dai ricatti o dal servilismo, ma dall'autorevolezza. Questa autorevolezza li rende detestati, ma anche indispensabili. «Noi non siamo rottamabili. Chi ha provato a fare a meno di noi è durato poco. E s’è fatto male. Piccoli, velleitari, patetici leader politici.»
Il potere, descritto come una risorsa rara e una disciplina quasi musicale, richiede talento, perizia, preparazione e dedizione, affinandosi con l'esercizio e l'abitudine. I capi di Gabinetto, come spiega Giuseppe Salvaggiulo con ironia elegante e un pizzico di cinismo, sono l'aristocrazia dei ministeri. «Noi facciamo politica. Più e meglio dei politici. Ma senza dichiararlo. La facciamo in nome di un interesse superiore, perlopiù.»
CRAXI: L'ultimo politico della Prima Repubblica (DOCUMENTARIO)
Il Vero Centro di Potere: La "Sala Macchine" dello Stato
Il libro fa capire che lo Stato italiano non funziona né è guidato dal voto popolare. Il voto elegge candidati nuovi (moltissimi) e conferma i veterani (pochi) che passano tutti dalla porta girevole della politica e per una durata sempre più breve. Le 288 pagine dimostrano che l’Italia è sorretta e guidata da 50-60 mandarini di lungo corso e di notevole abilità manovriera che lavorano nei felpatissimi corridoi che contano, cercando tenacemente di far combaciare interessi impossibili.
L’Autore Incognito spesso individua la "Sala macchine dello Stato" nella Ragioneria dello Stato, che deve autorizzare (bollinare) le previsioni di spesa, e nella Corte dei conti. All’interno di queste sale del Potere si muovono con felina esperienza i Capi di gabinetto, esercitando un sapere iniziatico che non è solo dottrina, ma soprattutto prassi, che non s’insegna all'università ma si trasmette come un flusso osmotico nei "santuari" come TAR, Consiglio di Stato, Corte dei conti e Avvocatura dello Stato.
La burocrazia è la maggiore azienda del Paese, impiegando un italiano su cinque. Di fronte a questo scenario, i capi di Gabinetto, un po' superburocrati e un po' lobbisti, sono uomini di mediazione e azione. Sono la garanzia di tenuta delle istituzioni, considerata l’attuale volatilità della classe politica e l’insufficienza della base burocratica.
Questo mondo è fatto di club, circoli esclusivi e giri d’alto bordo, tutto ciò che una volta si chiamava "generone". La giornata lavorativa del capo di Gabinetto sfora il più delle volte le dodici ore, vissute intensamente tra scartoffie burocratiche e diplomazie più o meno occulte o parallele. «Non siamo insostituibili perché siamo i migliori. Anche i politici più presuntuosi prima o poi se ne accorgono.»
Il testo è corredato da un utilissimo glossario che spiega le funzioni degli Apparati apicali del nostro Stato e da un accuratissimo indice analitico dei nomi citati, utile per successive riletture di parti del testo. Il libro offre una foto poco edulcorata, in cui non si nasconde nulla, ed è doveroso per tutti iniziare a conoscere più da vicino questa "razza padrona".