L'Iniziazione Cristiana (IC) rappresenta il processo attraverso il quale una persona viene introdotta nella vita della Chiesa, culminando nella ricezione dei sacramenti del Battesimo, della Confermazione (Cresima) e dell'Eucaristia. La Conferenza Episcopale Italiana (CEI) ha dedicato una profonda riflessione a questo tema cruciale, elaborando documenti pastorali che guidano le comunità ecclesiali nel loro compito di evangelizzazione e formazione.

L'Iniziazione Cristiana: Un Cammino di Trasformazione
Letteralmente, il termine "iniziazione" esprime un'azione iniziale, un inizio di azione o un introdurre attraverso un'azione. Gli inizi sono sempre faticosi perché si tratta di imparare a diventare abili nel fare qualcosa. All'inizio non si è pratici, molte cose non si capiscono, altre non si maneggiano bene. Per superare questa fase iniziale, c'è bisogno di qualcuno dell'ambiente che ci accompagna dentro, che ci spiega come funzionano le cose, vigilando attentamente sui nostri tentativi di riprodurre comportamenti e mettendoci in buoni rapporti con le altre persone dell'ambiente stesso per poter godere della loro testimonianza e delle loro abilità.
Quando si parla dei sacramenti dell'IC - Battesimo, Confermazione ed Eucaristia - è necessario anzitutto illuminare la logica che li lega fra loro. Una logica che fa perno non tanto sul sacramento che cronologicamente apre la serie, cioè il Battesimo, quanto piuttosto su quello che rappresenta il punto d'arrivo dell'IC, cioè l'Eucaristia. Se l'inserimento nella Chiesa costituisce la finalità dell'IC, dal punto di vista sacramentale tale finalità può dirsi raggiunta quando il credente è introdotto nell'Eucaristia, il sacramento che fa la Chiesa. Se l'introduzione all'Eucaristia è "l'obiettivo" dell'IC, i sacramenti del Battesimo e della Confermazione - considerati anzitutto nella loro reciproca connessione - possono essere letti come iniziazione dell'Eucaristia: essi hanno precisamente la finalità di far partecipare il credente alla mensa eucaristica, realizzando quella "rinascita dall'acqua e dallo Spirito" che è il presupposto necessario di tale partecipazione.
Il Rito dell'Iniziazione Cristiana degli Adulti (RICA) come Modello Fondamentale
La nota della CEI sull'IC/1 "Orientamenti per il catecumenato degli adulti" definisce l'iniziazione cristiana «un'istituzione che ha il compito di accompagnare gli adulti nell'itinerario di fede, sino ai sacramenti del Battesimo, della Confermazione e dell'Eucaristia». In tale ottica, oggi si preferisce definire l'Iniziazione Cristiana "l'insieme della formazione, dei riti e dei sacramenti che si celebrano per diventare cristiani". Si tratta di un processo formativo che passa attraverso diverse tappe ed è sostenuto dall'ascolto della Parola di Dio, dalla catechesi, da riti e celebrazioni, da esercizi ascetico-penitenziali e dall'accompagnamento ecclesiale. Tutto questo porta il candidato a conformarsi progressivamente a Cristo fino al supremo atto di configurazione che avviene attraverso il conferimento dei sacramenti del Battesimo, della Cresima e dell'Eucaristia (detti appunto sacramenti dell'Iniziazione Cristiana).
Secondo il RICA (Rito dell'Iniziazione Cristiana degli Adulti), l'IC si articola in diverse tappe, tra cui la mistagogia (tempo di Pasqua) per la nuova esperienza dei sacramenti e della vita della comunità. Il catecumenato deriva dalla parola "catechèo" che significa far risuonare o istruire a viva voce. Ha valore di annuncio del Kerigma, di insegnamento dei fatti essenziali della vita di Gesù e di preparazione al Battesimo; è quindi una fase dell'Iniziazione Cristiana, un periodo propedeutico al Battesimo scandito da tappe, riti e momenti di catechesi. Durante la fase del "catecumenato", i candidati ricevono un'istruzione pastorale e sono impegnati in un'opportuna disciplina onde portare a maturazione le disposizioni d'animo da loro manifestate all'ingresso nel catecumenato (testimoniando la propria vita e professione di fede). Il tempo e la durata del catecumenato non sono mai brevi e comunque dipendono dalla maturità acquisita dal catecumeno o dal gruppo catecumenale, così come dalle circostanze ecclesiali, sociali e culturali. Le catechesi presentano solitamente il temario classico (credo, sacramenti, preghiera, comandamenti e virtù) nella prospettiva della storia della salvezza che si compie di nuovo nella celebrazione dell'anno liturgico e soprattutto in vista di una più intima unione con Cristo.

Il RICA e il Progetto Catechistico Italiano: Il Paradigma della Traditio-Redditio
Il catecumenato, che prevede un notevole sviluppo nel tempo, attraverso i riti e le celebrazioni che accompagnano passo dopo passo la maturazione nella fede dei candidati al Battesimo, detta le tappe di un vero e proprio itinerario di fede. In tal senso, pur essendo un testo liturgico, il RICA ha influenzato moltissimo anche il Progetto Catechistico Italiano. Infatti, il Direttorio Generale della Catechesi, insieme alle tre note per l'Iniziazione Cristiana scritte dalla CEI, definisce lo svolgimento del Progetto Catechistico Italiano.
Il RICA offre alla catechesi un forte paradigma di riferimento, quello che oggi viene chiamato paradigma della traditio - redditio. Già nella premessa che la CEI aveva scritto nel 1978 al RICA troviamo formulata la volontà di rilanciare l'evangelizzazione in Italia nello stile e nella forma del catecumenato. Infatti, nel definire l'iniziazione cristiana, i vescovi scrivono: l'Ordo del RICA «più che un rito contiene un complesso di riflessioni teologiche, di indicazioni pastorali e azioni liturgiche che vogliono sostenere e guidare l'itinerario di iniziazione alla vita cristiana nella Chiesa, di un adulto o di un gruppo di adulti».
Questo paradigma si articola in tre momenti distinti: la consegna (traditio), la recezione e la riconsegna (redditio). Il sabato santo avviene la Redditio Symboli, cioè la riconsegna da parte del catecumeno del credo. Coloro che ricevono questi beni sono chiamati a restituirli (redditio) dopo averli recepiti nella propria vita in modo personale e originale. Rinnovare la catechesi, quindi, alla luce del catecumenato, potrebbe significare "cambiare mentalità", recependo il paradigma della "traditio-redditio": di fatto avviene la consegna ogni volta che un catechista annuncia la parola del Signore, insegna una preghiera, illustra un aspetto del messaggio cristiano da vivere. Il catechista però non dovrebbe mai accontentarsi di consegnare soltanto i beni di cui sopra, ma sempre dovrebbe predisporne la riconsegna da parte dei catechizzandi; quindi, una cosa da rivedere nella catechesi potrebbe essere anche il come fornire gli "strumenti espressivi" affinché i fedeli possano ri-esprimere ciò che hanno ricevuto, con la vita e con le parole. Infatti, se l'azione catechistica si riduce ad una semplice consegna, oggi rischia seriamente l'irrilevanza.
Le Tre Note Pastorali della CEI sull'Iniziazione Cristiana
Recentemente le indicazioni del RICA sono state rilanciate e approfondite dalla Conferenza Episcopale Italiana (CEI) attraverso tre note pastorali scritte dal Consiglio Episcopale Permanente. La Chiesa italiana, attraverso queste note, ha chiaramente fatto la scelta di proporre la logica del catecumenato non solo agli adulti (nota n.1) e ai bambini (nota n.2) non ancora battezzati e che sono in età da catechismo, ma anche a coloro che pur avendo ricevuto il battesimo, devono riscoprirlo (nota n.3) prima di ricevere i sacramenti dell'Eucaristia e della Confermazione.
L'approccio della CEI è guidato dalla consapevolezza della stretta connessione esistente fra i tre sacramenti dell'iniziazione: il Battesimo, la Confermazione e l'Eucaristia, che ne costituisce il culmine. I tre sacramenti dell'iniziazione sono così intimamente congiunti tra loro, che portano i fedeli a quella maturità cristiana per cui possono compiere, nella Chiesa e nel mondo, la missione propria del popolo di Dio. La presa di coscienza di questo intrinseco rapporto comporta una articolazione dinamica e feconda dell'itinerario di crescita nella vita cristiana. Quindi, anche per coloro che i sacramenti li hanno già ricevuti, si può pensare una catechesi mistagogica.
«La nostra "conversione pastorale" è, in qualche misura, già in atto ed è sollecitata dai cambiamenti nella società e di fronte alla fede. Al centro di tale rinnovamento va collocata la scelta di configurare la pastorale secondo il modello della iniziazione cristiana, che - intessendo tra loro testimonianza e annuncio, itinerario catecumenale, sostegno permanente della fede mediante la catechesi, vita sacramentale, mistagogia e testimonianza della carità - permette di dare unità alla vita della comunità».
1. Nota Pastorale "L'Iniziazione Cristiana: Orientamenti per il catecumenato degli adulti" (1997)
Questa prima nota, pubblicata nel 1997, si concentra sugli adulti non ancora battezzati. In essa, l'IC viene presentata come un processo formativo, un cammino in quattro tappe: il precatecumenato, il catecumenato vero e proprio (suddiviso a sua volta in alcune tappe), la celebrazione dei sacramenti e il tempo della mistagogia. Tutte e quattro le tappe sviluppano al loro interno quattro vie o dimensioni della vita ecclesiale: la conversione, la catechesi, i riti liturgici e la testimonianza di vita. Questo cammino, originato dall'azione di Dio, è vissuto nella comunità ecclesiale che accoglie il nuovo credente e lo sostiene fino a generarlo a vita nuova.
La necessità di riscoprire l'itinerario catecumenale nella Chiesa è presentata dalla nota come una scelta di evangelizzazione, e si chiarisce che se la Chiesa esiste per evangelizzare, una comunità senza catecumenato rischia di essere priva non solo di un'attività importante, ma della sua funzione, del suo scopo. Si aggiunge che «il catecumenato degli adulti costituisce il modello di ogni processo di Iniziazione Cristiana. Anche la prassi tradizionale dell'iniziazione per coloro che hanno ricevuto il Battesimo da bambini va ripensata e rinnovata alla luce del modello catecumenale». Ispirandosi all'itinerario catecumenale, il progetto catechistico italiano terrà presente le quattro vie o dimensioni che caratterizzano il catecumenato: vita comunitaria, annuncio (Bibbia), liturgia, testimonianza della carità (vita morale).
2. Nota Pastorale "L'Iniziazione Cristiana: Orientamenti per l’iniziazione dei fanciulli e dei ragazzi dai 7 ai 14 anni" (1999)
La seconda nota pastorale, pubblicata nel 1999, contiene le indicazioni pastorali per l'iniziazione cristiana dei fanciulli e dei ragazzi. La prima nota aveva affermato che «il catecumenato degli adulti costituisce il modello di ogni percorso di iniziazione cristiana». L'iniziazione cristiana dei fanciulli e dei ragazzi dovrà, quindi, riferirsi ai principi enunciati nella prima nota CEI, ma tenendo conto delle peculiarità proprie dell'età della fanciullezza e della preadolescenza.
In questa nota si trova una definizione di IC: «Per iniziazione cristiana si può intendere il processo globale attraverso il quale si diventa cristiani. Si tratta di un cammino diffuso nel tempo e scandito dall'ascolto della Parola, dalla celebrazione e dalla testimonianza dei discepoli del Signore attraverso il quale il credente compie un apprendistato globale della vita cristiana e si impegna a vivere come figli di Dio, ed è assimilato, con il Battesimo, la Confermazione e l'Eucaristia, al mistero pasquale di Cristo nella Chiesa».
La seconda nota CEI insiste particolarmente sull'importanza di un "primo annuncio" di Cristo, che non presupponga la fede dei destinatari; quindi, invita a cambiare mentalità lasciandosi ispirare dal paradigma catecumenale. Ciò significa riconoscere un dato di fatto: il cammino di fede delle famiglie che chiedono i sacramenti per i propri figli è spesso ridotto ai minimi termini, per cui l'incontro con i catechisti diviene per i fanciulli una vera e propria occasione di «prima evangelizzazione». Tale fase, previa alla vera e propria educazione della fede, è tesa a favorire l'initium fidei, perché nulla può essere dato per scontato o presupposto. Questa attenzione dovrà accompagnare ancor più la catechesi dei ragazzi e dei giovani e ci dovrà sospingere a ripensare costantemente l'iniziazione cristiana nel suo insieme e gli strumenti catechistici che l'accompagnano.
I genitori sono chiamati ad essere i primi annunciatori del Vangelo ai propri figli, con la parola e con la vita; i catechisti ed i maestri a collaborare con i genitori per la crescita serena ed armonica dei fanciulli. La comunità cristiana deve promuovere con particolare cura iniziative per una adeguata catechesi familiare e per un coinvolgimento di tutti gli educatori.
Iniziazione cristiana: che cos’è?
3. Nota Pastorale "L'Iniziazione Cristiana: Orientamenti per il risveglio della fede e il completamento dell’iniziazione cristiana in età adulta" (2003)
L'8 giugno 2003 è stata pubblicata la terza nota pastorale del Consiglio Permanente della CEI sull'IC, dedicata al risveglio della fede e il completamento dell'iniziazione cristiana in età adulta. Il documento si propone di affrontare il problema di coloro che, dopo aver ricevuto il Battesimo, hanno abbandonato la pratica religiosa e ora desiderano risvegliare la fede ricevuta e vivere l'esperienza cristiana in maniera più consapevole e operosa. Nell'introduzione, partendo dall'icona dell'incontro di Gesù con la Samaritana (Gv 4,1-42), si afferma che l'uomo è alla ricerca della felicità, in un anelito profondo di essere amato e di amare. L'incontro con Cristo e con il suo Vangelo suscita e ad un tempo placa la sete profonda di Dio che l'uomo si porta nel cuore. Da qui nasce il dovere della Chiesa di evangelizzare e il diritto di ogni uomo di venire in contatto con Cristo e il suo messaggio di salvezza.