Primi Passi nella Carriera Ecclesiastica e Diplomatica
Il 12 aprile 1952, monsignor Paul Giglio fu ordinato presbitero per l'arcidiocesi di Malta. Successivamente, nel 1956, intraprese un percorso di studi presso la prestigiosa Pontificia accademia ecclesiastica a Roma, istituzione dedicata alla formazione dei diplomatici della Santa Sede. La sua carriera nel servizio diplomatico vaticano ebbe inizio nel 1958.
Vescovo Giuseppe Bausardo, S.D.B.
Esperienze Diplomatiche e Sfide Culturali
Missione in Nicaragua
Prima di concludere il suo servizio in Nicaragua, l'arcivescovo Giglio ricevette la più alta onorificenza dal governo del paese. Riflettendo sulla sua esperienza in quella nazione, egli descrisse di aver trovato un governo completamente comunista e rivoluzionario al suo arrivo. L'arcivescovo espresse la sua preoccupazione per le immense difficoltà che il Papa avrebbe dovuto affrontare durante la sua visita in Nicaragua.
Ambasciata in Egitto
Durante la sua esperienza diplomatica in Egitto, monsignor Giglio ricordò la presenza di una vasta popolazione musulmana, stimata in 65 milioni, con una minoranza cristiana, in particolare cattolica. Raccontò un episodio in cui, mentre camminava per strada, fu oggetto di lancio di pietre e insulti da parte di un gruppo di bambini che lo definivano "cane infedele" a causa della sua fede cristiana.

Adattamento Culturale e Vita Diplomatica
In un'intervista concessa a Paul Saliba, direttore del giornale Leħen is-Sewwa, nel febbraio del 1999, monsignor Giglio affrontò la questione di come fosse riuscito a svolgere i suoi doveri e ad integrarsi in ambienti e culture così diverse. Egli affermò: "Vivere la vita di un diplomatico da un paese all'altro, in climi e lingue diverse, non è un compito facile. C'è bisogno di molte possibilità per adattarsi al luogo in cui ci si trova."
Riferimenti e Fonti
- (EN) Mgr Paul Giglio passes away, in Malta Today, 7 marzo 2016.
- Pontificia Accademia Ecclesiastica, Ex-Alunni 1950 - 1999, su vatican.va.
- Acta Apostolicae Sedis (PDF), LXXVIII, 1986, pp. 460, 480.
- Acta Apostolicae Sedis (PDF), LXXXVII, 1995, p. 397.
- Nomina del Delegato della Santa Sede presso l'Organizzazione degli Stati Arabi, in bollettino della Sala stampa della Santa Sede, 8 febbraio 2000.
- Nomina del Nunzio Apostolico presso la Repubblica Araba d'Egitto, in bollettino della Sala stampa della Santa Sede, 5 febbraio 2002.
- (EN) David M. Cheney, Paolo Giglio, in Catholic-Hierarchy.org.
La Sede di San Clemente e il Significato del Fuoco Spirituale
La sede assegnata a San Clemente è dedicata a papa Clemente I e si trova nella valle tra l'Esquilino e il Celio, lungo il percorso che collega il Colosseo al Laterano, nel rione Monti. Essa detiene la dignità di basilica minore. Durante la sua allocuzione, pronunciata subito dopo la lettura del Vangelo, Papa Francesco ha evocato l'immagine del fuoco, simbolo dello spirito e della brace: "fiamma potente dell’immagine di Dio, amore appassionato che tutto rigenera e purifica con cui il Signore vuole comunicare e avvicinarci con mitezza. Nella luce e nella forza cammina il popolo fedele al quale siamo stati inviati come ministri del Signore."
La Creazione di Nuovi Cardinali
I nomi dei venti nuovi cardinali, annunciati dal Papa dalla finestra del palazzo apostolico durante l'Angelus del 29 maggio, sono stati accompagnati dalla richiesta di preghiera "affinché, confermando la loro adesione a Cristo, possano aiutarmi nel mio ministero di Vescovo di Roma per il bene di tutto il santo popolo fedele di Dio". La lista dei nominati ha confermato i criteri adottati nei precedenti sette Concistori del pontificato di Jorge Mario Bergoglio.
La Testimonianza di Monsignor Pollio: Missione e Persecuzione in Cina
Ordinazione e Inizio della Missione
Nato a Meta di Sorrento il 30 dicembre 1911, monsignor Pollio fu ordinato sacerdote del Pontificio Istituto Missioni Estere il 22 settembre 1934. L'anno seguente venne inviato in missione a Kaifeng, nella provincia cinese dello Henan. Il 12 dicembre 1946 fu nominato arcivescovo di Kaifeng, ricevendo l'ordinazione episcopale il 13 aprile 1947.
Conflitti Politici e Religiosi
Nel giugno 1948, la regione fu teatro di scontri tra nazionalisti e comunisti. Dopo la presa di Kaifeng da parte dei comunisti, monsignor Pollio fu inizialmente costretto ad aderire alla Chiesa riformata, nota come "Movimento della triplice indipendenza", che negava alcuni dogmi della Chiesa, prevedeva la separazione dal Papa e strumentalizzava politicamente il Cattolicesimo. Monsignor Pollio si oppose fermamente a tali imposizioni.

Arresto e Persecuzione
Nel Natale del 1950 ebbero inizio le persecuzioni contro i cattolici e i nazionalisti. Il 1° aprile 1951, il missionario del PIME fu arrestato e imprigionato con l'accusa di essere un imperialista, un invasore e un nemico del popolo. Fu sottoposto a un regime carcerario estremamente duro, descritto nelle sue stesse parole: "Fui addetto ai lavori più umili, più avvilenti e ripugnanti." La sua detenzione durò sei mesi, durante i quali subì 32 processi penali. L'arcivescovo raccontò di accuse inventate e testimonianze false volte a fargli confessare crimini mai commessi.
Accuse e Torture
Le accuse più gravi mosse contro di lui riguardavano l'istituzione della "Legio Mariae", considerata dai maoisti un'organizzazione sovversiva volta a rovesciare il regime per conto degli imperialisti, e la sospensione dai sacramenti degli aderenti alla chiesa nazionale. Monsignor Pollio scrisse nel suo diario: "Le torture dei comunisti cinesi sono terribili; le confessioni, con la morte che ne segue o con la condanna ai lavori forzati, sono l’unica via per mettere termine a una vita impossibile." Nonostante ciò, la sua volontà e fede rimasero incrollabili, permettendogli di celebrare clandestinamente la Santa Messa per ben 52 volte.
Giudizio Popolare ed Esilio
La testimonianza di monsignor Pollio si conclude con il racconto dell'umiliante giudizio popolare a cui fu sottoposto insieme ad altri due missionari. L'esito fu il suo esilio da Kaifeng e dalla Cina nell'ottobre del 1951. "Davanti a quel furore popolare, nel sentire tante infami calunnie, e alla vista di quei pavidi cristiani, nel mio animo prevalse un sentimento: quello del perdono."
Ritorno in Patria e Nostalgia
Nell'ottobre del 1951, fece finalmente ritorno in Italia. Nonostante le sofferenze e le umiliazioni patite, monsignor Pollio concludeva il suo diario con le parole: "Ora sono in patria". Aggiunse: "E, pur sentendomi circondato da affetto e stima, il mio cuore è rimasto laggiù; è rimasto a Kaifeng. È un cuore che piange sulle distruzioni, sulle chiese profanate, sulla sanguinosa bufera che ha travolto le nostre missioni mettendo a dura prova i cristiani."
Nuovi Ruoli Pastorali e Diplomatici
Arcivescovo di Otranto e Salerno
Dopo un periodo trascorso presso il PIME, l'8 settembre 1960 fu nominato Arcivescovo di Otranto. Successivamente, il 5 febbraio 1969, assunse l'incarico di Arcivescovo di Salerno e amministratore perpetuo di Acerno, facendo il suo ingresso in diocesi il 13 aprile 1969. L'arcivescovo tornò a Salerno il 2 aprile 1990 per ricevere la cittadinanza onoraria, concessa all'unanimità dal Consiglio Comunale della Città.
Medjugorje: Un Luogo di Grazia e Speranza
L'Incarico di Visitatore Apostolico
"Un luogo di grazia": questa è la convinzione di monsignor Aldo Cavalli, arcivescovo di Lecco, nominato visitatore apostolico a carattere speciale per la parrocchia di Medjugorje. Succede al vescovo polacco Henryk Hoser, deceduto nell'agosto 2021. Dopo esperienze pastorali e diplomatiche in Africa, America Latina, Malta e Paesi Bassi, monsignor Cavalli si confronta con una realtà unica. Egli sottolinea come, pur trovandosi nel cuore dell'Europa, Medjugorje presenti, dal punto di vista pastorale, punti di contatto con esperienze molto distanti.

La Rinascita Spirituale a Medjugorje
L'arcivescovo, incaricato da Papa Francesco di seguire da vicino questo piccolo centro bosniaco, segnato da quarant'anni di apparizioni mariane, descrive Medjugorje come un luogo in cui la presenza del Signore si manifesta concretamente, specialmente dopo il lockdown. L'arrivo di 30.000 giovani da 70 Paesi, che hanno trascorso una settimana in preghiera e musica, restituisce speranza in un momento difficile, segnato dalla pandemia, dalla crisi economica e dalla guerra.
Medjugorje come "Confessionale del Mondo"
Monsignor Cavalli, 75 anni, è arrivato a Medjugorje dopo le restrizioni dovute al Covid-19, periodo in cui i pellegrinaggi erano fortemente limitati. La ripresa, definita "incredibile", ha trasformato questo luogo nel "più grande confessionale del mondo", soprattutto in un periodo di diffusa crisi spirituale. Medjugorje è primariamente una scuola di preghiera, dove i visitatori non cercano svago mondano, ma un'esperienza spirituale profonda.
Monsignor Aldo Cavalli, arcivescovo a Medjugorje: fede e giovani
L'Energia della Preghiera e la Conversione
I pellegrini che giungono a Medjugorje avvertono un'energia particolare, derivante dalla preghiera e dalla ricerca spirituale, che spesso porta alla conversione. Molti giovani, prima di ripartire, esprimono il desiderio di entrare in Seminario. La routine quotidiana include il Rosario in lingua croata, canti internazionali, e la Messa con traduzioni simultanee in 15 lingue. Numerosi religiosi provenienti da fuori collaborano nella distribuzione della Comunione e nelle confessioni, con un notevole impegno da parte di circa 50-60 frati minori.
La Fede Palpabile e l'Organizzazione dei Pellegrinaggi
Le persone percorrono migliaia di chilometri per raggiungere Medjugorje. Sei confessionali sono riservati ai croati. Nonostante la pandemia abbia ridotto le confessioni in molti luoghi, a Medjugorje i fedeli trovano la possibilità di confessarsi. L'organizzazione volontaria, che supporta la liturgia e la concentrazione, permette a tutti di ricevere la Comunione in tempi brevi, trasmettendo una fede palpabile.
Storie di Giovani e la "Visione" del Signore
Monsignor Cavalli è colpito dalle storie di giovani che affrontano situazioni apparentemente irrisolvibili e cercano un "raggio di grazia". Egli li vede disperati, ma sottolinea l'importanza di osservare le loro vite attraverso la "visione" del Signore, in prospettiva. La missione è infondere coraggio, poiché la loro chiamata a Medjugorje implica un motivo e un futuro importante. La chiave è aiutare questi giovani a trovare il silenzio per aprirsi, meditare e ripensare la propria vita.
Evoluzione di Medjugorje e il Suo Impatto Pastorale
Da Villaggio Contadino a Santuario
Prima del 1981, Medjugorje era un luogo abitato da contadini. Il santuario è nato dalla devozione della sua gente. Sebbene siano state organizzate strutture ricettive, come piccoli hotel a gestione familiare e negozi, il commercio non disturba la dimensione religiosa del luogo. Recentemente, si è svolta una riunione con 180 persone per organizzare l'adorazione perpetua.
La Chiesa di San Giacomo e le Strutture di Accoglienza
La chiesa di San Giacomo può ospitare 500-600 persone ed è costantemente piena. All'esterno, vi è spazio per 8000 persone. Dal 1998, un salone dedicato alla catechesi accoglie gruppi con una partecipazione impressionante e traduzioni multilingue. Sarà necessario aggiornare le strutture, ma senza la costruzione di ulteriori cattedrali.

Relazioni con la Diocesi e il Vaticano
Il Ruolo della Diocesi di Mostar
La parrocchia di Medjugorje fa parte della diocesi di Mostar. Monsignor Cavalli è membro di diritto della locale conferenza episcopale. Il vescovo segue attentamente la crescita di Medjugorje, partecipa alle Cresime e ha recentemente accompagnato il delegato inviato dal Vaticano. In passato, i vescovi locali mantenevano una posizione prudente, ma il clima attuale è cambiato, permettendo alla grazia di agire.
Pellegrinaggi Ufficiali e Formazione delle Guide
Oggi, migliaia di persone visitano Medjugorje. Recentemente è stato organizzato un corso per cento guide, il cui compito non è solo spiegare la storia del luogo, ma anche ascoltare i pellegrini. Luciana Brandetti, che svolge questo servizio da 15 anni, sottolinea come la grazia sia supportata da un importante lavoro umano basato sull'ascolto, specialmente per i giovani in difficoltà che cercano silenzio e comprensione.
La Nomina di Monsignor Cavalli come Visitatore Apostolico
Successione e Mandato
L'arcivescovo lecchese, 75 anni, precedentemente nunzio nei Paesi Bassi, succede all'arcivescovo polacco Henryk Hoser. Papa Francesco ha nominato monsignor Aldo Cavalli come nuovo visitatore apostolico a carattere speciale per la Parrocchia di Medjugorje, con un incarico a tempo indeterminato e "ad nutum Sanctae Sedis". Succede all'arcivescovo Hoser, deceduto il 13 agosto scorso all'età di 78 anni, che ricopriva questo incarico dal 2018.
Percorso Diplomatico e Pastorale
Monsignor Cavalli, nato nel 1946 a Muggianico di Lecco, è stato ordinato sacerdote a Bergamo nel 1971. Ha completato i suoi studi presso la Pontificia Accademia Ecclesiastica e nel 1979 è entrato nel servizio diplomatico della Santa Sede. È stato consacrato vescovo nel 1996, come arcivescovo titolare di Vibo Valentia. Ha guidato le nunziature in São Tomé e Príncipe (1996), Angola (1997), Cile (2001), Colombia (2007), Libia e Malta (2013), Paesi Bassi (2015), e ha ricoperto il ruolo di rappresentante permanente presso l'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (2015). Il 15 maggio scorso è stato ricevuto in udienza da Papa Francesco.
Natura dell'Incarico Pastorale a Medjugorje
Accompagnamento della Comunità e dei Pellegrini
L'incarico di visitatore apostolico, come specificato dalla Sala Stampa al tempo della nomina di Hoser, ha un carattere "esclusivamente pastorale". Si tratta di un accompagnamento "stabile e continuo" della comunità parrocchiale di Medjugorje e dei numerosi fedeli che vi si recano in pellegrinaggio, le cui esigenze "richiedono una peculiare attenzione". Questo ruolo pastorale non interferisce con la questione delle apparizioni mariane.
Il Ruolo di Papa Francesco e la Via Mariana
Autorizzazione ai Pellegrinaggi e Messaggio ai Giovani
Nel maggio 2019, Papa Francesco ha autorizzato i pellegrinaggi a Medjugorje, permettendo loro di essere ufficialmente organizzati dalle diocesi e dalle parrocchie. Nell'agosto scorso, il Papa ha rivolto un messaggio ai giovani riuniti per il tradizionale Mladifest, esortandoli ad avere il coraggio di seguire Gesù: "Abbiate il coraggio - aveva affermato - di vivere la vostra giovinezza affidandovi al Signore e mettendovi in cammino con Lui. Lasciatevi conquistare dal suo sguardo di amore che ci libera dalla seduzione degli idoli, dalle false ricchezze che promettono vita ma procurano morte. Non abbiate paura di accogliere la Parola di Cristo e di accettare la sua chiamata. Non scoraggiatevi come il giovane ricco del Vangelo; invece, fissate lo sguardo su Maria, il grande modello dell’imitazione di Cristo, e affidatevi a Lei che, con il suo «eccomi», ha risposto senza riserve alla chiamata del Signore.”
Medjugorje come Incontro con Cristo
Monsignor Hoser aveva dichiarato a Vatican News che i pellegrini giungono a Medjugorje da tutto il mondo "per incontrare Cristo e sua Madre". Egli sottolineava che "la via mariana è quella più certa e sicura" perché conduce a Gesù. A Medjugorje, i fedeli pongono al centro la Santa Messa, l'adorazione del Santissimo Sacramento e una massiccia frequenza del Sacramento della Penitenza. Si tratta di un vero culto "cristocentrico", vissuto con la vicinanza alla Vergine Maria, venerata come "Regina della Pace".
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