Basilica di Santa Maria Assunta a Castel di Sangro

Quando si arriva a Castel di Sangro, la prospettiva della maestosa facciata della Basilica di Santa Maria Assunta, posta perpendicolarmente alla strada di via Porta Napoli, sul prospiciente lato di Colle San Giovanni, genera uno degli ingressi più suggestivi del territorio abruzzese. La Chiesa Madre, come viene chiamata, è situata nella parte più alta del paese in posizione dominante sul circondario. Essa domina il centro storico dalla sommità del borgo antico, imponendosi come uno degli esempi più significativi di architettura religiosa in Abruzzo.

Origini e Evoluzione Storica

La Chiesa Madre trae le sue origini nel corso del X secolo, quando venne eletta a sostituire la Chiesa di Santa Maria ad duas Basilicas in località Valle Salice. Le notizie relative al tempio più antico risalgono all’incirca al X secolo. Sui resti di un'antichissima basilica di Santa Maria ad duas Basilicas venne eretta intorno alla seconda metà del secolo X la prima chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo.

Le Ricostruzioni dopo i Terremoti

La storia della Basilica di Santa Maria Assunta è segnata da diverse ricostruzioni, che l'hanno plasmata nella forma attuale. La sua prima forma ebbe vita molto breve e fu distrutta da un incendio nel 1236. Una nuova costruzione venne eretta subito dopo e distrutta dal terremoto del 1456, evento che la chiesa subì nuovamente nel 1706, tre anni dopo il sisma che devastò L'Aquila nel 1703. Ricostruita per la terza volta in stile quattrocentesco-rinascimentale, la chiesa subì un altro evento sismico alla fine del Seicento e venne riedificata per l'ultima volta, in forme barocche, precisamente tra il 1695 e il 1725.

La costruzione cominciò il 19 giugno del 1695 e venne consacrata il 21 settembre del 1725, e da allora poco è cambiato. Artefice di questa ricostruzione fu Francesco Ferradini, artista di origini comasche che risiedeva da anni a L'Aquila. Egli avviò i lavori di rifacimento da solo già nel 1695 per essere affiancato, qualche anno dopo, da Giovan Battista Gianni (o Giani), mutando completamente l'impianto precedente pur conservandone alcune strutture. I due architetti inserirono nella nuova struttura elementi decorativi e scultorei appartenenti alle due precedenti chiese (rispettivamente del X e XIII secolo) sui cui resti venne edificata l’attuale Basilica.

Architettura Esterna

La Basilica di Santa Maria Assunta si presenta con una imponente facciata, tutta di pietra regolare a vista, che si sviluppa con un timpano centrale, nel quale è inserito l'orologio, e con due campanili laterali. Su uno dei campanili si può osservare una originale monofora appartenente alla pregressa costruzione, come anche altri elementi lapidei facilmente riconoscibili per essere appartenuti ad un'epoca più antica, inseriti nel portale e nei cantonali. La facciata è articolata su due ordini separati da una cornice marcapiano, su cui svettano un frontone e due torrette campanarie. Questo prospetto così imponente rappresenta senza dubbio un punto di riferimento a livello di paesaggio urbano, visibile anche da lontano per chi arriva dalla vallata. La materia utilizzata per la sua realizzazione, cioè la pietra, contribuisce a dare un tono severo e rigido all'organismo religioso.

Sulla facciata sono allocate otto statue, di tarda epoca, rappresentanti: Santa Concordia, San Rufo, San Sebastiano, Sant'Emidio, San Rocco, Sant'Antonio Abate, San Gaetano e l'Assunta.

Facciata monumentale della Basilica di Santa Maria Assunta a Castel di Sangro con campanili e statue

Architettura Interna

L'interno della basilica di Santa Maria Assunta si presenta con una struttura a tre navate, separate da robusti pilastri che sostengono l'imponente architettura, ognuna ordite da archi. La chiesa, con una pianta a croce greca e uno stile barocco maestoso, è uno dei rari organismi centrici ottenuti mediante la traduzione di uno schema centrale all'interno di una struttura parzialmente preesistente. Internamente, le tre navate accolgono il visitatore, mentre gli stupendi affreschi lo conducono all’altare maggiore.

Le volte sono segnate da cinque cupole, di cui la centrale semisferica e le laterali ovali. La caratteristica originale dell’architettura del Ferradini consiste nel fare insistere ogni cupola su archi propri, per cui si ha un doppio sistema di archi, che poggiano su pilastri, le cui basi sono in pietra massiccia lavorata. La cupola che sovrasta la chiesa svolge opera di raccordo con i bracci della croce e gli spazi periferici.

Interno della Basilica di Santa Maria Assunta a Castel di Sangro, con navate e cupole barocche

Opere d'Arte e Tesori

Sculture e Arredi Sacri

All'interno della Basilica, agli occhi del pellegrino si estende uno scenario di grande respiro spirituale e artistico, con pregiatissime opere d'arte presenti già dall'ingresso. Spicca un altorilievo trecentesco raffigurante la Pietà, testimonianza della scultura medievale, posta all'ingresso laterale della cappella e ricompresa nel loggiato quattrocentesco. Di particolare interesse è anche il gruppo bronzeo del Battesimo di Cristo, attribuito alla scuola del Cellini, collocato sopra il battistero della fonte battesimale.

La pregiata opera marmorea che caratterizza la fonte battesimale costituisce anche l'elemento predominante dell'altare di San Sebastiano e dell'altare maggiore. Quest'ultimo, datato 1738, fu realizzato da Gentile Aniello direttamente a Napoli e poi montato sul posto, risentendo dell'influenza degli altari del Fanzago. Dietro l'altare maggiore si trovano il coro ligneo e l'arcaico leggìo, che appartenevano al precedente monumento ecclesiastico insieme al pulpito, posto in prossimità della navata destra. L'epoca remota traspare anche dal ligneo annicchiato che occulta il corpo di Santa Concordia, mentre un altro altare è dedicato all'Addolorata, dove il paliotto quattrocentesco rappresenta alcune scene di Gesù. Sempre opere barocche di artisti napoletani sono il leggio ed il seggio, mentre attribuito al sulmonese Luigi Sabadini è il grande pulpito realizzato nel 1772, con funzione di protagonista all'interno dello spazio centrale sovrastato dalla cupola.

La Pinacoteca

Le prestigiose opere pittoriche coronano l'imponenza del monumento. La Basilica ospita, infatti, tele di grande prestigio, realizzate da maestri napoletani della prima metà del Settecento. Tra queste, i dipinti “La disputa coi dottori” e “La nascita del Gesù” del Vaccaro; “La caduta di Gesù sotto la croce” e “Gesù mostrato da Pilato” del De Mura (caposcuola, 1696-1782); “La Madonna col Bambino e con i Santi" e "La Cena" del De Matteis; "Il Miracolo della manna" e "Mosè con il serpente di bronzo" del Cirillo. Sulla parete destra dell'abside troviamo La caduta di Gesù sotto la croce e a sinistra Gesù mostrato a Pilato, mentre al centro dell'abside è collocata La Cena di Paolo De Matteis.

In quest'ultima opera, Cristo campeggia al centro del dipinto in atto di benedire il pane e il vino. Nel mezzo della tavola un piatto ovale reca un agnello. Gli Apostoli sono rivolti verso il Salvatore, ad eccezione di Giuda, posto in penombra sulla destra del quadro con davanti il sacchetto di denari. Sapiente è l’impostazione compositiva: ogni figura ha una precisa e studiata collocazione, in pieno rispetto della simmetria. Motivi classicheggianti si evidenziano nell’ambiente, con colonne ai lati della stanza.

L'ultima cena di Leonardo da Vinci - Santa Maria delle Grazie

L'Organo a Canne

Tra i tesori che la Basilica conserva, va doverosamente citato il prestigioso organo a canne, la cui realizzazione viene ricondotta a Pasquale D'Onofrio nel 1794. Coevo del pulpito, si tratta di un organo barocco di scuola sulmonese.

Sepolture Illustri

Com'era nella antica tradizione, la chiesa ha ospitato le salme dei personaggi appartenenti a famiglie importanti, quali i De Petra, i Ciani, i Panasca, i Matta, i Canofilo, i Mancini e i Minotti-Maffei.

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