Padre Pio da Pietrelcina (1887-1968), cappuccino italiano, è annoverato tra i santi più amati del XX secolo. Noto per le sue stimmate, i suoi miracoli e il suo profondo legame spirituale con Dio, la sua vita è stata un faro di santità concreta, mai piegatosi di fronte al dolore. La sua dedizione alla preghiera, alla confessione e all'accompagnamento delle anime in difficoltà ha lasciato un segno indelebile in milioni di fedeli in tutto il mondo.
Dio stesso aveva tracciato per lui la via della santità sin da quando aveva deciso di donargli le stimmate, segno vivo della presenza di Cristo non solo nel suo cuore ma anche sul suo corpo. Il giovane Francesco Forgione, dal profondo della Campania, non si è mai tirato indietro di fronte a questo disegno divino.
La Vocazione Sacerdotale e l'Identificazione con Cristo
La frase scelta da Francesco Forgione per la sua ordinazione sacerdotale, il 10 agosto 1910, fu: «Per Te Sacerdote santo vittima perfetta». Come osserva Claudio Marcellino, questa frase racchiude «in anticipo non soltanto il significato della sua vocazione sacerdotale, ma di tutta la sua esistenza, nell’identificazione totale con la volontà di Dio e con Cristo crocifisso».
Il suo desiderio più intimo era quello di condurre tutti a Dio, come espresso nella sua preghiera: «Che altro desidera l’anima mia se non condurre tutti a Te o Signore e attendere pazientemente che questo fuoco divoratore bruci tutte le mie viscere nel “Cupio dissolvi” per essere completamente in te?». La sua grande fiducia nella benevolenza del Padre lo spingeva ad affermare: «Mi sento pure grandemente spinto ad abbandonarmi tutto alla Provvidenza e nessun pensiero mi danno più le cose sì prospere che avverse». Egli era «divorato dall’amore di Dio e del prossimo», con Dio sempre fisso nella mente e stampato nel cuore.
Il Mistero della Sofferenza e l'Amore per la Croce
Un tema centrale nella vita di Padre Pio è stato il mistero della sofferenza e del dolore. «Il mio riposo è sulla croce. C’è un’eternità per riposare!», esclamava. Questo tema era al centro anche dei suoi colloqui più intimi con il Signore: «“Non temere, Io ti farò soffrire”, mi va ripetendo Gesù. “Desidero che la tua anima con quotidiano e occulto martirio sia purificata e provata; non ti spaventare se Io permetto al demonio di tormentarti, al mondo di disgustarti, alle persone a te più care di affliggerti”».
Il frate stigmatizzato accoglieva la sofferenza con straordinaria rassegnazione e desiderio: «Soffro e vorrei sempre più soffrire; mi sento consumare e vorrei essere sempre più consumato. Desidero la morte solo per unirmi con vincoli indissolubili al celeste Sposo. Desidero pure la vita, per sempre più patire, avendomi Gesù dato a intendere che la prova sicura dell’amore è solo nei dolori. Vorrei soffrire assai di più per l’ideale che cerco». Il suo amore al Crocifisso era tale da fargli affermare: «Io amo la croce, la croce sola. L’amo perché la vedo sempre sulle spalle di Gesù». Egli invitava i fedeli: «Guarda Gesù Crocifisso e troverai la soluzione a tutti i tuoi problemi»; in specie «nel dolore Gesù è più vicino». Perciò esortava: «Nelle croci, nelle prove, nelle persecuzioni guarda sempre a Gesù Crocifisso».

La Potenza della Preghiera
Nella vita spirituale, come osservava Padre Pio, «se non si avanza si indietreggia. Succede come alla barca la quale deve sempre camminare. Se si ferma il vento la rimanda indietro». Per questo, la preghiera era fondamentale.
Il santo di Pietrelcina sottolineava che «la preghiera è l’effusione del cuore che ama Dio». L’orazione è infatti «la migliore arma che abbiamo, è una chiave che apre il cuore di Dio». Di qui «deve essere insistente in quanto l’insistenza denota la fede»; e «quando è fatta bene, commuove il Cuore Divino e lo invita sempre più a esaudirci». Con la semplicità e l'acume spirituale che lo contraddistinguevano, suggeriva: «Quando avete distrazioni, non vi distraete di più fermandovi a considerare il perché e il per come».
Una delle sue massime più note era: «Pregate, sperate e non preoccupatevi. Dio è misericordioso e ascolterà le vostre preghiere».
Il Mistero della Santa Messa
Relativamente al mistero inestimabile della Santa Messa, Padre Pio sosteneva che persino gli angeli rilevassero: «Capisco cos’è e perché si fa, ma non comprendo quanto valore abbia». Egli però lo intuiva al punto da affermare: «Se fosse per me non scenderei mai dall’altare».

I Doni Soprannaturali e il Discernimento delle Anime
Padre Pio possedeva qualità straordinarie che catalizzavano intorno a sé tanto interesse e venerazione. Molti ambivano, subito dopo la messa, a baciargli le mani, segnate dalle stimmate, prima che in sagrestia si rimettesse i guanti.
Il Discernimento delle Anime in Confessione
Oltre ai segni eccezionali sul suo corpo, era evidente in Padre Pio la sua capacità di vedere l'intimo delle anime, illuminato com'era da Dio. Ciò era abituale in confessione, dove i penitenti si sentivano non di rado ricordare dei peccati non detti. Se l'omissione era stata involontaria e riguardava cose veniali, tutto filava liscio. Ma se l'omissione era stata fraudolenta o riguardava cose gravi, i rimproveri di Padre Pio erano aspri e sferzanti, e il più delle volte il peccatore veniva scacciato in malo modo, "coram populo", poiché Padre Pio non aveva mezze misure. C'era chi se ne andava sdegnato, giurando di non tornare, salvo poi ripensarci, anche con l'aiuto di "samaritani" che spiegavano la situazione e guidavano i penitenti per una nuova confessione. Questi "scaccioni" in confessione spesso portavano a un pianto che faceva bene, perché aiutava a vedere con più chiarezza i propri comportamenti.
Anche fuori della confessione si rivelava questo discernimento interiore: quando in mezzo alla folla rimproverava ad alta voce qualcuno, o senza dire nulla ritirava la mano a chi si disponeva a baciarla, o addirittura passava oltre nel fare la comunione ai fedeli.
La Storia di Padre Pio (parte 1) - RAI Storia
La Bilocazione
La testimonianza del dono della bilocazione in Padre Pio ci viene da lui stesso. Una volta, mentre stava con le sue prime figlie spirituali nella foresteria del convento per le consuete conferenze, apparve a un tratto come assente. Questo è uno dei tanti episodi che testimoniano la sua presenza simultanea in luoghi diversi.
Il Mistero dei Profumi Celesti
I profumi celestiali erano un segno distintivo della presenza di Padre Pio, o per lo meno della sua assistenza nella preghiera. Era di solito un buon odore di violette, intensissimo e inconfondibile, che Padre Pio aveva usato per qualche tempo subito dopo la stimmatizzazione come disinfettante. È anche certo che il suo sangue non aveva un odore repellente, ma gradevole. Questi profumi erano segni tangibili di una presenza che va oltre la realtà.
Molti fedeli devoti hanno raccontato di aver sentito diverse fragranze associate alla presenza del Frate con le stimmate, ognuna con un proprio significato:
- Acido fenico: premonizione delle sofferenze fisiche e spirituali che si presentano, anche in breve tempo, nella vita di Padre Pio.
- Anice: uno dei profumi più forti avvertiti in occasione delle visite soprannaturali del Santo.
- Canfora: percepito specialmente in occasione dei miracoli avvenuti per intercessione di Padre Pio. È l’odore della guarigione corporale, di un corpo che si libera dalla malattia e anche dalle ferite inferte dal demonio.
- Gomma bruciata: segno del perdono dei peccati e il ritorno alla grazia.
- Rosa: uno dei profumi che più ci avvicina a Padre Pio e che ci fa sentire la sua presenza. Quando la si sente, si sa che il Santo è in spirito proprio accanto a noi.
A volte il profumo intenso era segno, oltre che della sua presenza, anche della grazia ricevuta, e si manifestava subito.
L'Eredità di Padre Pio: Intercessione e Guida Continua
Padre Pio era un uomo di intensa preghiera, che trascorreva ore in unione con Dio. La sua preghiera d'intercessione otteneva grazie non imputabili all'intervento umano, sebbene non nella stragrande maggioranza dei casi si trattasse di miracoli veri e propri. I benefici che ottenevano coloro che ricorrevano a Padre Pio sono incalcolabili e tuttora persistono. Quando gli si raccomandava di pregare per questa o quella cosa, annuiva subito e a sua volta esortava anche il ricorrente a pregare.
In particolare, la sua preghiera abituale, diffusissima tra i suoi devoti, era la «coroncina al Cuore di Gesù». Molte volte, nel corso della sua vita, Padre Pio aveva detto che di lui «si sarebbe parlato più da morto che da vivo». Ed in effetti così è stato, confermando la sua profezia e l'impatto duraturo della sua santità.
Egli invitava anche a «Abbandonati nelle braccia della Mamma Celeste», mostrando la sua profonda devozione mariana.