Con l'avvicinarsi della festa di Tutti i Santi e la Commemorazione di tutti i fedeli defunti, la Chiesa ci ricorda le preziose opportunità per ottenere indulgenze plenarie, applicabili esclusivamente alle anime dei defunti. Queste indulgenze rappresentano un gesto tangibile di misericordia e amore, un aiuto concreto per le anime del Purgatorio che non possono fare nulla da se stesse, ma contano sull'aiuto dei vivi per accedere il più rapidamente possibile in Paradiso.

Il Concetto di Indulgenza: Remissione della Pena Temporale
La Chiesa propone, per suffragare (confortare) le anime del Purgatorio, la pratica delle "indulgenze". Le indulgenze ottengono la remissione della pena temporale dovuta per i peccati. Ogni colpa (cioè ogni peccato commesso), anche dopo il perdono (l'assoluzione ottenuta nella confessione), lascia come un debito da riparare per il male commesso.
Le anime dei defunti saldano i loro debiti nel Purgatorio. L'indulgenza è la remissione davanti a Dio della punizione temporale dovuta per i peccati per i quali la colpa è già stata perdonata. Questa remissione della pena è concessa attraverso l'intervento della Chiesa, che ha il potere - concesso da Cristo - di dispensare dal "tesoro" delle soddisfazioni sovrabbondanti di Cristo e dei santi.
Il Debito di Punizione e la Riconciliazione
Per ogni peccato che l'uomo commette, egli incorre sia in una colpa davanti a Dio (perché è un'offesa all'amicizia tra Dio e l'uomo), sia in un debito di punizione. Papa Paolo VI dichiarò che questo debito “può rimanere per essere espiato o purificato e, in effetti, spesso rimane anche dopo la remissione della colpa” - anche dopo la confessione sacramentale. Questo è dovuto all'imperfezione della nostra contrizione o all'incompletezza del nostro allontanamento dal peccato.
Questa punizione è dovuta perché il peccato non può mai essere rimosso finché la colpa non è stata perdonata, cioè finché uno non si è ancora rivolto a Dio con sincera contrizione e una ferma risoluzione di emendamento. Questo debito può essere espiato in questa vita dalle sofferenze, dalle difficoltà e dalle prove di ogni giorno sopportate volontariamente, dalla mortificazione volontariamente intrapresa e soprattutto dalla morte; o nella vita oltre attraverso la purificazione del Purgatorio. Può anche essere espiato dalle INDULGENZE, che possono essere applicate alla propria anima, o alle anime del Purgatorio.
Il Fondamento Teologico delle Indulgenze
Il Corpo Mistico di Cristo e la Comunione dei Santi
Un elemento essenziale delle indulgenze è che la soddisfazione compiuta da una persona può essere applicata a un'altra. Questo trasferimento è possibile in ragione della comunione dei santi, o del Corpo Mistico di Cristo. Come spiegò San Paolo: “Come ciascuno di noi ha un solo corpo e molte membra, così anche noi, pur essendo molti, siamo un solo corpo in Cristo e, individualmente, membra gli uni degli altri.” (Rom. 12:11)
Grazie a questo grande mistero, non solo i frutti della passione di Cristo possono essere applicati ai suoi membri, ma i fedeli cristiani possono aiutarsi a vicenda, mediante un “scambio di beni spirituali ed espiazione penitenziale, portando la propria croce in espiazione per i propri peccati e per quelli degli altri, certi di poter aiutare i fratelli ad ottenere la salvezza dal Padre delle misericordie.
Il Tesoro Spirituale della Chiesa
Questo “tesoro” della Chiesa è il magazzino spirituale che contiene i meriti infiniti e la soddisfazione di Cristo, e la soddisfazione sovrabbondante della Beata Vergine e dei santi. Sia Cristo che Sua Madre erano senza peccato, quindi il valore soddisfacente di tutte le loro buone azioni e atti non era necessario per pagare il loro debito - perché non ne avevano nessuno; e quindi può essere applicato al debito degli altri.
Anche i santi, sebbene peccassero, offrirono a Dio una riparazione molto più grande di quella necessaria per pagare il debito dei loro peccati. Tutta questa soddisfazione sovrabbondante, che può essere applicata agli altri, costituisce il tesoro spirituale della Chiesa, le cui ricchezze possono essere applicate per pagare il debito di punizione (in tutto o in parte), sia delle anime sulla terra, sia delle anime in Purgatorio.
Il Potere delle Chiavi
La fonte di questo potere è Cristo stesso: “Io ti darò le chiavi del regno dei cieli; e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli; e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli”. (Mt 16) Il potere delle chiavi include non solo il potere (che scaturisce dagli Ordini Sacri) di rimuovere la colpa del peccato grave e la punizione eterna che gli è dovuta - nel sacramento della penitenza; ma anche, a parte questo sacramento, la giurisdizione di dispensare alle anime (attraverso le indulgenze) la sovrabbondante soddisfazione o espiazione di Cristo e dei santi, diminuendo o annullando così la pena della punizione temporale per il peccato.
Quando il Papa concede un'indulgenza per un dato atto o preghiera, lo fa in virtù del potere di "scioglimento" che Cristo ha dato alla Sua Chiesa, attingendo dal suo tesoro spirituale i mezzi con cui questa pena viene soddisfatta. La Chiesa, tuttavia, non ha giurisdizione sui defunti, e quindi può concedere un'indulgenza in loro favore solo per via di suffragio, cioè solo per via di petizione a Dio di accettare queste opere di soddisfazione per loro conto. Non possiamo mai sapere quanta soddisfazione Dio accetta per loro conto; per questo motivo vale la pena cercare di ottenere un certo numero di indulgenze (plenarie e parziali) per un'anima individuale.

Come Ottenere l'Indulgenza Plenaria per i Defunti
Per ottenere l'indulgenza plenaria, che libera da ogni pena temporale dovuta e che può essere acquistata una sola volta al giorno, la Santa Sede elenca i seguenti requisiti:
- Confessione sacramentale: Questa condizione può essere adempiuta parecchi giorni prima o dopo l'opera indulgenziata.
- Comunione eucaristica: Necessaria per lucrare ciascuna indulgenza plenaria.
- Preghiere secondo l’intenzione del Sommo Pontefice: Per pregare secondo le intenzioni del Papa è sufficiente un “Padre Nostro” e un’“Ave Maria”. Anche questa condizione è necessaria per ciascuna indulgenza plenaria.
- Assenza di ogni attaccamento al peccato veniale: Alcuni teologi sono dell'opinione che le indulgenze plenarie non siano guadagnate così spesso come alcuni pensano, a causa della difficoltà di essere liberi da ogni attaccamento al peccato veniale. Se questa disposizione è meno che completa, o se le altre condizioni prescritte non sono soddisfatte, si guadagna un'indulgenza parziale.
Per lucrare più indulgenze plenarie è sufficiente una sola confessione sacramentale, ma la Comunione e la preghiera per il Papa sono necessarie per ciascuna indulgenza.
Consiglio Pratico
Per evitare il rischio di lasciare le cose a metà, si consiglia di andare alla Santa Messa vespertina (cioè pomeridiana) del 1° Novembre oppure ad una delle Sante Messe del 2° Novembre. Quando si è in Chiesa per la Santa Messa, ci si confessi, si faccia la Santa Comunione e si recitino le preghiere citate.
Le Preghiere Necessarie
Le preghiere tradizionalmente recitate per le intenzioni del Sommo Pontefice e come parte di altre opere di pietà includono:
IL CREDO
Credo in un solo Dio, Padre Onnipotente, creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili. Credo in un solo Signore Gesù Cristo unigenito figlio di Dio nato dal Padre prima di tutti i secoli. Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, generato, non creato, dalla stessa sostanza del Padre. Per mezzo di Lui tutte le cose sono state create. Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo. Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto e il terzo giorno è resuscitato secondo le Scritture ed è salito al Cielo e siede alle destra del Padre e di nuovo verrà nella gloria per giudicare i vivi e i morti ed il suo Regno non avrà fine. Credo nello Spirito Santo che è Signore e dà la vita e procede dal Padre e dal Figlio e con il Padre ed il Figlio è adorato e glorificato e ha parlato per mezzo dei profeti. Credo la Chiesa una, santa, cattolica e apostolica. Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati e aspetto la resurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà.
PADRE NOSTRO
Padre Nostro che sei nei Cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno e sia fatta la tua volontà come in Cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori e non ci indurre in tentazione ma liberaci dal male.
AVE MARIA
Ave o Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei la benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori adesso e nell'ora della nostra morte.
GLORIA
Gloria al Padre, al Figlio ed allo Spirito Santo, come era nel principio e ora e sempre nei secoli dei secoli.
ATTO DI DOLORE
Mio Dio mi pento e mi dolgo con tutto il cuore dei miei peccati perché peccando ho meritato i tuoi castighi e molto più perché ho offeso Te infinitamente buono e degno di essere amato sopra ogni cosa.
Il Santo Rosario e le Indulgenze
Molto è stato scritto sul potere spirituale del Santo Rosario, ma forse non tutti conoscono la grazia dell'indulgenza che si può ottenere attraverso questa preghiera mariana, la preferita di San Giovanni Paolo II. Nella sua Lettera Apostolica Rosarium Virginis Mariae (Il Rosario della Vergine Maria, n. 37), il Papa pellegrino scrisse che: “Per favorire questa proiezione ecclesiale del Rosario, la Chiesa ha voluto arricchirlo con sante indulgenze per chi lo recita con le dovute disposizioni.”

Condizioni Specifiche per l'Indulgenza Plenaria con il Rosario
A questo proposito, la Concessione 17 dell'Enchiridion Indulgentiarum (Manuale delle Indulgenze) della Penitenzieria Apostolica del Vaticano stabilisce che si concede indulgenza plenaria al fedele che:
- “recita devotamente il Rosario mariano in una chiesa o oratorio, in famiglia, in una comunità religiosa, in una riunione di fedeli o, in generale, quando più persone si radunano per un fine onesto.”
- Parimenti, l'indulgenza plenaria si ottiene anche quando il fedele “si unisce devotamente alla recita di questa stessa devozione, quando è fatta dal Sommo Pontefice e trasmessa per mezzo della televisione o della radio. In altre circostanze, l'indulgenza sarà parziale.”
Nel caso della preghiera vocale, “deve aggiungersi la pia meditazione dei misteri”; e nella recita pubblica, “i misteri devono essere enunciati secondo l'usanza approvata nel luogo; nella recita privata, invece, basta che il fedele accompagni la preghiera vocale con la meditazione dei misteri.”
L'indulgenza plenaria si può ottenere una volta al giorno (eccetto in pericolo di morte), a condizione di adempiere i requisiti generali stabiliti dalla Chiesa: confessione sacramentale, comunione eucaristica e preghiera secondo le intenzioni del Papa.
L'Uso Devoto degli Oggetti Benedetti
Il Beato Paolo VI, nella Costituzione Apostolica Indulgentiarum Doctrina (Dottrina delle indulgenze, Norma 17), stabilì che: “Il fedele che usa con devozione un oggetto di pietà (crocefisso, croce, rosario, scapolare o medaglia) debitamente benedetto da un sacerdote, ottiene un'indulgenza parziale.”
“E se l'oggetto è stato benedetto dal Sommo Pontefice o da un Vescovo, il fedele, usandolo devotamente, può ottenere anche un'indulgenza plenaria nella festa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, aggiungendo una legittima formula di professione di fede.”
A riguardo, p. Jhon Phalen C.S.C. spiegò che usare con devozione un oggetto di pietà significa pregare. “Io dico che portare una croce o persino il rosario è come una professione di fede. Ma il rosario, più che l'oggetto in sé, è la preghiera. Bisogna recitarlo,” chiarì il sacerdote. “Altrimenti si rischia di avere troppa fede nell'oggetto e non in Dio… L'oggetto ci aiuta a comunicare e a relazionarci con Dio.” Pertanto, non basta portare il rosario al collo, in tasca o nella borsa per ottenere l'indulgenza parziale: bisogna usarlo nella preghiera, come strumento per avvicinarsi di più a Dio nella propria vita.
Disposizioni Speciali: Estensione delle Indulgenze a Novembre
Don Gerardo Di Paolo, rettore del santuario romano della Madonna del Divino Amore, ha commentato il decreto della Penitenzieria Apostolica che estende a tutto il mese di novembre le indulgenze per i fedeli defunti, stabilendo “che - come si legge nel testo - l'indulgenza plenaria per quanti visitino un cimitero e preghino per i defunti anche soltanto mentalmente, stabilita di norma solo nei singoli giorni dal 1° all'8 novembre, può essere trasferita ad altri giorni dello stesso mese fino al suo termine.”
“La decisione della Penitenzieria Apostolica - afferma don Gerardo Di Paolo - è stata presa a causa della pandemia che sta imperversando in tutto il mondo, dunque per evitare assembramenti e contagi. In questo modo, si darà la possibilità di lucrare le indulgenze anche a chi è malato o in quarantena perché non dovrà recarsi in una chiesa o in un cimitero: basterà la preghiera mentale.” Questo è un atto di carità e di amore tangibile soprattutto verso le persone più deboli ed indifese, un “segno concreto dell'abbraccio di Dio”.
L’Indulgenza Plenaria per i defunti.
Nuove Norme per le Indulgenze Parziali
Un cambiamento notevole nel nuovo Decreto sulle Indulgenze, riassunto nell'Enchiridion delle Indulgenze sotto Papa Paolo VI, è l'eliminazione del precedente modo di designare le indulgenze parziali con "giorni" e "anni". È stata stabilita una nuova norma che tiene conto dell'azione stessa del fedele che compie un'opera a cui è stata annessa un'indulgenza.
La Misurazione della Remissione della Pena
Papa Paolo VI sottolinea nella sua Costituzione Apostolica sulle Indulgenze che ogni buona opera compiuta per Dio ha sia un valore meritorio che un valore soddisfacente. Il frutto principale è il merito, perché porta un aumento di grazia; l'effetto o frutto secondario è la remissione della pena temporale dovuta al peccato. Papa Paolo VI disse: “Poiché la remissione della pena temporale è tanto più grande quanto più grande è la carità di chi compie l'atto, e quanto più perfetto è l'atto stesso compiuto, si è ritenuto opportuno che questa remissione della pena temporale, che i fedeli acquistano con l'azione, serva di misura alla remissione della pena che l'autorità ecclesiastica aggiunge largamente a titolo di indulgenza parziale.” (n.12)
In altre parole, quando si compie un'opera buona arricchita da un'indulgenza parziale, viene concesso dal potere della Chiesa quella stessa quantità di remissione della pena temporale già ottenuta dall'opera stessa. Vale a dire, in tale opera buona, la remissione della pena temporale è raddoppiata. La Chiesa ha cessato di concedere indulgenze in termini di “giorni” e “anni” perché molti fedeli si sono concentrati di più nel cercare concessioni più ricche di indulgenze, che nel fedele adempimento dei doveri del loro stato di vita - che merita un aumento di grazia, e che San Tommaso d'Aquino dice “è infinitamente più grande della remissione della pena temporale.” (Supp. 25,2,ad 2)
In sintesi, la Chiesa desidera che i fedeli si dedichino maggiormente a vivere una vita veramente cristiana e a crescere nello spirito di preghiera e di mortificazione secondo lo spirito del Vangelo, piuttosto che alla semplice ripetizione di certe formule e atti.
Tre Concessioni Generali di Indulgenze Parziali
Per aiutare i fedeli a concretizzare la propria fede nelle azioni della vita quotidiana, la Chiesa ha previsto tre concessioni generali per l'acquisto delle indulgenze parziali:
- Elevazione dell'Animo a Dio nei Doveri Quotidiani: Si concede l'indulgenza parziale al fedele che, nell'adempimento dei propri doveri e nel sopportare le prove della vita, eleva con umile confidenza l'animo a Dio, aggiungendo - anche solo mentalmente - qualche pia invocazione. Questa concessione è un incentivo a intervallare i doveri quotidiani con brevi invocazioni interiori per compiere le fatiche e sopportare le prove in unione con Cristo. Ciò dimostra che il lavoro e le prove possono avvantaggiarci a seconda dello spirito con cui li affrontiamo. La Santa Sede assicura: “Se qualcuno fosse così zelante e fervente da compiere tale atto frequentemente nel corso della giornata, meriterebbe giustamente, oltre a un copioso aumento di grazia, una più piena remissione della pena dovuta per il peccato, e nella carità sarebbe in grado di venire in aiuto delle anime del purgatorio in modo molto più generoso.”
- Opere di Carità e Misericordia: Si concede l'indulgenza parziale al fedele che, mosso da fede e misericordia, dona se stesso o i propri beni a servizio dei fratelli bisognosi. Questa concessione incentiva a compiere atti di carità, ricordando le parole di Cristo: “ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me.” (Mt 25:40) Non tutte le opere di carità sono indulgenze, ma solo quelle che servono “i fratelli bisognosi”, abbracciando una vasta gamma di opere come aiutare chi manca di cibo, vestiario, alloggio, medicine, lavoro, istruzione, o chi è afflitto da miseria, malattia, esilio o prigionia.
- Mortificazione Volontaria e Penitenza: Si concede l'indulgenza parziale al fedele che, per animo di penitenza, si priva volontariamente di ciò che è per lui consentito e gradito. Questa concessione incoraggia a mortificare gli appetiti e le soddisfazioni corporali, per sottomettere il corpo e renderlo più conforme al Cristo povero e sofferente. L'abnegazione sarà più gradita a Dio se unita alla carità, ad esempio, donando ai poveri ciò che si sarebbe speso per divertimenti. Questa concessione è offerta dalla Chiesa in un momento in cui, con l'attenuazione della legge del digiuno e dell'astinenza, è imperativo che la penitenza sia praticata in altri modi.
Punti da Ricordare per l'Applicazione delle Indulgenze
Il destinatario dell'indulgenza deve essere battezzato, non scomunicato, in stato di grazia almeno al compimento delle opere prescritte, suddito di colui che concede l'indulgenza e avere almeno l'intenzione generale di guadagnare l'indulgenza.
- Alle anime del Purgatorio possono essere applicate sia le indulgenze parziali che quelle plenarie.
- Mentre il valore soddisfacente di qualsiasi buona opera può essere applicato a un'altra persona vivente, le indulgenze non possono essere guadagnate per un'altra persona vivente.
- I fedeli devono ricordare che i defunti possono essere aiutati non solo mediante le indulgenze, ma anche in altri modi: preghiere, atti penitenziali, opere di misericordia, elemosine e soprattutto mediante il sacrificio della Santa Messa.
Sebbene molte indulgenze parziali siano state eliminate dall'Enchiridion, le tre concessioni generali sopra descritte aprono opportunità illimitate per le indulgenze parziali, in ambiti che toccano il cuore della vita cristiana. Tra le varie opere e preghiere con le quali si può lucrare l'indulgenza plenaria, l'Enchiridion segnala in particolare:
- Adorazione del Santissimo Sacramento per almeno mezz'ora.
- Lettura devota della Sacra Scrittura per almeno mezz'ora.
- La Via Crucis.
- Il Rosario, quando recitato in chiesa o in un oratorio pubblico, in famiglia, in una comunità religiosa o in una pia associazione.