L'indulgenza, definita come un dono inestimabile della misericordia divina, rappresenta uno dei "segni" distintivi degli Anni Giubilari. Essa permette di riscoprire l'illimitata misericordia di Dio, come affermato da Papa Francesco nella Bolla d’Indizione del Giubileo 2025, Spes non confundit, dove viene descritta come «una grazia giubilare».
L'indulgenza non è un dono "automatico", ma richiede un impegno sincero e autentico di conversione. Essa agisce sui "residui del peccato" che permangono nell'umanità, anche dopo il perdono sacramentale, purificandoli e liberando il fedele dalle conseguenze temporali del peccato. Questo percorso di purificazione sostiene ogni fedele nel crescere nel bene e nel vivere il Vangelo, aprendo il cuore e la mente al perdono.

Che cos'è l'Indulgenza Plenaria?
Le Indulgenze sono la remissione davanti a Dio della pena temporale meritata per i peccati, già perdonati quanto alla colpa, che il fedele, in determinate condizioni, acquista per sé stesso o per i defunti mediante il ministero della Chiesa. La Chiesa, come dispensatrice di redenzione, distribuisce il tesoro dei meriti di Cristo e dei Santi (Compendio del Catechismo della Chiesa cattolica, n. 312).
Nel sacramento della Riconciliazione, Dio perdona i peccati, che sono realmente cancellati. Tuttavia, l’impronta negativa che essi hanno lasciato nei nostri comportamenti e nei nostri pensieri può permanere. Perciò, attraverso l’Indulgenza, il peccatore viene liberato da ogni residuo della conseguenza del peccato e viene abilitato ad agire con carità e a crescere nell’amore, piuttosto che ricadere nuovamente nel peccato. Questa esperienza di perdono è un passo decisivo ed essenziale per il cammino di fede di ciascuno, consentendo al Signore di risanare il cuore e di far conoscere il Suo volto tenero e compassionevole.
Condizioni Generali per Ottenere l'Indulgenza Plenaria
La Penitenzieria Apostolica ha reso note le norme per la concessione dell’Indulgenza Plenaria. Possono ricevere l’indulgenza tutti i fedeli «veramente pentiti», «mossi da spirito di carità» ed escludendo qualsiasi affetto al peccato.
Le condizioni spirituali, sacramentali e di preghiera consuete includono:
- Essere battezzati.
- Essere purificati attraverso il sacramento della penitenza e ristorati dalla Santa Comunione. Questi sacramenti sono passi essenziali e devono avvenire entro gli otto giorni precedenti o seguenti l'opera giubilare.
- Recitare le preghiere secondo le intenzioni del Sommo Pontefice (Pater Noster, Ave Maria, Gloria al Padre).
- Recitare il Credo.
- Avere il distacco completo da ogni peccato, anche veniale.
Nonostante la norma secondo cui si può conseguire una sola Indulgenza plenaria al giorno, i fedeli che avranno emesso l’atto di carità a favore delle anime del Purgatorio, se si accosteranno legittimamente al sacramento della Comunione una seconda volta nello stesso giorno (all’interno di una celebrazione Eucaristica), potranno conseguire due volte nel medesimo giorno l’Indulgenza plenaria, applicabile soltanto ai defunti.
Modalità per Acquisire l'Indulgenza
I fedeli possono ottenere l’indulgenza intraprendendo diverse vie:
- Pellegrinaggio a luoghi sacri giubilari: I fedeli, “pellegrini di speranza”, possono intraprendere un pellegrinaggio verso qualsiasi luogo sacro giubilare, come almeno una delle quattro Basiliche Papali Maggiori di Roma (San Pietro, San Giovanni in Laterano, Santa Maria Maggiore, San Paolo fuori le Mura), in Terra Santa o in altre circoscrizioni ecclesiastiche (alla chiesa cattedrale o altre chiese e luoghi sacri designati dall’Ordinario del luogo). Durante il pellegrinaggio è richiesta la partecipazione a un momento di preghiera, celebrazione o riconciliazione.
Altri luoghi designati possono includere le due Basiliche Papali minori di Assisi (San Francesco e Santa Maria degli Angeli), le Basiliche Pontificie della Madonna di Loreto, della Madonna di Pompei, di Sant’Antonio di Padova, o, come esempio, la Basilica di Santa Rita a Cascia.
- Opere di misericordia e di penitenza: Tali opere testimoniano la conversione intrapresa. I fedeli sono stimolati a compiere più frequentemente opere di carità o misericordia, principalmente al servizio di quei fratelli che sono gravati da diverse necessità. Ad esempio, visitare per un congruo tempo i fratelli che si trovano in necessità o difficoltà (infermi, carcerati, anziani in solitudine, diversamente abili), quasi compiendo un pellegrinaggio verso Cristo presente in loro.
Lo "spirito penitenziale" è come l'anima del Giubileo. L'indulgenza può essere ottenuta anche astenendosi, in spirito di penitenza, almeno durante un giorno da futili distrazioni (reali ma anche virtuali) e da consumi superflui, nonché devolvendo una proporzionata somma di denaro ai poveri, o sostenendo opere di carattere religioso o sociale, in specie a favore della difesa e protezione della vita.
Condizioni per Coloro che non Possono Partecipare
I fedeli veramente pentiti che non potranno partecipare alle solenni celebrazioni, ai pellegrinaggi e alle pie visite per gravi motivi (come anzitutto tutte le monache e i monaci di clausura, gli anziani, gli infermi, i reclusi, come pure coloro che, in ospedale o in altri luoghi di cura, prestano servizio continuativo ai malati), conseguiranno l’Indulgenza giubilare alle medesime condizioni spirituali, sacramentali e di preghiera. Ciò avverrà se, uniti in spirito ai fedeli in presenza, particolarmente nei momenti in cui le parole del Sommo Pontefice o dei Vescovi diocesani verranno trasmesse attraverso i mezzi di comunicazione, reciteranno nella propria casa o là dove l’impedimento li trattiene, il Padre Nostro, la Professione di Fede e altre pie invocazioni corrispondenti alle intenzioni del Sommo Pontefice.
[Frammenti#21] MISERICORDIA - Come vivere l'Indulgenza Plenaria?
Santa Rita da Cascia e l'Indulgenza Plenaria
Santa Rita, partecipando al Giubileo del 1450, ottenne l’indulgenza plenaria non solo per sé, ma anche per i suoi cari defunti, per liberarli dalle pene del purgatorio. Il suo esempio ci invita ad accogliere questo dono della Chiesa non solo per noi stessi, ma anche per i nostri defunti, offrendo loro la gioia del Paradiso attraverso la nostra preghiera.

Il Giubileo Familiare al Santuario di Santa Rita a Milano (Esempio)
Un esempio concreto di come l'indulgenza plenaria venga concessa in relazione a Santa Rita è stato il "Giubileo Familiare" indetto presso il Santuario di Santa Rita da Cascia a Milano. L'Anno Santo fu inaugurato in un periodo significativo, festeggiando gli ottant’anni dalla posa della prima pietra, i sessantacinque dalla sua consacrazione e i sessanta dall’istituzione come parrocchia. Questo Giubileo, sebbene non universale, era «familiare», focalizzato sulla comunità parrocchiale e mirava a estendere questa esperienza a tutte le famiglie, come desiderato dall'iniziatore dell'opera, il cardinale Schuster.
Le condizioni specifiche per ottenere l'indulgenza plenaria durante questo Giubileo al Santuario di Santa Rita a Milano, analoghe a quelle previste dalla Chiesa per altri luoghi giubilari, erano:
- Essere battezzati.
- Visita al Santuario (ad esempio, il Santuario di Santa Rita a Milano o la Basilica di Santa Rita a Cascia).
- Sincero pentimento dei peccati durante la visita.
- Ricevere il sacramento della Confessione e la Santa Comunione (entro gli otto giorni precedenti o seguenti la visita al Santuario).
- Recita del Credo e di un Pater Noster, Ave Maria, Gloria al Padre.
- Preghiera secondo le intenzioni del Sommo Pontefice.
La Penitenzieria Apostolica aveva risposto positivamente alla richiesta di concedere l’indulgenza plenaria per questo evento, riconoscendo il Santuario di Santa Rita a Milano come un luogo di grazia e di speranza, in un periodo storico di profonda crisi e sofferenza per la famiglia. Il titolo scelto per questo Giubileo, «Nulla è impossibile a Dio», evocava le parole dell’Angelo a Maria durante l’Annunciazione e la caratteristica più conosciuta della Santa Patrona.
L'Importanza dei Valori Familiari e della Riconciliazione
Il "Giubileo Familiare" ha posto l'accento sulla famiglia, riconoscendo in Santa Rita la patrona delle famiglie. La sua reliquia insigne, un frammento del dito anulare dove portava l'anello, la rende particolarmente invocata a patrocinio delle famiglie nel suo Santuario di Milano. L'esempio di Santa Rita, la cui vita familiare fu tempestata di dolore ma plasmata da incrollabile Speranza, riconsegna al popolo di Dio la Fede nel Matrimonio come via alla santità e la Speranza nella Famiglia come specchio dell’amore.
Questo Giubileo ha rappresentato un’opportunità concreta per riscoprire e rilanciare il primato insostituibile dei valori della famiglia, per ridare coraggio, speranza, dignità e potere alla famiglia, e riscoprire i valori della riconciliazione. È stato un tempo propizio per ritrovare e riapprezzare una pace vera e duratura con tutti i parenti, perdonarsi e rasserenarsi nei confronti di esperienze negative o ricordi oppressivi, e per guarire dal male e gioire del bene di ogni famiglia.

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