Uno dei luoghi più suggestivi della Valle di Comino, avvolto da un senso di mistero e religiosità, è il Santuario della Madonna di Canneto, a Settefrati. Riconosciuto Basilica Pontificia Minore dal 22 agosto del 2015, è immerso nella natura incontaminata, a quota 1147 s.l.m. nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Il Santuario rappresenta un legame indissolubile tra il passato e il presente della Valle di Comino, coinvolgendo fedeli e turisti in una straordinaria esperienza di fede, tradizioni antiche e bellezza naturale.

Origini Antiche e Contesto Storico
Secondo antiche testimonianze archeologiche, il luogo era dedicato in passato alla dea pagana Mefite, protettrice delle acque, della fertilità e delle donne, nonché intermediaria tra il mondo dei vivi e dei morti. A Canneto, fin dall’epoca romana, esisteva un centro abitato, i cui resti sono emersi nel corso degli scavi effettuati di fianco al Santuario. Un primo luogo di culto fu edificato dopo il Concilio di Efeso (431 d.C).
Nel IX secolo, fu costruita una chiesa dedicata a Maria SS.ma di Canneto, legata alla tradizione benedettina con Montecassino e San Vincenzo al Volturno come principali centri di riferimento. L’attuale chiesa con annesso monastero fu edificata dai monaci benedettini di San Vincenzo al Volturno e di Montecassino. L’attestazione nel primo documento storico è dell’anno 703, nel “Cronicum Volturnense“. I monaci benedettini rimasero a Canneto fino al 1474. Di certo, una chiesa a Canneto c’era già nel XIII secolo, come mostra un rescritto di Papa Niccolò IV del 1288 che conferma per il monastero di Santa Maria di Canneto la regola benedettina. Il santuario è stato sempre legato ai benedettini.

La Leggenda dell'Apparizione e della Statua
La leggenda vuole che la Madonna apparve a una giovane pastorella di nome Silvana, nella zona di “Capodacqua”, mentre quest’ultima badava al suo gregge: una bianca Signora, avvolta da una raggiante luce, chiese alla piccola di recarsi dall’arciprete di Settefrati e di far costruire una chiesa a lei dedicata in quella Valle, consegnandole anche una lettera e toccando una delle rocce da cui cominciò a sgorgare acqua per abbeverare il gregge.
La fanciulla fece quanto le era stato detto e più tardi, tra quelle acque, venne ritrovata una statuetta di legno raffigurante la Madonna. Nessuno voleva lasciare la statua lì, perché era molto bella. Vollero portarla in paese. Ma non poterono. La statua si appesantì appena imboccato il sentiero, e ad ogni passo si faceva più pesante. La leggenda del Capo della Madonna proibiva di spostare la statua, perché era stata la Vergine stessa a chiedere di non essere allontanata da Canneto.
È una leggenda suggestiva, che include anche molte narrazioni popolari, e forse anche tracce del culto pagano, tanto che la Madonna apparirebbe nel luogo dove c’è il santuario della dea Mefite, e non dove oggi è situato il santuario mariano. Ma si parla addirittura di una “trazione inventata,” secondo la catalogazione di Eric Hosbawn.
Il santuario è quasi tutto nuovo, ma la statua della Madonna è sempre lì, scura di legno di tiglio, e da poco rivestita da un manto di seta ricamato in oro e da una corona d’oro. Ma nel 1948, la statua fu portata in pellegrinaggio nei paesi dei dintorni, che avevano subito le devastazioni della Guerra. Poi, la statua è stata portata in giro in occasione del Giubileo del 2000, e infine dal 27 settembre 2014 al 26 luglio, quando la Vergine Bruna ha attraversato tutte le parrocchie della diocesi di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo e anche alcune parrocchie che partecipano al pellegrinaggio del 22 agosto della diocesi di Isernia-Venafro.

Architettura e Tesori Artistici della Basilica
La Chiesa attuale risale ai secoli XI - XII. La Chiesa della Madonna del Canneto ha una semplice facciata a spioventi, un portone romanico con lunetta a rilievo. Sulla parte destra della chiesa si leva una possente torre campanaria, ultimata nel 1329 dall’Abate Nicola. Nella parte inferiore vi sono cippi e pietre, più in alto due leoni stilofori di epoca romana.
L’interno della chiesa presenta tre navate, divise da pilastri e da colonne, con interessanti capitelli. Dietro l’altare maggiore vi è la Madonna di Canneto del XIV secolo, denominata la Vergine del Sorriso, vista la pace e la serenità che trasmette ed infonde nel pellegrino. Alla base dell’altare maggiore si nota un artistico bassorilievo del X secolo che raffigura l’Ultima Cena. In fondo alla navata di sinistra si trova un Crocifisso ligneo di arte popolare del XV secolo.
Il Santuario di Canneto è custodito dalle Sorelle Francescane della carità, dal Rettore e dai Padri dell’Istituto del Verbo Incarnato.

Il Grande Pellegrinaggio di Agosto
Ogni anno il Santuario diventa il centro della più importante manifestazione religiosa della Valle di Comino e non solo. Fortemente sentita da numerosi fedeli, ma anche da turisti di ogni dove, dal 18 al 22 Agosto numerosi pellegrini, le cosiddette compagnie, si mettono in viaggio di notte e giorno, camminando tra i sentieri per le colline e le montagne, sulle antiche vie e sui tratturi, per raggiungere il Santuario dove rinnovare la loro fede in giornate piene di festa, in un’atmosfera tra sacro e profano, tra inni al suono di zampogne e di fisarmoniche.
Le compagnie man mano riempiono la piazza davanti il Santuario ma prima di entrare è d’obbligo la tradizionale “santa passata”, ovvero tre giri intorno al santuario al canto dell’inno mariano. Ancora oggi, i pellegrini scendono dalle montagne per venerare la Madonna, secondo una tradizione antichissima e suggestiva.
Nel 1475, i cardinali Bartolomeo Roverella e Giuliano Della Rovere concessero con la bolla Dum Placare una indulgenza di cento giorni ai pellegrini che si recavano a Canneto in determinati giorni festivi, tra cui l’ottava dell’Assunta, cioè il 21-22 agosto, e facevano una offerta per il mantenimento dell’edificio.
Basilica Santuario Madonna di Canneto Settefrati (FR)
La Devozione degli Emigrati e il Legame Culturale
Molti italiani trasferitisi all'estero hanno mantenuto vivo il contatto con la Valle di Comino attraverso la trasmissione di ricette tradizionali o storie che caratterizzano ogni famiglia. La fede e la devozione per la Madonna di Canneto sono rimaste vive e hanno aiutato a restare uniti, sono un segno di solidarietà e incoraggiano a proteggere la cultura e le tradizioni.
Inoltre sono qualcosa che si vuole restino vive per poterle tramandare alle nuove generazioni, a coloro che non sono nati in Italia ma che non devono perdere il legame con essa. C’è un detto che recita “Ama una terra solo chi la nacque”: si stanno cercando modi perché si possa dire “Ama una terra anche chi ne discende”.
Chi può, torna in agosto per partecipare ai tradizionali festeggiamenti della Madonna di Canneto, che attraggono fedeli da ogni dove da paesi e regioni confinanti. In Paesi come il Canada, la festa è stata addirittura ricreata per fare in modo che nessuno possa perderla.
I Settefratesi, unitamente ai Valcominesi e ai Ciociari in generale, sono riusciti a mantenere accesa la fiaccola culturale della loro terra natia, ricreando Santuari della Madonna di Canneto in varie città e regioni, ma senza mai voler mettere in ombra l'amata valle ed il Santuario di Canneto a Settefrati. Forse questa è una cosa che in Italia non è stata ben compresa, perché lo scopo è costruire ponti di amicizia e di cultura per tornare sempre alle radici, potendo però averne anche un pezzettino qui all’estero dove si vive. Questa storia di devozione e pellegrinaggio attraversa gli oceani, tenendo unite le comunità di emigrati alla loro terra natia.

Come Raggiungere il Santuario
Per chi desidera visitare il Santuario della Madonna di Canneto, ecco alcune indicazioni stradali:
- dall’Autostrada del Sole: uscita S. Vittore, dirigersi verso Vasto.
- dall’autostrada A14 e dalla Statale Adriatica: uscita a Vasto Sud, dirigersi verso Isernia.