Il Significato degli Anelli: Dalle Nozze all'Anello Papale e le Indulgenze

L'anello, un simbolo antico e universale, assume significati profondi e spirituali all'interno della tradizione cristiana, in particolare in relazione al matrimonio e alla figura del Pontefice. Esploriamo le iniziative papali legate a questo simbolo, la sua ricca storia e le sue implicazioni spirituali.

L'Indulgenza Speciale per gli Sposi di Papa Giovanni XXIII

Forse pochi conoscono l'iniziativa del Beato Papa Giovanni XXIII, che desideriamo riproporre a quanti non la conoscono o l'hanno dimenticata: l'indulgenza per gli Sposi di Papa Giovanni XXIII. Giovanni XXIII ebbe una felicissima intuizione, quando volle regalare agli sposi cristiani un facile, profondo e "laico" modo di vivere la religiosità in coppia.

Egli legò una "indulgenza speciale" (e parziale) al gesto coniugale del baciarsi reciprocamente l'anello del matrimonio almeno una volta al giorno. Come si sa, l'indulgenza è un beneficio spirituale che Dio concede per mezzo della Chiesa e tradizionalmente è collegata a una pratica religiosa, come la recita di una preghiera o un atto di culto. Per il Papa, il baciarsi quell’anello l'un l'altro con coscienza illuminata, anche senza speciali preghiere o parole, anche se fatto materialmente in pochi secondi, viene equiparato ad un atto di culto a Dio; come il fare certe devozioni o la Via Crucis.

Certo, tale gesto non sostituisce la Preghiera verso la quale gli sposi devono attendere, né tantomeno il ricorso ai Sacramenti come la Confessione frequente e la Comunione. Tuttavia, il Papa voleva sottolineare come le due fedi non sono un semplice ornamento per le mani e come l'anello, che ha un significato anche per i Vescovi e per lo stesso Pontefice, ha una rilevanza importante per gli sposi, essendo di fatto un elemento sacro del Sacramento ricevuto con il Matrimonio.

Dalle parole del Pontefice emerge un quadro della figura del Padre di Famiglia che è davvero necessario riscoprire. "Anche il padre di famiglia benedice i figlioli, proprio come fa un sacerdote con tutti i figlioli della santa Chiesa", soleva dire Giovanni XXIII, "li benedice perché Dio ha dato ai Papà la sua autorità per governare la famiglia. Egli non vi deve spadroneggiare, ma ad imitazione dello Sposo santissimo di Maria, San Giuseppe, tutti i Papà sono chiamati a difendere la Famiglia, a proteggere la propria sposa e i figli che Dio vorrà loro mandare."

Ecco come l'armonia familiare diventa così testimonianza in questo mondo di grandi cambiamenti, e dove le famiglie cristiane sapranno essere quell'esempio di incorruttibilità nelle mode passeggere, dell'amore vero di Dio che non passa mai! Per questo - concludeva il Papa - "è necessario che gli sposi scoprano ogni giorno il significato della fede nuziale che portano al dito, lo bacino ogni giorno promettendosi entrambi il rispetto, l'onestà dei costumi, la santa pazienza del perdonarsi nelle piccole mancanze, e che guardino a queste fedi che portano quale legame di indissolubilità nella quale i figli che Dio vorrà loro mandare, impareranno a crescere nelle sante virtù che tanto piacciono a Dio e rendono felice Gesù, ma che poi rendono felice la famiglia stessa che saprà così testimoniare come si vive da cristiani e come si è felici di superare insieme ogni giorno le difficoltà della vita..."

Coppia di sposi che si baciano gli anelli nuziali

L'Anello: Storia, Simbolismo e Tradizione

Etimologia e Funzioni Diverse

Dal latino anellus, diminutivo di anus ("cerchio"), l'anello è un cerchietto usato per adornare le dita delle mani e, in alcune civiltà, anche dei piedi. Nel corso dei secoli è stato impiegato con funzioni diverse da quella decorativa: come simbolo di uno stato sociale, come emblema di potere e autorità o come talismano. Gli antichi egizi saldavano agli anelli sigilli raffiguranti scarabei e geroglifici, mentre i greci indossavano cerchietti d'oro con cammei o incisioni.

Presso gli antichi romani l'uso di questi monili era regolato dalla legge: gli anelli dei cittadini liberi erano d'oro, quelli degli schiavi liberati d'argento e quelli degli schiavi di ferro. Le matrone romane sfoggiavano fedi nuziali cui era talvolta applicata una piccola chiave, segno della loro autorità nella famiglia.

L'Anello nel Cristianesimo

Anche i primi cristiani utilizzarono questi gioielli e ben presto venne adottata la pratica della consegna di un anello a re e vescovi durante la cerimonia di incoronazione o consacrazione. Per tradizione, i pontefici ricevono tuttora il cosiddetto "anello piscatorio", raffigurante la barca di san Pietro contornata dal nome del papa; l'anello, utilizzato per sigillare le epistole papali, viene spezzato alla morte del pontefice.

La popolarità di questo tipo di ornamento raggiunse il culmine nel XVI secolo, periodo in cui si amava indossare su ciascun dito uno o più anelli, dotati di sigillo o più spesso impreziositi da pietre. Gli anelli nuziali e di fidanzamento hanno origini molto antiche; la consuetudine maschile e femminile di indossare un cerchietto d'oro dopo il matrimonio si affermò ben presto. Ne è testimonianza una Lettera di sant'Ignazio a san Policarpo dove si legge: "Ogni cosa per la gloria di Dio V, 1. Fuggi i mestieri vietati e di più predica contro di essi. Raccomanda alle mie sorelle di amare il Signore e di sostenere i mariti nella carne e nello spirito. Così esorta anche i miei fratelli, nel nome di Gesù Cristo, ad amare le spose come il Signore la Chiesa. 2. Se qualcuno può rimanere nella castità a gloria della carne del Signore, vi rimanga con umiltà. Se se ne vanta è perduto, e se si ritiene più del vescovo si è distrutto. Conviene agli sposi e alle spose di stringere l’unione con il consenso del vescovo, perché le loro nozze avvengano secondo il Signore e non secondo la concupiscenza. Ogni cosa si faccia per l’onore di Dio."

Questo è dimostrato anche da un bellissimo dipinto dello "Sposalizio della Vergine" Maria, di Raffaello del 1504, alla quale san Giuseppe dona l'anello nuziale, mentre l'abitudine di incidere i nomi degli sposi e la data delle nozze all'interno della vera risale al Settecento.

Anelli nuziali di epoche diverse e l'Anello Piscatorio

Il Matrimonio nell'Opera di San Giovanni Paolo II: "La Bottega dell'Orefice"

L'importanza dell'anello nuziale e del vincolo matrimoniale è stata splendidamente esplorata anche da Karol Wojtyla, il futuro papa Giovanni Paolo II. Nel 1960, Andrzej Jawien, suo pseudonimo, pubblicò sul mensile cattolico Znak un dramma teatrale intitolato "La bottega dell’orefice". Quest'opera ruota attorno a una bottega di un orefice e racconta poeticamente tre storie per permettere di meditare sul sacramento del matrimonio. L’orefice, voce della Divina Provvidenza, interviene a svelare le coscienze dei protagonisti, a indirizzare la loro strada e a ricordare loro il destino buono che sta già iniziando a svelarsi attraverso la scelta matrimoniale. È un'opera piena di brevi dialoghi, piccole pietre preziose che Karol Wojtyla ci ha regalato.

Un passo significativo narra di una donna che, in crisi matrimoniale, pensa di vendere la sua fede nuziale: "Una volta, tornando dal lavoro, e passando vicino all’orefice, mi sono detta - si potrebbe vendere, perché no, la mia fede (Stefano non se ne accorgerebbe, non esistevo quasi più per lui. Forse mi tradiva - non so, perché anche io non mi occupavo più della sua vita. Mi era diventato indifferente. Forse, dopo il lavoro, andava a giocare a carte, dalle bevute tornava molto tardi, senza una parola, e se ne gettava là una rispondevo col silenzio). Quella volta decisi di entrare. L’orefice guardò la vera, la soppesò a lungo sul palmo e mi fissò negli occhi. E poi decifrò la data scritta dentro la fede. Mi guardò nuovamente negli occhi e la pose sulla bilancia…. poi disse: “Questa fede non ha peso, la lancetta sta sempre sullo zero e non posso ricavarne nemmeno un milligrammo d’oro. Suo marito deve essere vivo - in tal caso nessuna delle due fedi ha peso da sola - pesano solo tutte e due insieme. La mia bilancia d’orefice ha questa particolarità che non pesa il metallo in sé ma tutto l’essere umano e il suo destino”."

San Giovanni Paolo II è riuscito ad esprimere in modo meraviglioso la bellezza del matrimonio, anche nella drammaticità di una relazione malata. L’anello nuziale è segno della nostra unità indissolubile. Uno per sempre. Legati allo stesso destino. Il nostro valore è legato a quello di un’altra persona. La nostra salvezza è legata a quella di un’altra persona. Per questo non è sbagliato fare un parallelismo: come il sacerdote indossando la casula si prepara tra le altre cose a rinnovare il sacrificio di Cristo sul Calvario, così gli sposi, indossando quell'anello con il nome del coniuge inciso all'interno, promettono di donare tutto di sé stessi. I bisogni, i desideri, le preoccupazioni e la gioia dell'uno diventano quelli dell'altro.

Come ricordava Padre Bardelli, riprendendo spesso le parole della lettera di San Paolo ai Galati: «Io vivo, ma non sono più io che vivo, è Cristo che vive in me» (GaI). Mentre il sacerdote ripone la casula una volta terminata la Messa, gli sposi indossano l’anello sempre fino al giorno della loro morte. Ci saranno giorni in cui il giogo non sarà sempre soave e leggero, ma la Grazia di Dio, se si avrà fede e si invocherà la Sua presenza con una vita casta e in comunione con Lui, permetterà di dire in ogni circostanza della vita: “O Signore, che hai detto: Il mio gioco è soave e il mio carico è leggero: fa’ che io possa portare questo anello, segno di amore e fedeltà, in modo da conseguire la tua grazia.”

Scena o copertina del libro

Il Bacio dell'Anello Papale e il Suo Significato

L'uomo ha sempre espresso l'interiore tramite l'esteriore. Così anche il bacio dell'anello (e non della mano) esprime il segno sponsale del vescovo per la Chiesa e la comunione dei fedeli nei confronti del Papa. Non è deferenza alla persona, ma adesione alla Chiesa. E, per disposizione dell'ex Sant'Uffizio, il bacio ottiene al fedele anche l'indulgenza parziale, come sottolineato da Luisella Scrosati.

Quanto al Papa, come Vicario di Cristo rappresenta Cristo in terra. Tuttavia, in tempi recenti, si è osservato un cambiamento nella pratica. A vedere il filmato in cui Papa Francesco tira via la mano con grande abilità affinché nessuno baci l’anello viene da pensare a una sola cosa: che fatica deve aver fatto a ripetere quel gesto senza mai sbagliare per decine e decine di volte. La rapida mossa di Bergoglio ricorda un po' il gioco dello schiaffo sulle mani ed è sorprendente che vinca sempre lui. Prima di firmare l'Esortazione Apostolica Post-Sinodale in forma di Lettera ai Giovani, fedeli e autorità si sono messi in fila per salutarlo, ma nel filmato di Tgcom24 si vede chiaramente come il Papa sfili la mano destra nel momento in cui il fedele di turno, seguendo la tradizione, si mette in ginocchio per baciare l’Anello del Pescatore.

L'Anello del Pescatore è il simbolo che ogni successore di Pietro indossa durante il suo Pontificato; in genere è d’oro massiccio, ma in seguito alle dimissioni di Papa Benedetto XVI, l’anello non è stato fuso bensì annullato. Dunque, il gesto di Loreto di Papa Francesco potrebbe essere un’altra manifestazione del suo modo di interpretare il mandato di Dio, preferendo forse un'interazione più diretta e meno cerimoniale con i fedeli.

Papa Francesco evita il baciamano dell'anello

Preghiere a San Giuseppe: Patrono delle Famiglie

L'importanza della figura del Padre di Famiglia, come richiamato da Giovanni XXIII, e la protezione invocata da Pio XII per i giovani sposi sotto il manto di San Giuseppe, rendono pertinenti alcune preghiere dedicate a questo santo, custode della Sacra Famiglia e patrono delle famiglie.

Statua o immagine di San Giuseppe con il Bambino Gesù
  1. A te, o beato Giuseppe, stretti dalla tribolazione ricorriamo, e fiduciosi invochiamo il tuo patrocinio dopo quello della tua Santissima Sposa. Deh! Per quel sacro vincolo di carità che ti strinse all’Immacolata Vergine Maria, Madre di Dio, e per l’amore paterno che portasti al fanciullo Gesù, riguarda, te ne preghiamo, con occhio benigno la cara eredità, che Gesù Cristo acquistò col suo sangue e col tuo potere ed aiuto sovvieni ai nostri bisogni. Proteggi, o provvido custode della divina famiglia, l’eletta prole di Gesù Cristo. Cessi da noi, o padre amatissimo, questa peste di errori e di vizi, che ammorba il mondo; assistici propizio dal cielo in questa lotta col potere delle tenebre, o nostro fortissimo protettore; e come un tempo salvasti dalla morte la minacciata vita del pargoletto Gesù, così ora difendi la Santa Chiesa di Dio dalle ostili insidie e da ogni avversità, e stendi ognora sopra ciascuno di noi il tuo patrocinio, accioché a tuo esempio e mercè il tuo soccorso possiamo virtuosamente vivere, piamente morire, e conseguire l’eterna beatitudine in cielo. Così sia.

  2. Ricordati, o purissimo sposo di Maria Vergine, o caro mio protettore san Giuseppe, che mai si udì avere alcuno invocato la tua protezione e chiesto il tuo aiuto senza essere stato consolato. Con questa fiducia io vengo a te, e a te fervorosamente mi raccomando. O san Giuseppe, ascolta la mia preghiera, accoglila pietosamente, ed esaudiscila.

  3. Glorioso san Giuseppe, sposo di Maria e padre verginale di Gesù, pensa a me, veglia su di me. Insegnami a lavorare per la mia santificazione, e prendi sotto la tua pietosa cura i bisogni urgenti che oggi io affido alle tue sollecitudini paterne. Allontana gli ostacoli e le difficoltà, e fa' che il felice esito di quanto ti chiedo sia per la maggior gloria del Signore e per il bene dell'anima mia. E in segno della mia più viva riconoscenza, ti prometto di far conoscere le tue glorie, mentre con tutto l'affetto benedico il Signore che ti volle tanto potente in cielo e sulla terra.

  4. San Giuseppe, sposo dolcissimo di Maria, padre putativo di Gesù, custode della santa Chiesa, a te ricorriamo per essere rivestiti delle tue virtù: della tua fede, della tua umiltà, della tua obbedienza, della tua pazienza, del tuo silenzio adorante e del tuo spirito di abbandono. Difendici da tutti gli assalti del maligno e provvedi alle nostre necessità spirituali e materiali, affinché possiamo cercare unicamente il Regno di Dio e servire al trionfo del Cuore Immacolato di Maria, tua SS. sposa. San Giuseppe, prega per noi.

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