Martin Luther King Jr., attivista e pastore protestante, dedicò la sua intera vita alla causa dei diritti civili della popolazione di colore. Unanimemente riconosciuto apostolo instancabile della resistenza non violenta, eroe e paladino dei reietti e degli emarginati, "redentore dalla faccia nera", Martin Luther King si è sempre esposto in prima linea affinché fosse abbattuto nella realtà americana degli anni cinquanta e sessanta ogni sorta di pregiudizio etnico. Ha predicato l'ottimismo creativo dell'amore e della resistenza non violenta, come la più sicura alternativa sia alla rassegnazione passiva sia alla reazione violenta preferita da altri gruppi di colore, come ad esempio i seguaci di Malcolm X. Il rifiuto della violenza, contestualizzato nel movimento di quegli anni, fu uno strumento utilizzato dai riformisti per arginare la lotta messa in atto dalla stragrande maggioranza dei neri. Il suo nome viene accostato per la sua attività di pacifista a quello di Gandhi, il leader della non violenza della cui opera King è stato un appassionato studioso, e a Richard Gregg, primo americano a teorizzare organicamente la lotta non violenta.

Le Origini e la Formazione di un Leader
Nato con il nome di Michael King Jr., Martin Luther King vide la luce ad Atlanta, in Georgia, il 15 gennaio 1929. Era il secondogenito di Martin Luther King Senior (1899-1984), di origini nigeriane e irlandesi e reverendo della chiesa Battista, e di Alberta Williams (1904-1974), organista nel coro della chiesa. Il suo nome legale alla nascita era Michael King, come quello di suo padre. Il padre decise di cambiare il nome in Martin Luther King nel 1934 durante un viaggio in Terra Santa e in Europa, che lo portò anche nella Berlino della Germania nazista, dove fu affascinato dalla figura del grande riformatore tedesco Martin Lutero. In famiglia il piccolo King continuò a essere chiamato Mike.
L'Influenza Familiare e i Primi Anni
Il nonno materno di Martin, il Reverendo Adam Daniel Williams (1861-1931), era pastore nella chiesa in cui venne battezzato, la Ebenezer Baptist Church di Atlanta. Sia la nonna paterna, Delia Linsey (1875-1924), sia quella materna, Jennie Celeste Parks Williams (1873-1941), frequentarono lo stesso seminario, lo Spellman Seminary. Martin Luther King crebbe ad Atlanta, nella Auburn Avenue, la zona borghese della città, dove frequentò le scuole elementari Younge Street Elementary School e David T. Howard Elementary School, nella quale si diplomò nel 1940. In seguito frequentò la scuola sperimentale dell'università di Atlanta prima di entrare al Booker T. Washington High School.
Le Prime Esperienze di Discriminazione e l'Impegno Giovanile
All'età di soli tredici anni divenne il più giovane vicedirettore di un giornale per la collaborazione prestata all'Atlanta Journal. A quattordici anni, come racconta nella sua biografia, di ritorno da un viaggio in autobus a Dublin dove aveva sostenuto una gara oratoria, poi vinta, fu costretto assieme ad altri a cedere il suo posto a dei passeggeri bianchi saliti a bordo lungo il percorso, rimanendo in piedi per oltre 141 chilometri. A quindici anni riuscì a superare l'esame di ammissione all'Atlanta Baptist College, collegio per neri successivamente rinominato Morehouse College di Atlanta, frequentato in precedenza da suo padre e da suo nonno - formalmente senza aver concluso gli studi precedenti - dove si laureò in sociologia nel giugno del 1948. Al college, negli anni 1946 e 1948, ottenne due secondi posti al John L. Webb Oratorical Contest. Nel 1946 ottenne un'occupazione estiva all'Atlanta Railway Express Company, da dove si dimise subito dopo che il suo capo bianco lo aveva chiamato con il termine "nigger".

La Lotta per i Diritti Civili e il Premio Nobel
Quattro anni prima del suo assassinio, nel 1964, Martin Luther King era stato insignito del Premio Nobel per la Pace. Un anno prima ancora, il 28 agosto 1963, aveva guidato la Marcia della Libertà a Washington. In quell'occasione, davanti a una folla oceanica, aveva tenuto al Lincoln Memorial uno dei discorsi più noti e citati della Storia, "I Have a Dream" (Ho un sogno).

L'Assassinio a Memphis
Il 4 aprile 1968, Martin Luther King Jr., campione potente e instancabile dei diritti civili, venne assassinato a Memphis (Tennessee). King si era recato nella cittadina del Tennessee per partecipare a una marcia in favore degli spazzini, in sciopero da tempo. Il 3 aprile tenne il suo ultimo sermone e il pomeriggio seguente, il 4 aprile, alle 18:01, mentre si trovava sul balcone della sua stanza d'albergo, fu raggiunto da un colpo di fucile. L'arma di precisione, che si disse partita da una stanza dell'albergo di fronte, fu rinvenuta il giorno dopo a poca distanza dal luogo del delitto. L'assassino, identificato come il fanatico razzista James Earl Ray, riuscì a fuggire indisturbato.
Chi ha ucciso Martin Luther King? Il caso James Earl Ray - ep. 64
La Cattura e il Processo
James Earl Ray venne catturato circa due mesi dopo a Londra, mentre cercava di lasciare l'Europa. L'8 giugno, arrestato in Europa, il principale sospettato dopo le prime ammissioni ritrattò tutto e si dichiarò e continuò a dichiararsi innocente. Estradato in Tennessee, fu processato e condannato a 99 anni di carcere. Ray sostenne di non essere stato lui a sparare, ma di sapere il nome del vero assassino. Nei giorni successivi all'assassinio, il presidente degli Stati Uniti si appellò al buon senso delle persone di colore, perché non fosse la violenza la risposta all’omicidio compiuto dal razzista James Earl Ray.

Indagini e Domande Irrisolte
Le indagini dell'FBI, l'inchiesta e gli atti processuali pubblici non hanno mai chiarito del tutto la vicenda: la verità sull'assassinio di MLK non è nota fino in fondo e i documenti desecretati nel 2002 non hanno contribuito a fare emergere la verità.
L'Eredità di Martin Luther King Jr.
Martin Luther King ha voluto essere ricordato come una persona che si è impegnata per "dare da mangiare agli affamati, coprire coloro che non avevano i vestiti, essere chiaro e duro sulla questione della guerra in Vietnam e amare e servire l'umanità". La sua visione e il suo sacrificio continuano a ispirare la lotta per la giustizia e l'uguaglianza in tutto il mondo.