Questo articolo ripercorre le vicende e l'evoluzione dell'opera di Don Bosco, basandosi su una serie di volumi che ne documentano la vita e le attività. Il racconto si snoda attraverso i decenni dell'Oratorio, le sfide incontrate, le iniziative editoriali e l'instancabile impegno caritativo del santo.
Le Fonti e la Documentazione
La narrazione si basa sui volumi di Giovanni Battista LEMOYNE (I-IX), Angelo AMADEI (X), Eugenio CERIA (XI-XIX), oltre a indici anonimi dei voll. I-VIII e l'Indice del vol. V. Questi testi offrono una cronaca dettagliata e un'analisi approfondita della sua opera.
Gli Anni Iniziali e la Nascita dell'Oratorio
1854: Tra Editoria e Sfide Ecclesiastiche
Il 1854 fu un anno significativo, marcato dalla ristampa di "CENNI SULLA VITA DEL GIOVANE LUIGI COMOLLO" nell'ambito delle "Letture Cattoliche". Don Bosco chiese sussidi al Conte De la Margherita e affrontò disturbi per un fascicolo sulle rivoluzioni, mantenendo una corrispondenza con Rosmini per la Tipografia.

I Decenni dell'Oratorio e la Nascita dei Salesiani
Nel corso dei primi decenni dell'Oratorio, i collaboratori di Don Bosco iniziarono a prendere il nome di SALESIANI. Le prediche efficaci, la festa di S. Francesco di Sales con il premio di buona condotta ai chierici e ai giovani, e il "volo mensile" caratterizzarono questo periodo. Don Bosco dimostrò una carità eroica nel sollevare i suoi giovani da gravi dolori, manifestando anche il dono delle guarigioni e cure paterne per gli infermi.
Le "Letture Cattoliche": Uno Strumento di Fede e Conversione
Le "Letture Cattoliche" rappresentarono il primo anno di un periodico importante. Don Bosco fece una dichiarazione agli associati, e si documentò anche la CONVERSIONE DI UNA VALDESE. In quel periodo, il Vescovo di Biella notificò le trame dei protestanti, mentre si affrontavano leggi penali contro il clero e la leva militare dei chierici.
Sviluppo e Crescita dell'Opera
Progetti Tipografici e Donazioni
Don Bosco acquisì un terreno dal Seminario di Torino per la costruzione di un edificio tipografico, scambiando lettere con Rosmini riguardo a questo progetto. Le "Letture Cattoliche" includevano una "RACCOLTA DI CURIOSI AVVENIMENTI CONTEMPORANEI". La legatoria di libri divenne il terzo laboratorio interno nell'Oratorio. Gli Oratori festivi videro la cooperazione del Clero secolare e regolare della città, con i "priori nelle feste" che favorivano l'avvicinamento delle classi sociali e l'amore dei giovani verso i loro nobili benefattori, generando morali soddisfazioni. L'amore per il sacerdote e i suoi effetti salutari, insieme ai catechismi quaresimali, contribuirono a formare i giovani, come dimostrato dall'ammirabile costanza di un giovane nel frequentare l'Oratorio. Don Bosco cedette a Rosmini il campo acquistato dal Seminario per l'erezione della tipografia, e si assistette alla sorprendente guarigione di un giovanetto a Castelnuovo. Parallelamente, i beni del Seminario di Torino furono sequestrati.
Incontri Istituzionali e Sfide Economiche
Il Ministro Urbano Rattazzi visitò l'Oratorio, dove Don Bosco tenne una predica sulla vita di S. Clemente Papa. L'incontro fu caratterizzato da una "pericolosa interrogazione" e una "prudente risposta", seguite da un dialogo tra Rattazzi e Don Bosco, che rivelò simpatie provvidenziali. Nuove strettezze economiche afflissero l'Oratorio, portando all'organizzazione di circolari per un'altra lotteria, alla quale Rattazzi e il Sindaco di Torino accettarono biglietti. Un confessore non previsto e l'estrazione della lotteria furono eventi significativi. Gli esercizi ai giovani esterni e l'esposizione delle quarantore nell'Oratorio di S. Francesco furono accompagnati da un "globo di fuoco sul campo dei sogni" e note di esperienza per prevenire inconvenienti nelle solennità, culminando con la festa di S. Luigi e la pubblicazione di ulteriori "LETTURE CATTOLICHE".

Sostegno Reale e Nuovi Collaboratori
Il Re fornì un sussidio a Don Bosco, e il solo Rettore non fu più sufficiente per il governo dell'Ospizio. D. Vittorio Alasonatti divenne il primo prefetto ed economo, distinguendosi per le sue virtù esimie.
L'Epidemia di Colera e la Carità Eroica
Il Colera Asiatico a Torino
Il colera asiatico fu predetto e comparve a Torino. Il Municipio ricorse all'invocazione di Maria SS. Consolatrice. La mortalità nella regione Valdocco fu elevata, ma furono prese precauzioni nell'Oratorio. Don Bosco offrì la sua vita per gli alunni con un discorso memorabile. La condotta virtuosa degli alunni fu esemplare, e Don Bosco iniziò ad assistere i colerosi, con i giovani che si dimostrarono "figli degni del padre" e infermieri dedicati. I soccorsi agli ammalati e la generosità di Mamma Margherita furono fondamentali. Nel frattempo, il Governo fece sgombrare vari conventi e monasteri.
Luce sul Piemonte - Torino città dell’arte (1912)
Calma e Intrepidità nell'Assistenza
La calma di Don Bosco e l'intrepidezza dei giovani nell'assistere i colerosi furono ammirevoli. Furono documentati vari aneddoti nelle case degli infermi e nei lazzaretti, nonostante le "sassate". Don Bosco stesso trasportò un coleroso all'infermeria, lanciando un nuovo appello per infermieri. Si narra anche della Madonna che risanò la madre del chierico Francesia.
Guarigioni Miracolose e Profezie
La gravissima infermità di Cagliero Giovanni fu seguita da una visione profetica, convalescenza, ricaduta e guarigione. Cagliero vestì l'abito chiericale, e le conseguenze e prove della profezia furono evidenti. Un pubblico elogio alla carità di Don Bosco e dei suoi figli fu espresso, e Don Bosco si offrì al sindaco di Pinerolo per l'assistenza dei colerosi. Ricevette una lettera da Nicolò Tommaseo e illustri visite all'Oratorio, manifestando la sua cortesia per i giovani. Consigliò a un chierico la carriera prelatizia e proseguì con le "Letture Cattoliche", affrontando anche un "perfido scroccone".
Accettazione, Studi e Nuove Iniziative
L'Accettazione di Savio Domenico e l'Educazione degli Orfani
A Castelnuovo, si verificò l'accettazione di Savio Domenico e le vestizioni clericali. Savio Domenico e Bongioanni Giuseppe giunsero all'Oratorio. Lo scopo principale di Don Bosco nell'avviare i giovani agli studi era la loro formazione integrale. Fu organizzata una lotteria di un crocifisso d'avorio per sostenere gli orfanelli delle vittime del colera, per i quali Don Bosco si offrì di istruirli. Una lettera del Sindaco, la prima visita di Don Bosco agli orfani ricoverati a S. Domenico e i ringraziamenti del Sindaco, testimoniano l'importanza di questa iniziativa, che portò alla creazione della classe dei più piccoli nell'Oratorio.
Le "Letture Cattoliche" e le Scissioni Valdesi
Le "Letture Cattoliche" e le risposte dei Vicari generali furono divulgate. Il "GALANTUOMO" per il 1855 affrontò le scissioni tra i Valdesi. Don Bosco inviò una lettera al Ministro Valdese De Sanctis, perseguitato dai suoi correligionari, ricevendo una risposta. Seguirono altre due lettere di Don Bosco allo stesso Ministro per invitarlo a ritornare a Dio, ma visite, dispute e ostinazione culminarono in una morte disgraziata.
Il Giubileo e il Dogma dell'Immacolata Concezione
Le "Letture Cattoliche" includevano "IL GIUBILEO E PRATICHE DIVOTE PER LA VISITA DELLE CHIESE". Tutti i giovani dell'Oratorio furono preservati dal morbo asiatico, con un unico caso di colera documentato da Don Bosco. Pio IX proclamò dogma l'immacolato concepimento di Maria SS., portando a solennità e azioni di grazia nell'Oratorio, e a un amore corrisposto di Don Bosco alla Madonna.

La Virtù della Purità
Don Bosco dedicò particolare attenzione alla virtù della purità, insegnando ai giovani il modo di farsi santi nel loro stato. Le "industrie" di Savio per fare del bene alle anime e l'amicizia con Massaglia Giovanni sono esempi significativi. Il Ch. Rua emise i tre voti per un anno, e la Madonna di Taggia e gli esercizi spirituali nel tempo pasquale furono momenti di profonda spiritualità.
Scontri Politici e Leggi Ecclesiastiche
La Legge sui Beni Ecclesiastici e la Soppressione dei Conventi
Si preparava la legge sui beni ecclesiastici e la soppressione dei Conventi. Le minacce delle tavole di fondazione dell'Abbazia di Altacomba preoccupavano, mentre due regine benefattrici dell'Oratorio offrivano sostegno. Due sogni, preannuncianti grandi funerali in corte, e avvisi non accolti dal Re precedettero la presentazione della legge alla Camera dei Deputati. Don Bosco si preparava a nuove predicazioni.
Luce sul Piemonte - Torino città dell’arte (1912)
Discussione Parlamentare e Morti Reali
Nel 1855, la discussione nella Camera dei Deputati sulla legge d'incameramento fu intensa. La morte della Regina Maria Teresa e della Regina Maria Adelaide, precedute da un avviso al Re e dalla testimonianza della predizione di queste due morti, furono eventi drammatici. Una carità generosa e prudente permise a Don Bosco di guadagnare potenti protettori. Giovani raccomandati dai Ministri e dalla Casa Reale frequentavano l'Oratorio. Prediche a Villastellone dimostrarono come, anche viaggiando, Don Bosco attirasse anime a Dio.
Alleanze Internazionali e La Legge Approvata
L'alleanza del Piemonte colla Francia e coll'Inghilterra contro la Russia, la morte del Duca Ferdinando e l'approvazione della legge sui Conventi da parte della Camera dei Deputati, segnarono il periodo. Il Marchese Domenico Fassati divenne catechista in Valdocco. Un santo e lieto carnevale nell'Oratorio fu un momento di gioia, accompagnato da una saggia osservazione sugli Oratori festivi.
Consolazioni e Conversazioni
Le "Letture Cattoliche" portarono consolazione a Don Bosco per il ritorno di alcuni giovani alla vera religione e per il battesimo di un israelita e di un valdese. Savio Domenico pregò per la conversione dei protestanti e indicò a Don Bosco la morte imminente di un apostata. La Generala vide Don Bosco impegnato in esercizi spirituali con i giovani prigionieri, ottenendo da Rattazzi di condurli a libera passeggiata, in un "lieto annunzio" a Stupinigi. Il suo zelo affettuoso per i giovani detenuti lo portò a collaborare con la Società reale per il patrocinio dei giovani liberati dalla casa di educazione correzionale, prevenendo catture.
La Battaglia Legale e la Firma Reale
Le "Letture Cattoliche" affrontavano "I BENI DELLA CHIESA". L'Episcopato propose al Governo il ritiro della legge sui Conventi, ma si verificarono "piazzate, menzogne e tradimenti". Massimo d'Azeglio parlò al Re, mentre la morte di un figlio di Vittorio Emanuele segnò la corte. Il Senato approvò la legge, nonostante le preghiere nell'Oratorio e gli ultimi avvisi salutari al Sovrano. Il parere dei Teologi Cesaristi e l'apposizione della firma reale alla legge furono momenti cruciali. Don Bosco rimproverò un consigliere aulico, e Vittorio Emanuele visitò l'Oratorio. Parole sdegnose di un generale contro Don Bosco furono seguite dalla nascita di "un amico di più".
Progetti Futuri e Ultimi Sviluppi
Progetti per la Tipografia e Nuovi Decreti
Continuarono i progetti per la tipografia. Le "Letture Cattoliche" includevano "CONVERSAZIONI TRA UN AVVOCATO ED UN CURATO DI CAMPAGNA SUL SACRAMENTO DELLA CONFESSIONE". L'Ospizio di Carità a Pinerolo accoglieva i catecumeni. L'onomastico di Don Bosco fu celebrato con una generosa promessa, e la festa di S. Luigi vide la bontà del Priore. Nuovi decreti furono emanati per gli insegnanti religiosi.
L'Oratorio in Difficoltà e la Lotteria
L'Oratorio continuò a trovarsi in necessità di soccorsi, ricorrendo alla Pia Opera della mendicità istruita. Renato d'Agliano ottenne una grazia. Fu organizzata una piccola lotteria di alcuni quadri, con autorizzazione concessa, e un piano per la lotteria fu elaborato, lanciando un appello alla pubblica carità. Il Marchese di Cavour annunciò a Don Bosco la gravissima infermità di Rosmini, che poco dopo morì. Seguirono il verbale dell'estrazione della Lotteria e l'annuncio della medesima ai benefattori.