Le Indicazioni nazionali per la scuola dell'infanzia, la primaria e la secondaria di primo grado rappresentano il quadro di riferimento per la progettazione didattica, l’organizzazione del curricolo e la definizione degli obiettivi formativi nel primo ciclo di istruzione. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) ha pubblicato il testo definitivo di queste linee guida, note in precedenza come "programmi scolastici", dopo un'articolata fase preparatoria.
Processo di Elaborazione e Approvazione
La formulazione delle nuove Indicazioni nazionali ha coinvolto diverse fasi e attori. Una commissione di esperti presieduta dalla Prof.ssa Perla ha redatto una proposta iniziale, seguita da audizioni di società scientifiche, organizzazioni sindacali, enti e associazioni professionali e disciplinari. Si è svolta anche un’ampia consultazione pubblica, culminata nel parere del CSPI (Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione). Tenendo conto delle osservazioni formulate, il Ministero ha predisposto il testo definitivo, che è ora in attesa del parere del Consiglio di Stato.
Controversie e Novità Significative
Le Indicazioni nazionali hanno acceso il dibattito pubblico fin dalla loro prima stesura. Le discussioni iniziali si sono concentrate sulle letture proposte per le elementari, dalla narrativa per ragazzi alla Bibbia, e sull’insegnamento della storia, definito da alcuni "italocentrico", con l'affermazione "Solo l’Occidente conosce la Storia", presente anche nel testo definitivo nel paragrafo “Perché si studia la storia”.
Innovazioni nel Testo Definitivo
La nuova versione introduce diverse significative novità:
- Educazione del Cuore: Un richiamo all'”educazione del cuore”, intesa come “qualcosa di più dell’alfabetizzazione emozionale”, mirata a sviluppare “sentimenti basilari come la fiducia, l’empatia, la tenerezza, l’incanto, la gentilezza”.
- Ruolo del Docente "Magister": Il testo pone al centro la figura del docente come “Magister”, sottolineando la sua “autorevolezza” e il ruolo nella “valorizzazione dei talenti”.
- Latino per l’Educazione Linguistica (Lel): Viene introdotto il “Latino per l’educazione linguistica” (Lel) per rafforzare la percezione di continuità con il patrimonio culturale passato.
- Internazionalizzazione: L'aggiunta di un paragrafo dedicato all’internazionalizzazione, con riferimenti a gemellaggi e CLIL (Content and Language Integrated Learning).
- Educazione Finanziaria: L'introduzione di un nuovo paragrafo sull’educazione finanziaria, assicurativa e previdenziale, integrata con l’educazione civica e le discipline STEM.
- Contesto Culturale: La premessa culturale del testo è ampliata con una riflessione più articolata sul ruolo della comunità educante e sull’integrazione tra scuola, famiglia e territorio, includendo il terzo settore.
- Valutazione: La sezione sulla valutazione è aggiornata con riferimenti all’European Quality Framework (EQF).
- Tecnologie Digitali: Promozione di una riflessione più approfondita sull’“integrazione critica” delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale nella didattica.
Secondo il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, le nuove Indicazioni nazionali per il primo ciclo rappresentano “una svolta culturale importante” tesa a “una formazione di sempre maggiore qualità, all’insegna di un modello di scuola centrata sulla persona dello studente e sui valori costituzionali”.
Organizzazione delle Classi e Discipline
Le classi prime di scuola secondaria di primo grado sono costituite, di norma, con un minimo di 18 alunni e un massimo di 27 (possono diventare 28 se ci sono resti). Nelle scuole situate in piccole isole, comuni di montagna e zone abitate da minoranze linguistiche, è possibile costituire classi con un minimo di 10 alunni. Le classi che accolgono alunni con disabilità in situazione di gravità sono costituite, di norma, con non più di 20 alunni, come specificato dall'articolo 5 del decreto del Presidente della Repubblica n. 89 del 2009.
L'Insegnamento di Educazione Civica e Religione Cattolica
La legge 20 agosto 2019, n. 92, ha aggiunto l’insegnamento di Educazione civica, una disciplina trasversale che interessa tutti i gradi scolastici e ruota intorno a tre nuclei tematici principali: Costituzione, sviluppo sostenibile e cittadinanza digitale. Per gli studenti che se ne avvalgono, è previsto l’insegnamento della religione cattolica per un’ora settimanale. Gli alunni che non si avvalgono di tale insegnamento possono optare per un’attività alternativa proposta dalla scuola, lo studio individuale assistito, o richiedere l’ingresso posticipato o l’uscita anticipata.
Orari e Potenziamenti
Il decreto del Presidente della Repubblica n. 89 del 2009 (articolo 5) ha individuato gli orari di insegnamento per ogni disciplina o gruppi di discipline sia per le classi a tempo ordinario, sia per quelle a tempo prolungato. Su richiesta delle famiglie, e compatibilmente con le disponibilità di docenti e senza creare esuberi di personale, le due ore di seconda lingua comunitaria possono essere destinate al potenziamento della lingua inglese. Per gli alunni provenienti da Paesi esteri che devono impadronirsi delle abilità comunicative di base, le ore destinate all’insegnamento della seconda lingua comunitaria possono essere dedicate all’insegnamento della lingua italiana.
Percorsi a Indirizzo Musicale
Previa autorizzazione dell’Ufficio scolastico regionale e nel rispetto della dotazione organica disponibile, le istituzioni scolastiche possono attivare percorsi a indirizzo musicale. Questi percorsi aggiungono alle discipline tradizionali lo studio di uno strumento musicale e della pratica musicale, e sono disciplinati dal decreto interministeriale 1° luglio 2022, n. 176, in attuazione del decreto legislativo 13 aprile 2017. Le attività di lezione strumentale (individuale e collettiva), teoria e lettura della musica e musica d’insieme si svolgono per tre ore settimanali aggiuntive, organizzate anche su base plurisettimanale (99 annuali). Nel tempo prolungato, gli insegnamenti aggiuntivi sono svolti all’interno del monte ore complessivo.

Valutazione e Esame di Stato
La valutazione nella scuola secondaria di primo grado è disciplinata dal decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 62, e si esprime attraverso voti in decimi che indicano i differenti livelli di apprendimento in ciascuna disciplina di studio. La valutazione dell’insegnamento della religione cattolica e dell’attività alternativa è effettuata su una nota separata mediante giudizi sintetici. La valutazione è integrata dalla descrizione del processo e del livello globale di sviluppo degli apprendimenti raggiunto. Ai sensi dell’Ordinanza ministeriale 9 gennaio 2025, n. 3, il comportamento è valutato attraverso un voto in decimi riportato nel documento di valutazione.
Esame di Stato al Termine del Primo Ciclo
Il primo ciclo di istruzione si conclude con un esame di Stato secondo le modalità previste dal decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 62 e dal decreto ministeriale 3 ottobre 2017. Possono sostenere l’esame gli studenti che hanno frequentato almeno i tre quarti del monte ore personalizzato, hanno partecipato alle prove nazionali di italiano, matematica e inglese predisposte da INVALSI, non hanno ricevuto la sanzione disciplinare della non ammissione e hanno conseguito un voto di almeno 6/10 nella valutazione del comportamento.
L’esame prevede tre prove scritte (italiano o lingua in cui si svolge l'insegnamento, competenze logico-matematiche, inglese e seconda lingua comunitaria) in tre giornate diverse e un colloquio orale finalizzato a valutare il livello di acquisizione delle conoscenze, abilità e competenze descritte nel profilo finale dello studente delineato dalle Indicazioni nazionali per il curricolo. Il voto finale, riportato sul diploma, deriva dalla media tra il voto di ammissione e la media dei quattro voti delle prove scritte e del colloquio. Al termine del primo ciclo di istruzione viene altresì rilasciata una certificazione delle competenze, che attesta la capacità di utilizzare i saperi acquisiti per affrontare compiti e problemi complessi e nuovi, reali o simulati (decreto ministeriale 3 ottobre 2017, n. 742).
Il Curricolo per Competenze e Orientamento
Le nuove Indicazioni Nazionali enfatizzano il curricolo per competenze, che fa riferimento alla "competenza" come elemento decisivo per la padronanza di abilità e conoscenze nel processo di apprendimento. Questo approccio consente di attivare le risorse interne del singolo studente e di ricondurre i saperi disciplinari a una visione unitaria. Lavorare per competenze significa affrontare problemi, mettendo gli alunni di fronte a situazioni sfidanti che richiedono una riorganizzazione del proprio sapere e la ricerca strategica di soluzioni adatte, non solo l'applicazione di nozioni acquisite. La didattica per competenze comporta il coinvolgimento dello studente anche nella fase valutativa, nell'ottica della padronanza del proprio processo di apprendimento.
Linee Guida Provinciali e Struttura del Secondo Ciclo
Le Linee guida provinciali per i Piani di studio si rivolgono a dirigenti e docenti per essere utilizzate nella progettazione, contestualizzazione e per ispirare curricoli attenti alla realtà sociale e culturale del territorio. Forniscono inoltre a genitori, studenti e altri interessati, tutte le informazioni necessarie per accedere ai percorsi del secondo ciclo e conoscerne le caratteristiche.
Il secondo ciclo di istruzione della scuola trentina si articola in due bienni e un ultimo anno conclusivo del percorso, per una durata complessiva di cinque anni. L'assolvimento dell'obbligo di istruzione avviene nel primo biennio, caratterizzato in modo unitario per la sua finalità orientativa e formativa. Il secondo ciclo si struttura su "tre gambe" e comprende sia i percorsi quinquennali dei licei e dei tecnici e professionali, sia i percorsi dell'istruzione e formazione professionale della durata di tre o quattro anni. I percorsi liceali, tecnici e professionali si articolano in vari indirizzi di studio. Il primo biennio presenta per tutti gli indirizzi un monte ore comune e anche la maggioranza delle discipline sono comuni per favorire l'aspetto orientativo e consentire eventuali passaggi da un corso di studi ad un altro.

Flessibilità e Personalizzazione
Le singole scuole, nel proprio Progetto d’Istituto, possono introdurre nuove discipline, purché previste a livello nazionale, e potenziare o compensare in modo flessibile le materie di insegnamento per adeguarle agli specifici bisogni del contesto e alle caratteristiche del proprio curricolo. L'impostazione della normativa provinciale e nazionale esplicita gli obiettivi di apprendimento in termini di competenze declinate in abilità e conoscenze, e, coerentemente con i livelli essenziali definiti dalla normativa statale per il riconoscimento dei titoli, fornisce indicazioni per sviluppare un curricolo per competenze, considerando il processo valutativo degli studenti, adeguato alle caratteristiche del secondo ciclo di istruzione.
Prospettive delle Nuove Indicazioni Nazionali 2025
Le Nuove Indicazioni Nazionali definiscono la disciplina di Arte e immagine come appartenente, assieme a Musica, “all’ambito dei saperi estetici”, che offrono “un linguaggio universale per esplorare emozioni”. Musica è definita come una disciplina capace di promuovere “funzioni formative plurime” (cognitive, emotive, sociali…) e quindi con un ruolo significativo per lo sviluppo neurologico e il benessere delle persone. Le Nuove Indicazioni Ministeriali sull’insegnamento dell’inglese e delle seconde lingue comunitarie confermano obiettivi, strumenti e metodologie già in uso nei corsi.
Centralità della Sperimentazione e Interdisciplinarità
Viene promossa la centralità della sperimentazione: le attività in laboratorio e l’osservazione diretta diventano la base dell’apprendimento. Questo approccio favorisce l'interiorizzazione del metodo scientifico e una maggiore motivazione. Si sottolinea una maggiore integrazione tra biologia, chimica e fisica, superando la frammentazione disciplinare, con un focus su concetti trasversali. L'interdisciplinarità tra le materie STEM (Science, Technology, Engineering, Mathematics) è accomunata dal rigore procedurale, dall’osservazione, dalla formulazione di ipotesi e dalla verifica.
L'Insegnamento della Religione Cattolica e i Nuovi Titoli
L’insegnamento della religione è collocato a pieno titolo - come previsto dall’art. 9 comma 2 della legge 25 marzo 1985, n° 121 - nel quadro delle finalità della scuola. La Nuova Intesa integra le precedenti, e la novità sostanziale riguarda i nuovi titoli previsti per l’insegnamento della religione nelle scuole di ogni ordine e grado. I titoli previsti dalla vecchia Intesa del 1985 rimangono validi: pertanto chi adesso insegna in qualità di incaricato annuale ed è in possesso dei titoli conseguiti con il vecchio ordinamento non sarà obbligato a conseguire un nuovo titolo.
Coloro che invece insegnano oppure aspirano ad insegnare, ma non sono in possesso dei titoli previsti dal Dpr 751/1985, dovranno - entro il 2017 - essere in possesso dei titoli accademici di baccalaureato, licenza o dottorato in teologia o in altre discipline ecclesiastiche (come già stabilito in precedenza), oppure conseguire una laurea magistrale in scienze religiose (3+2) secondo il nuovo ordinamento. Per gli insegnanti di posto comune di scuola dell’infanzia e primaria, se non in possesso del vecchio titolo di istituto magistrale, dovranno conseguire un apposito master universitario di secondo livello in scienze religiose. Questo si pone nell’ottica di offrire un solido percorso di formazione e aggiornamento agli insegnanti di posto comune. Il nuovo titolo di Magistero - conseguito con la formula del 3+2 (laurea magistrale in scienze religiose) - non è ancora equivalente ad una laurea civile, e sarà comunque ritenuto dagli Istituti Teologici un titolo inferiore al Baccalaureato, alla Licenza e al Dottorato; per cui coloro che vorranno acquisire la licenza dopo aver conseguito il nuovo Magistero, dovranno integrare crediti ed esami.
Principi Educativi Fondamentali
Scuola dell'Educazione Integrale della Persona
La scuola è intesa come un luogo che colloca il ragazzo nel mondo, favorendo lo sviluppo della sua peculiare personalità e promuovendo l'impegno dei ragazzi nel secondo ciclo di istruzione e di formazione. È un ambiente che accompagna la crescita e lo sviluppo psicologico e didattico degli allievi, contribuendo alla loro piena realizzazione e al benessere fisico, psicologico e relazionale.
Scuola Orientativa
La scuola deve essere orientativa, favorendo lo sviluppo dell'identità culturale e professionale degli allievi. Questo implica una continua attenzione agli interessi manifesti dei ragazzi, e alla loro trasformazione, al loro percorso di maturazione, sviluppo e apprendimento. L'orientamento si configura come una dimensione formativa che guida le decisioni del singolo, in collaborazione reciproca tra famiglia e scuola.
Scuola dell'Identità e dell'Eccellenza
L'educazione è volta allo sviluppo globale fino alle soglie dell'adolescenza, aiutando gli allievi a costruire la propria identità. La scuola deve valorizzare i talenti e l'eccellenza, affrontando i problemi e promuovendo la produzione tecnica o intellettuale. Allo stesso tempo, deve prevenire svantaggi, disadattamenti e abbandoni, assicurando interventi significativi e davvero personalizzati per tutti.
Scuola della Motivazione e del Significato
La scuola deve creare un ambiente motivante e significativo, dove gli allievi siano consapevoli delle proprie capacità, esperienze pregresse e caratteristiche personali. L'apprendimento deve essere inteso come un processo attivo, che coinvolge la riorganizzazione del proprio sapere e la ricerca strategica di soluzioni adatte. Ciò implica la scelta degli obiettivi formativi e la capacità di trasformare le conoscenze in competenze personali.
Scuola della Relazione Educativa
La relazione educativa è fondamentale, basata sulla fiducia, l'impegno, l'attenzione, lo studio e la correttezza reciproca. Non deve sostituire il rapporto, ma arricchirlo, promuovendo il confronto e la ricerca della verità. La scuola deve offrire percorsi di formazione e aggiornamento continuo ai docenti, che devono essere protagonisti consapevoli della propria crescita professionale e didattica.

Struttura del Portfolio delle Competenze
Il Portfolio delle competenze è un elemento fondamentale per la documentazione del percorso formativo dell'allievo. Esso deve contenere:
- Documentazione significativa del percorso formativo e didattico.
- Le competenze personali di ciascun allievo, desunte dal Piano dell'Offerta Formativa di istituto.
- La distribuzione e i tempi delle discipline e delle attività.
- La descrizione di eventuali crediti e debiti formativi.
- La valutazione del comportamento attraverso un voto in decimi.
Obiettivi Specifici di Apprendimento per le Discipline
Le Indicazioni Nazionali forniscono una dettagliata descrizione degli obiettivi specifici di apprendimento per ciascuna disciplina. Questi obiettivi mirano a sviluppare conoscenze, abilità e competenze trasversali e disciplinari.
Italiano
- Comprendere e produrre testi di vario tipo (narrativi, descrittivi, argomentativi, espositivi, regolativi).
- Utilizzare strumenti per la registrazione (appunti, schemi, cartelloni).
- Analizzare e interpretare testi letterari (poesie, racconti, testi teatrali).
- Studio sistematico delle categorie sintattiche e classi di parole.
- Utilizzo creativo del lessico e dei dizionari.
- Riconoscimento di figure retoriche (rima, assonanza, allitterazione).
- Approfondimenti sulla metrica e sull'origine latina della lingua italiana.
Lingue Straniere (Inglese e Seconda Lingua Comunitaria)
- Comprendere testi orali e scritti di diverse tipologie.
- Esprimere consenso, disaccordo, fare confronti.
- Scrivere appunti, cartoline, messaggi e brevi lettere.
- Utilizzare il lessico relativo ad aree di interesse quotidiano.
- Narrare semplici avvenimenti, esprimere possesso, bisogni.
- Conoscere gli aspetti fonologici della lingua e le forme grammaticali (verbi ausiliari, aggettivi e pronomi).
- Operare confronti con la cultura anglosassone e altre culture.
Storia
- Utilizzare termini specifici del linguaggio disciplinare storico.
- Comprendere la dimensione religiosa, storica e le categorie di interpretazione storica.
- Reperire informazioni da una o più fonti (documenti, carte politiche, tematiche).
- Collocare cronologicamente testi diversi nell'epoca corrispondente.
- Analizzare eventi di interesse e portata nazionale e sovranazionale.
- Riconoscere le tesi esposte e l'opinione dell'autore in testi storiografici.
- Approfondire periodi storici come l'Illuminismo e le Rivoluzioni americana e francese.
Geografia
- Analizzare il sistema territoriale e antropofisico, con i suoi aspetti fisici, socio-economici e culturali.
- Utilizzare carte ed immagini per studiare la realtà locale e regionale.
- Operare confronti tra realtà territoriali diverse.
- Comprendere l'Italia nell'Unione Europea e le grandi aree socioeconomiche e culturali.
- Analizzare le interconnessioni tra fatti e fenomeni in contesti diversi (ecologici, storici).
Matematica
- Operare con numeri interi relativi e numeri naturali mediante le quattro operazioni.
- Scomporre in fattori primi un numero naturale, riconoscere multipli e divisori.
- Utilizzare il teorema di Pitagora e il rapporto tra grandezze.
- Rappresentare punti nel piano cartesiano e argomentare proprietà delle figure.
- Effettuare e stimare misure in modo diretto e indiretto.
- Conoscere le fasi di un'indagine statistica e rappresentare dati in tabelle e grafici.
- Realizzare previsioni di probabilità in contesti semplici.
Scienze
- Comprendere il ruolo della definizione e delle osservazioni in diversi contesti.
- Riconoscere gli errori e la necessità di superarli positivamente.
- Analizzare il moto dei corpi (velocità, traiettoria, accelerazione).
- Conoscere peso, massa, peso specifico, lavoro ed energia.
- Comprendere il galleggiamento e il principio di Archimede.
- Eseguire semplici reazioni chimiche e raccogliere informazioni sulle catene alimentari.
- Studiare cellule, organismi unicellulari e pluricellulari, apparati (digerente, circolatorio, respiratorio).
- Analizzare ecosistemi terrestri e marini e i fattori del loro equilibrio.
Tecnologia
- Comprendere le fasi del ciclo di vita di un oggetto (ideazione, progettazione, produzione, dismissione, riciclo).
- Analizzare i settori dell'economia e operare confronti tra oggetti in base alla loro sostenibilità.
- Utilizzare il calcolatore e le periferiche, comprendendo i fondamenti dell'informatica.
- Sviluppare semplici linguaggi di programmazione per risolvere problemi interdisciplinari.
- Cercare informazioni in Internet e negli archivi locali.
Musica
- Comprendere i fondamenti della tecnica di uno strumento musicale e le famiglie strumentali.
- Acquisire la tecnica di base del canto e le relazioni tra linguaggi.
- Analizzare le strutture del linguaggio musicale e la loro valenza espressiva.
- Svolgere semplici software appropriati per la musica.
Arte e Immagine
- Comprendere il rapporto immagine-comunicazione nel testo visivo e narrativo.
- Analizzare il linguaggio visivo e i suoi codici (segni iconici e simbolici).
- Conoscere i materiali e le tecniche di manipolazione tecnologica.
- Esplorare la composizione (staticità, dinamismo, ritmo) e la storia dell'arte fino al XIX secolo.
- Riconoscere il patrimonio ambientale e culturale, e le stratificazioni dell'intervento dell'uomo.
Educazione Fisica
- Consolidare le capacità coordinative e condizionali (forza, rapidità, resistenza).
- Comprendere il valore dell'attività sportiva come valore etico e del confronto/competizione.
- Utilizzare tecniche di espressione corporea e migliorare la performance.
- Mettere in atto comportamenti corretti nell'uso della bicicletta e di altri veicoli.
- Conoscere i parametri fisiologici e rispettare le pause di recupero.
- Inventare nuove forme di attività ludico-sportive.
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