La Chiesa, intesa come "comunità dei salvati", è tale perché generata dalla misericordia di Dio e perché ha ricevuto la missione di essere essa stessa misericordia per il mondo, mostrandosi così simile a Lui che è giusto. Questa vocazione alla misericordia è fondamentale nell'approccio pastorale verso le diverse situazioni familiari, inclusa quella dei divorziati risposati.
Contesto Storico e Societario del Matrimonio
In passato, e in particolare nella società contadina arcaica, contrarre matrimonio significava legarsi per tutta la vita. L'amore, anche in quel contesto, era prima di tutto un sentimento, sebbene a volte si potesse far ricorso a fatture d'amore e a filtri magici. In genere, ci si innamorava seguendo le tappe dell'attrazione, dell'innamoramento e del corteggiamento, come può succedere oggi.
I modelli matrimoniali e relazionali sono cambiati nel tempo. Dopo il cinema, la televisione dei reality, i media del gossip e poi il web e i social network hanno contribuito a modificare il nostro costume e la morale, sull'onda di quanto avevano già prodotto il Sessantotto e il femminismo. Di conseguenza, non è più uno scandalo se è una ragazza a proporsi al maschio, ed è normale se due giovani se ne vanno a convivere o contraggono matrimonio solo civilmente. In Italia, fino al 1970, non esisteva il divorzio, con tutte le complicazioni che ciò poteva comportare per chi si separava, in un'epoca in cui era d'obbligo il matrimonio religioso, che legava per tutta la vita.

Il Magistero della Chiesa su Matrimonio e Famiglia
La Chiesa ha da sempre sostenuto, aiutato, accompagnato e illuminato coloro che vivono o si preparano a vivere il proprio progetto coniugale e familiare, consapevole che il matrimonio e la famiglia sono tra i beni più preziosi "da cui la società non può prescindere". La Costituzione pastorale sulla Chiesa del Concilio Vaticano II ha ricordato ancora una volta che il matrimonio è "l'intima comunità di vita e d'amore coniugale" stabilita dall'alleanza tra un uomo e una donna e strutturata con leggi proprie.
Nel quadro del rapido mutamento culturale e sociale in atto, il magistero pontificio è sollecitato a intervenire sui temi del matrimonio e della famiglia. In mezzo alle varie interpretazioni su quello che è la famiglia, il Magistero della Chiesa approfondisce e rinnova il suo insegnamento, nel solco della tradizione cristiana, per rispondere alle attuali necessità.
Il Cammino Sinodale e le Sfide Pastorali
Papa Francesco ha convocato un Sinodo straordinario dei Vescovi, per ottobre 2014, e un Sinodo ordinario dei Vescovi, per l'autunno del 2015, entrambi sul tema "Le sfide pastorali sulla famiglia nel contesto dell'evangelizzazione". Questo cammino ha evidenziato la complessità del dibattito, date sia le differenze culturali e contestuali, sia le diverse enfasi dottrinali dei principali oratori nei due sinodi.
Sono emerse alcune proposte iniziali, in particolare quelle sottolineate dal cardinale Walter Kasper nel suo discorso al Concistoro straordinario dei Cardinali, tenuto il 20 febbraio 2014. Le proposte del cardinale Kasper, simili a quelle discusse dalla Conferenza Episcopale Tedesca, hanno stimolato la riflessione sull'approccio pastorale ai divorziati risposati.
Il Diario di Papa Francesco: focus sulla famiglia
L'Esortazione Apostolica Amoris Laetitia
Il doppio Sinodo dei vescovi sulla famiglia (2013-2015) ha contribuito a un progressivo trend intenzionale di consapevolezza e intuizione sulla situazione dei divorziati risposati, rispetto alle modalità di riammissione istituzionalizzata attraverso l'autorità del vescovo per le singole diocesi. Il discernimento e l'intuizione di Papa Francesco sono confluiti nell'esortazione apostolica Amoris Laetitia (2016).
Nello specifico, il capitolo ottavo dell'Amoris Laetitia affronta la questione dei divorziati risposati e la loro ammissione ai sacramenti. In questa prospettiva, è formalmente affermato che i confessori possono assolvere e permettere a una "persona divorziata risposata" di ricevere la comunione quando, tenendo conto della sua condizione di vita, si verificano alcuni criteri chiaramente espressi nell'esortazione apostolica di Papa Francesco.
L'interpretazione di Maurizio Gronchi
Secondo l'intervento del teologo don Maurizio Gronchi, consultore del Sinodo sulla famiglia e docente alla Pontificia Università Urbaniana, intervenendo alla presentazione del volume del cardinale Francesco Coccopalmerio, presidente del Pontificio Consiglio per i testi legislativi, sull'ottavo capitolo dell'Amoris Laetitia, per i divorziati risposati, per fare la comunione basta il proposito di cambiare. Questo sottolinea l'importanza del discernimento individuale e del percorso di conversione.

La Misericordia nella Pastorale e l'Indissolubilità
La storia del rapporto che la Chiesa cattolica ha avuto con tutta la problematica del fallimento matrimoniale è spesso letta come una storia di difesa eroica dell'assoluta indissolubilità matrimoniale. Forse in alcuni momenti può essere stato così, ma non lo è stato sempre. Essa può essere letta infatti anche in un altro modo, cioè come il tentativo costante di andare incontro alla concreta e difficile realtà della vita matrimoniale, salvaguardando l'indissolubilità evangelica. Si tratta di un tentativo assai difficile nel contesto latino di comprensione dell'indissolubilità.
Il Magistero di Papa Francesco, nello specifico, approfondisce due caratteristiche molto legate tra loro, una di contenuto e l'altra di metodo: il costante richiamo alla misericordia e l'indole pastorale. Queste due dimensioni guidano la Chiesa nell'accompagnamento delle famiglie e degli individui in situazioni complesse.
Considerazioni Pastorali a Livello Diocesano
Le informazioni e le linee guida per i divorziati risposati, sebbene radicate nel Magistero universale della Chiesa, come espresso in documenti quali l'Amoris Laetitia, sono poi declinate e applicate a livello diocesano. Ogni diocesi, in comunione con la Sede Apostolica, sviluppa i propri percorsi pastorali e di accompagnamento, promuovendo il discernimento individuale e comunitario. Per informazioni specifiche relative alla Diocesi di Faenza, è consigliabile rivolgersi direttamente agli uffici pastorali o al vescovo diocesano, che forniranno dettagli sull'attuazione di tali principi nella loro specifica realtà locale.
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