La Collegialità Sospesa: Analisi e Prospettive del Sinodo dei Vescovi

La ricerca di Indelicato, intitolata “Indelicato: Il Sinodo dei Vescovi, la collegialità sospesa” e pubblicata da Il Mulino (Bologna, 401 pp., euro 26,00), offre un’analisi approfondita e critica sulla natura e il ruolo del Sinodo dei vescovi nella Chiesa cattolica. Il sottotitolo, La collegialità sospesa, va ben oltre una semplice ricostruzione storica, concentrandosi sulla difficoltà di trasformare il principio della collegialità episcopale - emerso dal Concilio Vaticano II - in una realtà più concreta, vitale e incisiva nella Chiesa postconciliare.

La Ricerca di Indelicato e l'Istituzione del Sinodo dei Vescovi

Il Sinodo dei vescovi fu istituito da Paolo VI con il motu proprio Apostolica sollicitudo il 15 settembre 1965. Nell’illustrare le vicende di questo organismo, l’autore non solo ricostruisce la sua tortuosa storia, ma agita sullo sfondo il problema del valore teologico, pastorale ed ecclesiologico della collegialità episcopale rispetto al primato del papa e nei confronti degli organismi centrali della Chiesa cattolica. La ricerca evidenzia i nodi non risolti, sia all’origine sia nel prosieguo, circa la sua natura e la sua effettiva collocazione nella Chiesa universale.

Foto storica di Paolo VI che promulga il Motu Proprio Apostolica Sollicitudo

Limiti e Autorità del Sinodo

Indelicato osserva che, se su un piano generale, il Sinodo ha indubbiamente mostrato di poter costituire una struttura di dialogo e un canale di comunicazione diretta fra tutte le chiese e la Chiesa universale. Ha anche dimostrato una certa capacità di confrontarsi creativamente con i problemi sottoposti alla sua attenzione e di dare indicazioni autorevoli. Tuttavia, risulta limitata la sua facoltà di influire sulle grandi scelte della politica ecclesiastica, non avendo strumenti propri e adeguati alla gestione degli orientamenti e delle decisioni operative del dopo-sinodo (p. 14).

Questo si traduce in una autorità dimezzata, un peso specifico insufficiente, e un’istituzione sottoposta a stretti controlli «politici» oltre che giuridici. L’autore sottolinea la persistente mancanza di un punto di equilibrio tra il ruolo primaziale del papa e la manifestazione concreta più visibile della collegialità episcopale.

Secondo l'analisi, è difficile pensare che tale punto di equilibrio verrà trovato. Probabilmente permarrà, anche di fronte a un Sinodo riformato nei suoi compiti e nelle sue competenze giuridiche, un equilibrio «asimmetrico» a favore del primato papale. Ciò implica che la natura e il ruolo del Sinodo nella Chiesa cattolica non cambieranno nel profondo, perpetuando una carenza della sua figura sul piano dottrinale con le relative conseguenze pratiche.

Nonostante questa prospettiva critica, l’autore lascia la porta aperta a futuri sviluppi, sottolineando che «Quella di una chiesa plurale resta comunque, per il medio periodo, una prospettiva ineludibile» (p. 253). Ciononostante, appare difficile immaginare una profonda trasformazione della struttura complessiva della Chiesa cattolica, e rimane da capire, nella prospettiva millenaria della Chiesa, quanto potrà durare questo "medio periodo" e se, alla fine, non interverranno fatti e nuovi organismi a rimettere in discussione l’istituzione stessa del Sinodo.

Il Cammino Sinodale in Italia: Il Caso CEI

Il Sinodo della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), avviato nel 2021 come parte del cammino sinodale voluto da Papa Francesco, ha vissuto un momento cruciale il 3 aprile 2025. La seconda assemblea sinodale, tenutasi in Vaticano, ha bocciato il documento finale intitolato “Perché la gioia sia piena”.

Foto di Piazza San Pietro con l'apertura del Sinodo nel 2021

L’assise ha visto la partecipazione di oltre 1.000 delegati, tra cui 168 vescovi, 7 cardinali, 252 sacerdoti, 34 religiosi, 17 diaconi e 530 laici (di cui 277 donne), rappresentando uno spaccato significativo della Chiesa italiana. Il testo, che sintetizzava anni di ascolto e contributi dalle diocesi, è stato respinto a larghissima maggioranza (835 voti favorevoli su 854 per rinviare la votazione) per la sua vaghezza su temi caldi come il ruolo delle donne, la pastorale per le persone omosessuali e la trasparenza nella gestione ecclesiale.

Temi Controversi e Richieste di Cambiamento

La bocciatura non è stata una semplice battuta d’arresto, ma un segnale di una base cattolica desiderosa di cambiamenti concreti. Monsignor Erio Castellucci, presidente del Comitato Nazionale del Cammino sinodale, ha ammesso che le numerose proposte di emendamento richiedevano un “ripensamento globale”, rinviando tutto al 25 ottobre 2025. Il cardinale Matteo Zuppi, presidente della CEI, pur deluso, ha sottolineato l’importanza dell’unità e del dialogo, definendo il processo una “palestra di sinodalità”.

I nodi principali emersi riguardano la leadership femminile, esclusa da riforme immediate, e l’approccio alla comunità LGBT+, percepito come reticente. La decisione di riscrivere il testo riflette una Chiesa in tensione tra tradizione e rinnovamento, con una base che sfida le gerarchie. Questo rinvio, accompagnato dallo slittamento dell’assemblea CEI da maggio a novembre, evidenzia un cammino sinodale ancora aperto, dove il confronto resta vivo e necessario per rispondere alle attese dei fedeli.

La Pastorale per le Persone Omosessuali

In ambito ecclesiale, “la pastorale per le persone omosessuali” si riferisce all'insieme di attività, approcci e iniziative che la Chiesa cattolica mette in campo per accompagnare, sostenere e integrare le persone omosessuali nella vita della comunità cristiana. Il termine "pastorale" indica l'azione di cura spirituale e pratica svolta dai pastori (vescovi, sacerdoti) verso i fedeli, adattata in questo caso a una specifica realtà umana.

Nella prassi cattolica, questa pastorale si basa sui principi del Catechismo della Chiesa Cattolica (nn. 2357-2359), che distingue tra l'orientamento omosessuale - considerato non peccaminoso in sé - e gli atti omosessuali, giudicati "intrinsecamente disordinati". La Chiesa invita a trattare le persone omosessuali con "rispetto, compassione e delicatezza", evitando ogni discriminazione ingiusta, e le incoraggia a vivere la castità come via di santità.

Il Sinodo sulla Sinodalità (2021-2025)

Con la chiusura della seconda e ultima sessione della XVI Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei Vescovi, domenica 27 ottobre si è concluso il Sinodo sulla Sinodalità. Questo evento ha visto il mondo cattolico confrontarsi e dialogare dal 2021, prima a livello locale e infine, negli ultimi due anni, a livello mondiale.

Un'Assemblea Ecclesiale di Ascolto e Dialogo

Presentato dal card. Mario Grech, segretario generale del Sinodo, non come una convention, ma come “un’assemblea ecclesiale che prega”, fatta di persone “docili alla voce dello Spirito Santo”, il Sinodo ha mostrato tutte le differenze presenti nella Chiesa contemporanea. Queste differenze sono state intese non come divisioni, ma come ricchezza, ascolto reciproco e ricerca di armonia. Come ha sottolineato il card. Leonardo Ulrich Steiner, OFM, Arcivescovo di Manaus (Brasile), in Amazzonia la sinodalità è già la strada da percorrere, con l’importanza dei laici, delle sorelle missionarie e delle assemblee sinodali per ascoltare tutti già una realtà.

Infografica sulla struttura e il processo del Sinodo sulla Sinodalità

Armonia nelle Differenze e Prospettive Future

Questo cammino, tuttavia, non si ferma qui. Il Documento Finale approvato, a cui non farà seguito un’esortazione apostolica del Santo Padre, è solo un nuovo inizio. Continuerà infatti il lavoro dei dieci “Gruppi di Studio” su temi particolari e, soprattutto, continuerà l’ascolto da parte di Papa Francesco dei vescovi e delle Chiese, come egli stesso ha detto nel suo discorso pronunciato sabato 26 ottobre nell’Aula Paolo VI ai partecipanti del Sinodo.

“La parola chiave è questa: armonia. Quello che fa lo Spirito, la prima manifestazione forte, il mattino di Pentecoste, è armonizzare tutte quelle differenze, tutte quelle lingue… Armonia!”, ha detto Papa Francesco. Egli è ben consapevole che in futuro ci saranno molte decisioni da prendere, come testimoni di pace, “anche imparando a dare forma reale alla convivialità delle differenze”.

Temi da Approfondire e Impegno Missionario

Alcuni dei temi sui quali permangono punti di vista differenti e che saranno approfonditi nei prossimi mesi includono:

  • Il ruolo delle donne nella Chiesa (paragrafo n. 60)
  • Il dialogo con i credenti di altre religioni (n. 123)
  • La revisione della liturgia (n. 27)
  • La revisione dei percorsi di formazione per i candidati al ministero ordinato (n. 148)
  • La competenza decisionale del vescovo (n. 92)
  • Il ruolo delle Conferenze episcopali (n. 129)
  • Il rafforzamento della collaborazione tra Chiesa latina e Chiese Orientali Cattoliche (n. 133)

Concludendo il suo saluto, il Santo Padre ha detto: “Veniamo da tutte le parti del mondo, segnati dalla violenza, dalla povertà, dall’indifferenza. Insieme, con la speranza che non delude, uniti nell’amore di Dio diffuso nei nostri cuori, possiamo non solo sognare la pace, ma impegnarci con tutte le nostre forze perché, magari senza parlare tanto di sinodalità, la pace si realizzi attraverso processi di ascolto, dialogo e riconciliazione. La chiesa sinodale per la missione, ora, ha bisogno che le parole condivise siano accompagnate dai fatti. E questo è il cammino”.

I Frati Francescani al Sinodo

Hanno partecipato al Sinodo sette membri dell'Ordine dei Frati Minori (OFM):

  • Card. Leonardo Ulrich Steiner, OFM, Arcivescovo di Manaus (Brasile)
  • Mons. Luis Gerardo Cabrera Herrera, OFM, Arcivescovo di Guayaquil (Ecuador)
  • Mons. Jaime Spengler, OFM Arcivescovo di Porto Alegre (Brasile, Presidente della Conferenza dei vescovi brasiliani - CNBB - e Presidente del Consiglio Episcopale latino-americano e caraibico - CELAM)
  • Mons. Héctor Miguel Cabrejos Vidarte, OFM, Arcivescovo di Trujillo (Perù)
  • Mons. Adrianus Sunarko, OFM, Vescovo di Pangkalpinang (Indonesia)
  • Mons. Franz Lackner, OFM, Arcivescovo di Salzburg (Austria)
  • Fr. Joel Da Costa Pinto Cazemiro, OFM

Sinodo sulla sinodalità: un'importante inclusione di laici e voci diverse

tags: #indelicato #il #sinodo #dei #vescovi #la