Gilberto Sacerdoti: Opere e Ricerche nel Rinascimento e in Shakespeare

Gilberto Sacerdoti è un autore e studioso riconosciuto per le sue approfondite analisi nel campo della letteratura rinascimentale, in particolare su temi legati all'anticristianesimo, alla magia e alla filosofia, con un'attenzione significativa all'opera di William Shakespeare.

Saggi Libertini: Un'Indagine sull'Anticristianesimo Rinascimentale (2020)

Nella sua opera Saggi libertini, pubblicata da Quodlibet nel 2020, Gilberto Sacerdoti esplora una serie di questioni complesse relative al pensiero e alla cultura del Rinascimento, evidenziando come, qualora agli uomini fosse proibito di esprimere seriamente le loro opinioni su certi soggetti, lo avrebbero fatto ironicamente.

Il volume è strutturato in diverse sezioni che spaziano dalla filosofia alla critica letteraria:

  • Prefazione
  • Cani latranti, magia e miracoli di Cristo. Spunti pichiani nella History of the World di Sir Walter Ralegh
  • Toland e la «lettura moderna» di Bruno
  • Bacone, Machiavelli e l'imitazione di Cristo
  • Calibano: post-colonial, pre-colonial o post-post-colonial?
  • Shakespeare e «l'infinito libro di segreti della natura»
  • «La Tempesta». Cani blasfemi e rozzi maghi
  • Su alcuni precedenti delle bestemmie dei Bianchi
  • Le dannabili opinioni di Christopher Marlowe. L'anticristianesimo rinascimentale tra guerre di religione, nuova filosofia e fonti pagane
  • Nota ai testi
  • Indice

Sacerdoti, integrando contributi precedenti e rilevando tracce pichiane in Burton, Fludd, Cudworth e altri, riprende l'idea suggerita da Paolo Rossi, secondo cui «tracce dell'influenza di Pico potrebbero forse essere cercate con successo anche nel gruppo che si muoveva intorno a Walter Ralegh». In effetti, tracce rilevanti di Pico sono reperibili non solo nella cerchia di Ralegh, ma in Ralegh stesso. Quest'ultimo prende apertamente l'essenziale della sua argomentazione da Pico in uno dei capitoli cruciali della sua monumentale History of the World: quello su Zoroastro, la magia e i miracoli di Cristo.

Data la rilevanza di Ralegh e l'interesse del suo uso di Pico, Gilberto Sacerdoti si sofferma in modo particolare su questo capitolo. Per Ralegh e la sua cerchia, Pico, tematico pitagorizzante, alchimista, cabbalista, evocatore di spiriti, ma anche interessato all'applicazione tecnica e meccanica delle matematiche - come dichiarato nella stessa Prefazione - rappresentava innanzitutto una «nuova filosofia», o una «filosofia nuova».

Una constatazione che si avvicina ulteriormente alle ricerche di Ralegh è che l'ultima ristampa conosciuta del testo integrale delle Conclusiones di Pico compare in appendice alla seconda edizione (Ginevra, 1619) della Philosophia Epicurea, Democritiana, Theophrastica proposita simpliciter, non edocta, dell'inglese Nicholas Hill.

Copertina del libro

Questioning Bodies in Shakespeare’s Rome (2010)

Nel suo lavoro Questioning Bodies in Shakespeare’s Rome (2010), Gilberto Sacerdoti esplora la rappresentazione di concetti scientifici e naturali nell'opera shakespeariana, con un particolare focus sull'Egitto. Per Shakespeare, l'Egitto è una terra meravigliosa. Si potrebbe dire, infatti, che lo è letteralmente, poiché il fango stesso di quella terra sembra avere qualcosa di meraviglioso.

Non solo si apprende, da Antonio, che esiste un "fuoco che vivifica il fango del Nilo" (1.3.68-9), ma nella settima scena del secondo atto si legge di "strani serpenti" e "coccodrilli" che nascono dal "fango" egiziano per "operazione" del "sole" egiziano (2.7.24-7). In altre parole, in Egitto - la cui regina, tra l'altro, è essa stessa un "serpente del vecchio Nilo" (1.5.25) - coccodrilli e serpenti hanno l'abitudine di nascere per "abiogenesi", o "generazione equivoca", o "generazione spontanea". Questa "dottrina", scrive Case, "era corrente all'epoca di Shakespeare" e secondo essa "la materia vivente può essere prodotta da materia senza vita".

Tuttavia, Sacerdoti si interroga se la materia egiziana sia davvero senza vita. Madeleine Doran, nel suo saggio 'On Elizabethan "Credulity"', scrive che sì, la teoria secondo cui certi animali nascevano in tal modo era abbastanza comune all'epoca, e "non aveva ordinariamente più colorazione del meraviglioso di qualsiasi altra operazione della natura poco compresa" - eppure in questo caso, scrive, le proprietà del fango egiziano comunicano una "nota di meraviglia per una cosa strana in una terra strana".

La dottrina della generazione spontanea vanta padri illustri, trovando la sua prima formulazione in Anassimandro, dove la vita emerge dal fango esposto alla luce solare. La ritroviamo poi in forma mitica nel Politicus di Platone, dove animali e uomini germogliano dalla terra dopo i cataclismi che segnano la fine di ogni ciclo di vita, e in forma scientifica nei trattati di Aristotele De Generatione Animalium e De Corruptione et Generatione, nel De rerum natura di Lucrezio, che segue la dottrina di Epicuro, e nel De diluviis di Avicenna.

Illustrazione o mappa storica dell'Egitto con riferimenti alla fauna del Nilo e al concetto di generazione spontanea

Altri Contributi e Articoli

Gilberto Sacerdoti ha contribuito con numerosi articoli e saggi a opere collettive, arricchendo il dibattito accademico con le sue ricerche.

“Il sogno di Cleopatra”

Nel 2019, Sacerdoti ha pubblicato l'articolo “Il sogno di Cleopatra” all'interno del volume Il pensiero e l’emozione. La rappresentazione del sogno nella letteratura, a cura di Andreina Lavagetto e edito da Pacini.

Nuovo cielo, nuova terra. Jessica’s Cosmopolitan Dreams: Blood, Religion and Citizenship in The Merchant of Venice

Un altro contributo significativo è l'articolo “Nuovo cielo, nuova terra. Jessica’s Cosmopolitan Dreams: Blood, Religion and Citizenship in The Merchant of Venice”. In questo saggio, Sacerdoti analizza il complesso rapporto tra ebrei e cristiani nell'opera di Shakespeare, focalizzandosi sull'incontro tra Shylock e Antonio. Quando il prestatore ebreo Shylock incontra per la prima volta il mercante cristiano Antonio, afferma di "odiarlo perché è un cristiano", e che Antonio odia la "sacra nazione degli ebrei" (1.3.37, 44). Tra ebrei e cristiani, dice Shylock, esiste un "antico rancore" (1.3.43), un tema centrale che Sacerdoti esplora attraverso la figura di Jessica e le sue implicazioni in termini di cosmopolitismo, sangue, religione e cittadinanza.

Scena o ritratto di personaggi dal

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