La Pentecoste nella Bibbia: Effusione dello Spirito Santo e Nascita della Chiesa

La Pentecoste è una delle solennità più significative del calendario cristiano, che celebra l'effusione dello Spirito Santo sugli apostoli e Maria, segnando la nascita della Chiesa. Questa festa mobile cade il cinquantesimo giorno dopo la Pasqua, da cui deriva il suo nome greco, "cinquantesimo giorno", ed è considerata, dopo la Pasqua, il momento più importante di tutto l’anno liturgico.

Le Radici Ebraiche della Pentecoste

Prima di assumere il suo significato cristiano, la Pentecoste era una festa fondamentale nel calendario ebraico. Nota come "festa delle Settimane" (Es 34,22; Nm 28,26), "della mietitura" o "delle primizie" (Es 23,16), veniva celebrata cinquanta giorni dopo la Pasqua (Lv 23,15-16). Letteralmente, la parola Pentecoste indica in greco il cinquantesimo giorno.

  • Originariamente, era una festa agricola che coincideva con l’inizio della mietitura del grano e la raccolta dei primi frutti. Lo scopo primario di questa ricorrenza era il ringraziamento a Dio per i frutti della terra.
  • Successivamente, a questa celebrazione si innestò la memoria del dono della Legge (Tōrāh), i Dieci Comandamenti scritti su tavole di pietra e dati a Mosè sul monte Sinai, un avvenimento che segna la nascita del popolo d’Israele.
  • Il rituale ebraico della festa prevedeva l’astensione totale da qualsiasi lavoro, il pellegrinaggio degli uomini a Gerusalemme, un’adunanza sacra e particolari sacrifici. Come l'offerta di un covone d'orzo segnava l'inizio della stagione del raccolto, così l'offerta di un pane prodotto con il grano nuovo ne segnava il termine.

Nell'ottica cristiana, il Siracide (24,23) afferma che nella legge mosaica viene consegnato all'uomo il dono della Sapienza divina, che è lo Spirito Santo, prefigurando il significato più pieno della Pentecoste. Nella cristianità, la Pentecoste perde il significato ebraico per designare invece la discesa dello Spirito Santo, mandato da Dio ai suoi fedeli, cinquanta giorni dopo la Pasqua.

Tavole della Legge date a Mosè sul Monte Sinai come simbolo delle origini ebraiche della Pentecoste

L'Evento della Pentecoste negli Atti degli Apostoli

Il brano più celebre della discesa dello Spirito Santo è raccontato al capitolo 2 degli Atti degli Apostoli. Gli apostoli, insieme a Maria, la madre di Gesù, erano riuniti a Gerusalemme nel Cenacolo, dove presero poi a radunarsi abitualmente quando erano in città. Come da tradizione, ebrei osservanti di ogni nazione che è sotto il cielo erano affluiti a Gerusalemme in gran numero per festeggiare la Pentecoste con il prescritto pellegrinaggio.

Il testo narra l'evento con grande vividezza:

«Quando il giorno della Pentecoste giunse, tutti erano insieme nello stesso luogo. Improvvisamente si fece dal cielo un suono come di vento impetuoso che soffia, e riempì tutta la casa dov'essi erano seduti. Apparvero loro delle lingue come di fuoco che si dividevano e se ne posò una su ciascuno di loro. Tutti furono riempiti di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, come lo Spirito dava loro di esprimersi. Abitavano allora a Gerusalemme Giudei osservanti, di ogni nazione che è sotto il cielo. A quel rumore, la folla si raccolse e fu confusa, perché ciascuno li udiva parlare nella propria lingua. Erano stupiti e, fuori di sé per la meraviglia, dicevano: "Tutti costoro che parlano non sono forse Galilei? E come mai ciascuno di noi sente parlare nella propria lingua nativa? Noi Parti, Medi, Elamiti, abitanti della Mesopotamia, della Giudea e della Cappadocia, del Ponto e dell'Asia, della Frigia e della Panfilia, dell'Egitto e delle parti della Libia cirenaica e pellegrini romani, tanto Giudei che proseliti, Cretesi e Arabi, li udiamo parlare delle grandi cose di Dio nelle nostre lingue". Tutti si stupivano ed erano perplessi, e si chiedevano l'un l'altro: "Che cosa significa questo?". Ma altri li deridevano e dicevano: "Sono pieni di vino dolce".»

La Pentecoste

Il Discorso di Pietro alla Pentecoste

Di fronte allo stupore e alle derisioni della folla, l'apostolo Pietro, levatosi in piedi con gli undici, alzò la voce e parlò loro così:

«Uomini di Giudea, e voi tutti che abitate in Gerusalemme, vi sia noto questo e ascoltate attentamente le mie parole. Questi non sono ubriachi, come voi supponete, perché è soltanto la terza ora del giorno; ma questo è quanto fu annunciato per mezzo del profeta Gioele: "Avverrà negli ultimi giorni", dice Dio, "che io spanderò il mio Spirito sopra ogni persona; i vostri figli e le vostre figlie profetizzeranno, i vostri giovani avranno delle visioni, e i vostri vecchi sogneranno dei sogni. Anche sui miei servi e sulle mie serve, in quei giorni, spanderò il mio Spirito e profetizzeranno. Farò prodigi su nel cielo e segni giù sulla terra, sangue e fuoco, e vapore di fumo. Il sole sarà mutato in tenebre e la luna in sangue, prima che venga il grande e glorioso giorno del Signore."»

Pietro continuò affermando che Gesù, "consegnato a voi secondo il prestabilito disegno e la prescienza di Dio, voi, per mano di pagani, l'avete crocifisso e l'avete ucciso. Ora Dio lo ha risuscitato, liberandolo dai dolori della morte, perché non era possibile che questa lo tenesse in suo potere." Riguardo al patriarca Davide, Pietro spiegò: "questo Gesù, Dio lo ha risuscitato e noi tutti ne siamo testimoni. Innalzato dunque alla destra di Dio e dopo aver ricevuto dal Padre lo Spirito Santo promesso, lo ha effuso, come voi stessi potete vedere e udire."

All'udire queste parole, le persone si sentirono trafiggere il cuore e chiesero a Pietro e agli altri apostoli: «Che cosa dobbiamo fare, fratelli?». Pietro rispose loro: «Convertitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e riceverete il dono dello Spirito Santo. Per voi infatti è la promessa e per i vostri figli e per tutti quelli che sono lontani, quanti ne chiamerà il Signore Dio nostro». Con molte altre parole li esortava: «Salvatevi da questa generazione perversa!».

La reazione fu immediata: furono aggiunte circa tremila persone alla comunità. Erano perseveranti nell'insegnamento degli apostoli e nella comunione, nello spezzare il pane e nelle preghiere. Un senso di timore era in tutti, e prodigi e segni avvenivano per opera degli apostoli. Vendevano le loro proprietà e sostanze e le dividevano con tutti, secondo il bisogno di ciascuno, lodando Dio e godendo il favore di tutto il popolo.

Le Promesse dello Spirito Santo fatte da Gesù

L'effusione dello Spirito Santo a Pentecoste era stata precedentemente promessa da Gesù stesso ai suoi discepoli:

  • Nel Vangelo di Giovanni, il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi. Non vi lascerò orfani: verrò da voi.» (Gv 14).
  • Ancora nel Vangelo di Giovanni, nell’ultimo giorno della festa, Gesù proclamava: «Dal seno di chi crede in me scaturiranno fiumi d’acqua viva». Questo disse parlando dello Spirito che avrebbero ricevuto i credenti in lui. (Gv 7,37-39).

L'incontro di Gesù risorto con i suoi discepoli prende avvio dall’iniziativa del Signore che dona la sua pace, sintesi di tutti i beni desiderabili. Questo dono della pace permette il passaggio dalla paura alla gioia, quella vera, promessa da Gesù durante l’Ultima Cena. La liberazione dalla paura e l’esperienza della gioia vera aprono la Chiesa alla missione. Nel brano evangelico di Giovanni, l’incarico missionario è subito seguito dal dono dello Spirito, il dono per eccellenza del Cristo ai suoi discepoli, che rende il Vangelo vivo e attuale "in ogni tempo e in ogni luogo". La pagina evangelica sottolinea inoltre che il Cristo risorto dona lo Spirito anche in vista del perdono dei peccati, un impegno di tutti coloro che lo hanno ricevuto.

Simbolismo e Natura dello Spirito Santo nella Bibbia

Lo Spirito Santo è spesso percepito come la persona più misteriosa della Trinità. La Bibbia ci offre diversi paragoni e simboli per comprenderne la natura e l'azione:

  • Il Vento: Come dice Gesù, lo Spirito è «vento che soffia dove vuole, tu senti la sua voce ma non sai da dove viene e dove va» (Gv 3,8), indicando la sua assoluta libertà con cui agisce nella vita del mondo e degli esseri umani. È soffio, alito di vita, che ci libera dalle ristrettezze dei nostri preconcetti.
  • Il Fuoco: Le "lingue come di fuoco" posate su ciascun discepolo a Pentecoste esprimono la diversità dei carismi o doni che vengono dati. Il fuoco simboleggia anche la purificazione, la presenza divina e la forza vivificante.
  • L'Acqua: Gesù parlò di "fiumi d'acqua viva" che scaturiranno da chi crede, riferendosi allo Spirito. L'acqua è simbolo di vita, purificazione e fecondità spirituale.
  • La Colomba: Già in Genesi, lo Spirito di Dio aleggiava sulle acque. Una colomba portò a Noè il rametto d’ulivo (Gen 8,11), annunciando la fine del diluvio e l’inizio della salvezza e di una nuova era di pace tra Dio e gli uomini. Nel Vangelo, la colomba appare nell’annunciazione e nel battesimo di Gesù.

Tante immagini per dire qualcosa dello Spirito Santo. Ma lo Spirito non è "qualcosa": è Qualcuno. Non è un oggetto: è un Soggetto. È una persona: un “io” che è un abisso pieno di amore, di gioia, di pace, di sapienza e di vita. Sant’Agostino, in modo mirabile, così sintetizzò il mistero della Santissima Trinità: l’Amante, l’Amato, l’Amore. Lo Spirito è l’amore che Dio riversa in noi, è l’amore che fa accendere in noi le parole di Gesù.

Simboli biblici dello Spirito Santo: colomba, lingue di fuoco, vento e acqua viva

I Doni dello Spirito Santo

L'effusione dello Spirito Santo porta con sé una ricchezza di doni, o carismi, destinati al bene comune della comunità. Come Paolo spiega nella Prima Lettera ai Corinzi:

«Riguardo ai doni dello Spirito, fratelli, non voglio lasciarvi nell’ignoranza. Voi sapete infatti che, quando eravate pagani, vi lasciavate trascinare senza alcun controllo verso gli idoli muti. Vi sono diversi carismi, ma uno solo è lo Spirito; vi sono diversi ministeri, ma uno solo è il Signore; vi sono diverse attività, ma uno solo è Dio, che opera tutto in tutti. A ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per il bene comune: a uno infatti, per mezzo dello Spirito, viene dato il linguaggio di sapienza; a un altro invece, dallo stesso Spirito, il linguaggio di conoscenza; a uno, nello stesso Spirito, la fede; a un altro, nell’unico Spirito, il dono delle guarigioni; a uno il potere dei miracoli; a un altro il dono della profezia; a un altro il dono di discernere gli spiriti; a un altro la varietà delle lingue; a un altro l’interpretazione delle lingue.»

Questi doni molteplici non creano divisione, ma manifestano l'unità della Chiesa che, pur essendo molteplice e universale, è un solo "Corpo di Cristo", dove la comunione è costantemente alimentata dalla carità. Questo si pone in contrasto con l'episodio biblico della Torre di Babele (Gen 11,1-9), dove la molteplicità delle lingue era segno di frattura e divisione; a Pentecoste, invece, la comprensione reciproca nelle diverse lingue diviene metafora dell'unità e dell'universalità del messaggio evangelico.

Rappresentazione dei diversi doni dello Spirito Santo nella Chiesa

L'Universalità del Messaggio e la "Pentecoste Giovannea"

La predicazione degli apostoli in diverse lingue a Pentecoste è un elemento nuovo e significa che il messaggio di Gesù non è destinato solo agli ebrei, ma è universale, estendendosi anche agli stranieri non circoncisi, come testimoniato dall'episodio del centurione Cornelio (Atti 10), dove lo Spirito Santo è donato anche a loro, dimostrando la portata missionaria della Chiesa nascente.

Un'altra prospettiva sulla trasmissione dello Spirito si trova nel Vangelo di Giovanni, dove Gesù risorto trasmette lo Spirito Santo agli apostoli alitando su di loro durante la sua apparizione nel cenacolo la sera stessa di Pasqua (Gv 20,22). Questo episodio è chiamato "Pentecoste giovannea", per distinguerlo dalla "Pentecoste lucana" descritta negli Atti degli Apostoli. Secondo alcuni studiosi, si tratta dello stesso evento, ambientato dai due evangelisti in momenti diversi per scopi teologici distinti: Giovanni sottolinea l'immediato dono dello Spirito legato alla risurrezione, mentre Luca enfatizza la sua manifestazione pubblica e l'inizio della missione della Chiesa al mondo.

Il Ruolo di Maria nella Pentecoste

Maria, la madre di Gesù, era presente con gli apostoli e le altre donne nella "concorde preghiera apostolica" nel Cenacolo, come attestato in Atti 1:12-14. Sebbene la narrazione biblica non specifichi in che modo ella ricevette lo Spirito a Pentecoste, la tradizione teologica spiega che ella era già "colmata di grazia" dal tempo dell'Annunciazione (Luca 1:34: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo»). Secondo la narrazione biblica, Maria non ricevette lo Spirito Santo il giorno di Pentecoste come gli apostoli, essendo già ricolmata della sua divina presenza e dei Suoi doni.

La sua presenza a Pentecoste è cruciale: «Colei che quanto al corpo era la madre del nostro Capo, poté divenire, quanto allo spirito, madre di tutte le sue membra, con nuovo titolo di dolore e di gloria». Fu ella con le sue efficacissime preghiere ad impetrare che lo Spirito del divin Redentore, già elargito sulla Croce, venisse infuso nel giorno di Pentecoste con doni prodigiosi alla Chiesa, da poco nata.

In Atti 2, lo Spirito Santo discende sugli apostoli come lingue di fuoco. Da tale modalità di trasmissione dello Spirito Santo, risulta che Maria non ne fu la causa seconda, essendo il Padre e il Figlio gli unici a poter inviare il loro Spirito, che è Dio stesso. La Vergine Maria fu, in tal senso, "causa dispositiva" della discesa dello Spirito Santo sui Dodici, quel tipo di causa che rende possibile e facilita un determinato effetto, che in questo caso è la scelta di Dio Padre e di Dio Figlio di donare lo Spirito Santo agli apostoli. La sovrabbondanza dei Suoi carismi in Maria, già prima del giorno di Pentecoste, rese possibile il fatto che l'intercessione di una creatura umana convincesse Dio a concedere ai Dodici una grazia equivalente al sacrificio di croce del Redentore, quale è la presenza reale di una delle tre divine persone nell'opera quotidiana dei consacrati della Chiesa di Cristo.

Maria e gli apostoli riuniti in preghiera nel Cenacolo in attesa dello Spirito Santo

tags: #in #quale #libro #e #pentecoste