Giovanna d’Arco: la Pulzella d'Orléans tra fede e storia

Giovanna d'Arco, conosciuta come la Pulzella d'Orléans, è una delle figure più emblematiche della storia francese, simbolo di fede, eroismo e amore patriottico. Nata il 6 gennaio 1412 a Domrémy da una famiglia di umili contadini, Jacques d’Arc e Isabelle Romée, crebbe in un periodo segnato dalla logorante guerra dei Cent'anni tra Francia e Inghilterra.

Ritratto di Giovanna d'Arco come figura storica ed eroina medievale

La missione divina e l'ascesa

A tredici anni, Giovanna iniziò ad avere visioni e a udire voci celestiali, identificandole nell'Arcangelo Michele e nelle sante Caterina d'Alessandria e Margherita d'Antiochia. Secondo la giovane, Dio l'aveva prescelta per una missione precisa: liberare la Francia dall'invasione inglese e guidare il Delfino, Carlo VII, alla consacrazione reale a Reims. Nonostante lo scetticismo iniziale di alcuni cortigiani e del capitano Robert de Baudricourt, la fermezza di Giovanna le permise di giungere al castello di Chinon nel 1429.

Convinto dalla sua dedizione e dai suoi segreti, Carlo VII le affidò il comando dell'esercito. Giovanna, indossando un'armatura e portando un vessillo con l'immagine di Cristo, impresse una svolta decisiva al conflitto:

  • Liberazione di Orléans: In soli otto giorni, l'assedio fu rotto, risollevando le sorti della Francia.
  • Campagna della Loira: Dopo la vittoria di Patay il 18 giugno 1429, la strada per Reims fu aperta.
  • Incoronazione: Il 17 luglio 1429, Carlo VII fu consacrato Re nella cattedrale di Reims, proprio come predetto dalla Pulzella.
Mappa strategica della Valle della Loira e dei percorsi militari verso Reims

La cattura e il processo

Dopo l'incoronazione, l'influenza di Giovanna a corte iniziò a scemare. Nel maggio 1430, durante la difesa di Compiègne, fu catturata dai borgognoni e successivamente venduta agli inglesi. Iniziò allora il suo calvario: prigioniera nel castello di Rouen, fu sottoposta a un processo inquisitoriale orchestrato per delegittimare il Re di Francia, accusandola di eresia, stregoneria e di aver vestito abiti maschili.

Nonostante la mancanza di un avvocato e l'ostilità dei giudici, tra cui Pierre Cauchon, Giovanna rispose con sorprendente saggezza teologica. Celebre è la sua risposta riguardo alla grazia di Dio: «Se non ci sono, Dio mi ci metta; se ci sono, mi ci mantenga».

Il martirio e la riabilitazione

Il 30 maggio 1431, Giovanna fu condotta al rogo nella piazza del Mercato Vecchio a Rouen. Morì invocando il nome di Gesù, lasciando un'eredità indelebile. Solo nel 1455, su iniziativa di Carlo VII, fu riaperto il processo che dichiarò nulla la precedente condanna, riabilitando pienamente il suo nome. Nel 1920, la Chiesa Cattolica la proclamò santa.

La Santa Guerriera di Francia - La Storia di Giovanna d’Arco - Ep. 1

Il legame con la spiritualità di San Michele

La figura di Giovanna è intrinsecamente legata al culto dell'Arcangelo Michele, protettore della Francia. Le celebrazioni in onore di San Michele, che si tengono tradizionalmente il 29 settembre e l'8 maggio, ricordano l'importanza della giustizia, della protezione e della fede nelle tradizioni popolari, elementi che hanno animato l'intera esistenza della Pulzella d'Orléans.

tags: #in #onore #di #san #michele #arcangelo