Il Santuario di Fátima: Cuore della Devozione Mariana in Portogallo

Fátima: Da Piccolo Villaggio a Centro di Fede Mondiale

Il Santuario di Fátima, uno dei più grandi santuari religiosi d'Europa dopo Lourdes, si erge in un luogo che fino al 1917 era un paesino sperduto nelle campagne dell’Estremadura, senza alcuna particolare attrattiva. Solo un evento eccezionale, anzi miracoloso, ha trasformato Fátima in una destinazione turistica capace di attirare più di sei milioni di visitatori ogni anno: la celeberrima apparizione della Vergine Maria che avvenne proprio a Fátima nel 1917. Un secolo dopo, pellegrini da tutto il mondo continuano a venire fin qui per rendere omaggio o chiedere grazie alla Santissima Madre di Dio, facendo di Fátima una delle più importanti mete di pellegrinaggio mondiali.

Il Santuario sorge nella Cova da Iria, il luogo dove la Vergine Maria apparve ai tre pastorelli nel 1917. All’inizio, la Chiesa fu piuttosto riluttante a riconoscere il fenomeno miracoloso, che, invece, riscosse subito grande adesione popolare. Soltanto nel 1930, il vescovo di Leiria riconobbe come vere le testimonianze dei tre pastorelli e il culto della Madonna di Fátima venne ufficialmente autorizzato. Da quel momento la località ebbe un grande sviluppo, così che Fátima è divenuta dapprima una vila (cittadina) nel 1977, e poi una cidade (città) nel 1997.

La fama mondiale del Santuario è cresciuta esponenzialmente durante il pontificato di Giovanni Paolo II, grande devoto di Nostra Senhora de Fátima, nonché suo involontario promotore turistico. Il papa visitò il santuario in più occasioni, tra cui la famosa visita del 1982, durante la quale volle ringraziare la Madonna di essere sopravvissuto ad un attentato di cui era stato vittima l’anno precedente. Fu lo stesso Giovanni Paolo II a chiedere che il proiettile che lo colpì venisse incastonato nella corona della statua della Madonna. Nel 2000, durante la sua terza visita a Fátima, Giovanni Paolo II annunciò la beatificazione di due dei tre pastorelli, Francisco e Jacinta, ai quali il Vaticano riconobbe il miracolo di una cura.

Mappa schematica del Santuario di Fátima con gli edifici principali

Il Complesso Architettonico del Santuario

Il Santuario di Fátima include diversi edifici, templi e monumenti religiosi, in un complesso che oggi presenta discorsi architettonici ed estetici diversificati. La loro organizzazione spaziale su due piani opposti permette la creazione del grande recinto di preghiera dove si riuniscono milioni di pellegrini. L’architettura e l’arte sono presenti in tutto il Santuario, facendosi testimoni di un rapporto raffinato e sofisticato. I principali edifici che lo compongono sono la Basilica di Nostra Signora del Rosario, la Basilica della Santissima Trinità e la Cappella delle Apparizioni.

La Basilica di Nostra Signora del Rosario: Il Cuore Storico

La Basilica di Nostra Signora del Rosario, conosciuta anche come Cattedrale di Fátima, è il più imponente e centrale tra gli edifici che compongono il Santuario. Dedicata a Nostra Signora del Rosario, fu qui che il 13 ottobre 1917 i tre pastorelli videro per la prima volta la Madonna. Progettata dall'architetto olandese Gerardus Samuel van Krieken, la prima pietra fu posta il 13 maggio del 1928 e la sua consacrazione avvenne il 7 ottobre 1953. Ultimata dopo la Seconda Guerra Mondiale, è un luogo di grande importanza per i cattolici di tutto il mondo e può contenere fino a 9.000 fedeli.

Architettura Esterna e Simboli

Questa maestosa struttura, lunga 70 metri e larga 37, è fatta di marmo bianco e presenta una torre campanaria di circa 65 metri di altezza, decorata da una corona in bronzo di 7000 chilogrammi. La cupola è circondata da statue di angeli e santi. La facciata della Basilica è preceduta da un’imponente scalinata che si prolunga con un colonnato, opera dell’architetto Antonio Lino. Il gruppo scultoreo del colonnato, realizzato a partire dal 1953, riflette la creatività di numerosi artisti tra cui Álvaro de Brée, António Duarte, Leopoldo de Almeida, Salvador Barata Feyo, Domingos Soares Branco, Maria Amélia Carvalheira, Sousa Caldas, Vasco Pereira da Conceição, Irene Vilar, José Manuel Mouta Barradas e Vítor Godinho Marques. Ai quattro angoli della basilica vi sono le statue dei quattro grandi apostoli del rosario: San Antonio María Claret y Clará, San Domenico di Guzmán, San Giovanni Eudes e Santo Stefano, re di Ungheria. Questa parte dell'edificio è decorata con statue, mosaici e dipinti che rappresentano scene della cristianità.

Esterno della Basilica di Nostra Signora del Rosario con la sua imponente scalinata e il colonnato

L'Interno Sacro

L'interno del tempio ospita opere d'arte altrettanto significative. La scultura di San Domenico di Guzmán è opera di Maria Amélia Carvalheira, mentre Martinho Felix de Brito ha creato quelle di Sant’Antonio Maria Claret e di San Giovanni Eudes, e António Amaral Paiva quella di Santo Stefano d'Ungheria. La Basilica ha molte finestre di vetro colorato, alcune delle quali raffigurano scene di storie religiose, mentre altre forniscono luce all'interno dell'edificio durante le ore diurne.

Ci sono ben 14 altari laterali, realizzati in marmo di Estremoz, Pero Pinheiro e Fatima. In ciascuno di essi è rappresentato un mistero del Rosario, in bassorilievi di bronzo, opera di Alberto Barbosa. Il 15° mistero è rappresentato nella volta del presbiterio in un altorilievo di Maximiano Alves. Le vetrate degli altari laterali rappresentano le invocazioni delle litanie della Madonna e sono state progettate da João de Sousa Araújo.

L’arco che separa la navata dal presbiterio mostra su tutta la volta un mosaico, realizzato nelle Officine Vaticane e offerto dai cattolici di Singapore, con la scritta «Regina Sacratissimi Rosarii Fatimae Ora Pro Nobis» (Regina del Santissimo Rosario di Fatima, prega per noi). Nel 1995 il presbiterio è stato ristrutturato su progetto dell’architetto Erich Corsepius. Al centro è posto l’altare in pietra, su cui è stato trasferito dal primitivo altare il pannello frontale d’argento, un gioiello d’arte creato dall’Oreficeria Aliança, che rappresenta l’Ultima Cena. L’ambone, il piedistallo della Madonna e la sedia della presidenza sono della stessa pietra dell’altare. Il tabernacolo, come il frontale dell’altare, è in argento cesellato.

Interno della Basilica di Nostra Signora del Rosario con vista sull'altare maggiore e gli altari laterali

Le Tombe dei Veggenti e l'Organo

La Basilica di Nostra Signora del Rosario fu eretta per commemorare le apparizioni e per ospitare le tombe dei tre pastorelli. Nel braccio sinistro del transetto si trova la cappella in cui riposano, dal 1° maggio 1951, le spoglie della Beata Giacinta, morta il 20 febbraio 1920, e quelle di Suor Lucia, deceduta il 13 febbraio 2005 e qui traslata il 19 febbraio dell’anno seguente. La statua di Giacinta che si trova lì è opera di Clara Menéres ed è stata benedetta da Giovanni Paolo II il 13 maggio del 2000. All’estremo opposto del transetto si trova la cappella in cui sono stati deposti, dal 13 marzo 1952, i resti mortali del Beato Francesco, morto il 4 aprile 1919.

L’organo che si trova nello spazio del coro, in fondo alla Basilica, è stato costruito e installato dalla ditta italiana Fratelli Ruffatti e inaugurato nel 1952. I cinque corpi dell’organo, inizialmente separati, sono stati poi assemblati nel coro nel 1962. All’interno della Basilica, nella corona della Madonna, è custodito il proiettile estratto dal corpo di Giovanni Paolo II in occasione dell’attentato di cui fu vittima proprio il 13 maggio del 1981 a Roma.

La Basilica della Santissima Trinità: Modernità e Ampiezza

Sul lato opposto del Recinto delle Preghiere, rispetto alla Basilica del Rosario, si erge la Basilica della Santissima Trinità, conosciuta anche come Igreja da Santíssima Trindade - Basílica Menor. Sebbene una prima chiesa omonima, consacrata nel 1953, si rivelò troppo piccola per l’enorme afflusso di pellegrini, nel 1974 Monsignor Luciano Guerra propose la costruzione di una nuova basilica. I lavori iniziarono soltanto nel 2004 su progetto dell’architetto greco Alexandros Tombazis, con la posa della prima pietra. La nuova chiesa è stata inaugurata nel 2007 come Igreja da Santíssima Trindade - Basílica Menor e successivamente, il 12 ottobre 2017, ha aperto un nuovo dialogo di convergenza e di comunità, invitando alla meditazione, alla preghiera e alla comunione.

Dalla fine dei lavori, la Basilica della Santissima Trinità è stata designata come GECA, acronimo portoghese che significa Grande Espaço Coberto para Assembleias (grande spazio coperto per assemblee), a causa della sua importanza e maestosità. La sua architettura modernista, con 125 metri di diametro e senza alcun sostegno intermedio, offre posti a sedere per circa 8700 persone, distinguendosi nettamente dagli stili classici delle chiese tradizionali. All’esterno, è adornata da una Croce Alta in bronzo, opera del tedesco Robert Schad.

Le opere d’arte del nuovo tempio sono state affidate ad artisti di riferimento delle diverse aree della produzione artistica contemporanea: Álvaro Siza-Vieira ha dipinto il pannello di maioliche dedicato agli Apostoli Pietro e Paolo, collocato nel piano inferiore della Chiesa; Pedro Calapez ha creato il portico principale; Francisco Providência ha disegnato il nome degli Apostoli alle cui porte laterali del tempio sono dedicate. Il canadese Joe Kelly ha elaborato la parete frontale di vetro, serigrafandola in numerose lingue. Lo sloveno Ivan Rupnik ha creato il mosaico in foglia d’oro, la Nuova Gerusalemme dell’Apocalisse di San Giovanni, che decora la parete del Presbiterio. L’irlandese Catherine Green ha concepito il grande crocifisso in bronzo sospeso sopra l’altare, mentre l’italiano Benedetto Pietrogrande ha scolpito, in marmo di Carrara, l’immagine della Madonna per il Presbiterio.

Vista dall'alto della moderna Basilica della Santissima Trinità

La Cappella delle Apparizioni: Il Luogo Sacro

La Cappella delle Apparizioni fu costruita negli anni ’20 del secolo scorso (i lavori iniziarono per mano del muratore Joaquim Barbeiro nel 1919) nell’esatto luogo in cui i tre pastorelli affermarono di aver ricevuto le apparizioni della Madonna nel 1917. Secondo la storia, fu proprio la Vergine a comunicare loro la sua volontà di costruire una cappella in suo onore. Solo due anni dopo l'inizio dei lavori venne celebrata la prima messa. Tuttavia, il 6 marzo 1922 alcuni anticlericali la fecero esplodere con una bomba, un fatto che non scoraggiò la comunità, la quale pochi mesi dopo iniziò i lavori per la ricostruzione. Oggi, la Cappella delle Apparizioni è il sito più importante del Santuario di Fátima ed è visitata da almeno 5 milioni di pellegrini l’anno. È aperta in tutte le direzioni per fare in modo che i pellegrini possano ricevere la comunione proprio nel punto in cui apparve la Madonna.

La Cappella delle Apparizioni con la statua della Madonna del Rosario

I Luoghi delle Apparizioni e il Pellegrinaggio

La Storia delle Apparizioni Mariane

La storia è nota: due bambine e un bambino portoghesi, Lúcia dos Santos e i suoi cugini Francisco e Jacinta Marto, raccontarono che mentre badavano al pascolo, una nube scese dal cielo e da essa apparve una donna vestita di bianco con in mano un rosario. La donna, che essi identificarono come la Madonna, parlò a una delle bambine. Era il 13 maggio 1917 e l’apparizione avvenne a Cova da Iria, nel paesino di Fátima. La Madonna diede appuntamento ai tre pastorelli nello stesso luogo per il 13 di ogni mese successivo fino a ottobre. Nel corso dell’ultima apparizione, il 13 ottobre 1917, una folla di più di 70.000 persone assistette a quello che venne chiamato “il miracolo del sole”: durante una pioggia le nubi si aprirono improvvisamente e il sole iniziò a girare vorticosamente come una sfera colorata lanciando raggi sulla Terra. Nonostante molti misteri irrisolti sulle apparizioni mariane e lo scetticismo degli scienziati, il culto è vivo e vegeto e il turismo prospera.

I Valinhos e la Via Crucis

I Valinhos corrispondono alla strada che Lúcia, Jacinta e Francisco seguirono dalle loro case di Aljustrel fino a Cova da Iria per pascolare le loro greggi. Qui ebbero luogo due apparizioni mariane ed ora l'area è stata trasformata in una stazione della Via Crucis di Fátima, un luogo perfetto per la preghiera e l’introspezione.

Illustrazione della Via Crucis nei Valinhos

Le Celebrazioni e i Cammini del Pellegrino

I giorni di maggiore affluenza a Fátima sono il 13 maggio, anniversario della prima apparizione, e il 13 ottobre, anniversario della quinta e ultima apparizione. In queste date, ma soprattutto nei giorni 12 e 13 di ogni mese, migliaia di pellegrini giungono a Fátima guidati dal richiamo della fede. Molti di loro arrivano a piedi da diverse zone del paese, seguendo sentieri e strade di campagna. Per facilitare gli spostamenti, sono stati creati quattro Cammini di Fátima segnalati: il Cammino del Tago, il Cammino del Nord, il Cammino di Nazaré e il Cammino della Costa, che possono essere agevolmente seguiti anche da chi non conosce a fondo la regione utilizzando i segnavia sul terreno.

Uno dei momenti più importanti è la Procissão das Velas (Processione delle Candele), nella notte del 12 maggio, quando migliaia di candele portate dai fedeli, che riempiono la grande spianata del Santuario, creano un’atmosfera magica, di comunione e devozione religiosa. Altrettanto impressionante è la Procissão do Adeus (Processione dell’Addio) del giorno 13. Una curiosità particolare è osservare come si accendono i ceri in questo santuario: vengono gettati in un grande braciere ceri a forma di parti del corpo, come gambe e piedi, e persino bambolotti di cera come ex voto che spandono nell’aria odore e fumo. Anche chi non crede non rimane indifferente quando entra nel Santuario, per la sua grandiosità, per la spiritualità che si sente nel luogo e per il simbolismo.

Immagine suggestiva della Processione delle Candele notturna a Fátima

Musei e Dintorni di Fátima

Oltre al Santuario, a Fátima è possibile visitare alcuni musei, tra cui il Museu de Arte Sacra e Etnologia, il Museu de Cera, il Museu Fátima 1917 e il Presépio e Aldeia de Belém Animados. Nel recinto del Santuario sorge anche il Presepe, realizzato nel 1999 dallo scultore José Aurélio con un linguaggio moderno, ricco di simbologie e riferimenti iconografici. A circa 2 km, si trova Aljustrel, il paesino dove vivevano i piccoli pastorelli. Oltre agli edifici principali, nel complesso vi sono anche dieci cappelle che rappresentano la vita di Gesù.

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