La grafologia è una professione che combina passione, competenza e offre non poche soddisfazioni, permettendo, attraverso la lettura di un tratto in uno scritto, in una firma, anche anonima, di svelare quanto di autentico o falso si celi dietro una persona, una storia o una vicenda.
A illustrarci questa disciplina è la grafologa materana, Immacolata “Imma” Vitulli. La sua attività professionale la vede collaborare con diverse Procure nazionali e con clienti privati, come studi legali, in svariate situazioni dove è fondamentale comprendere l'autenticità di una firma o di uno scritto, e se vi sia un intento ingannevole. Il suo lavoro parte da un'attenta lettura di un manoscritto, con l'obiettivo primario di identificarne l'autore.
Il Metodo Scientifico dell'Analisi Grafologica
«È un iter scientifico», afferma Imma Vitulli, «come accade nella scena del crimine, con il rinvenimento del cadavere, applicando una procedura precisa che parte da elementi macroscopici per finire a quelli di dettaglio. Il processo è sempre quello, rispettando un protocollo.»
Di fronte a uno scritto da analizzare, la grafologa verifica innanzitutto l'aspetto generale, inclusa la coesione del tratto, la formazione grafica e numerica (a seconda della tipologia del documento). Successivamente, si concentra sugli elementi di identificazione, che sono unici e irripetibili.
«Cosa significa?», prosegue Vitulli, «Che al di là di quelle che sono le differenze legate ad aspetti circostanziati (età, professione, postura nell'atto di scrittura), io identifico gli elementi che sono contrassegnanti, che costituiscono l'ossatura della scrittura. Sono il tratto, la qualità dello stesso, la pressione che si imprime con la penna nel foglio di carta o altro materiale, gli elementi di coesione, l'attacco, i rapporti proporzionali all'interno delle lettere: una serie di elementi che devono confluire verso una direzione o di autenticità o di apocrifia.»

Tipologie di Casi Trattati: Dall'Apocrifia agli Scritti Anonimi
Firme Apocrife e Testamenti Olografi
Il termine apocrifia si riferisce a una firma non autentica, falsa, come spesso accade per testamenti, lettere di addio o di giustificazione di un gesto, apposta da terzi con l'intento di creare false prove per giustificare, ad esempio, un atto delittuoso o una truffa. Questi sono casi classici di cronaca che spesso approdano nelle aule giudiziarie, dove l'ausilio di un grafologo come Immacolata Vitulli, che collabora con Tribunali di tutta Italia, diventa cruciale.
Il suo lavoro non si limita all'esame di testi documentali, ma comprende anche l'analisi di scritti anonimi su opere murarie, autovetture (eseguiti con vernici e materiali simili), spesso legati a casi di stalking, minacce e calunnie.
Imma Vitulli ricorda un'esperienza significativa: «Ho lavorato per una Procura, nel caso di un testamento olografo nel quale erano interpolate, immesse frasi vergate da altra mano rispetto a quella del 'de cuius' (persona defunta, nella sua successione ereditaria, ndr) con l'intento fraudolento di alterare il testo e portarlo a proprio vantaggio.»
Grafologia e... capacità di intendere e di volere. Come fare nel caso dei testamenti?
La Sfida della "Furberia Creativa"
Questa casistica fa parte delle numerose esperienze professionali condotte in varie Procure italiane, inclusa la Direzione Distrettuale Antimafia (DDA). Tali situazioni l'hanno portata a confrontarsi con la "furberia altrui", che talvolta sfiora la perfezione e può quasi destare un pizzico di ammirazione per quanto è stato tentato di dimostrare.
«Ho imparato nel mio lavoro», afferma la grafologa, «che i furbi ci sono, soprattutto quando mi è capitato di lavorare per le procure campane, come Napoli e Salerno, dove ho analizzato casi di furberia creativa, e in quei casi devo essere necessariamente più furba di loro.»
Autenticazione di Opere d'Arte
Questa "creatività" può manifestarsi anche in ambiti diversi, come l'arte, richiedendo un impegno altrettanto meticoloso.
«Tra i tanti casi ho analizzato il caso di un presunto quadro di Pablo Picasso», continua Immacolata Vitulli. «C'era un'indagine per verificare se fosse autentico e io, naturalmente, ho analizzato la firma in calce a quell'opera pittorica. Il quesito verteva anche sull'unicità di mano dei due tratti. Io ho detto la mia, confermando l'autenticità di quel tratto, poi toccherà all'esperto d'arte dire la sua sul quadro.»
L'arte pittorica, oltre al suo valore artistico, possiede anche un significativo valore di mercato. Vitulli ha infatti analizzato anche «il testamento olografo di 21 milioni di euro, importante come quello dell'attore Alberto Sordi, per conto dello studio legale D'Urso di Roma e altri.»
Diventare Grafologo: Formazione e Competenza
Il lavoro non manca e le soddisfazioni professionali sono numerose, offrendo uno spunto interessante per i giovani che desiderano intraprendere questa carriera.
«Innanzitutto», commenta Imma Vitulli, «dico subito che la mia materia ha perso l'opportunità di una competenza universitaria, passata ora al settore privato. Io ho avuto la fortuna di frequentare l'Università di Urbino, Carlo Bo, dove è nata la grafologia italiana. È lì che ho avuto l'onore di frequentare le lezioni di docenti esperti della materia.»
Per diventare grafologi, sono necessarie grandi capacità di analisi, studio e abnegazione. «Non ci si arricchisce», spiega Vitulli, «ma è un lavoro che dà enormi soddisfazioni. Devi stare lì, ore ed ore, per seguire ad esempio il movimento di un puntino, perché la scrittura è tutto un movimento. E poi la competenza è fondamentale perché fai un ottimo lavoro per la Giustizia per le scelte che dovrà fare. La competenza si acquisisce negli anni, in diversi campi, in Procure e con diverse Polizie Giudiziarie.»

Analisi di Scritti Anonimi e le Loro Specificità
L'esperta precisa: «Mi è capitato di farlo per Procure del Nord anche per firme di persone di lingua araba. Noi ci limitiamo ad analizzare il tratto. Ma l'aspetto contenutistico ha un valore indiziario, qualora fossi chiamata ad analizzare lettere anonime o testamenti. Perché in quel caso si analizzano non solo il tratto ma anche gli aspetti stilistici, la formattazione del testo, l'impaginazione, gli aspetti ortografici che sono tutti elementi che hanno incidenza su un quadro probatorio che ho fatto per conto di una Procura.»
La Sfida del "Normografo"
A proposito di scritti anonimi, anche il "normografo", uno strumento a lettere e numeri forati usato nel disegno tecnico per la scrittura rapida con caratteri uniformi, fa parte della casistica della cronaca.
«Molti anni fa mi è capitato con la Procura di Matera di analizzare un caso che, devo dire, mette in difficoltà», afferma Imma Vitulli. «Perché quel tratto è spersonalizzato, perché al di là di alcuni elementi non si può esprimere un giudizio univoco, e questo fa male alla Giustizia. Quindi, per quanto io possa aver individuato una mano, non ho elementi validi.»
Generalmente, chi redige scritti anonimi lo fa impugnando una penna o una matita, di solito «è un ingenuo, che tende a scrivere di getto. Non si immagina che si possa avere un risvolto giudiziario. Sono casi spesso di stalking, amanti, tradimenti.»
tags: #immacolata #vitulli #grafologa