Portula è un comune situato in Piemonte, parte della provincia di Biella. Questo territorio, caratterizzato da un assetto insediativo sparso e di tipo "cantonale", vanta una storia ricca di autonomia religiosa e civile, con la sua parrocchia dedicata all'Immacolata Concezione che funge da fulcro spirituale e storico della comunità.

Origini e Costituzione del Comune di Portula
Portula è ricordato come “cantone” già nel 1169. La sua storia come comunità indipendente inizia ufficialmente nel 1627 con la "partizione delli cantoni di Masseranga, Granero, Asadiglie, Rossato, Galfione et Castagnea dal luogo di Trivero". La separazione fu motivata dalla "grande incomodità" che gli abitanti avevano nel raggiungere Trivero, a causa dei torrenti e delle difficoltà create da neve e piogge.
La sua indipendenza religiosa e civile coincise nel 1628, quando si rese comune e parrocchia indipendente. Al momento della separazione, Portula doveva dotarsi di un sindaco e creare un consiglio comunale, con ogni cantone che poteva presentare un console e un numero variabile di consiglieri. Gli statuti storici della comunità non sono attestati, ma le prerogative di un "Libro delli statuti della Communità di Trivero" del 1561 potrebbero essere state una pratica comune anche a Portula.
Il nome "Portula" deriva dalla parola "porta", indicando un punto di passaggio tra due valli: la Valsessera e il Triverese.

Dati Demografici e Territoriali
Il comune conta circa 1549 abitanti, con CAP 13833 e prefisso telefonico 015. Alcuni comuni e località interessanti nella stessa provincia includono Masserano, Viverone e Sordevolo.
Portula si presenta come un insediamento sparso, con i principali centri denominati Castagnea, Scaglia, Galfione, Ropolo, Solivo e Masseranga. Questa struttura "cantonale" è caratterizzata da una pluralità di nuclei insediativi, anche molto ridotti, ciascuno con una forte individualità e spesso provvisto di chiese e cappelle proprie.
Il principale corso d'acqua che attraversa il territorio è il torrente Sessera, che scorre quasi sempre ai suoi confini. Il crocevia di Portula è un passaggio obbligato per i transiti lungo la direttrice ovest-est, e la collocazione degli oratori e della chiesa parrocchiale è spesso vicina a questi snodi stradali.

La Parrocchia dell'Immacolata Concezione
Già nel XVI secolo, a Portula esisteva un oratorio dedicato all’Immacolata, chiamato comunemente «la Madonna di Portula». Fu proprio questo oratorio a essere scelto come sede della nuova parrocchia, una delle prime borgate del vasto territorio di Trivero a staccarsi dalla matrice.
Il 10 ottobre 1628, la comunità del nuovo comune si radunò per formalizzare la separazione e l'erezione della cura presso la "Chiesa della Conceptione della Beata Vergine Maria", promettendo una dote annuale e perpetua di cinquanta ducatoni d’argento al curato.

La Reazione di Trivero e la Conferma Vescovile
Il comune di Trivero tentò subito di far fallire l'iniziativa, sostenendo una diminuzione delle entrate per il parroco di Trivero e un calo della popolazione. Tuttavia, i portulesi ribadirono le loro ragioni, sottolineando la "gran distanza e lontananza" dai cantoni di Portula. Il 14 ottobre 1628, il Vescovo Mons. Giacomo Goria si recò in visita pastorale a Portula. Davanti alla chiesa, la comunità rinnovò la promessa della dote, e il Vescovo istituì la nuova parrocchia, provvedendo alla consacrazione della chiesa, che per l'occasione era stata rinnovata e ampliata, concedendo agli abitanti il diritto di patronato.
La chiesa parrocchiale dell’Immacolata Concezione, situata nella frazione Chiesa, è attestata dal 1574 come un semplice oratorio. Ricostruita nelle forme attuali con la formazione della parrocchia nel 1628, nel 1751 vi fu inserito l'altare del Suffragio. La sacrestia conserva opere scolpite da Carlo Molino nel 1695.
Il diritto di patronato fu tuttavia lasciato cadere il 2 gennaio 1823, quando il comune rinunciò a questo privilegio per beneficiare di un aumento di congrua.
I Parroci di Portula: Tra Nomine e Controversie
La nomina dei primi parroci fu un processo complesso. Il 14 ottobre 1628 fu nominato D. Giovanni Antonio Zegna, già cappellano dell'oratorio, che però rinunciò dopo pochi mesi. Seguirono altre nomine: D. Giovanni Guala (31 gennaio 1629) e D. Giovanni Gibello (30 marzo 1629), ma anche questi non presero servizio, spesso per opposizioni del parroco e parrocchiani di Trivero.
Nel 1630 fu nominato D. Guglielmo Furno, che resse la parrocchia per trent'anni, pur firmandosi inizialmente come vicecurato. Nonostante una nomina papale del 1640 a favore di D. Giovanni Maria Zegna, quest'ultimo non riuscì mai a prendere possesso della parrocchia a causa dell'opposizione popolare che difendeva il proprio diritto di patronato. D. Furno lasciò Portula nel 1660 per vecchiaia e salute cagionevole.
Seguirono ulteriori dispute con la nomina di D. Buzano nel 1661, imposta d'autorità e non riconosciuta dai parrocchiani. La situazione si protrasse fino al 1673, quando D. Buzano rinunciò dopo una lunga lite. Per porre fine alla controversia, Papa Clemente X nel luglio 1675 nominò D. Pietro Foglia, che rimase a Portula per dodici anni prima di passare a Trivero. La sua partenza generò nuovi disagi, poiché continuava a vantare diritti sulla parrocchia di Portula.
Infine, D. Giovanni Battista Rista, dopo aver servito come economo spirituale, prese possesso della parrocchia il 10 maggio 1695 e vi rimase per 42 anni, morendo a Portula l'8 giugno 1737 all'età di 68 anni e venendo sepolto nella chiesa parrocchiale.
Evoluzione Demografica della Parrocchia
La popolazione della parrocchia crebbe costantemente nei primi decenni: nel 1630 contava 505 anime, salite a 845 nel 1661 e a circa 1.200 nel 1681. Nel 1771, il parroco registrava 375 famiglie e 1953 anime. Con l'erezione di nuove parrocchie, come Castagnea nel 1796 e Masseranga nel 1840, la popolazione di Portula subì una notevole diminuzione.
Il parroco del 1771 notava una "frequenza alle devozioni, ai Sagramenti ed alle fonzioni parochiali con singolar pietà", ma anche "la frequenza dell’osteria" e la difficoltà di alcuni nell'accostarsi alla Pasqua. Si usava mantenere un Predicatore Cappuccino in Quaresima e si celebravano messe negli oratori. Un'usanza locale era l'incanto del "Cappello ornato di bindelli" per raccogliere elemosine.
Nel 1821, a Portula fu rappresentata la Passione di Nostro Signore Gesù Cristo da circa cinquanta giovani del luogo. I proventi di questa rappresentazione servirono per la fondazione di un Ottavario annuale per i Defunti, che ebbe inizio il 2 febbraio 1822.
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Altre Presenze Ecclesiastiche e Devozioni
Oltre alla chiesa parrocchiale dell'Immacolata Concezione, il territorio di Portula annovera altre importanti strutture religiose:
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Santuario della Novareia (Madonna delle Grazie)
Questo santuario mariano è situato all'imbocco della Valsessera. La sua origine è legata a una presunta apparizione della Vergine a Antonina Cravetta di Masseranga intorno al 1650, con la richiesta di erigere una chiesa. Inizialmente fu costruita una piccola cappella, ma la costruzione dell'attuale edificio settecentesco, sotto il titolo di Madonna delle Grazie, seguì una seconda presunta apparizione con guarigione miracolosa a Giacomo di Michel nel 1712. La chiesa, completata nel corso del XIX secolo, fu benedetta il 25 luglio 1714.

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Chiesa Parrocchiale di Castagnea (Beata Vergine della Neve)
In origine un semplice oratorio del XVIII secolo dedicato alla Madonna della Neve, fu trasformato in una struttura di maggiori dimensioni nel secolo successivo e divenne parrocchia a sé stante nel 1796, staccandosi da Portula. L'edificio, in stile neoclassico, è ricco di stucchi e conserva un pregevole altare di Stefano Catella e una statua della Madonna della Neve dello scultore Zaninetti di Crevacuore.
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Chiesa Parrocchiale di Masseranga (San Bartolomeo)
Un oratorio dedicato a San Bartolomeo, esistente nel XVI secolo, servì la comunità locale fino a quando nel 1840 divenne parrocchia autonoma, anch'essa staccandosi da Portula.
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Santuario della Madonna di Oropa (al Rossiglione)
Eretto all'inizio del XX secolo su progetto dell'ingegnere Giovanni Feroggio di Camburzano, per iniziativa del parroco don Benedetto Comella. L'edificio, a forma di grande rotonda con cupola, fu consacrato il 29 giugno 1910 dal Vescovo di Biella Mons. Natale.
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Oratorio di San Giovanni e Oratorio dei SS. Pietro e Paolo
Questi oratori minori possedevano diversi appezzamenti di terra, utilizzati per la raccolta di elemosine e il sostentamento.
Contesto Storico e Amministrativo
Diocesi e Feudo
Il territorio di Portula fu evangelizzato nel IV secolo e sottomesso alla diocesi di Vercelli. Nel 1772, una nuova diocesi con sede a Biella fu istituita, e la parrocchia di Portula ne divenne parte. Nel Medioevo, i cantoni che formano la comunità di Portula erano parte del comune di Trivero, possesso del Vescovo di Vercelli almeno dal X secolo.
Portula, insieme a Trivero, fu infeudata a diverse famiglie. Nel 1403, Trivero chiese assistenza al duca di Savoia. In seguito, Carlo Emanuele I infeudò Trivero e Portula a Giovanni Wilcardel, signore di Fleury, che divenne Marchese di Mortigliengo e Trivero nel 1619. Dopo il Ricondotto ai Savoia, il feudo venne affidato a Giuseppe Melano da Cuneo nel 1722, con il titolo di contea, e la famiglia Melano di Portula ne detenne il titolo comitale. Tra il 1713 e il 1798, la comunità doveva fornire un'aliquota di 5 uomini per il Reggimento di Fanteria Provinciale Vercelli.
Mutamenti Amministrativi e Cadastrali
Con la decadenza della monarchia sabauda nel dicembre 1798 e la proclamazione della Repubblica Piemontese, il territorio fu riorganizzato. Portula si trovò prima nel Dipartimento della Sesia (1799 e 1801) e poi, con l'annessione alla Francia nel 1802, nell'Arrondissement di Biella, cantone di Mosso Santa Maria. Con la riorganizzazione del Regno di Sardegna nel 1818, Portula divenne parte della Divisione di Novara, Provincia di Biella, Mandamento di Mosso Santa Maria.
A seguito del Decreto Rattazzi del 1859, il comune entrò a far parte del Circondario di Biella, nella Provincia di Novara. Nel 1927, Portula fu inclusa nella nuova provincia di Vercelli, per poi tornare a far parte della Provincia di Biella dal 1992.
La documentazione storica di Portula include catasti a partire dal XVII secolo. Il "Novo Catastro della Magnifica Communità di Portola" fu realizzato nel 1707, seguito da ulteriori volumi e dal "Catasto della Molto Magnifica Comunità di Portola. Formato Indipendenza della Misura generale l’anno 1792", accompagnato da cinque grandi carte cartografiche. Gli "Ordinati" (documenti amministrativi) sono conservati dal 1742 al 1801 e dal 1818 al 1850.
Comunanze e Usi Civici
Nel 1792, la Comunità di Portula possedeva beni comuni per un totale di circa 1807 giornate e 61 tavole di terreno. Agli inizi del XIX secolo, questo significava che ben il 64,8% del territorio comunale era ad uso civico. Questi fondi, costituiti da pascoli, cascine, prati, boschi e rocce, venivano spesso concessi in affitto, sostenendo l'economia locale e le pratiche tradizionali, come il sistema che permetteva alle donne di accudire alle faccende domestiche mentre i ragazzi accompagnavano il bestiame al pascolo nei beni comunali.
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