I Missionari della Consolata nel Mondo: Storia, Presenza e Missione

L'Istituto Missioni Consolata (IMC) è una congregazione internazionale e multiculturale fondata con l'obiettivo di testimoniare e annunciare il Vangelo a chi non lo conosce, operando per l'evangelizzazione e la promozione umana in diverse parti del mondo.

Mappa del mondo con le aree di presenza dei Missionari della Consolata

Le Origini e il Carisma dell'Istituto

La congregazione fu fondata dal sacerdote Giuseppe Allamano (1851-1926), rettore del santuario della Consolata di Torino. Desideroso di continuare l'azione evangelizzatrice del cardinale Guglielmo Massaia in Etiopia, ma impossibilitato a recarsi all'estero per motivi di salute, nel 1885 Allamano iniziò a dedicarsi alla formazione dei sacerdoti da mandare in terra di missione. Sebbene inizialmente intenzionato ad aggregare la sua opera all'istituto dei Santi Pietro e Paolo di Roma (poi PIME), l'arcivescovo di Torino Agostino Richelmy e altri diciassette vescovi del Piemonte gli diedero mandato di fondare un nuovo istituto, cosa che avvenne formalmente il 29 gennaio 1901. I primi cinque missionari della Consolata giunsero presso i Kikuyu, in Kenya, il 3 maggio 1902.

Ritratto del Beato Giuseppe Allamano

Il Fondatore: Beato Giuseppe Allamano

Il fondatore Beato Giuseppe Allamano nacque a Castelnuovo don Bosco nel 1851. Iniziò gli studi all’Oratorio salesiano di Torino sotto la guida di S. Giovanni Bosco. Fu subito nominato assistente e dopo tre anni, direttore spirituale del Seminario Maggiore. Nel 1880 assunse la reggenza, che tenne per 46 anni, del Santuario della Consolata in Torino e dell’annesso Convitto ecclesiastico, un'istituzione diocesana che preparava i Sacerdoti al ministero pastorale. Fu consigliere, confessore e direttore spirituale di ogni ceto di persone e portò a termine la causa di beatificazione di suo zio San Giuseppe Cafasso. L’opera più importante fu la fondazione dei due Istituti dei Missionari e delle Missionarie della Consolata. Di queste due famiglie missionarie fu Padre e Superiore, ne seguì con cura i primi passi soprattutto perché conservassero quello spirito di famiglia che doveva essere la caratteristica della vita comunitaria. Voleva che i suoi missionari fossero particolarmente devoti dell'Eucaristia e della Consolata. Ebbe la consolazione di vederne il meraviglioso sviluppo in Italia e nelle Missioni. Morì a Torino il 16 febbraio 1926 all’età di 75 anni.

Come disse Allamano, “la risurrezione di Cristo è una festa di gioia”, e questo spirito di gioia e speranza anima tuttora l'Istituto.

Lo Spirito e i Principi dei Missionari della Consolata

I Missionari della Consolata si definiscono anzitutto una famiglia di persone, sacerdoti e laici, che si impegnano a portare il Vangelo nel mondo. Le difficoltà che incontra chi si impegna per il Vangelo e per l’aiuto dei fratelli nelle situazioni più difficili, di frontiera, richiedono che egli abbia dei fratelli che lo aiutano, lo sostengono, lo incoraggiano. Non bastano dei semplici compagni di lavoro; ha bisogno di una famiglia che se si ammala o ha qualche necessità lo accoglie e lo cura, fisicamente e spiritualmente. Come diceva l’Allamano: “uno che lascia la famiglia naturale per dedicarsi alla Missione, deve trovare come un’altra famiglia”.

Essi sono consacrati: si dedicano alla Missione in modo totale, senza vincoli di sorta, distaccati da tutti, e perciò professano la povertà, la castità e l’obbedienza nello spirito delle beatitudini evangeliche. Sono proiettati oltre i propri confini territoriali, di paese, nazione, parrocchia, diocesi. Guardano e hanno a cuore il mondo, tutti i popoli, essendo testimoni dell’universalità del cristiano e della Chiesa. Hanno Maria, Madre di Gesù, come ispiratrice e Madre.

La Presenza Globale e la Composizione Attuale

Nei suoi 122 anni di storia, l'Istituto Missioni Consolata è oggi una Congregazione internazionale e multiculturale con 906 missionari provenienti da 30 Paesi e residenti in 231 comunità presenti in 29 paesi in Africa, America, Asia ed Europa. L’Istituto dei Missionari oggi comprende 990 religiosi impegnati nell’attività di evangelizzazione e promozione umana in:

  • Africa: Kenya, Tanzania, Etiopia, Mozambico, Sud Africa, Congo, Uganda, Costa d’Avorio.
  • America del Sud: Argentina, Brasile, Colombia, Ecuador, Venezuela.
  • Asia: Corea del Sud, Mongolia, Taiwan.
  • Europa: Italia, Polonia, Spagna, Portogallo.

Un antico monastero certosino risalente al XII secolo, dal 1934 appartiene all’Istituto Missioni Consolata che ha dato nuovamente vita all’edificio utilizzandolo come centro di formazione e casa di vacanze per i membri della Congregazione.

Il XIV Capitolo Generale e la Nuova Leadership

Nella mattinata di lunedì 12 giugno, i 40 capitolari riuniti in occasione del XIV Capitolo Generale, hanno eletto padre James Bhola Lengarin decimo superiore generale nella storia dei Missionari della Consolata. Si tratta di padre James Lengarin, missionario nato in Kenya, eletto oggi 12 giugno come decimo superiore nella storia dell'Istituto. È il primo missionario africano ad essere Superiore Generale dell'Istituto Missioni Consolata (IMC).

Foto di Padre James Bhola Lengarin

Profilo del Nuovo Superiore Generale

Padre James Bhola Lengarin IMC è nato il 15 aprile 1971 a Maralal, in Kenya. È entrato a far parte della comunità dei Missionari della Consolata, dove ha studiato filosofia dal 1990 al 1993 presso il Consolata Seminary a Nairobi. Ha compiuto l'anno canonico di noviziato a Sagana, in Kenya, dove ha emesso la professione religiosa il 6 agosto 1994. Dal 1994 al 1997 ha studiato Teologia a Totteridge, in Inghilterra e successivamente ha conseguito il Master in Missiologia presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma. È stato ordinato prete il 18 luglio 1999 a Wamba, in Kenya. Durante i suoi primi anni di ministero in Italia, è stato animatore missionario a Galatina e Martinafranca, vice-formatore e poi rettore del seminario di Bravetta (Roma). Tornato in Kenya, è stato Maestro dei Novizi a Mathari, Direttore della Scuola di Lingue, Rettore del Santuario della Consolata e Amministratore della Regione Kenya. Nell'ultimo Capitolo Generale è stato eletto vice superiore, incarico che ha ricoperto dal 2017 al 2023. Il 12 giugno 2023 è stato eletto decimo Superiore Generale nella storia dei Missionari della Consolata, incarico che ricoprirà fino al 2029.

Disponibilità e Ruolo

Il nuovo padre generale, nell'accettare l'incarico che ricoprirà dal 2023 al 2029, ha espresso la sua disponibilità ad assumere tale servizio con le seguenti parole: “La prima cosa da fare in questo momento è ringraziare il Signore per il dono della vita, i miei genitori che non sono più tra noi e la grazia della vocazione di missionario della Consolata. Oggi i miei fratelli mi hanno affidato questo servizio, che cercherò di svolgere bene, nella comunità e nella Chiesa. Ringrazio tutti per la fiducia e chiedo a tutti di pregare per me e per tutta la nostra comunità, perché continuiamo, secondo i segni dei tempi, ad ascoltare le persone che il Signore ci ha affidato”. Nel suo servizio sarà accompagnato da quattro consiglieri generali, che saranno eletti nei prossimi giorni del Capitolo Generale.

Il nuovo superiore, secondo le Costituzioni, in quanto “successore del Padre Fondatore nella direzione dell'Istituto, ha autorità su tutti e ciascuno dei missionari, delle Circoscrizioni, delle comunità locali e delle opere; rappresenta ecclesiasticamente e civilmente l'Istituto; ha la responsabilità di promuovere l'unità, la vita spirituale e l'attività apostolica dei missionari e delle comunità" (CC 117).

Le Convergenze del Capitolo Generale

L’elezione si è conclusa il 13 giugno e ha segnato il passaggio tra la prima parte (di analisi e condivisione) e la seconda (di programmazione) del capitolo. In questi lavori, i partecipanti sono stati guidati da una riflessione del padre generale, che ha citato Sant’Ignazio di Antiochia: «Vidi con gli occhi di Dio, pensai con la mente di Dio. Sentii con gli orecchi di Dio, amai con il cuore di Dio. Desiderai con i desideri di Dio, decisi con le decisioni di Dio». Un invito chiaro a fare un cammino di discernimento nella fede e nello Spirito per attualizzare quelli che sono i due obiettivi fondamentali della vita missionaria: diventare santi e servire la Missione (che è Gesù).

Il Capitolo ha riscontrato diversi punti di convergenza:

  • Il primo punto di convergenza è stato il ridirsi con forza l’urgenza che ogni missionario ha di ricentrare la sua vita in Gesù Cristo come fonte e ragione dell’essere discepoli-missionari. L’unanimità riscontrata su questo punto è stata motivo di gioia per tutti.
  • Il secondo elemento di gioia è stato la convergenza immediata sul tema della comunità.
  • Una terza convergenza che ha sorpreso e ha dato gioia è avvenuta al momento di scegliere il tipo di organizzazione continentale desiderato. Senza particolari discussioni tutti i gruppi hanno confermato la validità dell’attuale modello di governo: superiore generale, vice e tre consiglieri, uno per continente.

Il racconto della seconda parte del capitolo è stato caratterizzato da lunghe sedute, lavori di gruppo e momenti di preghiera comune, con un paziente lavoro della segreteria che ha armonizzato testi in italiano, inglese, portoghese e spagnolo. La conclusione è stata celebrata con una messa il 20 giugno nel seminario di Bravetta, a Roma, in onore della Vergine e Madre Consolata.

La Missione nei Continenti: Sfide e Approcci

In Africa e America Latina i missionari della Consolata lavorano per garantire alla popolazione locale istruzione e formazione mirata e qualificata. Rimettere la missione ad gentes al centro significa che l’annuncio del Vangelo ai non cristiani viene prima della cura delle comunità già formate. La formazione di qualità per la Missione è fondamentale: ai 92 giovani in formazione dal noviziato alla teologia occorre aggiungere gli oltre 200 giovani che sono nel periodo di studi che precede il noviziato.

Cronaca di un arrivo - Centenario Tanzania

L'Africa: Cuore della Missione e Giovane Forza

Il cristianesimo appartiene all’Africa fin dalle sue origini, a partire dall’eunuco etiope a Simone nativo di Cirene (in Libia). «Ex Africa semper aliquid novi - dall’Africa (viene) sempre qualcosa di nuovo», dicevano già i Romani. I missionari di origine africana (439) costituiscono quasi il 45% di tutto l’Istituto e ne sono la parte più giovane. In 268 lavorano nelle varie nazioni dell’Africa e 166 sono negli altri continenti.

In questi anni tra i missionari della Consolata è venuto a crescere il senso di continentalità e al capitolo è stata la prima volta che quelli del Sud e del Nord hanno parlato a una sola voce. Apparentemente tra il Nord e il Sud le differenze sono molto accentuate sia dal punto di vista sociopolitico (pace contro instabilità politica, guerre e tensioni sociali) che economico (ricchezza e povertà, dominio e sfruttamento), religioso (mondo protestante e mondo cattolico) e linguistico. Ma un’analisi più attenta rivela che ci sono molti aspetti comuni: crisi economica, crisi etica valoriale e morale, corruzione, disastri ecologici, produzione/consumo di droga, genocidi di popoli indigeni, migrazioni, ecc.

Asia: Nuove Frontiere Missionarie

I Missionari della Consolata sono arrivati nel continente asiatico solo nel 1988 con la prima apertura in Corea del Sud; nel 2003, insieme alle missionarie della Consolata, sono andati in Mongolia e nel 2014 a Taiwan. Sono il gruppo di missionari tra i più giovani dell’Istituto, con 42 anni di età media (38 in Sud Africa e 68 in Italia); sono una comunità multiculturale con asiatici, africani, latino americani ed europei uniti nell’unico scopo di testimoniare e annunciare Gesù a chi non lo conosce. La speranza è di raddoppiare quanto prima il numero dei missionari presenti a Taiwan e poi anche in Mongolia.

America: Focus sulle Periferie Esistenziali

In America (Nord e Sud) ci sono 261 (di cui 51 ancora in formazione) missionari della Consolata, con una media di età di 54 anni. Per questo il progetto rimette la missione ad gentes, a vita e ai poveri al centro con alcune opzioni preferenziali:

  • l’Amazzonia e i popoli indigeni;
  • le periferie urbane;
  • gli afroamericani;
  • i migranti e rifugiati;
  • e tutte le periferie esistenziali.

Europa: La Missione "a Casa Nostra"

In Europa, attualmente, ci sono 257 missionari, di cui 35 studenti (non europei), distribuiti in 35 comunità: 22 in Italia, 1 in Polonia, 4 in Spagna e 8 in Portogallo. L’età media è alta: 53 anni in Spagna, 60 in Portogallo e 68 in Italia (Polonia inclusa). Da questi dati e, soprattutto da quello dell’età molto avanzata, nascono alcune domande: cosa ci stiamo a fare in Europa oggi? Con che tipo di presenze? Un tempo i missionari partivano dall’Europa per andare in missione in Africa e America Latina, oggi succede il contrario, i nostri missionari vengono in Europa per «fare la missione».

La risposta dei missionari al Capitolo generale è stata unanime: non vogliamo subire il cambiamento ma viverlo perché crediamo che è urgente vivere la Missione anche qui a casa nostra.

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