Nella suggestiva area della Calabria, tra il verde del Parco Nazionale dell’Aspromonte e il blu profondo del Mar Ionio, si estende la Costa dei Gelsomini, conosciuta anche come Locride. Questa regione prende il nome da una delle più importanti polis della Magna Grecia: Locri Epizefiri. Qui è possibile visitare il Museo e il Parco Archeologico di Locri Epizefiri, un sito che racchiude testimonianze di un centro di cultura, arte e grandezza dell'antica Magna Grecia, con ben 4000 anni di storia.
La Locride non offre solo un mare splendido e coste incantevoli, ma anche l'opportunità di scoprire e lasciarsi emozionare da grandi valori paesaggistici e archeologici. L'antica Locri Epizefiri, fondata tra l'VIII e il VII secolo a.C. da coloni greci provenienti dalla Locride centrale e dalla Focide, divenne ben presto una città ricca e aristocratica. La sua organizzazione interna brillava grazie a un primigenio ordinamento giuridico scritto, opera del legislatore Zaleuco, riconosciuto come il primo legislatore del mondo occidentale.

Locri Epizefiri: Un Centro della Magna Grecia e i suoi Culti Femminili
La Fondazione e l'Importanza Storica
Locri Epizefiri fu fondata da genti greche sul versante ionico della Calabria, in un'area che ben rispondeva ai requisiti degli antichi coloni: clima mite, posizione strategica per scambi commerciali e difesa, e vicinanza alla madrepatria. La città divenne prospera e rinomata per le eccellenze delle sue arti: letteratura, musica, architettura, artigianato, medicina e scultura. Tra i suoi illustri personaggi si annoverano il filosofo Timeo e la grande poetessa Nosside, i cui versi sono affini a quelli di Saffo.
La storia ultra-millenaria della "Locride calabrese" preesisteva all'arrivo dei coloni. Tra il VII e il VI secolo a.C. Locri Epizefiri accrebbe la sua potenza fondando colonie come Hipponion e Medma, e fu protagonista di battaglie cruente, come la leggendaria "Battaglia sul Fiume Sagra" del 550 a.C., in cui i locresi, alleati con Reggio, sconfissero la potente Crotone, una vittoria ammantata da elementi leggendari per il presunto supporto dei Dioscuri (Castore e Polluce).
Il Ruolo delle Donne e i Culti Predominanti
Uno degli aspetti più interessanti della società locrese del tempo era il prestigio delle donne, derivato dai "diritti giuridici" posseduti e dal ruolo esercitato nei riti sacri della città e nella religiosità a livello privato. Questo si legava anche al culto predominante di Persefone e di Afrodite, elementi oggi chiaramente identificabili nei reperti archeologici. A lungo si è ipotizzato un ordinamento matriarcale della società locrese, con un'aristocrazia femminile ereditaria che possedeva proprietà terriere e svolgeva un ruolo fondamentale nell’esercizio del culto. A Locri dominano i culti femminili, e al suo interno sono stati scoperti ben 37 pozzi sacri, con resti di sacrifici e oggetti votivi.
Il Santuario di Afrodite a Locri Epizefiri: Storia e Architettura
La Scoperta e l'Attribuzione
Il grande merito della riscoperta dell’antica città di Locri Epizefiri va all'archeologo Paolo Orsi, che condusse diverse campagne di scavo tra il 1908 e il 1915. Il santuario di Afrodite, che solo di recente è stato attribuito a questa divinità - considerata la maggiore dell'area locrese -, è uno dei ritrovamenti più significativi. L'interesse per il sito non è mai venuto meno, con campagne di scavo che continuano a rivelare i segreti di quest'area.
Le Fasi Edilizie del Santuario
Il santuario di Afrodite presenta un impianto originario di epoca arcaica, risalente al , di cui sono ben visibili i resti in arenaria. Accanto a questi, si distinguono i resti archeologici del secondo impianto di ordine ionico, che risale al . Oltrepassate le grandi mura di cinta dell'antica Locri Epizefiri, alle quali sono addossate alcune strutture oggetto di recenti indagini, si accede all'area del Santuario di Afrodite. Qui si individuano, al centro, il complesso dei resti delle molteplici fasi edilizie, e sul lato verso mare l'altare principale.

L'Architettura del Tempio Ionico di Marasà
Il Tempio Ionico di Contrada Marasà, che corrisponde al Santuario di Afrodite, è l'unico tempio ionico della Magna Grecia con colonne che un tempo raggiungevano i 12 metri di altezza. Per il muro di fondo di un lungo portico (stoà), parzialmente messo in luce per circa 14 metri, fu sfruttata la cortina muraria fino all'età ellenistica, periodo in cui forse la stoà fu demolita. Sono anche presenti due plinti di calcare, indizio dell'esistenza di una fila di colonne interna. L'altare principale, costruito con lo stesso calcare della struttura templare, presenta una mensa superiore di circa 12,80 x 2,60 metri, con gradini aggiunti in una fase successiva sul lato verso il tempio.
Del tempio ionico del santuario di contrada Marasà di Locri Epizefiri, si conservano le fondazioni a due assise delle ante agli angoli verso monte e parte dello stilobate su cui poggiavano le due colonne che tali ante inquadravano, con l'empolion della meridionale. Purtroppo, il tempio è stato oggetto di una sistematica spoliazione per riutilizzarne i blocchi di calcare per la produzione di calce.

Il Culto di Afrodite e la Prostituzione Sacra
Afrodite: Dea dell'Amore e della Creatività
Nel contesto dei culti femminili locresi, Afrodite ricopriva un ruolo preminente. La dea è stata interpretata anche da una lettura psicoanalitica moderna come l'unica "dea alchemica", possedendo caratteristiche sia delle dee vulnerabili (come Era, Demetra, Persefone, orientate alle relazioni significative) sia delle dee vergini (come Atena, Artemide, Estia, simbolo di indipendenza). Afrodite mantenne autonomia pur avendo molti amori e figli, valorizzando l'esperienza emotiva più del legame, rivestendo l'archetipo dell'amante e della donna creativa.
Le Sacerdotesse di Afrodite e il Ruolo Cultuale
A Locri Epizefiri, le fanciulle che praticavano la prostituzione sacra dedicavano la loro vita al culto di Afrodite, divenendo le sacerdotesse della dea. Erano considerate dei tramiti tra il mondo umano e quello divino. Il cuore del sacrificio mitico-sacrale in onore di Afrodite era l'atto sessuale tra la sacerdotessa e il fedele, attraverso il quale si riteneva che la dea si incarnasse nella sacerdotessa. Questa pratica, presente in diverse culture antiche, come a Erice in Sicilia e Corinto in Grecia, aveva una valenza profondamente religiosa.
Il "Trono Ludovisi" e l'Immagine della Dea
A decorare il santuario di Afrodite c'era il celebre "Trono Ludovisi", una scultura in marmo del trafugata e ritrovata nel 1887 all'interno della villa del cardinale Ludovisi. L'opera, oggi esposta al Palazzo Altemps di Roma, raffigura nella parte centrale la dea Afrodite che emerge dalle acque, aiutata da due ancelle, simbolo della sua nascita e potenza. Questa scultura è una delle testimonianze artistiche più significative legate al culto di Afrodite a Locri Epizefiri.

Visitare il Parco Archeologico di Locri Epizefiri
Organizzazione della Visita e Informazioni Utili
Il Parco Archeologico di Locri Epizefiri, con un'estensione di circa 300 ettari, e il suo Museo Nazionale, offrono un'esperienza immersiva nella storia. Il Museo Archeologico Nazionale di Locri, riaperto il 17 maggio 2022 dopo un lungo restauro, si trova all’ingresso dell’area di scavo. Il Parco si suddivide in aree legate al periodo magno-greco e all'età romana e tardo-antica. Solo circa il 20% del sito è stato riportato alla luce, lasciando ancora molte scoperte da fare.
Gli scavi si trovano a circa 5 km dal centro cittadino di Locri e documentano la vita della colonia magnogreca fino all’età romano-imperiale. L'ingresso al Parco e al Museo è ubicato sulla strada statale 106 ionica, poco distante dalla città balneare di Locri. Il costo del biglietto intero per adulti è di 5 Euro, mentre quello ridotto è di 2 Euro. È gratuito per tutti la prima domenica del mese. Il Parco Archeologico di Locri Epizefiri è aperto dal martedì alla domenica dalle ore 9.00 alle 20.00.
Cosa Ammirare nel Sito
Varcata la soglia d’ingresso, nel Parco Archeologico di Locri Epizefiri si possono distinguere due aree distinte: quella legata al periodo magno-greco e quella appartenente all’età romana e tardo-antica. L’antica città magno-greca è delimitata da circa 7 chilometri di cinta murarie, che racchiudono le aree sacre dedicate in prevalenza a divinità femminili, i santuari, la necropoli e quelli che erano i quartieri abitati. Elementi di particolare importanza urbanistica sono il quartiere abitativo-artigianale di Centocamere, dotato di case, strade, fornaci e botteghe, la struttura porticata e il teatro del , rimaneggiato in epoca romana e unico edificio pubblico non a carattere religioso finora portato alla luce.
Seguendo le installazioni esplicative, la prima area che si incontra è quella del Santuario di Zeus Saettante, risalente al Tra le opere più eleganti esposte nel museo c'è l’arula votiva del con la Nike alata, scelta per rappresentare l’Italia alle Olimpiadi di Rio de Janeiro nel 2016. Dietro il Museo Nazionale di Locri Epizefiri si trova il Tempio di Contrada Marasà (il Santuario di Afrodite), l’unico tempio ionico della Magna Grecia.
Tra gli altri punti di interesse, il Casino Macrì è una masseria ottocentesca costruita sui resti di un complesso termale romano e conserva reperti di epoca romana. Fuori dalla città troviamo le necropoli, la più nota è quella di Contrada Lucifero con tombe di tre tipi: a fossa, a cappuccina e a semibotte.