Il Credo e la Vita di Padre Pio da Pietrelcina

La figura di Padre Pio da Pietrelcina, sacerdote cappuccino, è indissolubilmente legata a una profonda spiritualità e a un "credo" vissuto intensamente, permeato di sacrificio, amore e totale fiducia in Dio. Nato a Pietrelcina (Benevento) il 25 maggio 1887 come Francesco Forgione e morto a San Giovanni Rotondo (Foggia) il 23 settembre 1968, Padre Pio è stato un faro di fede e carità per milioni di persone.

Ritratto fotografico di Padre Pio con l'abito cappuccino

La Vita e la Vocazione del Santo

Le Origini e i Primi Anni

Francesco Forgione era il quarto di sette figli di una povera famiglia di contadini, Grazio Forgione e Mariagiuseppa De Nunzio. La levatrice, Graziella Formichelli, dopo il parto, notando il bambino ancora avvolto nella pellicola amniotica, profetizzò: "Il bimbo è nato ravvolto in un velo bianco e questo è un buon segno: egli sarà grande e fortunato". Già a soli 5 anni, Francesco si offrì in modo totale al Signore; da allora, le estasi e le apparizioni divennero continue. Nel 1899 ricevette la prima Comunione e la Cresima.

L'Ordinazione Sacerdotale e le Prime Sofferenze

Il 21 gennaio 1903, Francesco vestì i panni di probazione, assumendo il nome di Fra Pio. Durante la sua vita militare ebbe periodici attacchi febbrili, così violenti da raggiungere la temperatura corporea di quarantanove gradi. Il suo percorso formativo lo portò a studiare teologia e il 27 gennaio 1907 professò i voti solenni. Nel luglio dell'anno seguente ricevette l'ordine del diaconato al noviziato di Morcone, e il 10 agosto 1910, nel duomo di Benevento, fu ordinato sacerdote con un anno di anticipo rispetto alle norme del diritto canonico.

Secondo gli agiografi, la sua trasformazione e sofferenza fisica si manifestò dopo l'ordinazione sacerdotale con la comparsa sulle mani delle stimmate "provvisorie". Fra' Pio comunicò, in una lettera indirizzata al padre spirituale di San Marco in Lamis, che la prima volta fu l'8 settembre 1911. Questo fenomeno si ripeté per quasi un anno, e il suo silenzio era dovuto alla vergogna che sentiva.

Durante la permanenza a Venafro, la salute di Padre Pio non migliorò, così il 7 dicembre 1911 fu accompagnato a casa sua a Pietrelcina. Il rientro nel suo paese gli portò beneficio, tanto che ricominciò a dire la messa in modo abituale. La sangiovannese Lucia Fiorentino testimoniò di aver avuto una "visione immaginaria" premonitrice dell'arrivo di Padre Pio a San Giovanni Rotondo. Papa Benedetto XV, con un rescritto del 15 febbraio 1915, diede il permesso a Padre Pio di vivere fuori del convento, conservando l'abito religioso, "fino a quando persiste la presente necessità".

I Doni Mistici: Stimmate, Bilocazione e Profumo

La vita di Padre Pio fu segnata da fenomeni mistici straordinari:

  • Transverberazione: Definita da san Giovanni della Croce come "l’assalto del Serafino", consiste nel trapassare il cuore con un dardo misterioso, lasciando l'anima in un'alta contemplazione di amore e dolore. Padre Pio la descrisse nell'agosto 1918: "Stavo confessando i nostri ragazzi la sera del 5 agosto quando, a un tratto, fui riempito di un estremo terrore alla vista di un personaggio celeste... Teneva in mano una specie di arnese, simile a una lunghissima lamina di ferro con una punta ben affilata; mi sembrava che da quella punta uscisse del fuoco. Vedere tutto questo e osservare che il personaggio scaglia con tutta violenza il suddetto arnese nell’anima, fu tutto una sola cosa."
  • Stimmatizzazione: Il 20 settembre 1918, dopo la Messa, Padre Pio fu sorpreso da un "riposo, simile a un dolce sonno". Raccontò al suo padre spirituale: "Mi vidi innanzi un misterioso personaggio, simile a quello visto la sera del 5 agosto, ma differenziava per il fatto che aveva mani, i piedi e il costato che grondavano sangue... Poi la visione del personaggio svanì e io mi vidi che mani, piedi e costato erano traforati e grondavano sangue." Le stimmate rimasero visibili per cinquant'anni, scomparendo gradualmente con l'avvicinarsi della fine della sua vita, senza lasciare cicatrici.
  • Bilocazione: La più nota fu quella in cui Padre Pio riuscì a convincere nella sua camera il generale Cadorna a non suicidarsi dopo la disfatta di Caporetto.
  • Profumo: Un profumo misto di rosa e violetta, emanato dal sangue delle stimmate, che rimaneva sulle cose toccate e si avvertiva anche a distanza, segnalando la sua presenza e fungendo da segno di protezione, avviso o richiamo.
  • Miracoli: Padre Pio ridonò la vista a una bambina, Gemma De Giorgi, nata senza pupille, tracciandole un segno di croce sugli occhi dopo la Prima Comunione.
Insieme di immagini che rappresentano le stimmate di Padre Pio, la bilocazione e il profumo dei fiori

Le Prove e le Incomprensioni della Chiesa

La sua popolarità e i fenomeni mistici suscitarono presto l'interesse e, a volte, la perplessità delle autorità ecclesiastiche. Negli anni '20 e '60, circa settanta visitatori apostolici e ispettori dell’Ordine cappuccino giunsero a San Giovanni Rotondo per esaminare il "Fenomeno Padre Pio". Padre Pio accettò con totale obbedienza ogni misura restrittiva, spesso contraddittoria e ingiusta, presa nei suoi confronti.

Diversi decreti e notificazioni del Sant'Uffizio tra il 1923 e il 1931 esortarono i fedeli a non recarsi da Padre Pio e proibirono la diffusione e la pubblicazione di scritti su di lui, dichiarando la non sovrannaturalità dei fatti. A chi lo rimproverava dicendogli che, comportandosi in un certo modo, poteva allontanare le anime, egli rispose che "tratta le anime come il Signore gli permette di conoscerle e che, a volte, esse hanno bisogno di forti scosse per cambiare vita". Tuttavia, il Sant'Uffizio, pur dichiarando di non "constare" della sovrannaturalità, non negò nulla.

I cittadini di San Giovanni Rotondo mostrarono un forte attaccamento al frate, insorgendo contro i provvedimenti che ne prevedevano il trasferimento. Anche il vescovo Mons. Alberto Costa nel 1919 dichiarò: "Le mie impressioni si riducono a una sola: di aver parlato e conversato con un Santo." Nel 1952, un decreto di veto su otto pubblicazioni dedicate a Padre Pio fu emanato ma non applicato, e Mons. Pepe, che lo aveva redatto, fu trasferito. Papa Pio XII, al corrente delle vicende, conferì a Padre Pio il privilegio di guidare personalmente la Casa Sollievo della Sofferenza e lo nominò direttore a vita della fraternità del Terz’Ordine Francescano.

La Nascita della Casa Sollievo della Sofferenza

Padre Pio non solo si dedicò alla cura spirituale, ma anche a quella fisica. A San Giovanni Rotondo si sentiva la mancanza di un ospedale. Già nel 1925, fu inaugurato il piccolo "Ospedale civile San Francesco" nel vecchio convento delle Clarisse, che però fu ridotto in macerie dal terremoto del 1938. La sua presenza si fece sentire, e l'edificio fu restaurato e trasformato in asilo infantile.

L'idea di un grande ospedale, la Casa Sollievo della Sofferenza, sorse il 9 gennaio 1940. Padre Pio benedisse la prima pietra. Nonostante le difficoltà post-belliche e un fondo iniziale esiguo, la costruzione, progettata da Angelo Lupi, procedette senza sosta. I primi mattoni furono posti con le offerte degli americani, e poi grazie ai fedeli di tutto il mondo. Padre Pio ottenne 400 milioni di lire attraverso Barbara Ward, sua figlia spirituale, legata a Robert Jackson della UNRRA. Nonostante disguidi e un "furto legale" di 150 milioni da parte del Governo, i fondi arrivarono.

L'attività ospedaliera cominciò nel luglio 1954 con l'apertura degli ambulatori e della banca del sangue. L'inaugurazione ufficiale, il 5 maggio 1956, vide la presenza di massime autorità della Chiesa e dello Stato, celebrità e quindicimila fedeli. Il complesso sanitario, benedetto dal cardinal Giacomo Lercaro, divenne "la pupilla dei miei occhi" per Padre Pio, trasformandosi in un punto di riferimento fondamentale per l'intero Meridione d'Italia, non solo dal punto di vista sanitario ma anche come risorsa lavorativa.

Immagine della Casa Sollievo della Sofferenza

Un "Chirurgo Spirituale" dal Cuore Sensibile

Padre Pio era consapevole di avere un temperamento impetuoso. Confidò a padre Pellegrino Funicelli: "Figlio mio ho un brutto temperamento. Spesso quando non condivido le disposizioni del superiore glielo dico chiaro e tondo, anche se rispetto scrupolosamente le sue disposizioni. Chiedo ogni giorno alla Madonna la grazia di avere un po’ della sua dolcezza e tenerezza." Sotto una scorza ruvida, nascondeva un animo molto sensibile e tenero. Quando Beniamino Gigli gli cantava la canzone Mamma, Padre Pio spesso non riusciva ad ascoltarla fino alla fine, ritirandosi per piangere in solitudine.

Nella sua opera di conversione delle anime, ebbe a volte un comportamento duro, brusco e persino violento, che poteva disorientare. A chi lo rimproverava, egli rispondeva che trattava le anime "come il Signore gli permette di conoscerle e che, a volte, esse hanno bisogno di forti scosse per cambiare vita e allontanarsi dal male". Oltre a essere un grande "medico spirituale", era anche un deciso "chirurgo spirituale". Quando si accorgeva che alcuni penitenti erano mossi solo dalla curiosità o arroccati nei loro peccati, era capace di cacciarli in malo modo, come quell'uomo sposato che, pur avendo un'amante, gli parlava di crisi spirituale, al quale Padre Pio balzò in piedi con violenza dicendogli: "Ma che crisi spirituale!..." Le anime sinceramente desiderose di cambiare vita, anche se inizialmente sconvolte dal suo atteggiamento, ritornavano sotto la sua guida spirituale.

La Morte e l'Eredità Spirituale

Alle prime ore del 23 settembre 1968, Padre Pio sentì l'avvicinarsi della fine. Disse a padre Pellegrino, che lo assisteva, che nella mattinata avrebbe celebrato la santa Messa per lui. Chiese di vedere il cielo stellato e poi si sedette in poltrona, iniziando a impallidire. In dieci persone assistettero alla sua santa e dolcissima morte. Ricevette l’Unzione degli infermi e recitò il Padre Nostro. Chiese a padre Pellegrino cosa ci fosse sulla parete di fronte, e alla risposta "È il ritratto di vostra madre Giuseppa", replicò: "Ma io ne vedo due di mamme. Ci vedo benissimo: vedo due mamme." Le sue due madri, quella celeste e quella terrena, erano venute a portare il loro figlio comune in Paradiso. Morì con la corona del Rosario tra le dita, ripetendo le sue parole più amate: "Gesù e Maria, Gesù e Maria, Gesù e Maria" fino a quando la voce si spense per sempre.

Padre Pio: l'uomo, il frate, il santo. (La vera storia di Padre Pio - 26 settembre 2023)

I Fondamenti del Pensiero Spirituale di Padre Pio

Il pensiero di Padre Pio è un invito costante alla santità, all'amore per Dio e per il prossimo, e a una vita di profonda fede e sacrificio. I suoi "pensieri" sono vere e proprie perle di saggezza spirituale.

L'Importanza del Tempo e il Giudizio Divino

Padre Pio sottolineava la preziosità del tempo e la serietà del giudizio divino:

  • "Chi ha tempo non aspetti tempo. Non rimandiamo al domani ciò che oggi possiamo fare."
  • "«Oggi se udirete la voce del Signore, non vogliate otturare il vostro orecchio». Sorgiamo e tesoreggiamo, ché solo l'istante che fugge è in nostro dominio."
  • "Oh quanto è prezioso il tempo! supremo Giudice."
  • "«Incominciamo oggi, o fratelli, a fare il bene, ché nulla fin qui abbiamo fatto»."
  • "Dovremo rendere strettissimo conto, di ogni movimento della grazia, di ogni santa ispirazione, di ogni occasione che ci si presentava di fare il bene."
  • Egli diceva: "Più dei santi desideri sono belle le opere."

La Preghiera: Anima della Salvezza

La preghiera e la meditazione erano pilastri fondamentali nella vita e negli insegnamenti di Padre Pio:

  • "Quando essa è fatta bene, commuove il Cuore divino e lo invita sempre più ad esaudirci. Cerchiamo di effondere tutto l'animo nostro quando ci mettiamo a pregare Iddio."
  • "Prega e spera; non agitarti. L'agitazione non giova a nulla."
  • "Siate assidui nella preghiera e nella meditazione. Oh, Dio che questa è grande consolazione per un padre che vi ama al pari dell'anima propria! progredir sempre nel santo esercizio dell'amore verso Iddio."
  • "Se puoi parlare al Signore nell'orazione, parlagli, lodalo; se non puoi parlare per essere rozza, non ti dispiacere, nelle vie del Signore, fermati in camera a guisa dei cortigiani e fagli riverenza."
  • "Non posso, poi, affatto credere e quindi dispensarti dal meditare solo perché a te sembra di non ricavarne nulla."
  • "Non si perviene a salute se non per la preghiera; che non si vince la battaglia se non per la preghiera."
  • Raccomandava di recitare sempre: "Angelo di Dio, che sei il mio custode, illumina, custodisci, reggi e governa me che ti fui affidato dalla pietà celeste."
  • Sottolineava l'importanza di pregare "San Giuseppe!" e di "Porta la Medaglia Miracolosa."
  • Al riguardo del Rosario, un suo pensiero chiarisce: "Padre, dicendo il Rosario devo stare attenta all'Ave o al mistero? Risposta: Tutta la tua attenzione deve essere posta all'Ave, al saluto che rivolgi alla Vergine nel mistero che contempli." E aggiungeva: "Portala sempre con te (la corona del Rosario)."
  • "Chi prega si salva."

La Via Crucis: Sofferenza come Amore

Per Padre Pio, la sofferenza non era una maledizione, ma un segno d'amore divino e un mezzo di purificazione:

  • "Non si perviene a salvezza senza attraversare il burrascoso mare, sempre minacciante rovina."
  • "Il Signore talvolta ti fa sentire il peso della croce."
  • "È doloroso vivere così...Mi rassegno, ma la rassegnazione, il mio fiat mi sembra così freddo, vano!... Che mistero!"
  • A chi soffriva, diceva: "Ama e prega."
  • "La vita è un Calvario; ma conviene salire allegramente. Le croci sono i monili dello Sposo ed io ne sono geloso. Le mie sofferenze sono piacevoli."
  • "Lo so che soffri, ma la sofferenza non è forse il segno certo che Dio ti ama? crocifisso?"
  • "Accetta ogni dolore ed incomprensione che viene dall’Alto. Così ti perfezionerai e ti santificherai."
  • "Quanto più amaro avrai, tanto più amore riceverai."
  • "Chi comincia ad amare deve essere pronto a soffrire."
  • "E’ per mezzo delle prove che Dio vincola a sé le anime predilette."

La Lotta contro il Male e la Tentazione

Il frate stigmatizzato offriva consigli pratici per affrontare le tentazioni e il peccato, sempre con l'ausilio della grazia divina e il sacramento della Confessione:

  • "Terribile è la giustizia di Dio."
  • "Guai a coloro che non si mantengono onesti!"
  • "Non è il sentimento che costituisce la colpa ma il consenso a siffatti sentimenti. La sola volontà libera è capace di bene o di male."
  • "Le tentazioni contro la fede e la purità è merce offerta dal nemico, ma non temerlo se non con il disprezzo."
  • "A lui devi far ricorso negli assalti del nemico, in lui devi sperare e da lui ti devi aspettare ogni bene."
  • "Quanto più un'anima è a Dio gradita, tanto più dovrà essere provata."
  • "Confidenza torno ad inculcarvi sempre; nulla può temere un'anima che confida nel suo Signore ed in lui pone la propria speranza."
  • "Oh, che felicità nelle battaglie spirituali!"
  • "Nessun peccato è tale, se non è stato commesso con la volontà."
  • "Il demonio è come un cane rabbioso alla catena; oltre il limite della catena egli non può azzannare alcuno. E tu allora stattene lontano."
  • "Nel tumultuar delle passioni e delle avverse vicende ci sorregga la cara speranza della sua inesauribile misericordia: corriamo fidenti al tribunale di penitenza, ove egli con ansia di padre in ogni istante ci attende."
  • "Il demonio bisogna disprezzarlo e non temerlo, poiché s. Agostino dice: «Il demonio è un formidabile gigante con chi lo teme, ed un fanciullo imbelle con chi lo disprezza»."
  • "Le prove a cui il Signore vi sottopone e vi sottoporrà sono tutti contrassegni della divina dilezione e gemme per l'anima."

Virtù Cardinali: Carità, Umiltà e Fede

Le virtù erano la bussola morale e spirituale di Padre Pio:

  • "La carità è la regina delle virtù. Come le perle sono tenute insieme dal filo, così le virtù dalla carità."
  • "Devi avere sempre prudenza ed amore. La prudenza ha gli occhi, l'amore le gambe. lui è cieco, e qualche volta potrebbe inciampare se non fosse guidato dalla prudenza che ha gli occhi."
  • "La semplicità è una virtù, però fino ad un certo punto."
  • "La vanagloria è un nemico proprio delle anime che si sono consacrate al Signore e che si sono date alla vita spirituale; e perciò a ben ragione può dirsi la tignuola dell'anima che tende alla perfezione."
  • "Fa' che non turbi l'anima tua il triste spettacolo dell'ingiustizia umana; anche questa, nell'economia delle cose, ha il suo valore."
  • "La vera umiltà del cuore è quella sentita e vissuta più che mostrata. Dobbiamo avere un basso concetto di noi stessi. Crederci inferiori a tutti."
  • "L’umiltà è verità, la verità è umiltà."
  • "È più vicino a Dio il malfattore che ha vergogna di operare il male che l’uomo onesto il quale arrossisce di operare il bene."
  • "Mancare di carità è come ferire Iddio nella pupilla del suo occhio."
  • "Io non posso patire il criticare e il dir male dei fratelli. Abbiamo tanti difetti da criticare in noi, perché perdersi contro i fratelli?"
  • "Mancare di carità è come peccare contro natura."
  • "Tu puoi, fratello mio, non credere in Dio, ma Dio non cesserà mai di credere in te."
  • "Dubitare è il più grande insulto alla divinità."
  • "Non ti arrestare nella ricerca della verità, nell'acquisto del sommo Bene."

L'Amore per Gesù e la Vergine Maria

L'amore per Gesù Cristo, specialmente nel sacramento dell'Eucaristia, e una devozione filiale a Maria Vergine, erano al centro della spiritualità di Padre Pio:

  • "Senti, Mammina, io ti voglio bene più di tutte le creature della terra e del cielo... dopo Gesù, s'intende..."
  • "Mammina bella, Mammina cara, sì sei bella. Se non ci fosse la fede, gli uomini ti direbbero dea. Gli occhi tuoi sono più risplendenti del sole; sei bella, Mammina, me ne glorio, ti amo."
  • "Maria e Gesù sono sempre con te."
  • "Maria sia tutta la ragione della tua esistenza e ti guidi a porto sicuro dell'eterna salute."
  • "Non siate talmente dediti all'attività di Marta da dimenticare il silenzio o l'abbandono di Maria."
  • "Gesù, tu vieni sempre in me. Con quale cibo ti devo alimentare?... Con l'amore! Ma il mio amore è fallace. Gesù, ti voglio bene assai."
  • "Ricordiamoci che il Cuore di Gesù ci ha chiamati non solo per la nostra santificazione, ma anche per quella delle altre anime."
  • "Gesù mio, dolcezza mia... e come posso vivere senza di te?"
  • Rispondendo alla domanda: "Padre, mi sento indegno della santa comunione.", egli disse: "È vero, non siamo degni di un tal dono; ma altro è accostarsi indegnamente col peccato mortale, altro è non essere degni. Indegni siamo tutti; ma è lui che ci invita, è lui che lo vuole."
  • "Ogni santa messa ben ascoltata e con devozione, produce nella nostra anima effetti meravigliosi, abbondanti grazie spirituali e materiali, che noi stessi non conosciamo."
  • "Gesù solo può comprendere che pena sia per me, allorché mi si prepara davanti la scena dolorosa del Calvario."

"Il Più Bel Credo": Il Messaggio Centrale

Il cuore del messaggio spirituale di Padre Pio, quello che egli definiva "il più bel credo", è un invito a una fede autentica e operosa, che si manifesta nelle difficoltà e nella volontà di bene. Egli insegnava ai suoi figli spirituali:

"Il più bel credo è quello che prorompe dal tuo labbro nel buio, nel sacrificio, nel dolore, nello sforzo supremo di un’infallibile volontà di bene; è quello che, come una folgore, squarcia le tenebre dell’anima tua, è quello che, nel balenar della tempesta, t’innalza e ti conduce a Dio."

Questo credo non è una mera adesione intellettuale, ma una profonda esperienza di vita, una verità vissuta nell'intimo, che eleva l'anima e la congiunge a Dio anche nelle situazioni più estreme. È un invito a non dubitare mai della bontà e della presenza divina, specialmente quando la vita si fa difficile. Padre Pio ci esorta a porre i nostri cuori in Dio solo, riconoscendolo come la nostra pace, consolazione e gloria.

Illustrazione simbolica di una persona che prega nel buio con un raggio di luce che la innalza verso il cielo

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