L'Apostolato: Un Mare Senza Sponde Secondo San Josemaría Escrivá

La missione della Chiesa di annunciare il Vangelo è un compito vastissimo, che si estende a ogni situazione umana e a ogni angolo del mondo. Come ha sottolineato Papa Francesco nell'enciclica Laudato si’, richiamando l'impegno generoso proposto dal Vangelo, ci si rende conto che "il lavoro che ci attende è grande". Per esprimere la grandezza di questa missione, san Josemaría Escrivá, fondatore dell'Opus Dei, utilizzò una potente immagine: "È un mare senza sponde". Questa espressione non solo evoca l'immensità dell'apostolato, ma ne rivela anche il significato profondo nel contesto della vita ordinaria e della nuova evangelizzazione.

Tematica: Rappresentazione artistica di una vastità marina che si fonde con orizzonti infiniti, simboleggiando la grandezza dell'apostolato.

La Chiamata Universale alla Santità e all'Apostolato

La Chiesa, in seguito al mandato apostolico ricevuto dal Signore, non ha mai cessato di evangelizzare. In un'epoca che vede un forte processo di scristianizzazione, Dio invia sempre santi che, con la loro parola e il loro esempio, sanno ricondurre le anime a Cristo. Il cristianesimo, come ha scritto Papa Benedetto XVI, non è soltanto una "buona notizia", ma una comunicazione che produce fatti e cambia la vita. L'invito a partecipare attivamente alla "nuova evangelizzazione", come definita dal beato Giovanni Paolo II e rilanciata da Benedetto XVI, è un richiamo a non conservare Cristo per sé stessi, ma a comunicare agli altri la gioia della propria fede, di cui il mondo ha un bisogno certo.

L'Opus Dei è nata proprio per ricordare la chiamata universale alla santità e all'apostolato. San Josemaría affermava che il modo più facile per capire l'Opera è pensare alla vita dei primi cristiani, i quali vivevano a fondo la loro vocazione cristiana e cercavano seriamente la perfezione a cui erano chiamati per il semplice e sublime fatto di aver ricevuto il Battesimo. Essi non si distinguevano esteriormente dagli altri cittadini, e similmente, i membri dell'Opus Dei sono persone comuni, che svolgono un lavoro qualsiasi e vivono in mezzo al mondo come cittadini cristiani che vogliono corrispondere pienamente alle esigenze della loro fede.

La Formazione Continua per un Apostolato Senza Limiti

San Josemaría ha spinto tutti ad acquisire e migliorare costantemente la propria formazione cristiana, presupposto indispensabile per crescere in intimità con Cristo e per farlo conoscere ad altre anime. Ripeteva le parole del profeta Isaia: "Discite benefacere" (Is 1, 17), imparate a fare il bene, poiché è inutile che una dottrina sia meravigliosa e salvifica, se non ci sono uomini in grado di metterla in pratica. Fin dai primi passi da sacerdote, egli dedicò molte energie a formare dottrinalmente le persone, intensificando questa dedicazione man mano che l'Opus Dei cresceva e predisponendo i mezzi necessari per dare continuità all'attività formativa, sia per i suoi figli spirituali sia per le innumerevoli persone disposte ad accogliere il messaggio.

La formazione, secondo il fondatore, comprende cinque aspetti: umano, spirituale, dottrinale-religioso, apostolico e professionale. Affermava che una persona si "costruisce" un po' alla volta e non arriva mai a completarsi del tutto, ma come cristiano, la sua crescita non ha limiti. In particolare, l'apostolato stesso è un "mare senza sponde" e richiede preparazione per annunciare l'amore di Cristo in nuovi ambienti e Paesi. Il programma di san Josemaría fin dagli inizi era chiaro: conoscere Gesù Cristo. Farlo conoscere. Portarlo in tutti i luoghi. Il prestigio professionale diventa così un "amo di pescatore d'uomini" per estendere alla società il regno di Cristo. Il panorama è talmente vasto che non si potrà mai dire: "ormai sono formato", poiché la formazione non finisce mai, e ciò che è stato ricevuto è solo il fondamento di ciò che verrà dopo.

  • Formazione umana: per fortificare le virtù e definire il carattere, volendo essere molto umani e molto divini.
  • Formazione spirituale: per progredire nelle virtù cristiane, specialmente nella carità.
  • Formazione dottrinale-religiosa: per crescere nella conoscenza di Dio e della dottrina rivelata.
  • Formazione apostolica: per annunciare l'amore di Cristo in ogni ambiente.
  • Formazione professionale: per santificare il lavoro e renderlo un servizio.
Tematica: Infografica che illustra i cinque aspetti della formazione secondo San Josemaría Escrivá (umana, spirituale, dottrinale, apostolica, professionale) interconnessi.

Il Lavoro come Servizio e Via di Santificazione

Il valore di un lavoro si misura in base al servizio che fornisce agli altri. Un lavoro ben fatto è un servizio ben fatto a un'altra persona. Non si può essere un buon professionista e una cattiva persona, né una buona persona e un cattivo professionista, poiché la moralità aiuta a definire la professione stessa. Servire significa essere bravi e competenti nella propria professione, ben preparati, costantemente aggiornati, puntuali e capaci di ascolto. Per servire bene non basta la buona volontà, ma servono lavoro costante, studio e competenza tecnica. Come spiegato da Scott Hahn, Dio non ha fatto gli uomini per il lavoro, ma "ha fatto il lavoro per l'uomo e per la donna, perché solo attraverso il lavoro potevano diventare come Dio", completando la creazione e servendo i propri fratelli. Lavorare è amare i fratelli e, in essi, Dio.

San Josemaría ha rivelato che la vita spirituale del cristiano è una "Messa", "un'opera di Dio", perché la Messa è tutta l'"opera" di Cristo presentata a Dio Padre per la redenzione del mondo. Allo stesso modo, il lavoro quotidiano è un'offerta a Dio. L'Opera ha aiutato la Chiesa a comprendere meglio che la "pienezza dell'unione con Dio" include la realtà del lavoro. Il fondatore dell'Opus Dei parlava spesso di "unità di vita" del cristiano per riferirsi al fatto di fare di tutta la vita, e in particolare del tempo dedicato al lavoro, un atto di adorazione di Dio.

Dio ci chiama a servirlo "nei" e "attraverso" i compiti civili, materiali, secolari della vita umana: in un laboratorio, nella sala operatoria, nella cattedra universitaria, in fabbrica, nel campo, nel focolare domestico. In tutto l'immenso panorama del lavoro, Dio ci aspetta ogni giorno. È essenziale capire che c'è qualcosa di santo, di divino, nascosto nelle situazioni più comuni, che spetta a ciascuno di scoprire. Non c'è altra strada: o sappiamo trovare il Signore nella nostra vita ordinaria, o non lo troveremo mai. Un aneddoto che illustra questo concetto riguarda un sacerdote che confessava un giovane dell'Opus Dei accusatosi di "non studiare", comprendendo che la fede si pratica non solo andando in chiesa, ma anche, e molto più spesso, andando al lavoro. Il successo professionale, specialmente per i giovani, si misura in base al servizio che si fornisce agli altri, e questo servizio richiede una formazione eccellente.

Tematica: Fotografia di persone che svolgono diversi lavori (un medico, un insegnante, un ingegnere, un agricoltore) con un'aura di dignità e servizio, suggerendo la santificazione del lavoro.

Libertà e Responsabilità nell'Azione Apostolica

La dottrina di libertà civile, di convivenza e di comprensione è un elemento di primissimo piano nel messaggio che l'Opus Dei diffonde. Ogni membro ha piena libertà di pensare e di agire come meglio crede in tutti i campi temporali. L'Opus Dei non ha nessun orientamento economico o politico e non interviene in alcun modo in politica, essendo assolutamente estranea a qualsiasi tendenza, gruppo o regime politico, economico, culturale o ideologico. I suoi fini sono esclusivamente spirituali e apostolici. Questa enfasi sulla libertà individuale è così forte che, se dovesse verificarsi un'intromissione dell'Opus Dei in politica, il primo nemico dell'Opera sarebbe lo stesso fondatore.

San Josemaría definiva l'Opus Dei una "organizzazione disorganizzata" per sottolineare l'importanza primaria e fondamentale della "spontaneità apostolica della persona", della sua libera e responsabile iniziativa, sotto la guida dello Spirito, piuttosto che di strutture organizzative o programmi imposti dall'alto. L'Opera fornisce l'assistenza spirituale e la preparazione necessaria, ma poi ciascuno deve "imparare a nuotare" e agire come un vero cristiano per santificare le vie degli uomini. I membri dell'Opera detestano il segreto, poiché sono fedeli comuni che non cambiano il loro stato aderendo all'Opus Dei, ma vivono la loro fede nella normalità, senza nasconderla. L'informazione sull'Opera è pubblica e facilmente accessibile, operando "alla luce del sole" con riconoscimento giuridico.

Quando si tratta di misurare il successo dell'Opus Dei, il criterio non è l'efficacia umana, ma la santità e i "frutti di santità". L'apostolato più importante è quello che ogni fedele realizza con la testimonianza della propria vita e con la parola, nei rapporti abituali con amici e colleghi. L'efficacia soprannaturale di questo apostolato silenzioso e umile è incommensurabile. Il vero successo di queste attività dipende dal fatto che servano a far sì che coloro che le realizzano e coloro che ne beneficiano amino Dio, si sentano fratelli di tutti gli uomini e manifestino questi sentimenti in un servizio disinteressato all'umanità.

Il "Qualcosa di Divino" nel Quotidiano

San Josemaría insegnava incessantemente, con parole della Sacra Scrittura, che il mondo non è cattivo, perché è uscito dalle mani di Dio, è sua creatura. Siamo noi uomini a renderlo cattivo e brutto con i nostri peccati e le nostre infedeltà. I cristiani sono chiamati a comprendere che Dio li chiama per servirlo nei e attraverso i compiti civili, materiali e temporali della vita umana. Non vi è altra strada: o si sa trovare il Signore nella vita ordinaria, o non lo si troverà mai.

Il senso cristiano autentico, che professa la resurrezione della carne, si è sempre opposto alla "disincarnazione". I sacramenti stessi sono "orme dell'Incarnazione del Verbo", la manifestazione più evidente della strada che Dio ha scelto per santificarci e condurci al Cielo, donandosi a noi tramite mezzi materiali. Questa dottrina, che è al cuore della spiritualità dell'Opus Dei, spinge a realizzare il lavoro con perfezione, ad amare Dio e gli uomini facendo con amore le piccole cose della giornata abituale, scoprendo quel "qualcosa di divino" nascosto nei particolari. Un cristiano che compie con amore le attività quotidiane meno trascendenti, in esse fa traboccare la trascendenza di Dio. Per questo, la vocazione cristiana consiste nel "trasformare in endecasillabi la prosa quotidiana".

Il cielo e la terra, apparentemente uniti sulla linea dell'orizzonte, si incontrano veramente nei cuori, quando si vive la vita ordinaria nella santità. Questo programma di agire cristiano implica il coraggioso adempimento dei doveri e l'esercizio dei diritti di cittadini, assumendosi la responsabilità delle proprie libere decisioni. Anche l'amore umano, autentico e puro, che conduce al matrimonio e alla famiglia, può essere un cammino divino e vocazionale, una strada per la completa dedicazione a Dio. La croce, se impressa dai cristiani in mezzo al mondo, possiede un potere attrattivo straordinario, e il mondo attende la pienezza della sua forma che il regno di Cristo porterà.

Tematica: Un cuore stilizzato che si fonde con elementi della vita quotidiana (un ufficio, una famiglia, un attrezzo da lavoro), simboleggiando l'unione di fede e vita ordinaria.

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