Il Monastero e l'Istituto delle Figlie del Sacro Cuore di Gesù: Storia e Spiritualità

Nel cuore di Roma, a pochi passi dalla frenetica vita universitaria e da Viale Regina Margherita, si trova un angolo di paradiso della Capitale: Via dei Villini. Qui, in un silenzio quasi surreale, si erge il monastero delle “Figlie del Cuore di Gesù”, una congregazione dedicata alla profonda spiritualità e all'adorazione del Sacro Cuore.

Veduta esterna del Monastero delle Figlie del Cuore di Gesù in Via dei Villini a Roma, con alberi e fronde che circondano l'austera architettura.

Il Monastero delle Figlie del Cuore di Gesù a Porta Pia (Roma)

Un'Oasi di Silenzio in Via dei Villini

In questa piccola strada, Via dei Villini, situata tra i quartieri più eleganti della capitale, il tempo sembra quasi essersi fermato. Le mura austere del monastero delle “Figlie del Cuore di Gesù” invitano alla riflessione, offrendo un fulcro di vera spiritualità in un'epoca che vede sempre più persone allontanarsi dalla Fede, da Dio e dalla preghiera. In fondo a Via dei Villini, davanti alla palazzina con ingresso dal civico 34, che ospita il Monastero delle Suore Figlie del Cuore di Gesù, è visibile un vecchio portoncino di ferro. Sul muro a sinistra, si intravedono delle parole, oggi sbiadite da ottant’anni di intemperie; la scritta recitava “RICOVERO ANTIAEREO PUBBLICO CAPIENZA POSTI 200”. Ciò che, però, attira l'attenzione è la scritta scolpita sopra la porta: “C.D.A.S. S. Nicomede”. Tale indicazione suggerisce una connessione con il sottosuolo della zona, storicamente noto per la presenza di cave di tufo e gallerie, utilizzate anche come catacombe sin dall'epoca romana.

Le Origini della Congregazione di Madre Maria Deluil-Martiny

L'ordine delle "Figlie del Cuore di Gesù" che risiede in questo monastero è stato fondato da Suor Maria Deluil-Martiny. Il 20 giugno 1873, Suor Maria fondò il primo Monastero dell'Istituto a Berchem-Anversa, ricevendo il nome di Madre Maria di Gesù. Questa nuova famiglia religiosa claustrale, oltre alla Casa Generalizia di Roma, si trova oggi a Venezia Lido, a Marsiglia (Francia), a Schwyz (Svizzera), a Hall (Austria) e a Lasinya (Croazia).

Le Antiche e Profonde Pratiche Spirituali

L'ordine è custode di diverse pratiche spirituali, alcune delle quali risalenti a secoli fa, che sottolineano la loro profonda devozione al Sacro Cuore.

Il Quadrante della Misericordia

Tra le pratiche più antiche e significative vi è "Il quadrante della Misericordia", al quale le “Figlie del Cuore di Gesù” si dedicano dal lontano 1882. Istituita dalla Guardia d’Onore al Sacro Cuore di Gesù, questa pratica venne ispirata a Suor Maria Bernaud dallo stesso Gesù e iniziò ad essere praticata nel Monastero della Visitazione in Bourg (Francia). Leone XIII la dichiarò Arciconfraternita per la Francia e per il Belgio il 26 novembre 1878, e fu Padre Baccichetti dell’Ordine di San Camillo a trapiantarla in Italia. Roma divenne il primo centro di questa Arciconfraternita con il beneplacito di Papa Leone XIII. Il quadrante è posto dietro le mura di un piccolo coro per la preghiera, nella cappella annessa dove il Santissimo Sacramento è sempre esposto e vegliato da una consorella. Le iniziali delle persone che richiedono preghiera vengono iscritte nel quadrante e posizionate vicino a Cristo, al sicuro nel suo cuore.

Immagine che illustra il

Lo Scapolare del Cuore Agonizzante di Gesù e del Cuore Compassionevole di Maria

Un'altra pratica distintiva è lo “Scapolare del Cuore agonizzante di Gesù e del Cuore compassionevole di Maria”. Siamo nel 1848, quando una figlia spirituale di Padre Calage (S.J.) e, successivamente, di Padre Roothan, Generale della Compagnia di Gesù, ricevette dal Signore particolari insegnamenti in merito a questo scapolare. Gesù le disse che "lo avrebbe impreziosito dei meriti delle sofferenze interiori dei Cuori di Gesù e di Maria e del suo Sangue Prezioso”. Lo scapolare rimane un segno tangibile “contro lo scisma e le eresie che colpiranno la Chiesa degli ultimi tempi”. Monsignor Robert, Vescovo di Marsiglia, e la Superiora delle Figlie del Cuore di Gesù lo fecero pervenire al Cardinale Mazella S.J., Protettore della Società, il quale ne ottenne l'approvazione con Decreto del 4 aprile 1900. L'approvazione fu chiesta unicamente per la Società delle Figlie del Cuore di Gesù e per le persone aggregate al loro Istituto. Lo Scapolare è formato, come d'uso, da due parti di lana bianca, tenute insieme da una fettuccia o cordoncino. Una di queste parti rappresenta due Cuori, quello di Gesù, con le insegne proprie, e quello di Maria Immacolata, trafitto da una spada. Sotto i due Cuori sono raffigurati gli strumenti della Passione.

Dettaglio illustrativo dello Scapolare del Cuore Agonizzante di Gesù e del Cuore Compassionevole di Maria, mostrando i due Cuori e gli strumenti della Passione.

Lo Scudo del Cuore di Gesù e Santa Margherita Maria Alacoque

La terza pratica nota all'ordine è il cosiddetto “Scudo” con l'effige del Cuore di Gesù, simbolo di protezione in battaglia. Questo scudo trae origine dalle apparizioni di Gesù a santa Margherita Maria Alacoque, monaca del convento delle Visitandine di Paray-le-Monial. Il 27 dicembre 1673, festa di San Giovanni Evangelista, Gesù apparve a Margherita con le parole: "Il mio divino Cuore è così appassionato d'amore per gli uomini, che non potendo più racchiudere in sé le fiamme della sua ardente carità, bisogna che le spanda. Io ti ho scelta per adempiere a questo grande disegno, affinché tutto sia fatto da me". Seguirono altre tre apparizioni in cui Gesù la sollecitò a fare la Comunione al primo venerdì d’ogni mese e a prostrarsi con la faccia a terra dalle undici a mezzanotte, nella notte tra il giovedì e il venerdì. Queste indicazioni stabilirono le due principali devozioni: la Comunione nel primo venerdì d’ogni mese e l'ora santa di adorazione. Papa Pio IX, nel 1876, pubblicò gli "Atti di consacrazione al Cuore di Gesù", ponendo le basi storiche e teologiche per la devozione al Sacro Cuore.

L'Importanza del Cuore nella Spiritualità Contemporanea

Il simbolo dei due Cuori è il sigillo della congregazione e stimola una riflessione sul presente. In un'epoca travagliata, segnata non solo da pandemie ma anche da un crescente allontanamento dai valori fondamentali, la riscoperta del significato profondo del cuore di Gesù diventa cruciale. Le sorelle del monastero sottolineano che "Il cuore è tutto. Quando manca, c’è il nulla. E questi cuori sono l'espressione concreta di un Amore che si è fatto carne". L'allontanamento da questi cuori, secondo loro, porta ad un allontanamento dall'Uomo stesso, rendendolo "sempre più cattivo... più duro, meno amorevole, più egoista". La pandemia ha evidenziato la fragilità umana, ma l'orgoglio rimane la tentazione costante che "ci metterà sempre l’ostacolo con Dio e con gli Uomini". I due cuori, uniti nell'umiltà, hanno vinto perché "Gesù è venuto attraverso Maria. Lui vuole vincere con l’Amore. Gesù ha avuto bisogno di Maria. E Maria ci dice: 'Fate quello che lui vi dirà'". Il cuore di Gesù trafitto è un simbolo potente di questo "innamoramento fino alla follia della Croce" del Creatore per la sua creatura, un richiamo prezioso a un cammino di fede che guardi all’Amore come l’amato per eccellenza.

La ristrutturazione della Casa delle Figlie del Sacro Cuore di Gesù

L'Istituto delle Figlie del Sacro Cuore di Gesù (Fondazione di Santa Teresa Eustochio Verzeri)

Accanto alla storia del monastero romano, il patrimonio delle "Figlie del Sacro Cuore di Gesù" include le origini di un altro importante istituto, fondato da Santa Teresa Eustochio Verzeri, una figura di spicco nella storia religiosa italiana.

Santa Teresa Verzeri: Vita e Vocazione

Teresa Verzeri nasce il 31 luglio 1801 a Bergamo, primogenita dei sette figli di Antonio Verzeri e della contessa Elena Pedrocca-Grumelli. Suo fratello Girolamo sarebbe poi diventato Vescovo di Brescia. Fin dalla tenera età, Teresa apprende dalla madre, donna eminentemente cristiana, a conoscere e ad amare Dio ardentemente. Compie i suoi studi iniziali in ambito domestico, rivelando intelligenza e uno spirito aperto, vigilante e retto. Viene educata al discernimento, alla ricerca dei valori perenni e alla fedeltà all'azione della grazia. Dalla fanciullezza fino all'età più matura, Teresa si lascia illuminare dallo Spirito di Verità che la animerà a un costante e acceso combattimento spirituale: alla luce della fede scopre e sperimenta il peso della propria fragilità, smascherando ogni forma idolatrica di menzogna, di egoismo e di paura, per arrendersi totalmente a Dio. Interiormente, Teresa vive la particolare esperienza mistica "dell'assenza di Dio", anticipando qualcosa della vita religiosa dell'uomo di oggi: il peso della solitudine umana davanti al senso inquietante della lontananza da Dio. Come si contempla nella gloria di Dio, nella sua breve ma intensa vita si lasciò condurre docilmente dallo Spirito Santo, a cui Dio si rivelò come misteriosa presenza davanti a cui ci si deve inchinare con profonda umiltà.

Ritratto o icona di Santa Teresa Eustochio Verzeri.

La Nascita dell'Istituto a Bergamo (1831)

Nel primo libro degli Annali della Congregazione si legge: “Deplorevole era in quel tempo il difetto di case religiose, poiché a causa della generale soppressione, avvenuta alla fine del secolo decimottavo e in principio del decimonono, era appena rimasto qua e là nel Lombardo-Veneto qualche monastero, scampato quasi per miracolo al naufragio; le giovani quindi che volevano consacrarsi al Signore erano costrette ad abbandonare la patria ed uscire dal regno.” La Provvidenza divina, però, dispose che proprio nel 1816 si riaprisse a Bergamo l'antico convento benedettino di santa Grata. Questo luogo, fino all’8 febbraio 1831, giorno della Fondazione dell’Istituto delle Figlie del Sacro Cuore di Gesù, vide nascere e custodì la vocazione alla vita religiosa di Santa Teresa Verzeri.

Avvicinandosi il giorno della fondazione, il 7 febbraio, Monsignor Benaglio, avendo ormai condotto a termine quanto si era prefisso, scrisse a Teresa Verzeri e alla Vallaperta - che si trovavano ancora a Santa Grata - una memorabile lettera. Questa lettera, prezioso documento che diede vita all'Istituto, ordinava loro di uscire dal monastero e di recarsi sul Gromo la mattina seguente per un'ora di meditazione, seguita dalla Santa Messa con la Comunione, in onore di S. Gerolamo Emiliani. Il Can. Giuseppe Benaglio sottolineava l'importanza di uno "spogliamento totale di voi medesime, un pienissimo abbandono nelle mani del Signore, un'obbedienza affatto cieca, e senza eccezioni, grande spirito di orazione, e di raccoglimento". Giunta questa lettera decisiva, Teresa la trovò preparata al gran passo. Le poche ore notturne rimanenti in quel chiostro furono spese in fervente orazione e nella stesura di una lettera di ringraziamento e scusa alla comunità religiosa, a cui si sentiva debitrice. All'alba dell'8 febbraio, ora prestabilita da Monsignor Benaglio, la Verzeri, con la compagna Vallaperta, si presentò alla porta del convento, indossando l'abito benedettino adattato per il nuovo Istituto. In silenzio, accompagnata dal fratello Don Girolamo, abbandonò per la terza e ultima volta il monastero di Santa Grata, che era stato per lei un "terrestre purgatorio" dove la sua anima si era purificata. Giunte sul Gromo, le attendevano, come figlie la madre, Virginia Simoni, Maria Verzeri e Rosa Manghenoni, considerate già membri della pia unione. Durante la meditazione, la Santa Madre rimase inginocchiata immobile sul suolo, in una statua vivente di fede e adorazione.

La Spiritualità e l'Apostolato di Santa Teresa Verzeri

Teresa vedeva chiaramente le urgenze e i bisogni del suo tempo. Nella sua missione, rivelò doti speciali di maestra di spirito, apostola e pedagoga. Nel momento in cui la devozione al Sacro Cuore incontrava resistenze, ella consegnò alle prime Figlie del Sacro Cuore un testamento spirituale: "Gesù Cristo, a voi e al vostro Istituto ha fatto il prezioso dono del suo Cuore, perché non da altri impariate la santità, essendo Egli della vera santità la sorgente inesausta" (Libro dei Doveri, vol. I, p.).

Teresa professò espressamente il sistema preventivo nell'educazione: "Coltivate e custodite molto accuratamente la mente ed il cuore delle vostre giovinette mentre sono ancora tenere, per impedire, per quanto possibile, che in essi entri il male, essendo migliore cosa preservare dalla caduta coi vostri richiami ed ammonimenti che risollevarle con correzione" (Libro dei Doveri, vol. III, p.). L'educazione era per lei opera di libertà e di persuasione, nel rispetto dell'individualità. Raccomandava di lasciare alle giovani "una santa libertà sì che operino volentieri e in pieno accordo quello che, oppresse da comando, farebbero come peso e con violenza"; che la scelta dei mezzi si adattasse "al temperamento, all'indole, alle inclinazioni, alle circostanze di ognuna... e sul conoscimento di ciascuna" si stabilisse il modo con cui trattarla (Libro dei Doveri, vol. I, p.).

Teresa si esprimeva così riguardo alla carità delle sue Figlie: "Le Figlie del Sacro Cuore di Gesù, come quelle che attingono la loro carità alla sorgente stessa dell'amore, cioè dal Cuore di Gesù Cristo, devono ardere verso i loro prossimi della carità medesima di quel Cuore divino. Carità purissima che non ha vista se non alla gloria di Dio e al bene delle anime; carità universale che non eccettua persona, ma tutti abbraccia; carità generosa che non si perde per patimento, non si sgomenta per contraddizione, ma anzi, nel patimento e nell'opposizione cresce in vigore e vince col pazientare" (Libro dei Doveri, vol. I, p.).

Il Consolidamento e l'Espansione dell'Istituto

Nel 1836, alla morte del Canonico Benaglio, Teresa, sostenuta dall'obbedienza e dalla certezza che la Congregazione fosse voluta da Dio, si dedicò totalmente alla sua approvazione, consolidamento ed espansione. Affrontò numerosi ostacoli frapposti dalle autorità civili e anche da membri della gerarchia ecclesiastica, mettendo a dura prova la sua virtù. Dopo una vita di intensa donazione, Teresa Verzeri morì a Brescia il 3 marzo 1852.

Risorse per l'Approfondimento: La Rassegna Bibliografica

Per conoscere meglio i fondatori, la storia e lo spirito delle Figlie del Sacro Cuore di Gesù, è stata realizzata una "Rassegna Bibliografica Ragionata dell’istituto Figlie del Sacro Cuore di Gesù". Questo volume, curato da una religiosa della congregazione, costituisce una novità significativa. È la prima volta che un lavoro di tale portata, durato diversi anni e superando non poche difficoltà, ha raccolto ed esaminato tutte le pubblicazioni relative ai fondatori e alla storia di un istituto, dalle origini a oggi. A differenza di molte altre bibliografie compilate da grandi Ordini religiosi, questa non si limita a un arido elenco di titoli, ma esamina ogni opera, ricollocandola nel suo contesto storico e mettendone in luce pregi e limiti. Chi volesse approfondire la figura del fondatore, il canonico Giuseppe Benaglio, o della fondatrice, Santa Teresa Eustochio Verzeri, o altri argomenti come le costituzioni dell'istituto, il suo sistema educativo o la sua spiritualità, troverà in questa risorsa una miniera di informazioni, molte delle quali inedite, arricchendo così le proprie conoscenze e il proprio spirito.

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