Gli Araldi del Vangelo: Origini, Controversie e le Accuse di Pratiche Esoteriche

Le Origini e la Diffusione dell'Associazione

Le origini degli Araldi del Vangelo (EP) risalgono agli anni Sessanta, quando un gruppo di giovani cattolici di São Paulo, in Brasile, con a capo João Scognamiglio Clá Días, Pedro Paulo de Figueiredo e Carlos Alberto Soares Corrêa, iniziarono a ritrovarsi per discutere, riflettere e pregare insieme. Questa esperienza, che si sviluppò nel corso di qualche decennio coinvolgendo altre persone, fece maturare in loro il desiderio di perseguire la perfezione cristiana e l’aspirazione ad annunciare il Vangelo.

In risposta all’appello di Papa Giovanni Paolo II ai fedeli laici di lanciarsi con coraggio nell’opera della nuova evangelizzazione, essi diedero vita all’associazione Arautos do Evangelho, eretta canonicamente nel 1999 dal Vescovo di Campo Limpo. Nel giro di pochi anni, l'associazione si diffuse in vari altri Paesi. Gli EP si prefiggono di essere strumento di santità nella Chiesa, favorendo l’intima unità tra fede e vita e operando per l’evangelizzazione delle realtà temporali, soprattutto mediante l’arte e la cultura.

Foto di gruppo di membri degli Araldi del Vangelo nella loro divisa ufficiale

Il loro apostolato, le cui modalità vengono adeguate ai diversi ambienti, privilegia l’animazione parrocchiale, l’evangelizzazione delle famiglie, la formazione catechetica e culturale dei giovani e la divulgazione della stampa religiosa. Ampio spazio è riservato all'organizzazione di rappresentazioni artistiche (musica, teatro) nelle chiese, nei collegi, negli ospedali, nelle fabbriche, negli uffici e nelle carceri.

La pedagogia dell’associazione punta a favorire una vita interiore fortemente radicata nell’Eucaristia, nella devozione alla Vergine Maria e nella fedeltà al Successore di Pietro. All’associazione si può aderire come membri associati, collaboratori (famiglie o religiosi che sviluppano il carisma dell’associazione nei rispettivi ambienti) e membri onorari. Tutti sono raggruppati nei diversi Paesi in fraternità maschili e femminili, che hanno un governo proprio eletto dall’Assemblea e sono coordinate da un Consiglio regionale.

Gli Araldi del Vangelo contano oltre 4.000 membri a vita comune e sono presenti in 50 Paesi così distribuiti: Africa (8), Asia (6), Europa (13), Nordamerica (12), Oceania (1), Sudamerica (10). Le famiglie impegnate in opere di evangelizzazione sono circa 40.000. Il movimento spirituale, nato in Brasile, è presente in 78 Paesi con 4.000 membri e alle loro attività, come riporta il sito del Dicastero per i Laici, fa riferimento oltre un milione di persone.

Gli Araldi del Vangelo avevano trovato piena legittimazione canonica nella Chiesa durante i pontificati di San Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI. Quest'ultimo, oltre ad approvarne la società clericale e il ramo femminile nel 2009, li aveva pubblicamente elogiati nel libro-intervista "Luce del mondo".

Il Legame con la TFP e la Nascita dei Rami Consacrati

L'associazione si presenta come "strumento di santità nella Chiesa favorendo l’intima unità tra fede e vita e operando per l’evangelizzazione delle realtà temporali, soprattutto mediante l’arte e la cultura". Gli Araldi del Vangelo sono stati descritti come "integralisti figli della scissione interna di Tradizione Famiglia e Proprietà (TFP)", associazione fondata negli anni ’50 in Brasile dal pensatore cattolico Plinio Corrêa de Oliveira, meglio conosciuto come «dottor Plinio». Alla morte di Plinio nel 1995, la TFP si era smembrata e da un suo ramo divenuto completamente autonomo erano nati gli Araldi del Vangelo.

Dall'associazione sono nate la Società di vita apostolica clericale “Virgo Flos Carmeli” e la Società di vita apostolica femminile “Regina Virginum”, entrambe fondate da Monsignor João Scognamiglio Clá Dias. I preti di Virgo flos Carmeli sono oltre il centinaio, una ventina i diaconi, circa duecento i seminaristi. Gli Araldi sono un’Associazione internazionale di fedeli (per questo la disposizione nei loro confronti è presa in accordo con il Dicastero dei laici) che, da laici, vivono i consigli evangelici (i voti).

Molto caratteristici sono l’invito alla perfezione negli atti interiori ed esteriori e la cura della musica come espressione della bellezza che salva. I numeri forniti da qualche anno indicano: in Brasile 1.360 consacrati (con voti non pubblici) e 680 consacrate. Fuori del Brasile sono 760.

L'Inchiesta Vaticana e le Dimissioni del Fondatore

Il “film” degli Araldi del Vangelo è stato oggetto di una investigazione da parte del Vaticano. L’ultimo capitolo di questa vicenda sono state le dimissioni di Monsignor João Scognamiglio Clá Dias, 77 anni, capo degli Araldi. Monsignor Clá ha mantenuto l’incarico di superiore fino ad undici giorni prima dell’avvio dell’indagine della Congregazione per la Vita consacrata. Si era dimesso con una lettera, resa pubblica, in cui spiegava in linea generale i motivi della sua scelta senza entrare però nel merito dell’approfondita inchiesta che coinvolgeva l’Istituto.

Le Controversie e le Accuse: Pratiche Esoteriche e Culto della Personalità

In questi mesi, gli Araldi del Vangelo sono stati oggetto di una investigazione da parte del Vaticano. Alcuni video hanno mostrato Monsignor Clá Dias intento a dirigere strane riunioni dove si praticano esorcismi assortiti e culti idolatrici vietati dalla Chiesa. Tra le accuse più inquietanti, i membri dell’associazione darebbero credito a stravaganti teorie millenariste, sostenendo che la Madonna di Fatima annuncierebbe la fine di questo mondo, corroborate dalla testimonianza di Satana in persona, convocato all’occorrenza negli esorcismi.

Un aspetto che ha fatto "perdere la pazienza della Santa Sede" è stato il riferimento a Papa Francesco come "strumento del Diavolo", affermazione che sarebbe stata "confermata" da Satana stesso. Dai dialoghi e dalle testimonianze emerge un certo millenarismo: gli Araldi sarebbero convinti che, grazie alla Vergine di Fatima, stia per avvenire una sorta di fine del mondo che vedrà trionfare Monsignor João Scognamiglio Clá Dias.

Nel dialogo, i preti raccontano di esorcismi nei quali il diavolo annuncia che lo stesso fondatore diventerà Papa («Le chiavi pontificie sono nelle mani del demonio ma stanno per passare nelle mani» di Monsignor Scognamiglio) e che le forze sataniche lo temono più di ogni altro al mondo. Un demonio, attraverso la persona esorcizzata, avrebbe detto: «Buttami pure addosso acqua santa, ma non acqua passata per le mani di Monsignor João».

Rappresentazione di un esorcismo in un contesto religioso

In un video circolato nel 2017, Monsignor Clá Dias instaurava un dialogo, a tratti surreale, con una sessantina di suoi sacerdoti e praticava rituali esorcistici auto-prodotti. In una scena di particolare risalto, durante uno dei colloqui, Clá Dias estraeva un plico contenente la trascrizione di un botta e risposta tra un sacerdote e il diavolo nel corso di un esorcismo. Le parole trascritte contenevano diverse farneticazioni: il fatto che il «dottor Plinio», dal cielo a fianco alla Vergine Maria, fosse autore del cambiamento climatico e dell’aumento del caldo; presunte profezie di un meteorite che si sarebbe schiantato nell’Oceano Atlantico radendo al suolo il nord America; l’annuncio della scomparsa di Papa Francesco che sarebbe «morto cadendo» e che sarebbe stato sostituito dallo stesso Clá Dias. Tali dialoghi, ai limiti dell’assurdo, non venivano obiettati, anzi, tutto sembrava essere avvallato, e si evinceva che le questioni venissero poste «per ordine di Monsignor Clá».

Un'altra accusa riguarda la venerazione di una versione trinitaria peculiare composta dal fondatore Plinio Corrêa de Oliveira, da sua madre Donna Lucilia (considerata quasi una santa) e dallo stesso Clá Dias. Questo culto andrebbe ben oltre quello della personalità.

Oltre a queste, sono state riscontrate "brutte anomalie" come gli abusi di potere, il controllo psicologico sui membri fino a praticare degli strani esorcismi sui ragazzini capaci di creare in loro suggestioni e traumi, per arrivare ad una sorta di vassallaggio tra il chierico e il fedele. Le registrazioni mostrano il momento in cui i responsabili dei rituali schiaffeggiano adolescenti e bambini nella testa. Si aggiunge anche l'abuso della credulità popolare, visto che si inducevano i fedeli a credere che persino i cambiamenti climatici sono il frutto del demonio. Le assurdità che circolavano ruotavano attorno ai messaggi che arrivavano dall'aldilà dal defunto Plinio Correa de Oliveira, secondo cui l'origine dei cambiamenti climatici e del buco nell'ozono è il diavolo.

Il Commissariamento Pontificio e le sue Motivazioni

L'avvio delle indagini da parte del Vaticano inizia due anni prima del commissariamento, quando un ex-araldo, Alfonso Beccar Varela, diffuse dei filmati controversi riguardo alle attività del movimento. Gli Araldi hanno denunciato Varela di aver diffuso video coperti dal diritto d'autore, ma l'ex-araldo si è difeso dicendo di averlo fatto per denunciare l'organizzazione.

La decisione di sottoporre a osservazione gli Araldi del Vangelo e le due Società di vita apostolica (clericale “Virgo Flos Carmeli” e femminile “Regina Virginum”) è stata resa nota dalla Congregazione per gli Istituti di vita consacrata. Già nel 2017, la Congregazione aveva indetto una visita apostolica. Dopo oltre due anni di indagini e dopo aver «attentamente studiato» le conclusioni dei visitatori, e sopratutto dopo aver ottenuto l’approvazione del Papa, il Dicastero per la Vita consacrata ha riscontrato tutti gli elementi che hanno portato alla decisione del commissariamento.

Le motivazioni ufficiali del commissariamento includono «carenze» riguardanti lo stile di governo, la vita dei membri del Consiglio, la pastorale vocazionale, la formazione delle nuove vocazioni, l’amministrazione, la gestione delle opere e il reperimento delle risorse. L'intervento è stato disposto dalla Congregazione per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica. Il commissario pontificio nominato è il cardinale Raymundo Damasceno Assis, coadiuvato da Monsignor José Aparecido Gonçalves de Almeida e da Suor Marian Ambrosio.

Il commissariamento implica anche il controllo sull'amministrazione dei beni che, a quanto si dice, sia piuttosto ingente, frutto di donazioni e lasciti importanti da parte di famiglie benestanti brasiliane. I pregiudizi accumulati hanno portato a conseguenze come il fatto che quasi trenta diaconi non possono essere ordinati sacerdoti, sette classi di seminaristi non hanno ancora potuto accedere al diaconato e a molti altri membri è impedito di emettere i voti perpetui o temporanei. A questo si aggiungono gli aspiranti che non possono essere ammessi e gli adolescenti, con le rispettive famiglie, che hanno visto vanificate le loro aspirazioni con la sospensione del progetto educativo promosso dagli Araldi del Vangelo.

La notizia della pubblicazione del libro “Il Commissariamento degli Araldi del Vangelo” si è diffusa sui media internazionali. Questo lavoro, elaborato da una commissione di Araldi con preparazione accademica e supportato da una solida documentazione, si pone come un dovere di giustizia e un atto di legittima difesa, data la prolungata situazione e i sospetti infondati. Il libro, tuttavia, non è un attacco o una protesta, né mira a danneggiare alcuno.

In risposta alle polemiche, gli Araldi avevano provato a rispondere dicendo che si trattava del video di una riunione intima destinata ad uso privato e che i contenuti fossero stati estrapolati in maniera malevola da un ex membro. Tradizione Famiglia Proprietà, tramite il direttore dell’ufficio romano Juan Miguel Montes, ha rimarcato la netta distanza tra TFP e la sua “costola”, precisando che «gli Araldi del Vangelo non continuano il pensiero, le pratiche e l’azione che caratterizzarono Plinio Corrêa de Oliveira, fondatore morale di questa vasta famiglia spirituale; anzi essi si sono organizzati usando una denominazione che egli non conobbe prima del suo decesso nel 1995». Ha aggiunto: «Niente di simile a quanto si narra nei video e nelle notizie che in questi giorni girano sugli Araldi del Vangelo, accadde mai davanti al fondatore della Tfp brasiliana o in sua conoscenza in nessuna delle associazioni Tfp».

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