Il venticinquesimo anniversario della promulgazione del Catechismo della Chiesa Cattolica, avvenuta con la Costituzione apostolica Fidei depositum di san Giovanni Paolo II, a trent’anni dall’apertura del Concilio Ecumenico Vaticano II, rappresenta un’occasione significativa per riflettere sul cammino compiuto dalla Chiesa.
Le Origini e la Visione Conciliare
San Giovanni XXIII aveva desiderato e voluto il Concilio Vaticano II non primariamente per condannare gli errori, ma per permettere alla Chiesa di presentare la bellezza della sua fede in Gesù Cristo con un linguaggio rinnovato. Come affermava il Papa nel suo Discorso di apertura l’11 ottobre 1962: «E’ necessario che la Chiesa non si discosti dal sacro patrimonio delle verità ricevute dai padri; ma al tempo stesso deve guardare anche al presente, alle nuove condizioni e forme di vita che hanno aperto nuove strade all’apostolato cattolico».
Il compito della Chiesa è quello di “custodire” e “proseguire” la verità impressa nell’annuncio del Vangelo da parte di Gesù, affinché essa possa raggiungere la sua pienezza nei secoli. Questa è una grazia concessa al Popolo di Dio, ma anche un compito e una missione di cui portare la responsabilità: annunciare in modo nuovo e più completo il Vangelo di sempre ai contemporanei.
Il Catechismo come Strumento di Fede e Dialogo
San Giovanni Paolo II, nel presentare il Catechismo della Chiesa Cattolica, sottolineava la sua importanza come strumento per:
- Tenere conto delle esplicitazioni della dottrina suggerite dallo Spirito Santo alla Chiesa nel corso dei tempi.
- Illuminare le situazioni nuove e i problemi emergenti con la luce della fede.
Il Catechismo si propone quindi come uno strumento essenziale per:
- Permettere ai credenti di crescere nella comprensione della fede, presentando loro l’insegnamento perenne della Chiesa.
- Avvicinare i contemporanei, con le loro problematiche specifiche, alla Chiesa, offrendo la fede come risposta significativa all’esistenza umana nel contesto storico attuale.
Non è sufficiente trovare un nuovo linguaggio per esprimere la fede di sempre; è necessario che la Chiesa possa esprimere le novità del Vangelo di Cristo, che, pur racchiuse nella Parola di Dio, non sono ancora pienamente manifestate, di fronte alle nuove sfide e prospettive dell’umanità.

La Conoscenza di Dio e l'Amore
La conoscenza di Dio non è primariamente un esercizio teorico della ragione, ma un desiderio profondo impresso nel cuore di ogni persona. È una conoscenza che proviene dall’amore, dall’incontro con il Figlio di Dio sulla propria strada. Gesù di Nazareth cammina con noi, introducendoci con la Sua parola e i Suoi segni nel mistero dell’amore del Padre. Questa conoscenza si rafforza nella certezza di sentirsi amati e inseriti in un disegno pieno di senso.
Il Catechismo si pone quindi come un’esperienza di conoscenza, fiducia e abbandono al mistero, illuminato dall’amore. Riprendendo il Catechismo Romano, esso orienta tutta la dottrina verso la carità, sottolineando che ogni virtù cristiana scaturisce dall’amore e trova in esso il suo fine ultimo.
Evoluzione Dottrinale: La Pena di Morte
Un tema che richiede uno spazio più adeguato e coerente nel Catechismo è la pena di morte. Non si tratta più solo di un ricordo storico, ma di un progresso nella dottrina, evidenziato dagli ultimi Pontefici, e di una mutata consapevolezza del popolo cristiano che rifiuta un atteggiamento consenziente verso una pena che lede gravemente la dignità umana.
Si afferma con forza che la condanna alla pena di morte è una misura disumana, contraria al Vangelo, poiché sopprime volontariamente una vita umana, sacra agli occhi del Creatore. Papa Francesco ha sottolineato che «la pena di morte è inammissibile perché attenta all’inviolabilità e dignità della persona» e ha promosso il suo impegno per la sua abolizione in tutto il mondo. Questo cambiamento è stato ufficializzato con un rescritto del cardinale Luis Ladaria il 1° agosto 2018, che ha approvato la nuova redazione dell’articolo 2267 del Catechismo.
Nei secoli passati, la pena di morte poteva apparire come una conseguenza logica dell’applicazione della giustizia in un contesto di minore maturità sociale e di limitati strumenti di difesa. Purtroppo, anche lo Stato Pontificio vi fece ricorso, trascurando il primato della misericordia sulla giustizia. Oggi si riconosce che tali mezzi erano dettati da una mentalità più legalistica che cristiana, focalizzata sulla conservazione dei poteri e delle ricchezze materiali, piuttosto che su una profonda comprensione del Vangelo.
Questo sviluppo dottrinale non è una contraddizione con l’insegnamento del passato, ma un’armonizzazione coerente con la difesa della dignità della vita umana dal concepimento alla morte naturale. Come ricordava san Vincenzo di Lérins, la Chiesa progredisce nella sua dottrina, nella sua vita e nel suo culto, trasmettendo a tutte le generazioni ciò che è e ciò che crede.

La Tradizione Viva della Chiesa
La Costituzione dogmatica Dei Verbum del Vaticano II afferma che «La Chiesa nella sua dottrina, nella sua vita e nel suo culto perpetua e trasmette a tutte le generazioni tutto ciò che essa è, e tutto ciò che essa crede». La Tradizione è una realtà viva, e il “deposito della fede” non è un concetto statico. La Parola di Dio è una realtà dinamica, che progredisce e cresce, non può essere conservata senza progredire, né legata a una lettura rigida e immutabile, senza umiliare l’azione dello Spirito Santo.
Dio, che ha parlato nei tempi antichi, «non cessa di parlare con la Sposa del suo Figlio». L’11 ottobre 1992, Giovanni Paolo II presentava il nuovo Catechismo della Chiesa Cattolica a tutto il popolo di Dio, come frutto di un’impresa coraggiosa.
La Preparazione e l'Approvazione del Catechismo
La preparazione del Catechismo fu affidata nel 1986 a una Commissione di 12 cardinali e vescovi, presieduta dal card. Joseph Ratzinger, su richiesta del Sinodo straordinario dei vescovi del 1985. Il Sinodo aveva espresso il desiderio di un catechismo o compendio di tutta la dottrina cattolica, sia sulla fede che sulla morale, come punto di riferimento per i catechismi regionali, redatto in una sana dottrina adatta alla vita attuale dei cristiani.
Come dopo il Concilio di Trento il Catechismo Romano servì da riferimento per l’insegnamento della dottrina cattolica, così dopo il Vaticano II si avvertì la necessità di un nuovo testo complessivo, coerente con il Concilio e attento alla situazione contemporanea. L’impresa fu molto ardua, e diversi catechismi locali erano stati pubblicati nel frattempo.
Il Catechismo della Chiesa Cattolica fu approvato in prima stesura da papa Giovanni Paolo II con la costituzione apostolica Fidei Depositum (11 ottobre 1992) e in forma definitiva il 15 agosto 1997 con la lettera apostolica Laetamur Magnopere.
Il Concetto di Catechismo nella Storia della Chiesa
I libri di istruzione religiosa esistono fin dal tempo dei Padri della Chiesa. Il termine "catechismo" entrò in uso nel XVI secolo con i testi di Martin Lutero (1529). Il Concilio di Trento promosse un catechismo diretto ai parroci per contrastare la Riforma protestante, promulgato da papa Pio V.
Fino al Catechismo attuale, non ci sono stati altri catechismi "universali", ma solo catechismi locali. Il Catechismo di san Pio X conserva il suo valore, e nel 2005 è stato pubblicato il suo Compendio, una sintesi redatta da una commissione speciale presieduta dal cardinale Joseph Ratzinger.
Il Catechismo della Chiesa Cattolica, pur essendo un testo di riferimento, non è rigido e immutabile, poiché la Chiesa continua il suo cammino nella storia con l’assistenza dello Spirito Santo. L’articolo 2267 sulla pena di morte è un esempio di come le formulazioni del Catechismo possano essere oggetto di discussione e aggiornamento.
La Struttura del Catechismo
Il Catechismo della Chiesa Cattolica è strutturato in quattro parti principali, che seguono un ordine tradizionale:
- La professione della fede (il Credo, articolato nel Simbolo degli Apostoli e nel Credo Niceno-Costantinopolitano, che ripercorre la storia della salvezza).
- La celebrazione del mistero cristiano (la Liturgia e i Sacramenti, con particolare enfasi sull’Eucaristia).
- La vita in Cristo (l’agire cristiano, basato sui Comandamenti, che include la dignità della persona umana, la giustizia, la grazia e le opere giuste).
- La preghiera cristiana (il Padre Nostro come modello di ogni orazione, con riferimenti ai Salmi e alla preghiera biblica).
Questa struttura quadripartita, ripresa dal Catechismo Romano, permette di presentare in modo organico l’insegnamento della Chiesa.
01 Presentazione del Catechismo della Chiesa Cattolica
Il Catechismo come Sfida al Relativismo Culturale
Il cardinale Avery Dulles ha definito il Catechismo della Chiesa Cattolica «la sfida più audace offerta al relativismo culturale che oggi minaccia di erodere i contenuti della fede cattolica». In un’epoca di profondo attacco culturale da parte di ideologie che hanno cercato di espellere il cristianesimo dalla vita pubblica, il Catechismo offre gli strumenti per orientarsi, vincere i dubbi e seguire con serenità le indicazioni del Magistero.
Il Catechismo è un dono prezioso, profondamente radicato nella Sacra Scrittura e nella tradizione apostolica, ma anche rivolto al futuro e a tutti, perché chiama in causa Gesù Cristo, Signore di tutti.
La Critica e l'Accoglienza del Catechismo
Nonostante il suo valore, il Catechismo ha suscitato dibattiti e critiche. Alcuni teologi cristiani ortodossi hanno espresso apprezzamenti, pur non condividendone l’intero contenuto. Cattolici tradizionalisti sostengono che alcuni insegnamenti contrastino con la teologia tradizionale, rifacendosi al Catechismo di Pio X.
Alcuni critici hanno definito il Catechismo come un elenco di peccati o un testo statico e dogmatico, non sufficientemente attualizzato. Tuttavia, la sua vasta diffusione e la passione con cui è diventato oggetto di dibattito, anche al di fuori degli ambienti cattolici, dimostrano la sua importanza e la sua capacità di intercettare il problema essenziale dell’uomo: come vivere una vita giusta e degna.
La preparazione del Catechismo è stata un’impresa collettiva, che ha coinvolto vescovi, sacerdoti e laici di tutto il mondo, con l’obiettivo di presentare la verità cattolica in un linguaggio più rispondente alle esigenze del mondo d’oggi, senza però tradire la perenne verità cristiana.