Contesto e Ubicazione
Il Santuario della Madonna delle Grazie si trova all'interno del centro storico di Iglesias, un gioiello sardo ricco di storia. L'edificio è situato a ridosso della cinta muraria aragonese, in prossimità dell'antica porta denominata "porta nuova". La facciata della Madonna delle Grazie qualifica in senso estetico uno degli angoli più suggestivi di questo borgo storico.

Storia e Architettura
Non è possibile precisare con esattezza la data di edificazione della chiesa, in quanto non esistono testimonianze sull'impianto gotico, che è ascrivibile alla fine del XIII secolo. All'epoca, l'edificio venne inizialmente intitolato a San Saturno, per poi essere dedicato alla Madonna delle Grazie.
Dell'originario edificio in forme romanico-gotiche, databile alla fine del XIII secolo, rimangono il prospetto e tratti della muratura laterale dell’impianto mononavato. Costruito in pietra sedimentaria, l'edificio era a navata unica con abside; tuttavia, oggi dell'impianto originario sopravvive solo la facciata, mancante del terminale.
L'interno subì profonde trasformazioni alla fine del XVI secolo. L'originaria copertura a capriate venne sostituita con archi diaframma a sesto acuto, che ora sostengono gli spioventi lignei. Il nuovo vano presbiteriale, a pianta quadrata, venne coperto con una volta stellare. Sul lato destro dell'aula furono aperte due cappelle, mentre quella sul lato sinistro è oggi obliterata.
La Facciata e il Campanile
La facciata della chiesa si presenta divisa in due ordini principali, separati da una teoria di archetti con ghiera semicircolare semplice, poggianti su peducci decorati con motivi ornamentali vari, tra i quali si osserva la prevalenza del soggetto vegetale.
L'ordine inferiore è suddiviso in tre specchi da lesene semiesagonali. Nello specchio centrale si trova il portale, sormontato da un architrave decorato a motivi vegetali che poggia su due capitelli ugualmente ornati. L'arco di scarico, a tutto sesto, ospita al suo interno una lapide datata 1620. Le estremità del "sopracciglio" dell'arco poggiano su due mensole scolpite. Un portale ligneo con arco a tutto sesto, poggiante su peducci rappresentanti un giglio e un orso, è una caratteristica distintiva.
Del secondo ordine rimane la sola monofora ad arco acuto, caratterizzata da una ghiera molto elaborata la cui parte interna terminale è trilobata, che in passato conservava una bifora gotica con vetrate policrome. La sommità della facciata è piana e culmina con un campanile a vela di epoca rinascimentale, affiancato da volute a dorso di delfino.

L'Interno
L'interno della chiesa ha una pianta ad aula mononavata, divisa in sei campate delimitate da archi diaframma a sesto acuto, che sostengono la copertura in legno con travi a vista. Alcune cappelle sono state ricavate nelle spesse murature perimetrali; tra queste, solo l'ultima a sinistra, prima del presbiterio, è dotata di altare marmoreo ed è praticabile. Nell’ultima campata si aprono altre due piccole cappelle laterali.
Il presbiterio, rialzato rispetto all'aula, è caratterizzato da un tamburo ottagonale con quattro finestre e una cornice dentellata, che funge da elemento di raccordo con la cupola rinascimentale. Si segnala la particolare decorazione della ghiera dell'arcata che introduce al presbiterio, il cui sesto è leggermente ribassato. Una serie di cassettoni ospita motivi decorativi di tipo vegetale e marino, per lo più rosette e conchiglie, di tipo rinascimentale.
Nella seconda campata, sul lato sinistro, si trova la grata con una piccola porta che serviva per la comunione delle monache Clarisse dell’annesso monastero, poi soppresso. Sulla parete destra della quinta campata, in basso e inserita nel muro, si trova un'iscrizione funebre in memoria del sacerdote cappuccino Benedetto da Iglesias, morto nel 1713.

Viaggio virtuale nel Santuario della Visitazione
Opere d'Arte
Attualmente, esposte alla venerazione e disposte nelle pareti della navata, si trovano alcune tele di notevole interesse artistico e storico. Tra queste, meritano menzione i quadri raffiguranti rispettivamente San Saturno e la Vergine con Bambino. Il primo è opera di un pittore ignoto ed è riconducibile ai secoli tra la fine del XVI e l'inizio del XVII.
Tradizione e Devozione
La Festa di Nostra Signora delle Grazie, un appuntamento centrale per la comunità, si celebra la seconda domenica di luglio di ogni anno, richiamando fedeli e visitatori a Iglesias.
Storia degli Studi
La chiesa di Nostra Signora delle Grazie è stata oggetto di attenzione da parte di numerosi studiosi, in particolare nel XX secolo. Dionigi Scano, Roberto Coroneo e Gianni Murtas hanno fornito importanti contributi per l'inquadramento delle sue vicende costruttive nel contesto storico, artistico e culturale di appartenenza. Anche Giovanni Zedda e Filippo Pili si sono interessati all'aspetto devozionale del santuario.