La Devozione al Preziosissimo Sangue di Cristo

Quando sentiamo la parola “devozione”, potremmo immaginare qualcosa di lontano, storico o simbolico. Tuttavia, ogni luglio, la Chiesa ci invita ad approfondire un profondo mistero: il Sangue di Cristo, versato sulla Croce e donato con amore per la redenzione del mondo. Questa devozione trascende il semplice ricordo della sofferenza di Cristo e ci chiama a riconoscere e a ricevere il potere continuo del suo sangue nelle nostre vite, nella Chiesa e nel nostro mondo spesso ferito.

Icona del Cristo in Croce con il Preziosissimo Sangue

Le Radici Teologiche e Storiche

L'Origine Scritturale e Patristica

La meditazione sul Sangue di Cristo ha origine nella Scrittura e riecheggia nei Padri della Chiesa. Testi biblici fondamentali ne attestano il valore redentivo. Ad esempio, è scritto: "Siete stati riscattati... non con cose deperibili come l'argento o l'oro, ma con il sangue prezioso di Cristo, come di un agnello immacolato e senza macchia". Un altro passo cruciale afferma: “Perché questo è il mio sangue dell'alleanza, che sarà sparso a favore di molti per il perdono dei peccati”.

Il Sangue Divino del Cristo Incarnato

Ogni buon cristiano dovrebbe fissare spesso lo sguardo al Sangue che gronda dalle piaghe di Gesù Crocifisso e, durante la Santa Messa, contemplare con devozione il calice consacrato che il sacerdote leva in alto. Ma nel far ciò non dovrebbe fermarsi a considerare unicamente le sofferenze del Redentore, bensì riflettere che quel Sangue, sgorgato dalle vene di Gesù, è Sangue Divino, cioè il Sangue di Dio. La ragione fondamentale del culto al Preziosissimo Sangue è tutta qui: il Sangue Prezioso è il Sangue del Dio Incarnato e perciò noi lo adoriamo. Infatti è di fede che nella Persona di Gesù Cristo si sono unite due nature: quella divina e quella umana, perciò il Sangue ch’egli ha versato è Sangue divino ed umano, perché Sangue di Gesù vero Dio e vero Uomo. Questo rappresenta un grande mistero incomprensibile ad ogni mente creata. Se non possiamo comprendere questo mistero, una cosa possiamo e dobbiamo capire, e cioè che Dio ha voluto prendere la nostra umanità e versare il suo Sangue per salvarci: «Per la nostra salvezza discese dal cielo e si fece uomo». Egli è degno perciò di ricevere gloria e benedizioni dalle anime nostre, ed è degno di tutto il nostro amore.

Sviluppo della Devozione e Celebrazioni

La venerazione del Preziosissimo Sangue si approfondì nel corso dei secoli: santi e mistici come San Bernardo, Santa Caterina da Siena e Santa Gertrude la Grande scrissero con profondo amore del suo potere. Luglio, un periodo in cui la natura pulsa di vita, simboleggia la vita che scaturisce dal sacrificio di Cristo. Questo mese segue la dedicazione di giugno al Sacro Cuore, invitando i credenti a passare dalla meditazione dell'amore di Cristo all'esperienza del suo Sangue redentore.

Un momento significativo per l'istituzione della festa fu durante un periodo di guerra. Merlini suggerì al Pontefice di istituire una festa universale del Preziosissimo Sangue per chiedere l’aiuto divino per porre fine alla guerra e riportare la pace a Roma. La guerra finì presto, e il Papa poco dopo, fece ritorno a Roma. Il 10 agosto rese ufficiale la sua dichiarazione con il decreto “Redempti sumus” e proclamò che la prima domenica di luglio venisse dedicata al Preziosissimo Sangue di Gesù Cristo.

Organizzazioni e Promotori della Devozione

La Pia Unione del Preziosissimo Sangue in Sant'Enea, Perugia

A Perugia, la Pia Unione del preziosissimo sangue in Sant'Enea ebbe la sua sede e operò tra il 1868 e il 1966, periodo desunto dalla documentazione. La Pia unione fu eretta l’8 marzo 1868 e fu poi dichiarata aggregata all’Arciconfraternita di Roma con lettera del direttore generale dei missionari del preziosissimo sangue del 19 gennaio dello stesso anno. La documentazione ne attesta l’attività fino al 1966. La sua condizione giuridica era quella di un ente privato e associazione della chiesa cattolica, collegata al profilo istituzionale della Confraternita (sec. XII) con un ambito territoriale nell'Arcidiocesi di Perugia e Città della Pieve.

L'Unione Sanguis Christi (USC)

L’Unione Sanguis Christi (USC) venne fondata a Roma, presso la basilica di San Nicola in Carcere, dal canonico Francesco Albertini, che la denominò “Pia Associazione in onore del Preziosissimo Sangue”. Nata primariamente per promuovere la cultura religiosa, la vita sacramentale e le opere di misericordia tra i fedeli laici, l’associazione venne eretta ad Arciconfraternita da Pio VII e in breve tempo si allargò anche ai religiosi e ai sacerdoti. San Gaspare del Bufalo, che la considerava un valido strumento per il rinnovamento della vita cristiana, ne divenne il più grande promotore e quando fondò la Congregazione dei Missionari del Preziosissimo Sangue, nel 1815, la considerò spiritualmente unita all’Arciconfraternita.

Nel 1851, Pio IX eresse la Pia Unione del Preziosissimo Sangue, che staccò da San Nicola in Carcere e pose alla diretta dipendenza del Moderatore generale dei Missionari con sede nella chiesa primaria della Congregazione. Nel 1951 Pio XII riconfermò la sua organizzazione e ne approvò i nuovi statuti, che sarebbero stati aggiornati dopo il Concilio Vaticano II.

L’USC, famiglia spirituale cresciuta attorno all’attività di san Gaspare del Bufalo, si prefigge di diffondere la spiritualità del sangue di Cristo, secondo la regola di vita sintetizzata nelle parole evangeliche: «Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici» (Gv 15, 13). Per rispondere a questo ideale di santità, i membri, ammessi nell’Unione dopo un congruo periodo di formazione, si dedicano all’ascolto della Parola di Dio, portano a maturazione la grazia battesimale attraverso la frequente partecipazione ai sacramenti dell’Eucaristia e della Riconciliazione, e si associano al culto pubblico della Chiesa mediante la celebrazione della liturgia delle Ore, che prepara e prolunga alle diverse ore del giorno la lode, il ringraziamento e la memoria dei misteri della salvezza. Essi collaborano anche all'edificazione della Chiesa e operano per la sua unità e la diffusione del regno di Dio nel mondo.

L’USC, che comprende fedeli singoli (laici, religiosi, sacerdoti) o associati (congregazioni religiose, associazioni, confraternite), è organizzata a livello internazionale, regionale e locale. Il Direttore centrale dell’Unione è il Moderatore generale dei Missionari del Preziosissimo Sangue che, con il suo Consiglio, è responsabile dell’animazione dell’associazione, cura la diffusione della spiritualità del sangue di Cristo e favorisce la comunicazione di esperienze tra le varie unità regionali. Le opere dell’Unione sono rivolte principalmente all’approfondimento e alla divulgazione della spiritualità dell’associazione. A Roma, l’associazione, insieme ai Missionari del Preziosissimo Sangue, anima il Centro Studi Sanguis Christi che cura la ricerca teologica della spiritualità del Sangue di Cristo, con varie pubblicazioni.

Santa Maria De Mattias

Un’anima veramente prediletta dal Sangue di Gesù fu Santa Maria De Mattias, nata a Vallecorsa (FR) il 4 febbraio 1805 e morta a Roma il 20 agosto 1886. Ascoltando le parole di S. Gaspare del Bufalo, decise di dedicarsi alla vita religiosa, ma quando andò a chiedere consiglio al santo missionario, questi, per divina ispirazione, le disse che il Signore la chiamava ad altra missione e l’affidò alla direzione spirituale del Venerabile D. Giovanni Merlini, anch’egli missionario. Lasciò la famiglia e si recò ad Acuto nel Lazio, dove, dopo molte difficoltà, aprì la prima casa e scuola delle Suore Adoratrici del Sangue di Cristo. Fra privazioni, lotte e sofferenze, fondò nuove case e nuove scuole per l’educazione e l’istruzione cristiana della gioventù femminile. Non solo fu devotissima del Preziosissimo Sangue, ma spese tutta la sua vita a diffonderne il culto nel popolo. Alle sue suore ripeteva spesso: «Non si allontani mai il vostro cuore da quella fonte perenne che scaturisce dalla piaga amorosa del costato di Gesù Crocifisso, nostro sposo; qui avremo raddolcite le nostre fatiche fatte per amore di Dio». Fu beatificata da Pio XII nell’Anno Santo 1950 e canonizzata nel 2003 da Papa S. Giovanni Paolo II. Il suo corpo riposa nella Chiesa del Preziosissimo Sangue, che sorge a Roma, nel quartiere Latino Via Santa Maria De Mattias, 10.

Ritratto di Santa Maria De Mattias

Reliquie e Rappresentazioni Artistiche

L'Antica Reliquia di Mantova e San Longino

L’origine della devozione al Preziosissimo Sangue affonda le sue radici anche in tradizioni legate a reliquie significative. Una di queste, custodita nella chiesa di San Nicola in Carcere a Roma, era, secondo la tradizione, un lembo del mantello del Centurione che trafisse il Crocifisso con la lancia per verificarne la morte. Un ruolo importante lo ebbe anche il centurione, che molti hanno identificato in Longino, che trafisse il costato di Gesù. Secondo un’antica tradizione, Longino avrebbe raccolto in un vaso il sangue che sgorgò dalla ferita e cadde a terra. Egli, convertitosi, fuggì in Italia e si sarebbe fermato a Mantova nel 37 d.C. In questo luogo, fu edificata la Basilica di Sant'Andrea, che custodisce un'insigne reliquia.

La Mostra "Il Preziosissimo Sangue - da Mantegna a Canova" a Mantova

In occasione del Giubileo della Speranza indetto da Papa Francesco per l’anno 2025, la Diocesi di Mantova presenta la mostra “Il Preziosissimo Sangue - da Mantegna a Canova”, ospitata presso il Museo Diocesano Francesco Gonzaga. Questo evento, che si terrà da sabato 8 marzo 2025 a domenica 25 maggio 2025, offre un’opportunità unica per esplorare il profondo legame tra arte e fede attraverso i secoli.

La mostra si articola in un percorso storico-artistico che accompagna i visitatori alla scoperta di capolavori provenienti dalla Basilica di Sant’Andrea e di opere legate al culto del Preziosissimo Sangue. Tra le opere esposte, spiccano quelle di maestri come Andrea Mantegna e Antonio Canova, che hanno contribuito a definire l’identità artistica e spirituale di Mantova. Il percorso espositivo si sviluppa attraverso nove tappe distribuite nelle sale del museo, offrendo una visione approfondita delle tradizioni religiose e dell’evoluzione artistica della città. I visitatori possono ammirare una selezione di dipinti, sculture, reliquiari e altri manufatti sacri che testimoniano la devozione e la maestria artigianale del passato. Parallelamente, nella cripta della concattedrale di Mantova, è possibile venerare l'insigne reliquia del Preziosissimo Sangue, custodita dalla diocesi da oltre 1200 anni. Questa reliquia rappresenta un simbolo di speranza e fede per la comunità mantovana e per i pellegrini che giungono da ogni parte del mondo. La mostra non solo celebra il patrimonio artistico e religioso di Mantova, ma invita anche i visitatori a riflettere sul significato profondo del sangue di Cristo nella tradizione cristiana, sottolineando il messaggio universale di redenzione e speranza.

Manifesto o immagine rappresentativa della mostra

La Pratica della Devozione

Ogni luglio, la Chiesa ci invita ad approfondire questo profondo mistero: il Sangue di Cristo, versato sulla Croce e donato con amore per la redenzione del mondo. Ci chiama a riconoscere e a ricevere il potere continuo del suo sangue nelle nostre vite, nella Chiesa e nel nostro mondo spesso ferito.

Preghiere e Riflessioni

La devozione al Preziosissimo Sangue invita a un'intima riflessione sul sacrificio di Cristo. Una preghiera semplice, ma potente, recita: “O Gesù, attraverso il preziosissimo Sangue che hai versato per me, ti offro questo giorno - le mie gioie, le mie lotte, il mio lavoro, il mio riposo. Fa' che il tuo Sangue copra me e tutti coloro che amo. Amen”. Questa devozione ci spinge a chiederci: Quanto mi costa l'amore? Quanto è costato a Gesù? Lasciate che questo riconoscimento approfondisca l'amore sacrificale, il perdono e la fedeltà. L'amore non è facile e il Preziosissimo Sangue ci mostra che il vero amore comporta sacrifici. Si prega anche: “Per il tuo sangue prezioso, Signore Gesù, abbi pietà di noi e del mondo intero”, offrendolo per le persone che soffrono, per le nazioni distrutte e per coloro che sono lontani da Dio.

Forse ci sono cose nella tua vita che ancora causano vergogna o senso di colpa - cose che hai fatto o che ti sono state fatte. Il Sangue Prezioso di Gesù non è solo un simbolo di perdono, è il perdono stesso. Questo mese, è un'opportunità per andare a confessarsi, chiedendo a Gesù di lavare via i peccati. Come affermava Giovanni XXIII nella sua lettera apostolica Inde a Primis (1960, 30 giugno), e ribadito in meditazioni come il Discorso dell'Angelus di Benedetto XVI (2009, 5 luglio), "Il sangue di Cristo purifica la nostra coscienza dalle opere morte per servire il Dio vivente". San Gaspare del Bufalo scrisse: “La devozione al sangue di Cristo, apre le porte della divina misericordia; se i popoli ritornano nelle braccia della misericordia e si mondano nel sangue di Gesù Cristo, tutto il rimanente facilmente si accomoda.”

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