Reintroduzione e Migrazione dell'Ibis Eremita in Europa

Nelle ultime settimane, nei cieli di Alto Adige, Veneto, Romagna e Toscana, in alcuni casi si è potuto assistere a uno spettacolo inconsueto: due paraplani, piccoli mezzi aerei simili a parapendii ma dotati di motore, seguiti da più di venti uccelli neri. Questi sono gli ibis eremita, protagonisti di un ambizioso progetto di reintroduzione che mira a ristabilire una specie migratrice estinta in Europa.

Foto di un paraplano che guida uno stormo di ibis eremita in volo

L'Ibis Eremita: Caratteristiche e Storia di una Specie Minacciata

Gli ibis eremiti (Geronticus eremita, in tedesco Waldrapp) sono una delle poche specie di ibis a vivere in Europa. Il loro piumaggio è nero, con riflessi verde-violetto sulle ali, e non presentano dimorfismo sessuale evidente, anche se i maschi sono in media più grandi. Si possono però distinguere facilmente gli uccelli più giovani da quelli adulti: i primi hanno la testa coperta da piume grigie, che perdono crescendo. La testa è rossastra e priva di piume, mentre la cresta "spettinata" conferisce loro un aspetto inconfondibile. Il becco è lungo e ricurvo verso il basso.

Sono uccelli sociali che vivono in colonie che in passato contavano anche migliaia di individui e tendenzialmente si spostano in gruppo. Si salutano alzando e poi abbassando il collo, un movimento accompagnato dal loro verso più tipico, una specie di "chrrupp" difficilmente imitabile. I giovani ibis sono in generale «curiosi e con un temperamento amichevole». La loro dieta include invertebrati, piccoli rettili e anfibi, rendendoli totalmente innocui per le produzioni agricole.

Declino e Stato Attuale

Fino al Cinquecento, gli ibis eremiti si potevano vedere in Svizzera, nel sud della Germania, in Austria e in Ungheria, ma anche più a sud, in Spagna, in Italia, nei Balcani e in Grecia, a seconda delle stagioni. D'inverno probabilmente migravano in Nord Africa. Il declino è iniziato secoli fa e, dal XX secolo, la specie ha perso circa il 98% degli individui a causa di bracconaggio, distruzione degli habitat, pesticidi e disturbi alle rotte migratorie e alle colonie. Oggi è classificato come "criticamente minacciato" nella Lista Rossa dell'IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura).

Le popolazioni superstiti smisero di migrare e si rimpicciolirono a causa dell'interferenza umana. Oggi ne resta una sulla costa del Marocco, che grazie agli sforzi internazionali di conservazione conta circa 600 individui e da cui derivano gli ibis eremiti degli zoo, e un'altra nel sud-est della Turchia, composta da circa 250 uccelli. Le colonie selvatiche di Ibis Eremita con comportamento migratorio intatto erano ridotte, nella primavera del 2013, a un unico individuo presente nel Medio Oriente. Ciò significa che l'ibis eremita come specie migratrice era di fatto estinta in natura.

Mappa storica della distribuzione dell'ibis eremita in Europa

Il Progetto Waldrappteam e la Reintroduzione Guidata

L'idea di reintrodurre gli ibis eremiti in Europa, e farlo attraverso la migrazione a guida umana, si è sviluppata a partire dalla fine degli anni Novanta al Centro di ricerca Konrad Lorenz. Tutto cominciò con uno studio per capire le caratteristiche comportamentali degli ibis eremiti e con la creazione di una colonia sedentaria. Presto si osservò che in autunno gli uccelli avevano l'istinto a volare via, come i loro antenati, ma non sapevano dove andare: uno si allontanò verso i Paesi Bassi, un altro addirittura raggiunse San Pietroburgo, sbagliando completamente direzione.

A partire dagli anni Novanta l'imprinting era già stato sfruttato negli Stati Uniti per abituare oche e gru a seguire velivoli ultraleggeri, inizialmente per poter fare delle riprese aeree ravvicinate del volo, poi per influenzare la migrazione stagionale nel progetto Operation Migration (la tecnica fu anche popolarizzata da un film del 1996, "L'incredibile volo"). Così si decise di provare la stessa cosa con gli ibis eremiti. Il progetto Waldrappteam è il primo tentativo, su base scientifica, di reintroduzione di una specie migratrice nella sua area di origine.

L'INCREDIBILE VOLO DELLO STORMO DI UCCELLI | Amazing starlings murmuration of birds

Il Meccanismo dell'Imprinting Filiale

Il cuore della strategia è l'imprinting filiale, quel fenomeno per cui gli uccelli imparano a riconoscere un oggetto o un altro animale - normalmente la madre o entrambi i genitori biologici - nel primo periodo di vita. La migrazione, infatti, non è un processo del tutto istintivo; gli uccelli che la praticano devono seguire i propri genitori per conoscere in che direzione andare, e se cresciuti in cattività non hanno riferimenti.

I pulcini, nati in uno zoo e separati dai genitori a pochi giorni dalla nascita, sono stati cresciuti da "madri adottive" umane. Grazie a questo stretto legame, gli ibis possono essere indotti a seguire ovunque una persona. I genitori adottivi, che possono essere sia donne che uomini, devono essere dello stesso sesso per ogni generazione, come stabilito dal protocollo sviluppato da Johannes Fritz, fondatore e direttore del progetto, per evitare che il dimorfismo umano possa confondere gli ibis. Per evitare che gli ibis diventino troppo fiduciosi nei confronti delle persone, cosa che li danneggerebbe nel loro futuro selvatico, o dipendenti dal sostegno umano, possono essere avvicinati solo dai genitori adottivi, mentre il resto del gruppo di ricerca si tiene a distanza.

Le Migrazioni Guidate dall'Uomo

Una volta giunti a una certa maturità, i giovani ibis imparano a seguire un deltaplano a motore o un ultraleggero pilotato dalle loro madri adottive. Questa tecnica consente a giovani privi di tradizione migratoria di acquisire la mappa del viaggio. Recenti spedizioni ispirate al film "L'incredibile volo" hanno coperto migliaia di chilometri con stormi addestrati, con Bernhard Gönner, zoologo e amministratore del Waldrappteam, e il biologo e pilota Johannes Fritz alla guida.

Il viaggio, che comincia tipicamente a Seekirchen am Wallersee (nord-est di Salisburgo, Austria) o da altre colonie, si svolge in diverse tappe attraverso l'Europa. Le madri adottive si occupano dei pulcini dalla nascita, li aiutano ad alimentarsi e a familiarizzare con suoni strategici. A ogni ibis viene assegnato un nome, anche se spesso è del genere sbagliato, poiché il sesso può essere stabilito solo tramite test genetici dopo due mesi. Le madri adottive, come Lisa Kern, studentessa di biologia e geografia all'Università di Karlsruhe, dedicano 24 ore al giorno alla cura dei giovani ibis.

Dopo alcuni mesi di addestramento al volo dietro l'ultraleggero a motore, gli uccelli sono in grado di seguirle per le centinaia di chilometri che li separano dal sito di svernamento. Nell'ultima settimana insieme, le madri adottive applicano a ogni ibis un trasmettitore GPS alimentato con un piccolo pannello solare, che permette di seguirne la posizione in futuro. Chiunque può farlo grazie all'app gratuita Animal Tracker, sviluppata dal Waldrappteam insieme alla Società Max Planck, che permette di vedere in qualunque momento dove si trovano tutti gli ibis eremiti del progetto LIFE.

Infografica che spiega come funziona l'imprinting e la migrazione guidata

Le Colonie di Reintroduzione in Europa

Grazie ai progetti LIFE+, finanziati dall'Unione Europea, diverse colonie di ibis eremita sono state fondate o sono in via di sviluppo in Europa, mirando a una popolazione migratrice autosufficiente.

Colonie Riproduttive

  • Burghausen (Germania): Qui è stata fondata la prima colonia di ibis eremita del nord Europa dopo quasi 500 anni. La formazione della colonia è iniziata con l'allevamento a mano nel 2007. Nel 2011, per la prima volta, un ibis eremita proveniente dall'area faunistica in Toscana è tornato a Burghausen in modo indipendente, segnando una pietra miliare. Dal 2012, ogni anno è stato registrato un numero crescente di uccelli che si riproducono nelle pareti di incubazione artificiale del Castello di Burghausen. Gli ibis eremita possono essere osservati intorno al castello da aprile ad agosto.
  • Salisburghese (Austria - Georgenberg, Kuchl): Ci sono prove della riproduzione di ibis eremita nella città di Salisburgo nel Medioevo. Il Georgenberg, a circa 30 km a sud della città, offre condizioni ideali per una colonia riproduttiva. Nel 2011 sono iniziate le migrazioni guidate dall’uomo nel Salisburghese. Nel 2019, due coppie riproduttive sono state trasferite nelle strutture naturali della montagna, dando il via all’utilizzo della parete rocciosa da parte dell’intera colonia l’anno successivo.
  • Überlingen (Germania - Lago di Costanza): Scelto come terza colonia nell'ambito del primo progetto LIFE, questo sito presenta prove storiche concrete di attività riproduttive. Tra il 2017 e il 2019 sono iniziate le migrazioni guidate dall’uomo da Überlingen.
  • Rosegg (Austria): Una colonia riproduttiva sedentaria (non migratoria) di ibis eremita vive da vent'anni in una piccola area dello zoo di Rosegg. Gli uccelli volano liberi durante i mesi più caldi e sono tenuti in una voliera durante l'inverno. Con il nuovo progetto LIFE, la colonia sedentaria sarà integrata nella popolazione migratoria. Nella primavera del 2022, i primi ibis eremita allevati a Rosegg sono tornati autonomamente dalla loro area di svernamento.
  • Oasi dei Quadris di Fagagna (Italia): Qui vive un gruppo più piccolo che vive in semilibertà, potendo volare liberamente quando fa caldo ma all'interno di voliere d'inverno, e ricevendo cibo dalle persone.
  • Bussolengo (Italia - Parco Natura Viva): Il Parco Natura Viva, unico partner italiano del progetto di reintroduzione, è il sito previsto per la prima colonia riproduttiva a sud delle Alpi, con avvio nel 2023. Un nuovo approccio prevede la cattura di singoli esemplari che si radunano sul margine meridionale delle Alpi (che per alcuni uccelli rappresentano una barriera insormontabile) per trasferirli a Bussolengo, dove si acclimateranno e potranno poi condurre autonomamente i giovani in Toscana.
  • Goldau (Svizzera): Lo zoo di Goldau è partner del secondo progetto LIFE. La prima colonia di ibis eremita migratori della Svizzera verrà istituita vicino all’area dello zoo, previa ottenimento dei permessi necessari.
  • Andalusia (Spagna - Vejer de la Frontera): Dal 2004, sono stati reintrodotti in natura degli ibis eremita nell’ambito del progetto “Proyecto Eremita”. La popolazione sedentaria che ne è derivata comprende ora tre colonie nella regione con circa 230 uccelli.
Mappa delle colonie attuali e previste del progetto LIFE Ibis Eremita in Europa

Aree di Svernamento

  • Laguna di Orbetello (Toscana, Italia): L'oasi WWF Laguna di Orbetello, nella Toscana meridionale, funge da area di svernamento chiave per la popolazione migratoria europea di Ibis eremita. L'area protetta offre un clima mite e zone umide adatte. Dopo essere stati rilasciati in natura, gli uccelli subadulti rimangono solitamente nel bacino dell'oasi WWF fino al raggiungimento della maturità sessuale, motivo per cui gli Ibis eremita possono essere osservati qui tutto l'anno. Da settembre ad aprile si uniscono a loro anche gli uccelli adulti provenienti dalle aree di riproduzione. Nel frattempo, gli Ibis eremita stanno ampliando sempre di più il loro raggio di movimento in Italia e ora utilizzano anche aree lungo la costa tirrenica o cercano zone di alimentazione nella Pianura Padana per svernare.
  • Andalusia (Spagna): Per le colonie riproduttive delle Prealpi settentrionali è ora prevista la creazione di una seconda tradizione migratoria verso l'Andalusia. Questo si è reso necessario a causa dei cambiamenti climatici, che rendono sempre più difficili i passaggi sulle Alpi. Dal 2023 vengono quindi effettuate migrazioni guidate dall’uomo dalle Prealpi settentrionali all’Andalusia per stabilire questa nuova tradizione migratoria.

Sfide e Misure di Conservazione

Il viaggio e la vita in natura restano le fasi più rischiose per gli ibis. Il progetto affronta diverse minacce con misure mirate.

Bracconaggio e Avvelenamento da Piombo

In Italia, la caccia illegale ha colpito più volte gli stormi. Il decennale studio di fattibilità ha attribuito al bracconaggio circa il 60% di tutte le perdite (circa 50 ibis eremita). Il progetto include misure estensive per la riduzione sostenibile di queste perdite, lavorando con le Forze dell'Ordine e associazioni venatorie per ridurre la quota di perdite da bracconaggio. I dati GPS aiutano nell'identificazione dei bracconieri, come dimostrato nel 2012 con l'identificazione di un cacciatore italiano responsabile dell'uccisione di due ibis. Un altro aspetto chiave riguarda le indagini sulle conseguenze dei pallini da caccia rimasti nel corpo di soggetti sopravvissuti alle ferite e il conseguente avvelenamento da piombo.

Pericoli Legati alle Infrastrutture

In Austria, i pali elettrici non isolati causano elettrocuzioni. Il progetto prevede la messa in sicurezza di decine di pali a rischio e punta a norme più forti per gli impianti esistenti.

Cambiamenti Climatici e Nuove Rotte Migratorie

Il cambiamento climatico sta minacciando l'avanzamento del progetto. Periodi caldi sempre più prolungati in autunno fanno sì che gli Ibis eremita partano sempre più tardi. Nel tardo autunno, tuttavia, a causa della mancanza di termiche, gli uccelli hanno sempre più difficoltà a sorvolare le Alpi per raggiungere la loro precedente area di svernamento in Toscana. Per questo, il Waldrappteam ha deciso di insegnare una rotta migratoria alternativa agli ibis eremita: quella verso l'Andalusia, dove non ci sono barriere montane. Dal 2023, migrazioni guidate dall’uomo stanno stabilendo questa nuova tradizione.

Monitoraggio e Collaborazioni

Il progetto include un monitoraggio veterinario integrale delle colonie di ibis eremita, combinando e confrontando differenti metodi diagnostici. Il Waldrappteam collabora con numerosi partner in Austria, Germania e Italia, inclusi zoo, università, istituti di ricerca e organizzazioni ambientaliste come il WWF Italia e la Fondazione A.R.C.A., per la gestione delle colonie e la sensibilizzazione del pubblico.

L'INCREDIBILE VOLO DELLO STORMO DI UCCELLI | Amazing starlings murmuration of birds

Il Futuro della Specie: Verso una Popolazione Autosufficiente

Il primo progetto LIFE "Reason for Hope" ha creato una popolazione migratrice tra Germania, Austria e Italia, che nel 2019 contava 142 individui. Dal 2022, il progetto LIFE Northern Bald Ibis mira a una popolazione autosufficiente, con l'obiettivo di raggiungere e superare una soglia minima di 350-400 individui migratori entro il 2028 per prosperare senza ulteriori interventi umani.

Sviluppo di Colonie Satellite

La nascita di colonie satelliti come propaggini delle colonie madri è un processo naturale che consente di creare nuove aree di riproduzione e di alimentazione, aumentando la flessibilità e la resilienza di una popolazione a infezioni, disastri ambientali e cambiamenti climatici. Dal 2025, si prevede di trasferire fino a dieci uccelli ogni primavera in nuove località per fondare colonie satellite.

Il Concetto di "Semi-Selvatico"

La definizione "semi-selvatico" non riduce il valore della specie, ma indica una fase di accompagnamento, non una cattività permanente. Le voliere aperte funzionano come basi sicure che gli animali usano quando serve, per poi ripartire. La colonia impara, si struttura e poi fa da maestra, con i giovani dell'anno che seguono gli adulti e consolidano la rotta. Con il tempo, l'intervento umano diminuisce.

Impatto e Oltre il 2028

Il progetto non si limita ai voli guidati, ma prevede formazione per agricoltori e tecnici, coinvolge reti elettriche e amministrazioni locali, e usa la specie come ambasciatrice contro il bracconaggio. L'obiettivo resta una popolazione autosufficiente e resiliente. Ricostruire una migrazione significa ricostruire una cultura animale. La tecnica non sostituisce la natura, ma l'accompagna finché la tradizione si radica di nuovo. Il successo con gli ibis apre piste per altri progetti, dimostrando una conservazione attiva e misurabile.

Ibis Eremita vs. Ibis Sacro: Una Distinzione Cruciale

È fondamentale distinguere l'ibis eremita da altre specie di ibis, in particolare dall'ibis sacro, per evitare errori fatali per la conservazione.

  • Ibis Eremita (Geronticus eremita): È una specie europea protetta, protagonista di un importante progetto di reintroduzione. Presenta un inconfondibile piumaggio nero corvino con riflessi verde-violetto sulle ali e una testa rossastra e priva di piume. La sua dieta predilige insetti, ragni, vermi e piccoli rettili ed è totalmente innocua per le produzioni agricole.
  • Ibis Sacro (Threskiornis aethiopicus): Originario dell'Africa sub-sahariana, è considerato in Italia una specie invasiva. Si sta adattando sempre più ai nostri ecosistemi, provocando danni all'agricoltura e all'avifauna autoctona, poiché non disdegna uova, altri giovani uccelli o carcasse. Sebbene le dimensioni appaiano simili, le differenze nel piumaggio e nel comportamento alimentare sono chiare e cruciali per la salvaguardia dell'ibis eremita.

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