Validità e Amministrazione del Battesimo: Norme e Questioni Attuali

Il Battesimo e la sua centralità nella fede cristiana

Il Santo Battesimo è il fondamento di tutta la vita cristiana, il vestibolo d’ingresso alla vita nello Spirito e la porta che apre l’accesso agli altri sacramenti. È un sacramento istituito da Cristo con il quale la persona rinasce spiritualmente mediante l’abluzione con acqua e l’invocazione delle tre persone divine. Questo sacramento è alla base del movimento ecumenico, in quanto è attraverso di esso che si diventa cristiani. Per la Chiesa cattolica romana, per movimento ecumenico “si intendono le attività e le iniziative suscitate e ordinate a promuovere l’unità dei cristiani, secondo le varie necessità della Chiesa e secondo le circostanze”. Il movimento ecumenico cerca l’unità dei cristiani intorno alla dottrina, ai sacramenti e al ministero, ricordando che Gesù Cristo voleva una sola Chiesa e che l’unità dei credenti è condizione affinché il mondo creda che Egli è il Messia.

illustrazione del battesimo di Gesù

La Dottrina della Chiesa sui Sacramenti

La costituzione sulla liturgia del Concilio Vaticano II afferma che “i sacramenti sono ordinati alla santificazione degli uomini, alla edificazione del corpo di Cristo e, infine, a rendere culto a Dio; in quanto segni hanno poi anche un fine pedagogico. Non solo suppongono la fede, ma con le parole e gli elementi rituali la nutrono, la irrobustiscono e la esprimono; perciò vengono chiamati ‘sacramenti della fede’. Conferiscono certamente la grazia, ma la loro stessa celebrazione dispone molto bene i fedeli a riceverla con frutto, ad onorare Dio in modo debito e ad esercitare la carità”. Esiste uno stretto rapporto tra la Chiesa e i sacramenti, visto che sono atti della Chiesa e al di fuori di essa non ci sono sacramenti. Il Direttorio Ecumenico del 1967 ribadiva che la celebrazione dei sacramenti è l’azione della comunità celebrante, che si realizza nella comunità in quanto tale e che manifesta la sua unità nella fede, nel culto e nella vita. Il Battesimo riguarda la salvezza ed è il modo ordinario di incorporarsi a Cristo e alla sua Chiesa. Dall’altro lato, è un mezzo di unione, una base di comunione tra tutti i cristiani.

Il ministro del Sacramento e la sua Intenzione

Il Concilio Vaticano II asserisce che: «Quando uno battezza è Cristo stesso che battezza». La Chiesa, infatti, quando celebra un Sacramento, agisce come Corpo che opera inseparabilmente dal suo Capo, in quanto è Cristo-Capo che agisce nel Corpo ecclesiale da lui generato nel mistero della Pasqua. La dottrina dell’istituzione divina dei Sacramenti, solennemente affermata dal Concilio di Trento, vede così il suo naturale sviluppo e la sua autentica interpretazione nella citata affermazione di Sacrosanctum Concilium. I due Concili si trovano quindi in complementare sintonia nel dichiarare l’assoluta indisponibilità del settenario sacramentale all’azione della Chiesa. I Sacramenti, infatti, in quanto istituiti da Gesù Cristo, sono affidati alla Chiesa perché siano da essa custoditi. Risulta pertanto comprensibile come nel corso dei secoli la Chiesa abbia custodito con cura la forma celebrativa dei Sacramenti, soprattutto in quegli elementi che la Scrittura attesta e che permettono di riconoscere con assoluta evidenza il gesto di Cristo nell’azione rituale della Chiesa. Il ministro è quindi segno-presenza di Colui che raduna e, al tempo stesso, luogo di comunione di ogni assemblea liturgica con la Chiesa tutta. In questa luce va compreso il dettato tridentino sulla necessità del ministro di avere l’intenzione almeno di fare quello che fa la Chiesa. L’intenzione non può però rimanere solo a livello interiore, con il rischio di derive soggettivistiche, ma si esprime nell’atto esteriore che viene posto, con l’utilizzo della materia e della forma del Sacramento.

I 7 Sacramenti

La formula del Battesimo e la sua intangibilità

Recentemente vi sono state celebrazioni del Sacramento del Battesimo amministrato con le parole: «A nome del papà e della mamma, del padrino e della madrina, dei nonni, dei familiari, degli amici, a nome della comunità noi ti battezziamo nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo». A quanto sembra, la deliberata modifica della formula sacramentale è stata introdotta per sottolineare il valore comunitario del Battesimo, per esprimere la partecipazione della famiglia e dei presenti e per evitare l’idea della concentrazione di un potere sacrale nel sacerdote a discapito dei genitori e della comunità, che la formula presente nel Rituale Romano veicolerebbe. Riaffiora qui, con discutibili motivazioni di ordine pastorale, un’antica tentazione di sostituire la formula consegnata dalla Tradizione con altri testi giudicati più idonei. Il Concilio Vaticano II ha inoltre stabilito che nessuno «anche se sacerdote, osi, di sua iniziativa, aggiungere, togliere o mutare alcunché in materia liturgica». Modificare di propria iniziativa la forma celebrativa di un Sacramento non costituisce un semplice abuso liturgico, come trasgressione di una norma positiva, ma un vulnus inferto a un tempo alla comunione ecclesiale e alla riconoscibilità dell’azione di Cristo, che nei casi più gravi rende invalido il Sacramento stesso, perché la natura dell’azione ministeriale esige di trasmettere con fedeltà quello che si è ricevuto. Nella celebrazione dei Sacramenti, infatti, il soggetto è la Chiesa-Corpo di Cristo insieme al suo Capo, che si manifesta nella concreta assemblea radunata. Tale assemblea però agisce ministerialmente - non collegialmente - perché nessun gruppo può fare di se stesso Chiesa, ma diviene Chiesa in virtù di una chiamata che non può sorgere dall’interno dell’assemblea stessa.

Pertanto, nel caso specifico del Sacramento del Battesimo, il ministro non solo non ha l’autorità di disporre a suo piacimento della formula sacramentale, per i motivi di natura cristologica ed ecclesiologica sopra esposti, ma non può nemmeno dichiarare di agire a nome dei genitori, dei padrini, dei familiari o degli amici, e nemmeno a nome della stessa assemblea radunata per la celebrazione, perché il ministro agisce in quanto segno-presenza dell’azione stessa di Cristo che si compie nel gesto rituale della Chiesa. Alterare la formula sacramentale significa, inoltre, non comprendere la natura stessa del ministero ecclesiale, che è sempre servizio a Dio e al suo popolo e non esercizio di un potere che giunge alla manipolazione di ciò che è stato affidato alla Chiesa con un atto che appartiene alla Tradizione. In ogni ministro del Battesimo deve essere quindi radicata non solo la consapevolezza di dover agire nella comunione ecclesiale, ma anche la stessa convinzione che sant’Agostino attribuisce al Precursore, il quale «apprese che ci sarebbe stata in Cristo una proprietà tale per cui, malgrado la moltitudine dei ministri, santi o peccatori, che avrebbero battezzato, la santità del Battesimo non era da attribuirsi se non a colui sopra il quale discese la colomba, e del quale fu detto: “È lui quello che battezza nello Spirito Santo” (Gv 1, 33)». In realtà, un’attenta analisi del Rito del Battesimo dei Bambini mostra che nella celebrazione i genitori, i padrini e l’intera comunità sono chiamati a svolgere un ruolo attivo, un vero e proprio ufficio liturgico, che secondo il dettato conciliare comporta però che «ciascuno, ministro o fedele, svolgendo il proprio ufficio, compia soltanto e tutto quello che, secondo la natura del rito e le norme liturgiche, è di sua competenza».

Il Battesimo fuori dalla Chiesa Cattolica: validità e requisiti

Di fronte al Battesimo di altri cristiani, il Concilio Vaticano II dice: “Coloro (...) che credono in Cristo ed hanno ricevuto validamente il battesimo, sono costituiti in una certa comunione, sebbene imperfetta, con la Chiesa cattolica… Giustificati nel battesimo dalla fede, sono incorporati a Cristo e perciò sono a ragione insigniti del nome di cristiani, e dai figli della Chiesa cattolica sono giustamente riconosciuti quali fratelli nel Signore”.

Chi è cristiano?

La fede cristiana del Nuovo Testamento è la buona notizia per Israele e per le Nazioni, di modo che in Gesù Cristo si compie la promessa sul Servo di Yahvè, che era destinato ad essere Alleanza per Israele e luce per le Nazioni. Gesù è più del Messia di Israele: è il vero profeta e mediatore della salvezza, visto che è il nuovo Adamo, di cui parla Paolo. Per questo la Chiesa deve proclamare il seguente messaggio riconciliatore: che in Gesù, il Cristo, inizia la nuova creazione e che il mondo trova la sua unità, la sua salvezza e la sua pienezza in Lui. Ai nostri giorni, di fronte alla proliferazione di gruppi che si definiscono “cristiani” e grazie agli accordi raggiunti dal movimento ecumenico, troviamo un consenso tra le varie Chiese e confessioni cristiane nel considerare i seguenti aspetti dottrinali come requisiti minimi perché un gruppo possa essere considerato cristiano:

  • Credere che Dio è Uno e Trino, ovvero Padre, Figlio e Spirito Santo.
  • Accettare Gesù Cristo come la seconda persona della Trinità e come Dio e vero uomo, che è morto e risorto per la nostra salvezza come espresso nella Bibbia.
  • Confessare che Gesù Cristo è il Mediatore tra Dio e le persone ed è il Signore Glorificato.
  • Confessare lo Spirito Santo come consustanziale al Padre e al Figlio e che è presente con la sua azione nella comunità cristiana.
  • Accettare che la Bibbia, sia l’Antico che il Nuovo Testamento, è la rivelazione di Dio al suo Popolo. Non esiste altro libro che sia uguale o superiore alla Bibbia.
  • Accettare e praticare il battesimo cristiano come sacramento di iniziazione cristiana e mezzo di incorporazione alla Chiesa di Cristo.
  • Commemorare l’Ultima Cena o Eucaristia.
  • Credere e proclamare la fede nella resurrezione dei morti.
  • Non deve mancare una testimonianza di vita in base al Vangelo di Gesù Cristo.

Questa dottrina di base del cristianesimo si trova nei tre credo storici: quello degli apostoli, quello del primo Concilio di Nicea (325) e quello di Sant’Atanasio (“Quicumque”, V secolo).

Norme per la validità del Battesimo

Il Direttorio Ecumenico del 1993 spiega che “il battesimo per immersione, o per infusione, con la formula trinitaria è, in sé, valido. Di conseguenza, se i rituali, i libri liturgici o le consuetudini stabilite da una Chiesa o da una comunità ecclesiale prescrivono uno di questi modi di battezzare, il sacramento deve essere ritenuto valido, a meno che si abbiano fondate ragioni per mettere in dubbio che il ministro abbia osservato le norme della propria comunità o Chiesa”. Dobbiamo dubitare del battesimo amministrato per aspersione collettiva, in quanto non c’è sicurezza del fatto che il soggetto riceva l’acqua (la materia). Il Codice di Diritto Canonico dice che “i battezzati in una comunità ecclesiale non cattolica non vanno battezzati sotto condizione, a meno che, esaminata la materia e la forma verbale usata nel conferimento del battesimo, considerata inoltre l’intenzione del battezzato adulto e del ministro battezzante”. Il sacramento del battesimo non si può ripetere, visto che imprime carattere. È un sigillo spirituale e incancellabile che si imprime nel soggetto che lo riceve. Possiamo concludere che se il battesimo viene amministrato con acqua e in nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo è valido. Quanto a chi amministra il battesimo, “la fede insufficiente di un ministro in ciò che concerne il battesimo, di per sé non ha mai reso invalido un battesimo. L’intenzione sufficiente del ministro che battezza deve essere presunta, a meno che non ci sia un serio motivo di dubitare che egli abbia voluto fare ciò che fa la Chiesa”. Questo atteggiamento è sulla linea tradizionale della Chiesa cattolico-romana e si ritrova in Sant’Agostino, Innocenzo III.

Battesimo sotto condizione

Dopo che un esame ha dimostrato che esiste un motivo serio per dubitare sulla materia, la formula indicata per il battesimo, l’intenzione del battezzato adulto e il ministro che ha battezzato, il rito deve essere compiuto in privato e spiegando le ragioni per realizzarlo. Lo stesso Codice di Diritto Canonico dice che se ci sono seri dubbi sulla validità del battesimo si potrebbe battezzare sotto condizione.

Il ruolo dei padrini

Come afferma giustamente F. Sampedro, in genere i padrini devono essere membri della Chiesa o comunità ecclesiale nella quale si celebra il battesimo, visto che sono rappresentanti di una comunità di fede, garanti di quella fede e del desiderio di comunione ecclesiale del candidato. Quanto detto non toglie che, per legami familiari, un membro di un’altra Chiesa o comunità ecclesiale, ma insieme a un padrino cattolico, possa essere testimone del battesimo, e un cattolico può fare lo stesso in un’altra Chiesa o comunità ecclesiale. Per via della stretta comunione tra la Chiesa cattolica e le Chiese orientali ortodosse, è permesso che per una giusta ragione un fedele di quelle Chiese possa essere padrino allo stesso tempo di un padrino (o una madrina) cattolico del battesimo di un bambino o di un adulto cattolico. La condizione è assicurare l’educazione del battezzato e la riconosciuta idoneità del padrino.

Chiese e comunità ecclesiali con Battesimo valido e non valido

Battesimo valido

  • Chiese orientali.
  • Chiese ortodosse.
  • Chiesa Evangelica Luterana.
  • Chiese presbiteriane.
  • Chiesa Anglicana (Episcopali).
  • Metodisti.
  • Battisti.
  • Congregazionalisti.
  • Discepoli di Cristo.
  • Avventisti.
  • Bisogna fare attenzione ad alcuni gruppi pentecostali, in particolare in America Latina, che possono realizzare il battesimo in modo inadeguato.

Battesimo non valido

  • Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (Mormoni).
  • Testimoni di Geova.
  • Esercito della Salvezza.
mappa delle distribuzioni delle confessioni cristiane nel mondo

Preparazione e celebrazione del Battesimo nei Santuari

La celebrazione del Battesimo è un momento cruciale che richiede un'adeguata preparazione sia da parte della famiglia che della comunità. Sebbene la maggior parte dei Battesimi avvenga nelle parrocchie di appartenenza, alcuni santuari possono ospitare queste celebrazioni sotto condizioni specifiche, che garantiscono il rispetto delle norme canoniche e liturgiche.

Fasi della preparazione al Battesimo

Un familiare interviene personalmente, alcuni giorni prima della celebrazione, per recapitare il consenso e la conferma della preparazione effettuata, rilasciato per iscritto dal Parroco della Comunità di provenienza, oltre che per fornire i dati che saranno segnati sul registro dei Battesimi. Il parroco affianca dei catechisti ad ogni famiglia che chiede il Battesimo. Essi (un’altra famiglia o un laico della parrocchia) accompagneranno la famiglia del battezzando nella preparazione alla celebrazione del sacramento. I catechisti faranno una visita alla famiglia del battezzando. La Comunità del S. Curato d’Ars propone alle famiglie dei battezzati di partecipare a due-tre incontri comunitari nell’anno successivo al battesimo del bambino, insieme con altri genitori che hanno condiviso questa scelta.

Condizioni per la celebrazione in un Santuario

La Celebrazione avverrà in orari da concordare con il Santuario (non tuttavia durante le SS. Messe Festive). Per la Celebrazione è gradito l’intervento del Parroco della Comunità di provenienza o di altro sacerdote amico o conosciuto dalla famiglia. È fondamentale che il padrino o la madrina non sia irretito da alcuna pena canonica legittimamente inflitta o dichiarata.

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