Un Caso di Cronaca: I Furti di Coroncine dalle Celle Mortuarie di Vicenza
Un recente caso di cronaca ha acceso i riflettori sul profondo valore affettivo e spirituale delle coroncine del Santo Rosario. A Vicenza, tra aprile e maggio, si sono registrati una serie di furti presso le celle mortuarie, dove venivano sottratti rosari dalle mani dei defunti.
L'autrice dei furti è stata identificata come una mamma di famiglia vicentina, di 46 anni, con problemi economici e già seguita dai servizi sociali. I furti, almeno cinque, hanno spinto la polizia a informare la procura e l’Usl ad approvare l’installazione di venticinque nuove telecamere, al fine di evitare ulteriori spiacevoli episodi di vilipendio di cadavere.

Sebbene gli oggetti rubati non avessero un valore economico elevato, il loro significato affettivo era immenso per i parenti. Questi si erano trovati a dover gestire, oltre al lutto, la razzia di oggetti personali dai corpi dei loro cari a poche ore dal funerale. Tra gli oggetti sottratti vi erano rosari benedetti dal Papa o coroncine acquistate in Santuari come Fatima o Medjugorje, legate alla devozione verso la Madonna in vita dei defunti.
L'Indagine e la Scoperta
Le coroncine rubate sono state successivamente trovate in un cassetto dell’abitazione della 46enne, residente in corso Padova. Gli agenti delle volanti, giunti in casa della signora per indagare su altri furti di argenteria, hanno contato diciassette coroncine.
La donna, a cui i poliziotti avevano perquisito casa alla ricerca di oggetti di valore rubati dall’abitazione di un pensionato, è stata poi convocata in questura. Negli uffici di via Mazzini, la 46enne è stata riconosciuta come la ladra di rosari, immortalata dalle telecamere del San Bortolo, e non ha impiegato molto a confessare.
Movente e Precedenti Penali
Probabilmente, senza lavoro e senza soldi in tasca, la donna aveva rubato le coroncine convinta di poterle rivendere, come già fatto con ciotole e vassoi in argento sottratti dalla casa di un vicino 84enne con problemi di deambulazione, che spesso, sapendola in difficoltà, le regalava denaro. La figlia dell’anziano si era accorta della mancanza di oggetti per circa quattromila euro e aveva chiamato la polizia, che è così risalita alla 46enne. Al momento, di quanto rubato, è stata rinvenuta solo una ciotola, venduta dalla vicina a un compro oro; il resto è probabilmente già fuso.
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La donna era recidiva: in passato aveva confessato di aver rivenduto un oggetto in argento, recuperato dall’84enne dietro pagamento. Stessa situazione tra il 2011 e il 2012 con un’altra signora, che aveva sborsato 650 euro per riprendere dal compro oro quanto le era stato rubato. La 46enne si era anche messa nei guai per un libretto di assegni sparito a un altro anziano, mentre la querela per il furto di una pelliccia da un’agenzia di assicurazione era stata rimessa.
Attualmente, la donna è stata denunciata per il furto di argenteria, dei rosari e per la ricettazione di una bicicletta rubata trovata in casa sua.
Il Rosario: Origini e Significato Profondo
Il termine coroncina del rosario si riferisce a una catenina circolare in cui sono infilati a distanza convenzionale dei grani, ognuno rappresentante una preghiera. Se volessimo abbinare una preghiera alle nostre famiglie, tale preghiera sarebbe sicuramente il rosario, al quale il mese di ottobre è tradizionalmente dedicato.
Età e Concetto
Una critica frequente a questa preghiera è la sua ripetitività, considerata quasi impersonale e limitante per la fede e la libertà personali. Questa critica nasce spesso in coloro che pensano che la parte più importante del rosario sia la recita dell’Ave Maria e non invece la meditazione (o, come giustamente si diceva una volta, la contemplazione) di un mistero della fede.
Il termine “rosario” deriva dalla consuetudine medievale di porre una corona di rose sulle statue della Vergine Maria. Questi fiori, belli e profumati, simboleggiavano le preghiere dei fedeli, altrettanto "belle" e "profumate", rivolte a Maria. Da qui nacque l’idea di utilizzare una collana di grani - la corona - per guidare la meditazione.

Sviluppo Storico e Riconoscimento
San Domenico fu molto devoto a questa nuova forma di preghiera e, secondo la tradizione, ricevette il primo rosario dalle mani della Madonna nel 1214. Tuttavia, anche prima di san Domenico, era comune recitare preghiere legate al numero di grani di una collana; l’abitudine di contare le preghiere con una cordicella annodata era già diffusa tra i monaci eremiti del deserto egiziano e siriano.
Il primo documento ufficiale della Chiesa cattolica a occuparsi del rosario fu la bolla “Ea quae ex fidelium” di Sisto IV, datata 12 maggio 1479. Il Papa, ricordando l’origine e la pratica di questa preghiera, invitò i fedeli a riprenderla con vigore, definendola un salterio mariano (150 Ave Maria come i 150 salmi del salterio biblico) e assegnando a tale pratica svariate indulgenze.
La vittoria della flotta cristiana, avvenuta il 7 ottobre, fu attribuita all’intercessione della Vergine Maria, invocata con il rosario. In seguito a questo evento, Papa Gregorio XIII introdusse nel calendario liturgico la festa della Madonna del Rosario.
La Struttura e la Recita del Rosario
Fino al 2002, il rosario era composto da tre corone, ognuna delle quali meditava cinque particolari misteri della vita di Gesù o della Vergine Maria. La tradizione chiamava “gaudiosi” i misteri legati alla nascita e alla giovinezza del Signore, “dolorosi” quelli inerenti la passione e la morte di Gesù, e “gloriosi” quelli che dalla Pasqua vanno fino alla proclamazione di Maria Regina dell’universo.
I giorni stabiliti per i misteri gaudiosi erano lunedì e giovedì; martedì e venerdì per i misteri dolorosi; mercoledì, sabato e domenica per i misteri gloriosi. Con l'introduzione dei Misteri Luminosi da parte di Papa Giovanni Paolo II, la struttura e la distribuzione nei giorni della settimana si sono arricchite.

Componenti e Varianti
Il rosario più diffuso è formato da cinque decine di grani intervallati da grani più grossi. I grani piccoli servono per le Ave Maria, mentre quelli più grossi sono dedicati alla proclamazione del mistero, al Gloria e al Padre Nostro. In testa al rosario vi sono altri cinque grani, preceduti da un crocefisso di varia dimensione. Si iniziano le decine con la successione di Gloria, proclamazione del mistero, Padre Nostro e dieci Ave Maria. A conclusione, si recitano il Magnificat e una preghiera per il Papa e per tutta la Chiesa.
Esistono molte varianti: la corona di 50 Ave Maria può ridursi a una coroncina di 10 grani, che può anche diventare lineare, con un crocefisso a un’estremità. Anche la recita canonica può essere variata: per esempio, la seconda parte dell’Ave Maria viene recitata solamente all’ultima Ave della decina, oppure ai misteri tradizionali si possono sostituire altri eventi riportati dai Vangeli o particolari intenzioni private.
Nelle altre chiese cristiane il rosario è presente in forme diverse: gli ortodossi utilizzano un rosario chiamato “komboskini”, mentre nelle chiese di origine protestante il rosario è presente come preghiera personale dell’Ave Maria nella sua componente biblica.
Un Giornalista del "Corriere della Sera" e la Spiritualità
Un esempio di come la fede e la spiritualità possano intrecciarsi con il giornalismo si trova nella figura di un collaboratore storico del “Corriere della Sera”. Nato a Como nel 1958 da una famiglia contadina, è diventato presto giornalista professionista.
Per oltre trent’anni ha collaborato con il “Corriere della Sera”, occupandosi anche dell’attività giornalistica di Radio Campione International, di cui ha assunto la direzione prima che fosse incorporata da RTL 102.5. Le sue numerose pubblicazioni gli hanno valso riconoscimenti come L’Ape d’Oro e il Premio Bellavista, assegnatogli sotto la presidenza di Mario Soldati. È anche docente universitario di giornalismo.
La sua carriera è stata segnata anche da importanti onorificenze: il 20 marzo 1996 il Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro gli ha conferito l’onorificenza di Cavaliere della Repubblica, e nel dicembre 2010 il Santo Padre Benedetto XVI lo ha nominato cavaliere dell’Ordine di San Silvestro Papa. Ha pubblicato per la Libreria Editrice Vaticana opere come "Dal buio alla luce con la forza della preghiera" (2018), tradotto in francese con il titolo "J’allais voir Dieu" (2019), e "Come seme che germoglia", testimoniando un profondo legame tra la sua professione e la sua spiritualità.