I quattro evangelisti, Marco, Matteo, Luca e Giovanni, sono figure centrali del Cristianesimo, riconosciuti come gli autori dei quattro Vangeli canonici. Questi testi, scritti in greco nella seconda metà del I secolo d.C., narrano la vita, gli insegnamenti, la passione, morte e resurrezione di Gesù Cristo. I primi tre, ovvero i Vangeli di Marco, Matteo e Luca, sono definiti Vangeli sinottici per la loro notevole somiglianza nella struttura e nei termini.
Gli Autori dei Vangeli: Vita e Opere
La tradizione cristiana identifica ciascun evangelista con un percorso di vita e una missione specifica, che si riflettono nelle caratteristiche del proprio Vangelo.
Marco
Giovanni Marco, o Giovanni detto Marco, era un ebreo probabilmente originario di Gerusalemme. È considerato l’autore del primo Vangelo, redatto tra il 65 e il 70 d.C., probabilmente a Roma, in un clima di persecuzione. Marco era cugino di Barnaba e Pietro, nella sua lettera, lo chiamerà "figlio mio". Era figlio di una certa Maria, presso la cui casa si riuniva la prima cristianità per pregare. È possibile che la sua casa fosse il Cenacolo, dove Gesù celebrò la Pasqua con i suoi discepoli. Sebbene abbia avuto diverbi con l'apostolo Paolo durante il suo primo viaggio missionario e Paolo non lo volle con sé nel secondo, in seguito lo ritroviamo al suo fianco durante la sua prigionia a Roma (61-63 d.C.). Il suo Vangelo era destinato principalmente ai pagani convertiti al Cristianesimo e ai cristiani che non vivevano in Palestina; perciò, l’autore si preoccupa di tradurre tutte le espressioni aramaiche.
Matteo
Matteo, chiamato anche Levi, prima di diventare apostolo, faceva l’esattore delle tasse (pubblicano) per conto dei Romani a Cafarnao, fino a quando Gesù lo chiamò a seguirlo. Seguì Gesù con grande entusiasmo, liberandosi dei beni terreni, come ricorda Luca. Scrisse il suo Vangelo attorno all’85 d.C., forse in Antiochia di Siria, ed era destinato agli Ebrei convertiti al Cristianesimo. Il nome Matteo significa "Dono di Dio".
Luca
Luca era un medico siriano, discepolo e compagno di Paolo di Tarso. Ha scritto il suo Vangelo nel 70 d.C., dopo la distruzione del tempio di Gerusalemme. I suoi destinatari erano Teofilo, un uomo non-giudeo di cui Luca si proponeva di consolidare la fede, e tutti i cristiani provenienti dal paganesimo. Il suo Vangelo è definito anche il "Vangelo della misericordia" perché descrive l’attenzione e l’amore di Gesù verso i poveri e gli ultimi.
Giovanni
Giovanni Evangelista, identificato come un apostolo ebreo di Gesù, era pescatore insieme al fratello Giacomo il Maggiore, anch’egli apostolo, e a Pietro e Andrea. Era l’apostolo più giovane e prediletto da Gesù, l’unico che rimase sotto la croce e a cui Gesù affidò sua madre Maria. Prima di seguire Gesù, era discepolo di Giovanni Battista. Ha redatto il suo Vangelo verso la fine del I secolo a Efeso, in Asia Minore. È destinato a tutti i cristiani perseguitati dal giudaismo ufficiale. Il Vangelo di Giovanni completa gli altri tre sinottici e testimonia con forza l’identità tra il Gesù storico e il Cristo, il Figlio di Dio.

I Simboli degli Evangelisti e la loro Interpretazione
Già dal II secolo d.C., i quattro evangelisti sono stati associati a simboli specifici, derivati principalmente dalla visione di Ezechiele e dall'Apocalisse di san Giovanni.
Le Origini dei Simboli: Ezechiele e l'Apocalisse
Nel II secolo, i "quattro esseri viventi" della visione di Ezechiele (Ezechiele 1,10) e di san Giovanni nell'Apocalisse (Apocalisse 4,7) vennero identificati come i simboli degli evangelisti, secondo le diverse interpretazioni dei Padri della Chiesa.
Le Interpretazioni dei Padri della Chiesa
Più tardi, San Girolamo, vissuto a cavallo tra il IV e il V secolo d.C., perfezionò l’interpretazione di Sant'Ireneo di Lione fino ad associare la vita di Cristo ai quattro esseri viventi.
Matteo: L'Uomo o l'Angelo
Matteo ha per simbolo un angelo o un uomo alato. Egli è raffigurato come un uomo perché il suo Vangelo inizia con la genealogia di Gesù, raccontandone la storia umana e la prima parte della sua vita, dalla nascita al battesimo.
Marco: Il Leone
Marco è accompagnato da un leone alato, che allude all’inizio del suo Vangelo. Il Vangelo di Marco inizia infatti presentando la figura di Giovanni il Battista, che predica nel deserto "rivestito di pelli di cammello con una cinghia di cuoio intorno ai fianchi e si nutriva di locuste e di miele selvatico" (Marco 1,7), con un'immagine di forza e voce nel deserto, simile al ruggito di un leone.
Luca: Il Bue
Il simbolo di Luca è il bue (o vitello). L’incipit del Vangelo di Luca inizia col presentarci Zaccaria, marito di Elisabetta, che sta porgendo un sacrificio a Dio. Il bue era un animale sacrificale nel culto ebraico, richiamando il tema del sacerdozio e del sacrificio di Cristo.
Giovanni: L'Aquila
Il simbolo di Giovanni è l’aquila. L'aquila, che si libra in alto, rappresenta la sua teologia elevata, la sua capacità di scrutare le profondità divine e la sua enfasi sull'identità di Gesù come Figlio di Dio, in contrasto con la narrazione più terrena dei sinottici.

L'Iconografia e le Rappresentazioni Artistiche
Il legame tra religione e arte è profondo, e il patrimonio biblico ha spesso fornito la fonte e l’ispirazione per innumerevoli opere. Come affermava Marc Chagall, "i pittori per secoli hanno intinto il loro pennello in quell’alfabeto colorato che è la Bibbia".
Evoluzione Iconografica
Nelle opere d'arte più antiche, gli evangelisti sono stati paragonati ai quattro fiumi del Paradiso terrestre e rappresentati come corsi d'acqua che sgorgano da una roccia. Questa iconografia è individuabile in alcuni sarcofagi e sculture altomedievali. Successivamente, si è affermata la raffigurazione con i simboli animali, che coesiste con quella in sembianze umane.
Tipologie di Rappresentazione
Oltre che con le immagini simboliche, gli evangelisti sono stati raffigurati con sembianze umane. San Matteo e San Giovanni, che facevano parte dei dodici apostoli, sono spesso rappresentati come uomini anziani e saggi. Invece, Luca e Marco, che erano discepoli, vengono presentati con un aspetto giovanile. Sono numerosi, inoltre, le opere in cui sono ritratti come scribi intenti a redigere il proprio Vangelo, appoggiati su cattedre o seduti in sontuosi troni entro studioli. Spesso Matteo è raffigurato anziano e barbuto, con un angelo che lo ispira o gli guida la mano mentre scrive il Vangelo, e talvolta con una spada, simbolo del suo martirio.
Esempi Noti nell'Arte Sacra
Gli evangelisti sono stati e continuano a essere rappresentati in una vasta gamma di contesti artistici: li ritroviamo sui calici e reliquiari, sulle legature degli evangeliari e su molti altri oggetti liturgici e arredi sacri.
A Vicenza, nella chiesa di S. Lorenzo, sono scolpiti ai quattro angoli dell'ingresso principale, ognuno con il proprio simbolo: un uomo (o un angelo) per S. Matteo, un bue per S. Luca, un leone per S. Marco e un’aquila per S. Giovanni.
Nei comparti del Voltone del Podestà a Bologna, decorato nel 1525, sono dipinti i quattro tondi raffiguranti i santi Matteo, Marco, Luca e Giovanni su sfondo blu. Gli evangelisti sono rappresentati in atto di scrivere, accompagnati dai loro simboli - l’angelo, il leone, il bue e l’aquila.
I Vangeli e i simboli degli evangelisti
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