"I nove Sacri Monti dell’Italia settentrionale sono gruppi di cappelle e di altri elementi architettonici eretti fra la fine del XV e l'inizio del XVIII secolo, dedicati a vari aspetti della fede cattolica." Oltre al loro significato simbolico spirituale, questi complessi offrono uno splendido esempio di integrazione degli elementi architettonici nei paesaggi circostanti, disseminati di colline, foreste e laghi. Inoltre, racchiudono un notevole patrimonio artistico in forma di scultura e affreschi.
I nove Sacri Monti, riconosciuti Patrimonio dell'Umanità UNESCO, si trovano nelle montagne del nord Italia, in Piemonte e Lombardia. Essi comprendono i complessi di Varallo, Crea, Orta, Varese, Oropa, Ossuccio, Ghiffa, Domodossola e Valperga.

Origini e Significato dei Sacri Monti
Il fenomeno dei Sacri Monti ebbe inizio in Europa tra il XV e il XVI secolo. Con la caduta di Costantinopoli nelle mani degli ottomani (1453), si concluse la stagione dei grandi pellegrinaggi verso la Terra Santa. Raggiungere Gerusalemme era diventato molto più difficile, costoso e pericoloso rispetto al passato. Così, la Chiesa introdusse le cosiddette “pratiche sostitutive”: pellegrinaggi verso santuari o città (Roma su tutte) che mantenessero vivo il senso della peregrinatio tra i fedeli e che evocassero i Luoghi Santi.
I Sacri Monti nacquero dunque come luoghi di preghiera in Europa in alternativa alla Terra Santa e come risposta alla Riforma Protestante. Lo scopo era quello di creare luoghi di preghiera in Europa in alternativa alla Terra Santa (Gerusalemme e Palestina), in cui per i pellegrini era sempre più difficile arrivare a causa dell’espansione della cultura islamica.
Inizialmente, erano state proposte tre località diverse per la “Nuova Gerusalemme”: Varallo in Valsesia, Montaione in Toscana e Braga nel Portogallo settentrionale. Le località erano state selezionate sulla base della somiglianza della topografia con la Terra Santa.
Il Sacro Monte di Varallo: Il Precursore
Il primo esempio di questo fenomeno in Italia fu il Sacro Monte di Varallo, nel 1480. Alla fine del XV secolo, il frate francescano Bernardino Caimi, di ritorno dalla Terra Santa, decise di riprodurre in Valsesia i luoghi santi di Palestina, creando una vera e propria “Nuova Gerusalemme”. Sostenuto dal Vescovo di Milano e seguendo le idee sviluppate dal Concilio di Trento, divenne un modello per gli altri Sacri Monti che gli succedettero.
Dal centro di Varallo è possibile seguire il ben segnalato sentiero in salita che rappresenta il percorso di ascesa al Calvario di Gesù, un racconto che mescola sacro, teatro, arte, architettura e natura. Il Sacro Monte di Varallo è composto da una basilica e da 45 cappelle affrescate e popolate da oltre ottocento statue che evocano avvenimenti della vita di Cristo. Venne dedicato non solo a Cristo ma anche ai culti dedicati alla Vergine Maria, ai santi, alla Trinità e ai Misteri del Rosario.

Un Percorso di Fede e Arte: Caratteristiche Comuni
Ogni “sacro monte” ha cominciato con alcune regole fondamentali e con degli standard relativi alla tipologia e allo stile architettonico, ma si è evoluto con la sua stessa arte e architettura uniche. Ognuno ha un tema o un ruolo distintivo. Questi complessi architettonici, distribuiti lungo le pendici di un’altura, inducono i visitatori a seguire un percorso fisico e spirituale, un pellegrinaggio attraverso un itinerario simbolico di stazioni monumentali che rendono sacro lo spazio naturale. I percorsi consentono di immergersi nel Sacro Monte e scoprire le sue caratteristiche storiche e artistiche.
I Nove Sacri Monti: Dettagli e Specificità
Sacro Monte di Crea
La seconda tappa la si fa al Sacro Monte di Crea, situato su una delle più alte colline del Monferrato. Esso accompagna lungo un percorso in salita tra 23 cappelle e 5 romitori che illustrano i misteri del Rosario. I lavori di edificazione del Sacro Monte di Crea iniziarono nel 1589 su iniziativa del priore di Crea, Costantino Massino, che progetta l’ampliamento del preesistente santuario mariano. Il Sacro Monte è costituito da quindici cappelle dedicate ai Misteri del Rosario, realizzate tra il 1635 e il 1710.
Sacro Monte di Orta
Passando al Sacro Monte di Orta, l'unico dedicato a San Francesco d'Assisi, fu costruito in 3 fasi tra la fine del 1500 e la fine del XVIII secolo. Ciascuna delle venti cappelle, che si susseguono in un itinerario a spirale, ripercorre episodi della vita del santo.

Sacro Monte di Varese
“Pare che gli italiani non possano guardare un posto elevato senza desiderare di metterci qualcosa in cima, e poche volte l’hanno fatto più felicemente che al Sacro Monte di Varese”. Con queste parole, sul finire dell’Ottocento, lo scrittore inglese Samuel Butler descriveva la straordinaria vista del Monte Orona (detto anche Monte di Velate).
Sulle pendici di questo monte si snoda tutt’ora la strada acciottolata lunga due chilometri che raggiunge il santuario del Sacro Monte. Il Santuario, punto d’arrivo del percorso, sorge sui resti di un santuario romanico dell'XI secolo, dove già allora affluivano pellegrini da Milano e dal Canton Ticino.
La struttura venne successivamente ampliata nel 1472 e nello stesso periodo un gruppo di monache si ritirò presso un romitorio adiacente al santuario, dando così vita a un monastero. Fu proprio una delle religiose a concepire, all’inizio del XVII secolo, l’idea di un percorso che mettesse in comunicazione la pianura di Varese con il Santuario. Grazie al coinvolgimento di alcune nobili famiglie milanesi e alla raccolta fondi tra i fedeli, la costruzione delle cappelle prese il via nel 1604 per concludersi nel 1623.

Sacro Monte di Oropa
Il Sacro Monte di Oropa è il più elevato tra i Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia ed è interamente dedicato alla Madonna. Il Sacro Monte è composto da dodici cappelle dedicate alla vita della Vergine, disposte in due file parallele e allineate lungo un percorso a zigzag.
Sacro Monte di Ossuccio
Il Sacro Monte di Ossuccio, situato sulla riva occidentale del lago di Como, venne iniziato nel 1712 per volere del padre francescano Michelangelo da Montiglio, dopo un periodo trascorso in Palestina. Affacciato sulla sponda occidentale del lago di Como, il Santuario della Beata Vergine del Soccorso, circondato da boschi e da piantagioni di ulivi, offre una splendida vista sul bacino del Lario e sull’isola Comacina.
Le quattordici cappelle a pianta centrale, in stile barocco, vennero costruite tra il 1635 e il 1710 e sono impreziosite da 230 statue in stucco e terracotta, a grandezza naturale, realizzate da diversi artisti locali; i costumi riproducono fedelmente quelli della popolazione del tempo. La chiesa custodisce la statua della Beata Vergine del Soccorso, un’opera risalente verosimilmente all’inizio del XIV secolo e venerata come protettrice della Diocesi di Como.
I lavori per la costruzione del Sacro Monte di Ossuccio si datano tradizionalmente al 1623, anno in cui risultavano già esistenti o in fase di allestimento i complessi monumentali di Varallo, Orta, Varese e Domodossola.

Sacro Monte di Ghiffa
Il Sacro Monte di Ghiffa è dedicato alla Santissima Trinità. La Via Sacra fu edificata a partire dal 1604 per iniziativa del padre cappuccino Giovanni Battista Aguggiari. Il Sacro Monte comprende tre cappelle principali dedicate a soggetti biblici e altre due cappellette minori, corpo unico con il santuario e il porticato della Via Crucis.
Sacro Monte Calvario di Domodossola
Nel 1656 ebbero inizio i lavori per la realizzazione di un’opera che consentisse ai pellegrini di rivivere, attraverso un percorso catechistico-devozionale, gli episodi della Via Crucis e della Passione di Cristo sul Calvario. Il Santuario del SS. Crocefisso, con la statua del Cristo Risorto, è un elemento centrale di questo Sacro Monte.

Sacro Monte di Valperga
Il Sacro Monte di Valperga è anch'esso parte dei nove complessi riconosciuti UNESCO, sebbene il testo non fornisca dettagli specifici sulla sua struttura o storia individuale.