La Cattedrale di Brindisi e il Parroco Don Mimmo Roma

L'Arcidiocesi di Brindisi - Ostuni copre una superficie di 1.254 kmq, conta 281.668 abitanti e include 59 parrocchie. Attualmente, l'Arcivescovo è S.E.R. Mons. Giovanni Intini.

I Festeggiamenti per i Santi Patroni e il Ruolo del Parroco

I solenni festeggiamenti per i Santi Patroni di Brindisi, Teodoro e Lorenzo, sono momenti di grande partecipazione per la città. Anche se in forma ridotta a causa della pandemia, questi eventi rappresentano un'occasione di festa e gioia per la comunità.

L'amministratore parrocchiale della Cattedrale di Brindisi, don Mimmo Roma, è stato presente insieme alle autorità civili alla consegna dell’omaggio floreale da parte del sindaco di Brindisi, Riccardo Rossi, alle statue dei santi patroni. Queste sono collocate nel tosello posizionato all’incrocio dei corsi principali della città.

Foto dei festeggiamenti dei Santi Patroni di Brindisi, con don Mimmo Roma e le autorità civili

Per don Mimmo, questo evento ha avuto un significato speciale, poiché ricorreva proprio il settimo anniversario di ordinazione sacerdotale. In un'occasione serale, in piazza Duomo, si è celebrato il Solenne Pontificale per i Santi Patroni, presieduto dall’Arcivescovo Domenico Caliandro, preceduto dalla consegna simbolica delle chiavi della città ai Santi Patroni da parte del sindaco.

La Vocazione di Don Mimmo Roma: Un Percorso Personale e Spirituale

Le Origini Familiari e i Primi Segni

Don Mimmo Roma racconta che la sua vocazione "viene da molto lontano". Sin da bambino, sentiva un richiamo interiore, anche grazie a un contesto familiare fortemente propenso a un percorso di fede. Sua madre, in particolare, accompagnata dal padre, ha guidato i sei figli in un profondo cammino spirituale. "Dio è sempre presente nel nostro ricordo," afferma don Mimmo, evocando immagini serali di preghiera sul lettone di mamma e papà. Questi momenti di unione familiare nella fede sono stati fondamentali, così come l'esempio dei genitori che hanno sempre speso il loro tempo "per il bene, per la famiglia, ma non solo," spronando i figli all’impegno parrocchiale e a mettere al servizio della comunità i doni ricevuti. La vocazione, quindi, è nata in famiglia.

Con il tempo, don Mimmo ha cercato di comprendere meglio il suo percorso, facendo "tante esperienze nella vita, tutte le esperienze possibili." Queste esperienze, seppur variegate, lo hanno condotto a una maggiore coscienza di sé, del suo rapporto con Dio e del senso della sua vita nel mondo, convinto che "ciascuno di noi ha un senso nella vita e nella comunità."

Gli Anni del Seminario e le Sfide Giovanili

Don Mimmo ha frequentato le scuole medie in seminario, seguendo l'esempio del fratello maggiore, che per lui è sempre stato "un punto di riferimento importante." Ricorda un episodio particolare durante la quinta elementare, quando, dopo un preseminario di tre giorni, l'allora rettore gli comunicò di dover aspettare un po' per iniziare il percorso. Don Mimmo pianse molto per questa delusione, ma ad agosto dello stesso anno, durante le festività di Sant’Oronzo, co-patrono della diocesi, il rettore lo richiamò, comunicandogli che poteva iniziare. La gioia fu immensa, e seguirono tre anni di vita comunitaria intensa: "giocavamo tutti i giorni a calcio, ma si pregava, si studiava, si approfondivano le cose, si facevano degli incontri importanti, l’attenzione alle missioni, facevamo il giornalino."

Durante la seconda media, don Mimmo perse il padre, un evento che lo segnò profondamente. Dopo la terza media, pur uscendo dal seminario, continuò con grande impegno la sua vita parrocchiale, in una comunità "vivacissima" che offriva numerosi gruppi e attività: missionario, liturgico, canti, giochi, catechesi, carnevalino. Tali esperienze hanno contribuito a forgiare il suo carattere "molto propositivo, per cercare di creare occasioni belle per crescere insieme."

Disegno raffigurante la vita comunitaria in un seminario giovanile

Anche durante le scuole superiori, don Mimmo mantenne un ruolo attivo, diventando rappresentante di classe e poi d'istituto, e della consulta provinciale. Era sempre presente "dove c’era da organizzare, da rappresentare." Dopo il diploma di perito agrario, si iscrisse all'università, ma con superficialità. Dopo tre mesi, come il "figliol prodigo," ritornò a casa. Seguirono diverse esperienze lavorative e civili: praticantato con un tecnico agrario, collaborazione con la Coldiretti, concorso per vigile urbano provvisorio.

Il Discernimento e la Decisione Definitiva

In un periodo di grande confusione, don Mimmo si interrogava: "Ma cosa devo fare della mia vita? Come mi devo impegnare?" Aveva sempre apprezzato la rilevanza sociale del Vangelo e quei santi che vivevano una fede forte con una concreta attenzione al sociale. Si impegnò anche nel mondo giovanile, ricoprendo ruoli importanti, ma sentiva che "qualche cosa che non andava." Collaborava anche con il fratello nell’azienda paterna, ma non voleva prenderne le redini. Nonostante fosse fidanzato e avesse "esperienze importanti, belle," sentiva un profondo disagio.

La svolta avvenne a ventiquattro anni, quando fu invitato a un ritiro di tre giorni. Era un momento di "grande confusione," si sentiva pesante e percepiva la necessità di prendere una decisione decisiva per la sua vita. Lì, aprì il suo cuore a un sacerdote, confessando una confusione interiore e il desiderio represso del sacerdozio. Il sacerdote lo incoraggiò a continuare a incontrarsi e a pregare, e da quel momento la sua vita cominciò a prendere una "chiarezza tutta differente." Dopo alcuni anni di dialogo, don Mimmo entrò in seminario con dei religiosi, trascorrendo tre anni a Roma, per poi rientrare nel seminario diocesano a Molfetta.

L'Ordinazione Sacerdotale e il Servizio alla Comunità

Il Settimo Anniversario e il Senso della Scelta

Il giorno del settimo anniversario della sua ordinazione sacerdotale è stato "un giorno bello, particolarmente forte." Don Mimmo ricorda le condizioni climatiche non favorevoli, ma soprattutto la grande serenità e la profonda responsabilità. Furono ordinati in tre: lui, don Andrea e don Sandro, che definisce "due compagni di viaggio davvero straordinari con i quali davvero condividiamo una grande amicizia."

Quella sera, percepì una "serenità di fondo e una responsabilità tanto grande," osservando la gioia della gente. Si rese conto che questa scelta, seppur complessa, "ha portato nel cuore delle persone una gioia della quale neanche io sapevo capacitarmi." Porta con sé il ricordo della sua "presa di coscienza, di responsabilità, di timore e tremore" di quel momento e la gioia delle persone accanto a lui. Questo significa "sentirti parte di un popolo dove tu sei comunque un riferimento, hai la responsabilità di essere punto di riferimento."

Da Amministratore Parrocchiale a Parroco della Cattedrale

Dopo tre anni trascorsi come amministratore parrocchiale, una situazione canonica specifica, don Mimmo è stato confermato parroco della Cattedrale di Brindisi. Essere amministratore parrocchiale è la nomina che l'Arcivescovo dà inizialmente a un sacerdote con funzioni di parroco, per valutare la sua capacità di guidare una comunità. Questo periodo, solitamente di tre anni, serve a verificare l'idoneità del sacerdote ad accompagnare il popolo di Dio e a gestire le strutture e le parti amministrative, che sono "veramente complesse." Al termine, l'Arcivescovo decide se confermare il sacerdote come parroco in quella stessa parrocchia o destinarlo altrove.

Mappa dell'area parrocchiale della Cattedrale di Brindisi

Nel caso di don Mimmo, l'Arcivescovo ha deciso di confermarlo come parroco della Cattedrale. Un ruolo non semplice, dato che la parrocchia Cattedrale è molto ampia e include anche la presenza di ex parrocchie. Nonostante le complessità, il percorso sta avvenendo in un clima di vicinanza alla gente, cercando di conoscere sempre più persone e sviluppando quella "capacità di stare insieme che un po’ mi contraddistingue."

Don Mimmo desidera "camminare insieme" alla comunità, con "tanta fede in Dio" affinché questa fede possa "innescare dei dinamismi molto di attenzione alla comunità ecclesiale e civile, perché non è mai staccato questo." Questo impegno si manifesta non solo come parroco della Cattedrale, ma anche nel suo importante ruolo di delegato dell’Arcivescovo per le questioni sociali.

La Cattedrale di Brindisi: Struttura e Comunità Afferenti

La Cattedrale di Brindisi ha la denominazione ufficiale di VISITAZIONE E S. GIOVANNI BATTISTA Cattedrale. Essa rappresenta il cuore spirituale della città e un punto di riferimento per numerose comunità. A essa fanno capo diverse rettorie semplici, che contribuiscono alla vita pastorale e liturgica dell'Arcidiocesi.

  • Madonna della Scala RETTORIA SEMPLICE (PROT 11/87), Brindisi, Puglia, Italia
  • San Domenico Del Cristo RETTORIA SEMPLICE (PROT 11/87), Brindisi, Puglia, Italia
  • San Giovanni al Sepolcro RETTORIA SEMPLICE (PROT 11/87), Brindisi, Puglia, Italia
  • San Michele Arcangelo Scuole Pie RETTORIA SEMPLICE (PROT 11/87), Brindisi, Puglia, Italia
  • San Paolo Eremita RETTORIA SEMPLICE (PROT 11/87), San Paolo 11, Brindisi, Puglia, Italia
  • San Sebastiano Delle Anime RETTORIA SEMPLICE (PROT 11/87), Brindisi, Puglia, Italia
  • Santa Maria degli Angeli Degli Angeli RETTORIA SEMPLICE (PROT 11/87), Brindisi, Puglia, Italia
  • Santa Maria del Monte RETTORIA SEMPLICE (PROT 11/87), Brindisi, Puglia, Italia
  • Santa Maria del Romitorio RETTORIA SEMPLICE (PROT 11/87), Brindisi, Puglia, Italia
  • Santa Teresa RETTORIA SEMPLICE (PROT 11/87), Brindisi, Puglia, Italia
  • SS. Anna e Benedetto RETTORIA SEMPLICE (PROT 11/87), Brindisi, Puglia, Italia
  • SS. Annunziata RETTORIA SEMPLICE (PROT 11/87), Brindisi, Puglia, Italia
  • SS. Trinità e Lucia Santa Lucia RETTORIA SEMPLICE (PROT 11/87), Brindisi, Puglia, Italia

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