Introduzione all'Abbazia di Fiastra
L'Abbazia di Santa Maria di Chiaravalle di Fiastra rappresenta il più importante edificio monastico delle Marche, nonché uno dei monumenti più insigni e meglio conservati dell’architettura cistercense in Italia. Fondata nel 1142 dai Cistercensi di Milano, unisce l'austerità romanica alla semplicità cistercense, distinguendosi per il suo particolare stile di transizione dal Romanico al Gotico. È un luogo mistico, avvolto nel silenzio, che merita di essere scoperto.
L'Abbadia di Fiastra si trova nella bassa Valle del Fiastra, in prossimità dell’omonimo fiume, nel territorio dei Comuni di Tolentino e Urbisaglia. La sua bellezza è amplificata da una scenografica cornice naturale: la delicata e spirituale bellezza del paesaggio, le dolci colline, la verdissima pianura e una selva rigogliosa. Oggi è il cuore della Riserva Naturale Abbadia di Fiastra.
Cenni Storici
L’Abbazia, per più di trecento anni, fu economicamente florida grazie a numerose vocazioni e a generosi lasciti. Il suo territorio, suddiviso in sei grance (aziende agricole), favorì uno sviluppo non solo economico ma anche sociale e religioso, arrivando a controllare trentatré chiese e monasteri. I monaci cistercensi, arrivati nel 1142 dal monastero di Chiaravalle di Milano, portarono con sé i libri liturgici e gli arnesi da lavoro. Per la costruzione dell’abbazia, seguirono le indicazioni di San Bernardo di Chiaravalle, il quale esigeva che ogni monaco vivesse in povertà e austerità, ma che gli ambienti destinati alla vita collettiva fossero solenni e maestosi, privi di ornamenti superflui, affinché l’arte avesse una finalità ascetica e di elevazione spirituale. Si ricorse ad architetti-monaci francesi che si avvalsero di stilemi tipici dell’architettura cistercense.
Dalla sua fondazione, l’Abbazia conobbe tre secoli di splendore fino al saccheggio del chiostro e della chiesa operato da Braccio da Montone nel 1422. A seguito di questo evento, i Cistercensi abbandonarono l'Abbazia, che fu successivamente affidata a cardinali commendatari, poi ai Gesuiti tra il 1581 e il 1773. Nel 1773, la nobile famiglia Giustiniani Bandini acquistò il complesso, aggiungendo sul lato sud un elegante palazzo neoclassico e dando vita a un giardino all’inglese con lecci secolari.

Cosa Visitare all'Abbazia di Fiastra
L'Abbazia di Chiaravalle di Fiastra offre un percorso di visita ricco e variegato, che permette di scoprire ambienti storici, collezioni museali e la bellezza della natura circostante. La chiesa (parrocchia della Diocesi di Macerata) è aperta tutti i giorni, dalle ore 7:00 alle ore 19:30.
La Chiesa Abbaziale
L’interno della chiesa è a tre navate, di cui la centrale è altissima, a volte ogivali, con caratteristici pilastri cruciformi coronati da capitelli romanici. Questi capitelli furono scolpiti dai monaci stessi con materiali provenienti dai ruderi della vicina Urbs Salvia, città romana distrutta da Alarico tra il 408 e il 410. La chiesa, a pianta a croce latina, conserva ancora capitelli unici, due rosoni e affreschi tre-quattrocenteschi, mentre le volte a crociera furono sostituite da capriate lignee. Tra gli affreschi che si conservano nell’abbazia, notevoli sono quelli della seconda cappella a destra, dedicata a San Benedetto, risalenti al secolo XV e attribuiti alla scuola camerinese. Guardando alla base del muro della chiesa, si può scorgere tra i mattoni e le pietre romane un frammento di capitello ionico, testimonianza dell'uso di materiali di reimpiego.
Il Chiostro e il Pozzo Cisterna
Il chiostro è il luogo simbolo della vita monastica, dove i monaci meditavano o leggevano i Sacri Testi. Rappresenta il luogo di convergenza e del movimento, l’intersezione per passare da un ambiente all’altro del monastero, costituendo lo spazio e il tempo necessario per passare da un’attività all’altra. La sua forma attuale è frutto della ristrutturazione avvenuta dopo il saccheggio di Braccio da Montone del 1422. Il chiostro, riservato ai monaci, aveva uno scopo sia pratico che simbolico, permettendo di accedere a tutti i locali del monastero.
L’imponenza e la geometria del chiostro catturano immediatamente lo sguardo. Ha la forma di un grande quadrato, che richiama la figura della “Gerusalemme celeste” descritta nell’Apocalisse, con i 4 lati che fanno riferimento ai fiumi del paradiso e ai punti cardinali, simboleggianti l’intera umanità. Sul lato Nord è collocata la chiesa abbaziale; il lato Ovest era destinato ai conversi; ad Est erano sistemati anticamente una piccola biblioteca, il parlatoio e lo Scriptorium. Questi locali non sono più riconoscibili oggi, ma è ancora presente la Sala del Capitolo. Sul lato Sud c’erano i servizi: la cucina, i due refettori e la sala riscaldata. Oggi il lato Sud è occupato dal Palazzo Giustiniani Bandini.
Al centro del chiostro si trova il pozzo ottagonale in pietra, sovrastato da una struttura in ferro aggiunta dai Gesuiti (1581-1773). Il pozzo era usato per attingere l’acqua dalla cisterna sottostante, dove confluiva l’acqua piovana attraverso un sistema di decantazione e filtraggio. Il chiostro è colorato e profuma delle piante officinali che lo adornano ancora oggi: timo, maggiorana, santolina, menta, rosmarino, salvia, elicriso e lavanda.

La Sala del Capitolo
Proseguendo nell’esplorazione del monastero, si raggiunge la Sala del Capitolo, dove i monaci si radunavano ogni mattina. Qui, prima leggevano il martirologio, poi un capitolo della Regola di San Benedetto (da cui il nome della sala). Alla lettura della Regola seguiva il “Capitolo delle colpe”, durante il quale ogni membro della comunità poteva accusare pubblicamente i propri peccati e denunciare le colpe altrui.
Il piano della sala è due gradini più basso rispetto a quello del chiostro, per rappresentare simbolicamente il fatto che si scendeva per la confessione e si risaliva purificati. La stanza è divisa in sei campate con volte a crociera, sostenute da colonne in laterizio; al centro c’è il seggio dell’abate e davanti una pietra tombale. All’interno della sala un’epigrafe richiama lo stile di vita dei monaci: “parla poco, odi assai et guarda al fine di ciò che fai”. Oggi la sala è per lo più spoglia e rimanda solo con un’eco alla vita vissuta qui dai monaci tanti secoli fa.
Il Refettorio dei Conversi
Nelle abbazie esistevano due refettori: uno riservato ai monaci, l’altro ai conversi. Nell’Abbazia di Fiastra, il refettorio dei monaci fu demolito nell’Ottocento per costruire il Palazzo Bandini, mentre quello dei conversi è rimasto intatto. Il refettorio dei conversi è caratterizzato dall’uso massiccio e creativo del materiale prelevato dalle rovine dell’antica città romana di Urbs Salvia. I sette sostegni centrali sono composti da capitelli, fusti e basamenti di colonne romane, tutti diversi tra loro. Le monofore romaniche danno luce al locale, rendendolo uno degli ambienti di maggiore suggestione del complesso abbaziale. Il pasto nel refettorio simboleggiava la comunione e la condivisione; durante il pasto erano letti i Testi Sacri, così che i monaci potessero nutrire corpo e spirito.
Le Grotte dell'Abbazia
L’Abbadia di Chiaravalle di Fiastra è ricca di grotte costituite da una serie di corridoi che si intersecano con la chiesa e che raggiungono una profondità di 5,73 metri. Le nicchie lungo i vari corridoi erano le antiche cantine dell’Abbazia e ospitavano le botti per il vino o gli alimenti che dovevano essere tenuti al fresco. Le grotte si snodano sotto il presbiterio, sotto le cappelle a sinistra della chiesa e in vari altri punti. In caso di pericolo, le grotte erano anche una via di fuga per i monaci, e infatti, uno dei corridoi conduceva all’esterno del monastero. Probabilmente la struttura risale al XII secolo, quando la Chiesa era già stata costruita; questo spiega le brusche deviazioni dei corridoi e il taglio dei muri più antichi in corrispondenza delle fondamenta della chiesa. Recenti ristrutturazioni hanno portato alla luce gallerie e nicchie, prima nascoste. Al momento le grotte non sono visitabili.
Le Cantine e il Museo del Vino
I Gesuiti edificarono i locali delle cantine nel XVII secolo. Qui veniva lavorata l’uva dei vigneti di proprietà dell’Abbazia di Fiastra. Le cantine sono costruite su due piani, di cui uno interrato. Il piano terra è collegato al piano interrato da una ripida scala munita di due scivoli laterali, che servivano per trasportare più agevolmente le botti da un piano all’altro. La parte sotterranea garantiva una temperatura ottimale per la conservazione del vino; qui si possono vedere delle parti del pavimento convesse, che permettevano di convogliare l’acqua usata per pulire i locali e le botti.
Le cantine oggi ospitano il Museo del Vino, dove sono esposti antichi strumenti usati dai contadini per la produzione del vino, tra cui botti di rovere, pompe per travasare il vino, dei torchi e una caldaia per il vino cotto. Nella zona dell’Abbazia di Chiaravalle di Fiastra si producono da sempre due tipi di vino bianco da pasto: il Bianco dei Colli Maceratesi e il Rosso Piceno. Il museo è ben curato, con numerosi pannelli esplicativi, oggetti e dettagliate spiegazioni sulla produzione di vino nelle Marche.

La Sala delle Oliere e il Museo Archeologico
Questa stanza sotterranea era anticamente usata per la conservazione dell’olio d’oliva prodotto dall’Abbazia. La coltivazione dell’olivo nelle Marche vanta una tradizione secolare e già in epoca romana il Piceno era ritenuto una zona prestigiosa per la produzione dell’olio. Le aperture visibili in alto consentivano un minimo di luce e areazione per garantire una migliore conservazione. Per facilitare la pulizia della stanza, il pavimento è in pendenza, mentre il canale sotto il muretto, dove erano collocate le grandi brocche piene d’olio, convogliava l’olio in appositi pozzetti in caso di fuoriuscita.
Oggi la Sala delle Oliere ospita la Raccolta Archeologica con reperti provenienti da Urbs Salvia, rinvenuti durante gli scavi. I documenti epigrafici costituiscono il nucleo più importante di questa raccolta. Ci sono frammenti che appartenevano alle necropoli e alle aree funerarie, come le ciocche di una testa leonina, iconografia tipica nell’ambito funerario. La raccolta conserva inoltre i materiali della Collezione Giustiniani Bandini, raccolti a partire dal ‘700 e conservati per abbellire il Palazzo. Sono presenti anche ritratti, un peso in basalto, un’urna cineraria e un’anfora rinvenuta nel Mar Adriatico.
Il Cellarium
Il cellarium, grande magazzino del monastero, era prevalentemente riservato ai monaci conversi ed era adibito a magazzino e deposito. Oggi è usato per mostre e manifestazioni. Il corridoio attiguo permetteva l’accesso alla chiesa attraverso una porta, oggi murata, senza passare per il chiostro che era invece riservato ai monaci.
Il Palazzo Giustiniani Bandini
L’ala sud del chiostro dell’Abbazia di Fiastra divenne alla fine del XVIII secolo l’abitazione della Famiglia Bandini. Sigismondo Giustiniani Bandini, Principe dal 1863, affidò la ristrutturazione dell’edificio all’architetto Aleandri, lo stesso che progettò lo Sferisterio di Macerata. Il Palazzo, in stile neoclassico, presenta alcune stanze riccamente arredate e ha ospitato la famiglia fino alla morte di Sofia, ultima discendente. Oggi è la sede della Fondazione Giustiniani Bandini, proprietaria dell’edificio e dei terreni circostanti.
Il Palazzo si sviluppa su tre piani, anche se al momento non è più visitabile interamente a causa dei danni arrecati alla struttura dall’ultimo sisma. Splendido il Salone Pompeiano, dove si ascoltava la musica. La sala delle Tenute e lo scalone nobile sono abbelliti con decorazioni pittoriche a Trompe l’oeil per volere dell’ultimo Principe. Entrando nel palazzo dal chiostro, sono visibili importanti reperti romani provenienti dai resti di Urbs Salvia. Poco più avanti, affacciata sul giardino, c’è la Sala delle Tenute, che mostra riprodotte sulle pareti le proprietà della Famiglia Giustiniani Bandini: l’Abbazia di Fiastra, i castelli di Lanciano e Rustano (Castelraimondo), il castello della Rancia (Tolentino) e la rocca da Varano (Camerino), oltre alle tenute terriere di Sarrocciano e di Santa Maria in Selva (Corridonia e Treia).
Una lapide sulla parte esterna del refettorio, verso il giardino, riporta una frase del Dottor Paul Pollak, a ricordo del periodo in cui nel palazzo fu allestito un campo di internamento per ebrei e prigionieri politici durante la II Guerra Mondiale. Pollak ha lasciato un memoriale in cui descrive la vita dei prigionieri, circa un centinaio di persone, che potevano passeggiare nel parco e usare la biblioteca; alcuni potevano suonare, c’era un medico, si potevano seguire lezioni d’italiano e inglese e c’era una piccola sinagoga per le funzioni religiose. Le condizioni di vita da sopportare erano migliori che in molti altri campi. Tutti i prigionieri furono spostati il 30 novembre 1943 e in seguito molti di loro furono deportati ad Auschwitz. Solo Pollak sopravvisse.
Il Giardino all'Inglese
Il meraviglioso giardino antistante il Palazzo Giustiniani Bandini è un raro esempio di giardino all’inglese, dovuto probabilmente al fatto che i Principi Giustiniani Bandini erano Pari d’Inghilterra e membri della Camera dei Lord. Impianato tra il 1818 e il 1835, è ricco di alberi ad alto fusto, vialetti, zone di conservazione e una piccola fontana. Tutto intorno è ornato da lecci secolari, tassi, palme e una maestosa quercia da sughero (una specie rara nelle Marche).

Servizi e Informazioni Utili per i Visitatori
L’Abbazia di Fiastra è un luogo ideale per trascorrere un’intera giornata, rigenerando spirito, anima e corpo grazie all'offerta di numerosi servizi e opportunità.
Ufficio Informazioni
In un locale dell’antica foresteria del monastero si trova l’Ufficio Informazioni, voluto dalla Fondazione Giustiniani Bandini e dalla Provincia di Macerata. Qui i numerosi visitatori della Riserva Naturale possono trovare opuscoli e materiale informativo sulla Riserva stessa, sul complesso abbaziale e su tutta la Provincia di Macerata. Il personale è in grado di dare informazioni e spiegazioni, anche in lingua straniera, su strutture museali da visitare, sentieri da percorrere, centri storici da visitare, orari dei mezzi pubblici, recettività locale e altro.
Orari e Accessibilità
- La chiesa abbaziale è aperta tutti i giorni, dalle ore 7:00 alle ore 19:30.
- Sono inoltre visitabili il chiostro con la sala del Capitolo, le cantine (dove è stato allestito il Museo del Vino), la sala delle oliere (che ospita la Raccolta Archeologica), il cellarium e il refettorio dei conversi.
- Le grotte e alcune sezioni del Palazzo Giustiniani Bandini non sono attualmente visitabili.
Depliant e Bookshop
Sono disponibili depliant gratuiti per la visita (in italiano, inglese, tedesco, francese, spagnolo, olandese) e un bookshop per l'acquisto di guide e souvenir.
Foresteria e Accoglienza
La foresteria dispone di sei camere, una cucina e un'ampia sala, in grado di accogliere gruppi e singoli per un soggiorno immerso nella tranquillità del luogo.
Connessione Internet Gratuita
Nel piazzale e nei prati davanti l’Abbazia di Fiastra è presente una connessione internet gratuita.
Indicazioni Stradali e Parcheggi
Per raggiungere l’Abbazia di Fiastra occorre prendere l’uscita della SS77var della Val di Chienti e uscire a “Macerata Ovest”, seguendo la segnaletica turistica marrone “Riserva Naturale Abbadia di Fiastra”. Sono previsti servizi igienici e parcheggi auto.
La Riserva Naturale e i Dintorni
L’Abbadia di Fiastra è circondata da un immenso parco verde, ricco di alberi e fontanelle d’acqua potabile, perfetto per fare un picnic e rilassarsi.
La Riserva Naturale Abbadia di Fiastra
Ci sono numerosi percorsi che si possono fare a piedi per scoprire la Riserva Naturale Abbadia di Fiastra, come: il sentiero della Selva, il Lago le Vene, il Bosco e il Fiume, il Fiastra tra Abbazia e città romana. La bicicletta è un modo diverso per scoprire le bellezze dell’Abbadia di Fiastra.
ABBADIA DI FIASTRA riserva naturale
Il Parco Archeologico di Urbs Salvia
Urbs Salvia, municipio romano e poi colonia nei primi anni del I secolo d.C., costituisce oggi il massimo documento archeologico della regione Marche. Il Parco Archeologico di Urbs Salvia si sviluppa sul pendio della collina su cui è sorta la Urbisaglia medievale e comprende: le cisterne dell’acquedotto che rifornivano d’acqua la città sottostante, il Teatro, usato per le rappresentazioni drammatiche, e l’edificio a nicchioni, che fungeva da scenografico raccordo dei vari livelli della città. Ai piedi della collina si estende l’area sacra, costituita da un Tempio con criptoportico, un corridoio sotterraneo affrescato secondo lo stile pompeiano. Attraversando l’imponente cinta muraria si raggiunge l’Anfiteatro dove si svolgevano i giochi gladiatori. Sono inoltre visibili parte della cinta muraria che racchiudeva tutta la città.
Itinerari Consigliati nei Dintorni
Oltre all'Abbazia e al Parco Archeologico di Urbs Salvia, è possibile organizzare visite guidate per scoprire altre perle della provincia di Macerata:
- Visita guidata a Macerata.
- Visita guidata a Tolentino.
- Visita guidata a San Ginesio.
- Visita guidata alle chiese romaniche della valle del Chienti: Santa Maria a piè di Chienti (Montecosaro), San Claudio al Chienti (Corridonia), Santa Maria di Chiaravalle di Fiastra (Tolentino).
- È possibile trascorrere tranquillamente un’intera giornata qui, per scoprire con calma tutta la zona e magari concludere la giornata al Lago di Fiastra, raggiungibile in circa 30/40 minuti di macchina, per un bagno rinfrescante e un aperitivo vista lago, immersi in una cornice da cartolina.
Attività e Relax
Tanti itinerari, attività, laboratori per singoli e famiglie, gruppi. Dopo una bella passeggiata non c’è niente di meglio che ricaricare le energie con una pausa di gusto, assaporando i prodotti delle aziende del territorio locale.
Guide Turistiche Specializzate
L'Abbazia di Santa Maria di Chiaravalle di Fiastra è un monumento ricco di storia e dettagli che una guida specializzata può illustrare al meglio. Sono disponibili guide turistiche esperte per la provincia di Macerata, Fermo, Ascoli Piceno, Ancona e per la Basilica Pontificia di Loreto.
Una visita guidata all'Abbazia di Fiastra include l'illustrazione degli ambienti più importanti del monastero: la chiesa, il chiostro, la sala capitolare, il refettorio dei conversi, le grotte, le cantine, il cellarium, la sala delle oliere (che attualmente ospita una raccolta di reperti provenienti dal vicino Parco Archeologico di Urbs Salvia). La visita guidata include anche il parco del Palazzo dei Principi Giustiniani-Bandini, ultimi proprietari del complesso abbaziale.
È inoltre possibile organizzare visite guidate al Parco Archeologico di Urbs Salvia.