La produzione artistica di Santo Paolo Guccione si distingue per la sua capacità di esplorare la condizione umana attraverso un linguaggio scultoreo profondo e vitale. L'artista, con la sua sensibilità, offre una riflessione sui valori universali, radicati nella sua terra natia, la Sicilia.
L'Evoluzione della Produzione Artistica
La produzione più recente di Santo Paolo Guccione offre all’osservatore elementi nuovi rispetto al passato, che esaltano, anche se in modi diversi, la mal sopita vitalità e la sanguigna passionalità dell’artista. Dai gruppi scultorei affiora una maggiore coralità e un'attenzione più accentuata alla cura delle forme, che offrono una certa plasticità e armonia, segni di nuovi equilibri che rappresentano l’aspetto più maturo dell’artista. Si fanno evanescenti gli echi della caparbia ricerca della vita rappresentata dalle figure femminili del primo periodo, dove era predominante il contrasto che emergeva dalle tinte forti e definite, immagine dell’incontro-scontro con una realtà attraente ed ostile ad un tempo.
L’autore ripercorre in qualche modo il suo passato, volgendosi indietro per esplorare la sua infanzia, la famiglia, la donna che è diventata madre. Le figure sono ormai a tutto tondo, incedono con un dinamismo composto e quasi solenne, e tendono sempre più verso l’alto, anche se le madri delle maternità si curvano ancora sui figli con gesto protettivo, e questi formano sempre un tutt’uno con le madri. Queste opere offrono spunti di riflessione forti e profondi, specialmente in un periodo di crisi di valori che ha investito anche la famiglia.

Temi e Simbolismo
La tecnica di Guccione è particolare: le sue figure non hanno un volto definito, esse vogliono essere il volto dell’uomo. Un uomo proteso alla ricerca di se stesso, del proprio mondo, delle proprie radici, del suo Creatore. Che sia legno, argilla o pietra, le sculture di Santo Paolo Guccione cantano la vita, una vita semplice e dura al tempo stesso, una vita però in cui non si è mai soli: c’è sempre una madre. È la madre che tanti artisti in mille modi hanno cantato e invocato, e in lei Guccione scorge la sua terra, la sua Sicilia. Santo Paolo Guccione fa parte di quella nutrita schiera di artisti che mostrano l’amore per la propria terra attraverso le espressioni più genuine e pregnanti di cui ogni madre si può onorare.
L'Armonia Essenziale e la Figura Femminile
Santo Paolo Guccione riesce sempre a dare una proiezione plastica alle figure dal tratto armonico e preciso, che usi il legno, il marmo oppure la ceramica per le sue sculture. Le figure, specialmente quelle femminili, emanano una sensualità particolare, rispettose come sono di quelle linee ascensionali che servono ad allungare la visione dell’insieme e a dare un’ulteriore brillantezza all’immagine. C’è un composto dinamismo nel procedere delle curve e nel gesto; c’è un tutt’uno tra la coralità del messaggio e la plasticità del frasario gestuale. Ciò spiega il motivo per cui nelle opere di Santo Paolo Guccione si ritrovano elementi sognanti, risvolti mitologici e richiami all’oggi.
La figura femminile è senza dubbio l’oggetto di indagine più ricorrente e costante nella decennale produzione scultorea di questo artista che osserva, indaga, scava e studia l’evolversi del concetto comune e personale di donna. La donna è intesa come figura centrale per l’umanità: come generatrice, musa ispiratrice, dea e fonte di saggezza, madre attenta, protettrice e premurosa, ma anche come amante, danzatrice sinuosa e attraente.

I Materiali e il Rapporto con la Natura
Tutte queste forme nascono grazie a un rapporto intimo e totale con i materiali, che vengono scelti accuratamente per partecipare pienamente alla trasmissione di un’intensità emotiva sensibile e affascinante proprio per la sua semplicità. Legno di ulivo, cipresso, eucalipto, terracotta, pietra lavica e ferro sono gli "strumenti" privilegiati per esprimersi. I materiali impiegati, infatti, fanno pienamente parte del suo mondo e rispecchiano la sua abilità e il suo occhio d’artista attento, sensibile e critico che coglie a priori in un blocco di pietra, in un tronco o una radice, anche visti o trovati per caso, una forma, un’immagine.
Sarà poi la sua abilità che trasformerà con maestria questi pezzi inermi in una scultura compiuta, in un oggetto artistico unico, testimone di questa lunga e a volte faticosa ricerca. Nelle sculture terminate rimane sempre il segno di tutto il suo amore per la materia, tutto il suo interesse per il lavoro di intaglio, di scavatura, di erosione, di manipolazione di un elemento della natura che non viene completamente annullato o cancellato, ma resta evidente, testimone di una passione e di un amore per l’arte, per la scultura che non distrugge la natura, ma la rende partecipe dell’idea artistica e la utilizza per esaltarne ulteriormente le capacità espressive.
La natura così generosa, intensa e difficile in una terra ricca e complessa come la Sicilia fa parte quindi dell’arte di Guccione, confermando il suo attaccamento alla vita in tutte le sue manifestazioni; la madre terra si colloca così alla fonte di tutta la sua ispirazione.

Il Messaggio Profondo dell'Arte di Guccione
La fiducia e la positività di questi valori e punti di partenza rendono le sue opere appassionate, energiche, vitali. Esistono problemi e sofferenze, espressi con le contorsioni, i nodi, gli intrecci matrici, ma non esiste la solitudine. Il suo messaggio è globale, parla dell’uomo senza troppi accademismi, con naturalezza e semplicità, e nelle sue figure, spesso senza volto o appena delineato, potremmo tutti identificarci, non figurativamente, ma emotivamente.
Su tutto sembra quasi troneggiare il “Perché?”, che dà il titolo al crocifisso in ulivo e buganvillea; un perché fatto di storia d’ogni giorno, di dubbi, di affetti che si sbriciolano, di sentimenti che, ossessivamente, finiscono preda del compromesso. Ogni figura si presenta con un volto non ben definito, quasi a voler celare un po’ la paura che abita all’interno di ognuno di noi. Ogni figura, al tempo stesso, ha la capacità di emanare un fascino del tutto particolare. È sufficiente, per rendersene conto, osservare la silhouette di “Ecuba” oppure quella di “Andromaca ed Astianatte”: entrambe sono rese in maniera totalizzante e dando spazio a una gestualità che fa dell’essenziale il suo marchio caratteriale.
Forza, movimento, sintesi, plasticità, armonia: questi sono gli ingredienti che si accompagnano alle creazioni scultoree di Santo Paolo Guccione, un artista che sa dare profondità alle allegorie e purezza espressiva alla materia. Un artista, dunque, a trecentosessanta gradi, come sottolineato anche nell'“Atlante Italiano dell’Arte” a cura di A. Carello Editore.