I Miracoli di Lourdes e la Storia di Giuliana Torretta

Lourdes è un luogo di profonda devozione e di testimonianze straordinarie, dove la scienza ha spesso dovuto arrendersi di fronte a inspiegabili guarigioni. Il giornalista di TV2000, Fabio Bolzetta, nel suo libro “Miracoli a Lourdes. Il racconto diretto di chi è stato guarito”, edito dalle Edizioni Paoline, ha raccolto le storie di cinque miracolati italiani, accompagnando le loro testimonianze con le documentazioni originali custodite dalle Commissioni collegiali mediche e anonime presso gli archivi diocesani e presso il Bureau des Constatation Medical di Lourdes.

In 160 anni di apparizioni mariane, solo 72 guarigioni (aggiornate fino al 2025) sono state ufficialmente riconosciute come miracoli dalla Chiesa Cattolica. Ma è proprio la loro rarità, insieme alla severità dei criteri di valutazione ecclesiale e clinica, a rendere queste storie significative.

Santuario di Lourdes e folla di pellegrini

La Storia di Giuliana Torretta: Una Guarigione Inspiegabile

Giuliana Torretta, morta a 82 anni nella sua casa di Dueville, in provincia di Vicenza, è stata protagonista di una delle guarigioni più clamorose e ancora inspiegabili legate a Lourdes. Originaria di Forme Cerati a San Pietro Valdastico, si è spenta a causa di complicanze cardiache, lasciando il marito e i figli Ida e Daniele.

La sua storia unica è iniziata l’1 giugno 1998, quando, all’età di 63 anni, si trovava in pellegrinaggio a Lourdes. Dopo la messa al santuario, Giuliana riferì di aver sentito più volte una voce dolce, femminile, che le disse: “Cammina, Giuliana, cammina”.

Poche ore dopo, nella sua stanza d'ospedale, riuscì a muovere i primi passi alzandosi dalla carrozzina dove una tubercolosi ossea e una mielite ischemica l'avevano costretta dall'età di 44 anni. Il dottor Armando Donello, neurologo e responsabile dei medici dell'Unitalsi Triveneto, presente in quel pellegrinaggio, fu il primo a rendersi conto che la donna, che da 19 anni si muoveva in carrozzina, aveva improvvisamente ripreso riflessi e mobilità.

Fu subito chiaro che, se di miracolo ancora, almeno ufficialmente, non si poteva parlare per mancanza dell'accertamento da parte del Bureau Internazionale di Medici, di guarigione inspiegabile, questo sì, si trattava. La sua guarigione fu riconosciuta come uno dei 7 mila casi “non giustificabili scientificamente” dall'equipe medica di Lourdes. Il Comitato Medico Internazionale di Parigi aveva riconosciuto il misterioso risanamento e una riunione imminente avrebbe potuto portarla al riconoscimento come il quarto miracolo italiano.

Dopo l'incredibile evento, la notizia si diffuse rapidamente. Giuliana, pur non avendo mai compreso veramente perché quella guarigione fosse toccata proprio a lei, decise di restituire un po' della sua fortuna a chi ne aveva bisogno. Divenne volontaria Unitalsi e per oltre un decennio accompagnò nei luoghi della fede malati e disabili. Fino all'ultimo, ha continuato a chiedersi «Perché?», portando con sé il mistero della sua guarigione.

Ritratto di Giuliana Torretta, donna anziana sorridente

I Criteri per il Riconoscimento dei Miracoli a Lourdes

La Chiesa Cattolica stabilisce condizioni rigorose affinché una guarigione sia proclamata miracolosa. Nonostante le migliaia di dossier di guarigioni depositati a Lourdes, ad oggi solo 72 casi sono stati riconosciuti come miracoli, a testimonianza dell'estrema severità dei criteri di valutazione ecclesiale e clinica.

Condizioni Rigorose per la Proclamazione Miracolosa

Per essere considerata miracolosa, una guarigione dev’essere:

  • Istantea: la guarigione avviene in un momento preciso.
  • Completa: la malattia scompare senza lasciare postumi.
  • Duratura: la guarigione si mantiene nel tempo.
  • Non spiegabile secondo le conoscenze mediche del tempo: nessun trattamento o processo naturale può giustificare il recupero.
  • In un contesto di fede: il fatto deve inserirsi in un'esperienza spirituale, senza la quale rimane clinicamente straordinario ma non è considerato teologicamente rilevante.

Il percorso ecclesiale si articola in cinque tappe fondamentali: constatazione clinica, valutazione interdisciplinare, discernimento spirituale, giudizio scientifico e proclamazione del vescovo. La metodologia, aggiornata nel 2006, affianca al rigore medico un’attenzione pastorale, aprendosi anche alle guarigioni interiori che, pur restando fuori dalle statistiche ufficiali, sono riconosciute come autentiche esperienze di grazia.

Infografica: Processo di riconoscimento di un miracolo a Lourdes

Statistiche e Caratteristiche dei Miracoli Riconosciuti

Un'analisi statistica dei 72 casi ufficiali di miracoli riconosciuti a Lourdes rivela alcuni elementi ricorrenti:

  • Genere: Le donne rappresentano l’82% dei casi noti, una percentuale significativamente alta.
  • Età: L’età al momento della guarigione varia da 2 a 78 anni, con una netta prevalenza tra i 20 e i 49 anni (65%). Solo il 3% ha meno di 10 anni, mentre il 6% supera i 60. Si tratta, dunque, per la maggior parte, di adulti nel pieno della vita.
  • Malattie: Le patologie più frequentemente guarite sono la tubercolosi (39%) e le malattie neurologiche (19%), come la sclerosi a placche e varie forme di paralisi. Seguono osteomieliti, tumori, cardiopatie e infezioni articolari. In tutti i casi, si tratta di condizioni documentate come gravi, invalidanti e resistenti alle cure disponibili all’epoca.
  • Contesto delle Guarigioni: Il 50% avviene durante i bagni nelle piscine del santuario, l’11% durante la messa o la comunione, il 17% durante la processione eucaristica. Circa il 35% dei casi non è legato a un contatto diretto con l’acqua di Lourdes, ma è comunque inserito in un’esperienza di pellegrinaggio o preghiera.
  • Tempi di Riconoscimento: Sono molto variabili. Solo il 21% è stato ratificato entro cinque anni dall’evento, mentre oltre la metà (51%) ha richiesto più di dieci anni. In alcuni casi, il processo è durato decenni, come quello di Elisa Aloi, la cui guarigione del 1958 fu riconosciuta nel 1965.
  • Paesi d'Origine: La maggior parte dei miracolati proviene dalla Francia (56), seguita dall'Italia (9), dal Belgio (3), dalla Germania (1), dall'Austria (1), dalla Svizzera (1) e dall'Inghilterra (1).

Alcuni Miracoli Storici di Lourdes

Catherine Latapie (1858)

Nata nel 1820 e residente a Loubajac, vicino a Lourdes, Catherine soffriva di paralisi di tipo cubitale da 18 mesi, conseguenza di una caduta da un albero. Il 1° marzo 1858, dopo un pellegrinaggio a piedi alla Grotta, s’inginocchiò e pregò. Poi, bagnò la propria mano nella sorgente portata alla luce da Bernadette solo tre giorni prima. Immediatamente le sue dita si raddrizzarono e ritrovarono la loro scioltezza. Nello stesso giorno della guarigione, diede alla luce il suo terzo figlio, Jean Baptiste, che sarebbe poi diventato sacerdote. Il miracolo fu riconosciuto il 18 gennaio 1862 da Mons. Laurence.

Louis Bouriette (1858)

Nato nel 1804 e residente a Lourdes, Louis era un operaio cavapietre. Dal 1858, da oltre due anni soffriva la perdita completa della vista dell’occhio destro a seguito di un incidente di lavoro del 1839. Dopo che Bernadette fece sgorgare la fonte, Louis, rivolgendosi alla Madonna della Grotta, lavò il suo occhio destro più volte con l’acqua. Il suo occhio e la sua vista divennero eccellenti. Il miracolo fu riconosciuto il 18 gennaio 1862.

Blaisette Cazenave (1858)

Blaisette Soupène, nata nel 1808 e residente a Lourdes, soffriva da molti anni di una chemosi o oftalmia cronica con ectropion, dichiarata incurabile. Decise di imitare i gesti di Bernadette alla Grotta: bere l’acqua della sorgente e lavarsi il viso. Alla seconda volta, fu totalmente guarita: le palpebre si raddrizzarono e le escrescenze carnose scomparvero. Il miracolo fu riconosciuto il 18 gennaio 1862.

Henri Busquet (1858)

Nato nel 1842 a Nay (Francia), Henri a 16 anni soffriva di adenite fistolizzata (probabilmente tubercolare) alla base del collo da 15 mesi. I suoi genitori si rifiutarono di condurlo a Lourdes, ma grazie a una vicina, ottenne dell’acqua della Grotta. Il 28 aprile 1858, dopo che tutta la famiglia si mise in preghiera, il giovane ricevette un impacco imbibito dell’acqua. Dopo una notte calma, l’ulcera apparve cicatrizzata e l’infezione svanita. Il miracolo fu riconosciuto il 18 gennaio 1862.

Justin Bouhort (1858)

Justin è stato il primo bambino miracolato ufficialmente a Lourdes. Nato infermo, all’età di due anni presentava un enorme ritardo nella crescita e non aveva mai camminato. All’inizio di luglio 1858, sua madre Croisine, disperata, lo portò alla Grotta e, sfidando i divieti, lo immerse nella vasca. Justin riprese a respirare, migliorò inspiegabilmente e cominciò a camminare nei giorni successivi. Guarì e visse normalmente fino al 1935, assistendo alla canonizzazione di Santa Bernadette. Il miracolo fu riconosciuto il 18 gennaio 1862.

Il Miracolo di Lourdes che Sconvolse un Premio Nobel: La Storia Vera di Alexis Carrel

Madeleine Rizan (1858)

Madeleine, nata nel 1807 e residente a Loubajac, fu guarita il 17 ottobre 1858, a 58 anni. Era costretta a letto da oltre 20 anni a causa di una paralisi al lato sinistro. Dopo aver ricevuto l’Estrema Unzione, un mese dopo bevve e si lavò con l’acqua di Lourdes portata dalla figlia. All’istante la malattia svanì, e la donna che solo il giorno prima era moribonda si sentì rivivere. Condusse un’esistenza normale per undici anni senza ricadute. Il miracolo fu riconosciuto il 18 gennaio 1862.

Marie Moreau (1858)

Nata nel 1841 a Tartas (Francia), Marie a 16 anni contrasse una malattia infiammatoria agli occhi che le provocò una grave diminuzione della vista. Suo padre si procurò l’acqua della Grotta e l’8 novembre 1858 fu iniziata una novena in famiglia. La sera, la giovane si pose sugli occhi una benda imbevuta di acqua di Lourdes. L’indomani, 9 novembre, si rese conto di vederci come prima. È la prima guarigione "lontana" da Lourdes. Il miracolo fu riconosciuto il 18 gennaio 1862.

Pierre de Rudder (1875)

Nato il 2 luglio 1822 in Belgio, Pierre riportò nel 1867 la frattura esposta della gamba sinistra, con pseudoartrosi e un’infezione cancerosa. Otto anni dopo l'incidente, il 7 aprile 1875, fece un pellegrinaggio a Oostaker, dove si trovava una riproduzione della Grotta di Lourdes. Partito invalido, tornò a casa senza stampelle, con il consolidamento osseo avvenuto in pochi minuti. È la prima guarigione riconosciuta miracolosa avvenuta lontano da Lourdes e senza contatto diretto con la sua acqua. Il miracolo fu riconosciuto il 25 luglio 1908.

Joachime Dehant (1878)

Nata nel 1848 in Belgio, Joachime arrivò a Lourdes il 12 settembre 1878 con una cancrena estesa alla gamba destra, con lesioni risalenti ad almeno sei anni. Il giorno seguente, il 13, si immerse due volte nell’acqua della Grotta. Dopo la seconda immersione, ogni traccia di ulcera scomparve, le carni e i tendini si ricostruirono, e la pelle divenne nuova e rosea. Il miracolo fu riconosciuto il 25 aprile 1908.

Elisa Seisson (1882)

Nata nel 1855 a Rognonas (Francia), Elisa a 21 anni si ammalò di bronchite cronica e una malattia cardiaca organica, considerate incurabili. Nell'agosto 1882 si recò a Lourdes. Portata alle piscine il primo giorno, gli edemi sulle gambe scomparvero all’uscita. Si svegliò la mattina dopo completamente guarita. La sua buona salute persistette per trent'anni prima che la guarigione fosse ufficialmente considerata miracolosa nel 1912.

Suor Eugenia (Marie Mabille) (1883)

Nata nel 1855 a Bernay (Francia), Marie soffrì di appendicite degenerata in peritonite dal 1877, con un ascesso pelvico, fistola vescicale e colica, e flebite bilaterale. Il 21 agosto 1883, al suo arrivo a Lourdes, fece la Comunione alla Grotta e avvertì un sollievo. Nel pomeriggio si sentì improvvisamente guarita dopo un bagno nelle piscine. Da quel momento tutti i segni della malattia scomparvero e riprese la sua vita normale e religiosa. Il miracolo fu riconosciuto il 30 agosto 1908.

Suor Julienne (Aline Bruyère) (1889)

Nata nel 1864 in Francia, Suor Julienne fu colpita da tubercolosi polmonare cavitaria grave e incurabile. Nel settembre 1889, ricevette una guarigione immediata nelle piscine di Lourdes. Non fu trovata nessuna spiegazione medica alla guarigione di questa giovane suora di 25 anni. Il miracolo fu riconosciuto il 7 marzo 1912.

Suor Bernadette Moriau (2008)

Religiosa francese guarita nel 2008 da una paralisi lombo-sacrale cronica e invalidante, Suor Bernadette Moriau è stata protagonista del 70esimo miracolo di Lourdes, annunciato l'11 febbraio 2018. Era affetta da anni da una grave paralisi.

Lourdes: Un Luogo di Preghiera e Conversione

Come sottolinea Fabio Bolzetta, Lourdes è anzitutto e soprattutto un luogo di preghiera e di conversione dei cuori. Non è "dove si compie una lotteria delle guarigioni", ma un luogo dove si sperimenta la preghiera e un processo di conversione interiore. Molti pellegrini, pur non ricevendo una guarigione fisica, tornano a casa con una serenità d’animo e una pace interiore che a Lourdes si riesce a trovare e incontrare. Il miracolo, secondo la visione cattolica, non è una sospensione delle leggi naturali, ma un segno che interpella, una risposta a un grido, che necessita di una preghiera coraggiosa e spesso comunitaria.

A volte il miracolo più grande non è quello fisico, evidente e documentabile, piuttosto quello che avviene nel cuore dell’uomo, un processo di riconversione accompagnato dalla preghiera.

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