Il Giubileo 2025 ha segnato un momento storico per la Chiesa cattolica con lo svolgimento del primo pellegrinaggio apertamente dedicato ai fedeli LGBTQ+. L'iniziativa, promossa dall'associazione italiana La Tenda di Gionata insieme a numerose realtà internazionali, ha visto la partecipazione di oltre 1.300 persone, giunte a Roma per testimoniare la propria fede e il diritto a vivere pienamente la vita ecclesiale.

Le origini del cammino: "Chiesa casa per tutti"
L'idea è nata da una semplice quanto dirompente domanda di Tiziano Fani Braga, membro de La Tenda di Gionata: «Tutti hanno il loro pellegrinaggio durante il Giubileo, infermieri, musicisti, persino l’esercito. Perché noi cattolici Lgbtq+ no?». Questo interrogativo ha dato il via a un percorso che ha portato la comunità queer a varcare formalmente la Porta Santa di San Pietro.
Il pellegrinaggio si è posto come obiettivo quello di affermare che l'identità queer trova nella Chiesa cattolica una casa, superando la condizione di invisibilità o marginalità vissuta in passato. Come sottolineato dai partecipanti, l'evento non è stato una protesta, ma una manifestazione di fede e di riconciliazione.
Programma e momenti salienti
L'evento si è articolato su più giornate, coinvolgendo luoghi simbolo della Compagnia di Gesù a Roma:
- Veglia di preghiera: Tenutasi presso la Chiesa del Gesù, ha visto la consegna della croce portata da pellegrini che hanno percorso oltre 100 km sulla Via Francigena.
- Celebrazione Eucaristica: Presieduta da mons. Francesco Savino, vicepresidente della Conferenza Episcopale Italiana, ha rappresentato un momento centrale di accoglienza e ascolto.
- Pellegrinaggio alla Porta Santa: Oltre 1.000 partecipanti hanno sfilato in processione da Piazza Pia verso la Basilica di San Pietro, pregando e cantando inni.
- Momenti di confronto: Incontri internazionali promossi da Outreach hanno permesso di condividere testimonianze di cattolici LGBTQ+ da tutto il mondo, con il supporto di figure come padre James Martin S.J.

Una sfida tra tradizione e apertura
Il percorso verso il pellegrinaggio non è stato privo di ostacoli. Dopo una iniziale inclusione nel calendario ufficiale del Giubileo, l'evento era stato rimosso senza spiegazioni, scatenando dibattiti sulla reale posizione del Vaticano. Nonostante le resistenze di alcune frange conservatrici, il sostegno di diverse figure ecclesiastiche ha permesso di mantenere viva l'iniziativa.
Il ruolo dell'identità nella fede
Padre Pino Piva, gesuita da anni impegnato nell'accompagnamento dei fedeli queer, ha ribadito che la condizione e l'identità delle persone LGBTQ+ non sono peccato e che, al contrario, vanno esortate a frequentare i sacramenti. La riflessione si è concentrata sulla figura evangelica di Bartimeo, il cieco di Gerico che, nonostante la folla cercasse di zittirlo, ha continuato a gridare per ottenere l'attenzione di Gesù.
| Momento | Luogo | Significato |
|---|---|---|
| Veglia | Chiesa del Gesù | Accoglienza e preghiera |
| Pellegrinaggio | Via della Conciliazione | Testimonianza pubblica |
| Messa | San Pietro | Comunione e misericordia |
Verso una nuova normalità
Per molti partecipanti, varcare la Porta Santa è stato un gesto di profonda guarigione, un modo per superare lacrime di vergogna e frustrazione trasformandole in speranza. Come ha ricordato mons. Savino citando Papa Francesco: «La realtà è superiore all’idea». Preferendo la realtà al pregiudizio, si apre lo spazio per l'incontro.
L'evento di settembre 2025 rimane una pietra miliare: il pellegrinaggio ha trasformato un'eccezione in una possibilità concreta di dialogo, dimostrando che, per la comunità LGBTQ+ cattolica, la Chiesa rimane una madre da cui non si vuole e non si può essere separati.