Il significato della Messa di Mezzanotte e la Natività nel Natale

La Messa di Mezzanotte (o Messa dell'Angelo), conosciuta anche come la Messa della Vigilia di Natale, è una delle liturgie più solenni e commoventi del calendario cristiano. Questa celebrazione eucaristica, che si tiene tradizionalmente alla mezzanotte tra il 24 e il 25 dicembre, commemora il momento sacro della nascita di Gesù Cristo. In questa atmosfera di attesa e speranza, i fedeli si riuniscono per accogliere il Natale nel cuore della notte, simboleggiando la luce di Cristo che entra nel mondo nelle tenebre.

Nel corso dei secoli, la Messa di Mezzanotte è diventata un evento centrale nelle celebrazioni natalizie per i cristiani di tutto il mondo, un momento di profonda spiritualità e di comunità. Le chiese si adornano di luci e decorazioni festive, e l'aroma dell'incenso si mescola con le melodie dei cori, creando un'esperienza immersiva che eleva lo spirito e unisce i cuori in preghiera. Il Messale Romano per la Festa del Santo Natale prevede un insieme liturgico costituito da più celebrazioni, di cui la più caratteristica è la famosa Messa di Mezzanotte che in molti centri costituisce una vera e propria tradizione delle tradizioni.

Interno di una chiesa addobbata per il Natale con fedeli alla Messa di Mezzanotte

Le radici spirituali del Natale

Il Natale, festa della nascita di Gesù Cristo, è sempre stato un momento di introspezione, condivisione e celebrazione della fede cristiana. Al centro del Natale c'è l'evento centrale della fede cristiana: l'Incarnazione. Dio si fa uomo nella persona di Gesù Cristo per salvare l'umanità e portarle speranza. La nascita di Gesù in un'umile stalla simboleggia l'umiltà, la semplicità e l'amore incondizionato di Dio per tutti gli uomini, indipendentemente dalla loro condizione sociale o dalla loro ricchezza.

Il profeta Isaia (9:1) annunciò: "Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce; su coloro che abitavano in terra d'ombra di morte, una luce ha brillato." Il Natale è quindi soprattutto una chiamata ad accogliere questa luce nei nostri cuori e a condividere questa speranza con gli altri. Gli angeli, nel racconto della Natività, proclamano: "Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra al popolo che egli ama" (Luca 2:14). Questo messaggio evidenzia la vocazione universale del Natale: riconciliare le persone tra loro e con Dio. In una società segnata da divisioni, tensioni e conflitti, il Natale ci invita a superare il rancore, a perdonare e a cercare vie di pace.

La Messa di Mezzanotte: rito e simbolismo

Nel messale romano per la Messa della Vigilia vengono specificati due momenti: uno alla sera prima o dopo i vespri e uno nella notte, senza aggiungere riferimenti precisi. Proprio per questo la Messa di Mezzanotte inizia alle 23:30 con un rito molto toccante, quello della Luce, per indicare come Gesù sia venuto a far luce nel mondo per ristabilire l’antica alleanza tra l’uomo e Dio Padre.

Alla fine della processione, il canto della Kalenda è un altro importante momento tipico del simbolismo della Messa di mezzanotte. Il testo della Kalenda, che inizia con "Venticinque dicembre, luna quindicesima Trascorsi molti secoli dalla creazione del mondo...", serve a circostanziare l’evento della nascita di Cristo rendendolo parte della storia dell’umanità e allo stesso tempo evento concreto e storicamente verificabile. Durante il momento del Credo, e solo nelle solennità natalizie, ministri e popolo si inginocchiano alle parole "il quale fu concepito di Spirito Santo/ nacque da Maria Vergine". Questo momento, se ben dispensato, è di altissimo coinvolgimento spirituale.

Le tappe della celebrazione liturgica

La Messa di Mezzanotte è un momento di profonda spiritualità e celebrazione nella tradizione cristiana. Le sue parti essenziali costituiscono un capolavoro liturgico da vivere appieno:

  • L'Introito è il canto d'ingresso che apre la Messa di Mezzanotte.
  • La Preghiera Colletta segue l'Introito e raccoglie le intenzioni di tutti i fedeli.
  • La Liturgia della Parola è un momento chiave della Messa di Mezzanotte.
  • L'Offertorio è il momento in cui il pane e il vino, che diventeranno il Corpo e il Sangue di Cristo, sono presentati sull'altare.
  • La Preghiera Eucaristica è il punto centrale della Messa di Mezzanotte.
  • Il Padre Nostro, insegnato da Gesù stesso, è una preghiera fondamentale recitata prima della Comunione.
  • La Comunione è il momento in cui i fedeli ricevono il Corpo e Sangue di Cristo, unendosi a Lui e tra loro nella celebrazione del Natale.
  • La Benedizione Finale e l'Invio concludono la Messa di Mezzanotte.
Rappresentazione artistica delle fasi della Messa di Mezzanotte

Le preghiere in latino

La Messa di Mezzanotte, o "Missa in Nocte", è un evento liturgico ricco di tradizione e significato. Le preghiere in latino, lingua storica della Chiesa Cattolica, risuonano con una particolare solennità durante questa celebrazione, rafforzando un legame profondo con la tradizione liturgica:

  • "Kyrie, eleison. Christe, eleison." (Signore, pietà. Cristo, pietà.)
  • "Sanctus, Sanctus, Sanctus, Dominus Deus Sabaoth. Pleni sunt caeli et terra gloria tua." (Santo, Santo, Santo, il Signore Dio dell'universo. I cieli e la terra sono pieni della tua gloria.)
  • "Agnus Dei, qui tollis peccata mundi, miserere nobis. Agnus Dei, qui tollis peccata mundi, miserere nobis." (Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi. Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi.)

Il Natale tra spiritualità e consumismo

In una società sempre più improntata al materialismo, il significato spirituale del Natale è spesso messo in ombra da preoccupazioni commerciali. Le decorazioni luminose, l'acquisto frenetico di regali e i pasti luculliani hanno talvolta messo in ombra l'essenza stessa del Natale: amore, pace e fratellanza.

Norman Brooks affermava: «Il Natale è per sempre, non soltanto per un giorno, l’amare, il condividere, il dare, non sono da mettere da parte come i campanellini, le luci e i fili d’argento in qualche scatola su uno scaffale. Il bene che fai per gli altri è bene che fai a te stesso.» Eppure, ancora oggi, la trasformazione di un giorno scelto per simboleggiare la nascita di Gesù di Nazareth in una mera baldoria di cenoni e regali appare priva di senso. Il Natale è diventato, per molti, un giorno qualsiasi per mangiare esageratamente e trascorrere la giornata giocando a carte, una data simbolica votata agli sperperi degni del più becero consumismo.

Lo scrittore Dino Buzzati, nel suo racconto “Milano nostra”, descrive attraverso gli occhi di un bue e di un asinello la frenesia consumistica che precede il Natale: «[…]Dovunque le bestie guardassero, ecco uomini e donne fare pacchi, preparare buste, correre al telefono, spostarsi fulmineamente da una stanza all’altra portando spaghi, nastri, carte, pendagli e intanto entravano giovani inservienti con la faccia devastata portando altri pacchi, altri scatole altri fiori altri mucchi di auguri. E tutto era precipitazione ansia fastidio confusione e una terribile fatica. Dappertutto lo stesso spettacolo. Andare e venire, comprare e impaccare spedire e ricevere imballare e sballare chiamare e rispondere e tutti correvano tutti ansimavano con il terrore di non fare in tempo e qualcuno crollava boccheggiando. - Mi avevi detto - osservò il bue - che era la festa della serenità, della pace. - Già - rispose l’asinello. - Una volta infatti era così. Ma, cosa vuoi, da qualche anno, sarà questione della società dei consumi… Li ha morsi una misteriosa tarantola. Ascoltali, ascoltali. Il bue tese le orecchie. Per le strade nei negozi negli uffici nelle fabbriche uomini e donne parlavano fitto fitto scambiandosi come automi delle monotone formule buon Natale auguri auguri a lei grazie altrettanto auguri buon Natale. Un brusio che riempiva la città. - Ma ci credono? - chiese il bue - Lo dicono sul serio? Vogliono davvero tanto bene al prossimo? L’asinello tacque. - E se ci ritirassimo un poco in disparte? - suggerì il bovino. - Ho ormai la testa che è un pallone… Sei proprio sicuro che non sono usciti tutti matti? - No, no. È semplicemente Natale. - Ce n’è troppo, allora. Ti ricordi quella notte a Betlemme, la capanna, i pastori, quel bel bambino. Era freddo anche lì, eppure c’era una pace, una soddisfazione. Come era diverso. - E quelle zampogne lontane che si sentivano appena appena. - E sul tetto, ti ricordi, come un lieve svolazzamento. Chissà che uccelli erano. - Uccelli? Testone che non sei altro. Angeli erano. - E la stella? Non ti ricordi che razza di stella, proprio sopra la capanna? Chissà che non ci sia ancora. Le stelle hanno una vita lunga. - Ho idea di no - disse l’asino - c’è poca aria di stelle, qui. Alzarono il muso a guardare, e infatti non si vedeva niente, sulla città c’era un soffitto di caligine e di smog[…]».

Tanzanian nativity batik, che mostra una natività stilizzata

Riscoprire il vero significato del Natale

Riscoprire il significato spirituale del Natale e vivere questa festa come un momento per ricaricare le batterie e tornare alle origini è fondamentale. Ognuno è libero di celebrare questa ricorrenza come desidera, ma è importante non cadere nell’abitudine e vivere davvero a pieno un Natale in Spirito e Verità.

Per recuperare il significato spirituale del Natale, è essenziale rifocalizzare le celebrazioni sulla fede cristiana. Questo può avvenire attraverso diverse pratiche:

  • Partecipare alle Messe di Natale: la Messa di Mezzanotte, in particolare, è un potente momento di preghiera e di raccoglimento, che ci permette di riconnetterci con il mistero della Natività.
  • Leggere le storie della Natività: prendersi il tempo di meditare sui passi biblici che raccontano la nascita di Gesù può aiutare ad approfondire la nostra comprensione di questa festa.
  • Installare un presepe: il presepe, simbolo dell'umiltà e dell'amore di Dio, ricorda il vero significato del Natale.
Scena del presepe tradizionale, con la Sacra Famiglia

Privilegiare le relazioni umane e la semplicità

Il Natale è soprattutto una celebrazione dell'amore e della fratellanza. Piuttosto che concentrarsi sui regali materiali, è importante dedicare del tempo a coloro che ci sono cari:

  • Condividere momenti di qualità: conversazioni sincere, risate e ricordi condivisi sono molto più preziosi di qualsiasi oggetto.
  • Riconciliare le relazioni: il Natale è un'opportunità per raggiungere coloro con cui siamo in disaccordo, rinnovando i legami interrotti.

Il vero spirito del Natale sta nel dare e condividere. Questo non significa necessariamente fare regali costosi, ma piuttosto donare con il cuore:

  • Aiutare chi ha bisogno: partecipare a raccolte di cibo, visitare persone isolate o offrire il proprio tempo a enti di beneficenza.
  • Fare gesti semplici: scrivere una lettera di gratitudine, preparare un pasto per un vicino o offrire un sorriso a uno sconosciuto.

La nascita di Gesù in una stalla ci ricorda che la semplicità è fonte di ricchezza spirituale. Riducendo gli eccessi e concentrandosi sull'essenziale, è possibile vivere il Natale in modo più autentico e appagante. Adottare un approccio minimalista al Natale può aiutare a ricentrare le celebrazioni sulla loro dimensione spirituale: offrire regali fatti in casa o intangibili, come il tempo o le esperienze condivise. Evitare spese inutili privilegiando scelte etiche e sostenibili.

Giovani che fanno volontariato per distribuire cibo durante il periodo natalizio

Il Natale nell'arte e nella letteratura

La celebrazione della Natività è certamente uno dei momenti più importanti e significativi di ogni cristiano e di ogni tempo, e da sempre ha ispirato capolavori nel campo della pittura, della musica e della letteratura. Siamo in cammino verso il Natale lungo una via disseminata di bellezza ma anche di situazioni di grande dolore per l’umanità. Questo cammino deve educare lo sguardo alla comprensione di ciò che accade intorno a noi, nel bene e nel male.

“Natività con i Santi Lorenzo e Francesco d’Assisi” del Caravaggio

Opere letterarie sul Natale

La storia dell’umanità è segnata dalla nascita di Cristo. Per i cristiani di tutto il mondo il Natale ricorda quel giorno di oltre duemila anni fa che ha cambiato per sempre la storia dell’umanità. L’immagine di Gesù bambino, accudito da Maria e Giuseppe, ha nel corso dei secoli messo alla prova gli artisti, spinti da attento rispetto e dal desiderio di misurarsi su un tema che da sempre ha costituito un punto di partenza per la realizzazione di grandi capolavori. Oltre ai versi dedicati all’evento, vi sono anche cinque grandi classici della letteratura da rileggere in questo Natale.

Gde Sukana Kariana , “The Nativity,” 2011

"Un canto di Natale" di Charles Dickens

Pubblicato nel 1843, è una delle storie più famose sul Natale, un vero classico della letteratura mondiale. È una grande storia sulla possibilità di cambiare il proprio destino, una riflessione sull’equilibrio difficile fra il presente, il passato e il futuro e una denuncia dello sfruttamento minorile e dell’analfabetismo.

"Sogno di Natale" di Luigi Pirandello

In questo racconto, Pirandello sogna d’incontrare un affranto Gesù alla ricerca di un’anima in cui rivivere. Il testo è un intenso dialogo interiore dove il protagonista, incontrando un Gesù disincantato, riflette sul vero significato della fede e della celebrazione. Il sogno si conclude con il protagonista che si sveglia, tormentato dalla realtà e dalla difficoltà di accogliere un messaggio così profondo nel mondo moderno.

Dipinto di Marino Di Fazio che rappresenta una scena onirica

"Le Lettere di Babbo Natale" di J. R. R. Tolkien

Opera pubblicata nel 1976, racchiude oltre vent’anni di lettere che Tolkien, padre premuroso e affettuoso, scriveva ai suoi figli. Dalla prima lettera scritta al figlio maggiore nel 1920 all’ultima, toccante, del 1943, per la figlia, questo libro raccoglie tutte quelle lettere e disegni bellissimi, offrendo uno sguardo sulla fantasia e l'amore paterno dell'autore.

Altri classici e racconti

  • "La notte prima di Natale" di Nikolaj Gogol, pubblicato nel 1832 nella raccolta "Le veglie alla fattoria vicino a Dikanka", si svolge cronologicamente nel periodo del regno di Caterina II, più precisamente, l’ultima deputazione dei cosacchi detenuta nel 1775. Gli eventi si svolgono in Ucraina, a Dikanka, ed è la storia del fabbro Vakula innamorato di Oksana, la ragazza più bella del villaggio, un amore ostacolato dal diavolo.
  • "La favola di Natale" di Giovannino Guareschi, scritta a Sanbostel, nel campo di concentramento in cui lo scrittore era internato. La notte di Natale del 1944 tale favola venne rappresentata e accompagnata dalla musica composta da Arturo Coppola, compagno di prigionia di Guareschi. Questa rappresentazione si svolse dentro una fredda e umida baracca e servì a donare per un po’ il sorriso a tutti coloro che assistettero a tale evento.

Poesie e canti natalizi

"Natale" di Giuseppe Ungaretti

Scritta nel 1916, durante un breve periodo di licenza del poeta nel corso della Prima Guerra Mondiale, la poesia mette in rilievo la sua tristezza per gli orrori visti durante la guerra ed il desiderio di volgere lo sguardo dentro di sé, lontano dai rumori e dalla folla natalizia:

Non ho voglia di tuffarmi in un gomitolo di stradeHo tanta stanchezza sulle spalleLasciatemi così come una cosa posata in un angolo e dimenticataQui non si sente altro che il caldo buonoSto con le quattro capriole di fumo del focolare

"Stille Nacht"

Non si può forse considerare un’opera d’arte la canzone “Stille Nacht” di origine austriaca che risale al 1800 e tradotta in centoquaranta lingue, un vero e proprio inno alla pace e alla serenità.

Poesie di Guido Gozzano e Gianni Rodari

Anche Guido Gozzano ha offerto una visione toccante del Natale con versi come "È nato! Alleluia! È nato il sovrano bambino, la notte che già fu sì buia risplende di un astro divino". La poesia di Gozzano evoca un senso di attesa e di realizzazione, tipico della notte di Natale.

È nato! Alleluia!È nato il sovrano bambino,è nato! Alleluia, alleluia!La notte che già fu sì buiarisplende di un astro divino.Orsù, cornamuse, più gaiesuonate! Squillate, campane!Venite, pastori e massaie,o genti vicine e lontane!Non sete, non molli tappeti,ma come nei libri hanno dettoda quattromill’anni i profeti,un poco di paglia ha per letto.Da quattromill’anni s’attesea quest’ora su tutte le ore.È nato, è nato il Signore!È nato nel nostro paese.Risplende d’un astro divinola notte che già fu sì buia.È nato il Sovrano Bambino,è nato!

Gianni Rodari, con la sua poesia "Se comandasse lo zampognaro", ci invita a immaginare un Natale di desiderio e generosità, espresso attraverso gli occhi di personaggi semplici come lo zampognaro, il passero e il pastore del presepe:

Se comandasse lo zampognaroChe scende per il viale,sai che cosa direbbeil giorno di Natale?“Voglio che in ogni casaspunti dal pavimentoun albero fioritodi stelle d’oro e d’argento”.Se comandasse il passeroChe sulla neve zampetta,sai che cosa direbbecon la voce che cinguetta?“Voglio che i bimbi trovino,quando il lume sarà accesotutti i doni sognatipiù uno, per buon peso”.Se comandasse il pastoreDel presepe di cartoneSai che legge farebbeFirmandola col lungo bastone?“Voglio che oggi non pianganel mondo un solo bambino,che abbiano lo stesso sorrisoil bianco, il moro, il giallino”.
Illustrazione di una scena natalizia con zampognari e un albero addobbato

Guido Gozzano conclude la sua lirica sul Natale con una profonda riflessione sulla difficile ricerca di alloggio per Maria e Giuseppe a Betlemme, culminante nella Sacra Mezzanotte, momento della Natività:

- Consolati, Maria, del tuo pellegrinare!Siam giunti. Ecco Betlemme ornata di trofei.Presso quell’osteria potremo riposare,ché troppo stanco sono e troppo stanca sei.Il campanile scoccalentamente le sei.- Avete un po’ di posto, o voi del Caval Grigio?Un po’ di posto per me e per Giuseppe?- Signori, ce ne duole: è notte di prodigio;son troppi i forestieri; le stanze ho piene zeppeIl campanile scoccalentamente le sette.- Oste del Moro, avete un rifugio per noi?Mia moglie più non regge ed io son così rotto!- Tutto l’albergo ho pieno, soppalchi e ballatoi:Tentate al Cervo Bianco, quell’osteria più sotto.Il campanile scoccalentamente le otto.- O voi del Cervo Bianco, un sottoscala almenoavete per dormire? Tutto l’albergo ho pienod’astronomi e di dotti, qui giunti d’ogni dove.Il campanile scoccalentamente le nove.- Ostessa dei Tre Merli, pietà d’una sorella!Pensate in quale stato e quanta strada feci!- Ma fin sui tetti ho gente: attendono la stella.Son negromanti, magi persiani, egizi, greci…Il campanile scoccalentamente le dieci.- Oste di Cesarea… - Un vecchio falegname?Albergarlo? Sua moglie? Albergarli per niente?L’albergo è tutto pieno di cavalieri e damenon amo la miscela dell’alta e bassa gente.Il campanile scoccale undici lentamente.La neve! - ecco una stalla! - Avrà posto per due?- Che freddo! - Siamo a sosta - Ma quanta neve, quanta!Un po’ ci scalderanno quell’asino e quel bue…Maria già trascolora, divinamente affranta…Il campanile scoccaLa Mezzanotte Santa.È nato!Alleluja! Alleluja!È nato il Sovrano Bambino.La notte, che già fu sì buia,risplende d’un astro divino.Orsù, cornamuse, più gaiesuonate; squillate, campane!Venite, pastori e massaie,o genti vicine e lontane!Non sete, non molli tappeti,ma, come nei libri hanno dettoda quattro mill’anni i Profeti,un poco di paglia ha per letto.Per quattro mill’anni s’attesequest’ora su tutte le ore.È nato! È nato il Signore!È nato nel nostro paese!Risplende d’un astro divinoLa notte che già fu sì buia.È nato il Sovrano Bambino.È nato!Alleluja!
“Fuga in Egitto” - Acrilico su tela - 1998, Paolo De Pasquale

Riflessione personale e comunitaria

Il Natale è un invito a riflettere sulle nostre priorità e sul modo in cui viviamo questa festa. Questo cammino deve educare lo sguardo alla comprensione di ciò che accade intorno a noi, nel bene e nel male. È un giorno denso di simbolismi e di potenzialità, che sa farci riconciliare anche con le parti deteriori di noi, o di ritrovare l’armonia perfino con coloro che sentivamo incompatibili con la nostra persona. Il Natale è l’unico giorno che gli uomini di buona volontà hanno in comune con gli uomini di cattiva volontà.

La celebrazione della Natività è certamente uno dei momenti più importanti e significativi di ogni cristiano e di ogni tempo, e da sempre, nel campo della pittura, della musica, della letteratura. In una società materialista, riscoprire il significato spirituale del Natale è una sfida, ma anche un'opportunità per vivere questa festa in modo più autentico e arricchente. Ricentrando le nostre celebrazioni sulla fede, sulle relazioni umane e sulla generosità, possiamo riscoprire la vera gioia del Natale. Che questa festa sia un'opportunità per lasciare che la luce di Gesù illumini i nostri cuori, per condividere questa luce con gli altri e per vivere il Natale come una celebrazione di amore, pace e fratellanza.

La cicatrice di Betlemme, opera di Banksy

Il Vero Significato del Natale.- Don Luigi Maria Epicoco

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