Il Castello Aragonese, unito a Ischia da un sottile istmo, si presenta come un micro-cosmo organico, incastonato nel suo basamento roccioso e che si erge dal mare. All'interno di questo complesso, il rudere della Cattedrale dell’Assunta assume una notevole importanza per le sue dimensioni e la sua posizione. Le rovine della cattedrale appaiono come il “non finito” di un eroico gruppo scultoreo, con un piedistallo naturale che è un’isola dell’isola.

Il Concorso Internazionale di Idee e i suoi Obiettivi
Il concorso internazionale di idee per la riconfigurazione spaziale della cattedrale del Castello Aragonese di Ischia, tenutosi in occasione del 14° Incontro Ischitano di Architettura Mediterranea "Castello Aragonese, Progettare il passato", ha mirato a coprire la Cattedrale del Castello Aragonese di Ischia e a discoprire le potenzialità del progetto architettonico contemporaneo a contatto con il patrimonio storico. Gli esiti dell'iniziativa hanno delineato un ampio ventaglio di soluzioni al problema della conservazione e della fruibilità dello spazio dell’antica Cattedrale del Castello, evocando le possibilità del tempo attuale di istituire un rapporto diretto e produttivo con il passato. Il concorso ha costituito lo stimolo per una riflessione allargata che ha coinvolto diverse personalità del panorama architettonico attuale, giovani promesse e operatori culturali.
La Cattedrale dell’Assunta si presenta oggi allo stato di rudere, un manufatto i cui specifici ed originari caratteri estetici, tecnologici e strutturali risultano fortemente alterati dall’azione del tempo, degli eventi e della natura. Il tema del rudere diventa articolato se affrontato dall’ottica del restauro e inserito in un ambito essenzialmente progettuale, di intervento architettonico sulle preesistenze. Un intervento di conservazione è anche un percorso di conoscenza materiale e strutturale dell’oggetto architettonico nelle sue relazioni con il luogo. La Cattedrale dell’Assunta si confonde con i colori del paesaggio; tende a restituirsi alla terra su cui si trova. Si manifesta in tal modo un’altissima valenza ambientale che connota il “monumento-rudere” per la sua compenetrazione col paesaggio e per la precipua aderenza tra costruito e luogo.
I Progetti Vincitori e Menzione Speciale
I risultati del concorso sono stati pubblicati venerdì 2 ottobre, con la Giuria composta da Alberto Ferlenga (presidente), Antonio Tejedor, Antonello Monaco, Efisio Pitzalis, Paola Marone e Nicola Mattera (segretario senza diritto di voto).
Primo Premio: Progetto "PIANI"
Il primo premio è stato assegnato al progetto contraddistinto dal motto PIANI, elaborato dal gruppo di progettazione con capogruppo l'architetto Giulio Forte. Il progetto propone un grande piano rettangolare di 27x16 metri, posto a 10 metri di altezza dall’attuale pavimento della Cattedrale del Castello Aragonese di Ischia. Questo piano è costituito da un insieme di lastre lignee orizzontali di forma triangolare, variamente inclinate e raccordate tra loro.
Principio Costruttivo
La proposta progettuale si fonda sull’idea di una struttura autonoma che ricopre e avvolge le rovine dell’antica cattedrale, preservandole. Esternamente, il sistema di protezione restituisce all’insieme, attraverso la sua secca articolazione volumetrica, un evidente carattere stereometrico. Internamente, invece, essa ristabilisce, riorganizza e riproporziona la sequenza degli spazi della navata centrale, delle navate laterali e del transetto, attraverso un chiaro sistema tettonico. L’esigenza di reversibilità dell’intervento è garantita dal principio costruttivo alla base del progetto: un sistema rigido intelaiato e montato a secco, costituito di travi di legno lamellare, di sezioni variabili, e puntualmente incernierate al suolo. Tale struttura si compone secondo differenti e ordinati sistemi:
- un telaio principale che delimita il perimetro dell’originaria navata centrale, con un’altezza complessiva compresa tra l’imposta degli archi delle navate laterali e il colmo dell’arco trionfale della cattedrale;
- un diaframma ad esso corrispondente, costituito da una densa trama di lamelle di legno, con funzione di filtro della luce che entra dalle aperture laterali;
- una sequenza di cavalletti binati (posti ai lati di ogni pilastro) che sostengono il telaio principale e scandiscono il ritmo delle campate delle navate laterali;
- una copertura costituita di travi in legno lamellare, impostata sull’orditura principale, con orditura secondaria ortogonale di travi binate su cui si ancora una fitta trama di listelli di legno;
- una struttura incernierata al sistema di copertura, cui corrisponde l’episodio eccezionale di un lucernario cilindrico sospeso all’interno del grande foro della volta crollata nel transetto;
- un involucro esterno in pannelli di multistrato marino di Okume.
Come una copertura archeologica, la struttura intelaiata riconfigura un’organizzazione di relazioni e di spazi compiuti, restituendo una condizione di interno a ciò che attualmente è esterno. Questo sistema consente di ripristinare il collegamento diretto tra la chiesa e la cripta gentilizia, attraverso la scala esistente, ristabilendo così una diretta relazione e una continuità di fruizione tra i due livelli.

La Macchina di Luce
La luce agisce come materia fondamentale del progetto. All’interno, la luce si diffonde nella navata centrale dalle aperture poste sopra le navate laterali. Questa luce è filtrata e riflessa grazie al ritmo serrato del tessuto dei listelli di legno. Attraverso questo sistema, la luce appare in certi momenti del giorno vibrante, tra dense penombre e intensi raggi luminosi, in altri momenti si manifesta come un bagliore tenue e diffuso. Sul fondale principale dell’originario spazio liturgico è stato immaginato un dispositivo di captazione zenitale della luce, un episodio eccezionale, per forma, dimensione e significato: un lucernario cilindrico sospeso nel grande foro del transetto. In controcampo, nel doppio taglio di luce verticale del grande portellone a bilico nell’endonartece, si manifesta il contrasto tra penombra interna e forte bagliore esterno. La luce accecante, che penetra nell’aula della cattedrale attraverso questa grande apertura, precede la graduale riappropriazione della realtà esterna, introiettando il paesaggio maestoso del monte Epomeo. All’esterno, il portale del nuovo volume, con i suoi profondi sguinci, produce un forte effetto plastico percepibile anche alla scala del paesaggio. All’interno la luce dà forma al vuoto attraverso dense penombre, all’esterno ristabilisce, attraverso un procedimento di astrazione, l’intellegibile stereometria del volume della chiesa.
PRESENTAZIONE DEL CASTELLO ARAGONESE IN 3D
Secondo Premio: Progetto "STELE"
Il secondo premio è andato al progetto dal motto STELE, redatto dal gruppo di progettazione con capogruppo l'architetto Stefania Franceschi.
Terzo Premio: Progetto "INSOL"
Il terzo premio è stato assegnato al progetto dal motto INSOL, redatto dal gruppo di progettazione con capogruppo l'architetto Leonardo Paiella.
Menzioni Speciali
Le successive cinque menzioni assegnate sono state attribuite ai seguenti gruppi:
- motto MASK1, capogruppo arch. María González García.
- motto PIANO, capogruppo arch. Stefano Seneca.
- motto SCENA, capogruppo arch. Filomena Cicala.
- motto THEKE, capogruppo arch. Patrizia Pisaniello.
- motto VERGO, capogruppo arch. Anita Cova.
Contesto Storico e Architettonico della Cattedrale dell'Assunta
Il sacro edificio fu costruito dopo l'eruzione vulcanica dell'Arso (1301) in sostituzione della distrutta cattedrale esistente sull'insula major già nel 1239; fu realizzata al di sopra di una preesistente cappella che ne divenne così l'attuale cripta. Durante l'episcopato di mons. Cotignola (1692-1702) la Cattedrale fu ristrutturata ed abbellita secondo il gusto dell'epoca (il coro dei canonici fu adornato con stucchi finissimi, le volte furono affrescate dal celebre pittore Paolo De Mattheis, il trono vescovile fu dotato di preziosi paramenti d'argento, in fondo al coro furono apposti due stemmi, uno del papa regnante Innocenzo XII della famiglia Pignatelli e l'altro della Real Casa dei re di Spagna). Tra il 25 Giugno e il 21 Agosto 1809 essa seguì le sorti degli altri edifici del castello essendo bombardata e distrutta dagli Inglesi; i poveri canonici stentarono a salvare il salvabile, riuscendo a recuperare pochi oggetti d'arte della Chiesa che vennero trasportati in quella degli Agostiniani nel borgo. In quei tragici avvenimenti, fu distrutto il secolare monumento funebre intitolato a Giovanni Cossa, padre di quel Baldassare antipapa, esistente nella Cattedrale nei pressi della porta principale; quattro colonne e tre statue a stento vennero salvate dalla razzia (fanno parte dell'attuale battistero della Cattedrale ad Ischia Ponte). Non venne risparmiata nemmeno un'antichissima statua di legno, raffigurante il sacerdote Antonio Bulgari, assiso su di uno scanno in grandezza naturale. Il 27 Luglio 1810 la Cattedrale venne traslata nella Chiesa di S. Maria della Scala in Ischia Ponte.
La Cattedrale dell'Assunta è una basilica a tre navate di cui le due laterali coperte con volte a crociera; l'abside era coperto da una cupola ribassata. Vi si accede mediante una imponente scala a due rampe esposta a sud. Annessi alla Cattedrale risultano quattro cappelle, una sacrestia, un campanile e la sottostante cripta. Attualmente l'organismo si presenta mutilo della facciata, della copertura della navata centrale e dell'abside e di parte delle coperture delle navate laterali. Le rimanenti coperture a crociera poggiano sui muri perimetrali e su pilastri quadrati che inglobano le precedenti colonne romaniche in pietra. In epoca barocca la Cattedrale fu decorata con numerosi stucchi dei quali rimangono ampie tracce nell'abside dell'altare maggiore e nelle cappelle laterali ancora coperte. L'attuale consistenza di parziale rudere ha modificato notevolmente il rapporto tra invaso interno e paesaggio esterno: la mancanza di facciata e copertura dell'invaso principale ha infatti creato una diretta continuità percettiva tra edificio e natura che, se da una parte caratterizza fortemente la fruizione estetica del monumento, dall'altra crea enormi problemi di conservazione delle pareti integre dell'edificio e dei relativi decori.

La Cripta Gentilizia
La Cripta gentilizia dedicata a S. Pietro, si trova al di sotto della Cattedrale dell'Assunta dalla quale è possibile accedervi attraverso una doppia rampa di scale. Costruita tra l'XI e il XII secolo, fu originariamente una cappella, tramutata poi in cripta in seguito alla costruzione della Cattedrale soprastante. Costituita da un ambiente centrale con due campate coperte da volte a crociera circondato perimetralmente da 8 cappelle voltate a botte, presenta una serie di affreschi di notevole pregio (XIII - XVII secc.). Le pareti di ciascuna cappella gentilizia recano figure di santi e stemmi relativi alle famiglie nobili ivi sepolte. I paesaggi campestri più volte rappresentati si riferiscono indubbiamente ai possedimenti di ciascuna delle famiglie presenti. Attualmente è in corso un programma di approfonditi restauri degli affreschi volto al recupero e alla conservazione di queste preziose testimonianze pittoriche.
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