Il Giubileo degli Architetti: Trasformazioni Urbane e Architettura Sacra a Roma

Il Giubileo, un evento di profonda risonanza spirituale e storica, ha sempre rappresentato un catalizzatore per significative trasformazioni urbane a Roma. In vista del Giubileo 2025, si è voluto promuovere un’iniziativa che fungesse da importante punto di incontro e discussione sulle opere realizzate per l’Anno Santo, ponendo un'attenzione particolare sull'architettura sacra contemporanea. Questo ha coinvolto attivamente l'Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia, istituzioni, progettisti e operatori del settore, chiamati a riflettere sul significato urbano e liturgico delle opere in corso.

Obiettivi Formativi e Contesto dell'Iniziativa

Gli obiettivi formativi di queste iniziative mirano a stimolare una riflessione sulla programmazione delle future trasformazioni urbane. Centralizzando il progetto architettonico come strumento di innovazione e come eredità culturale e sociale duratura per la città, si intende favorire occasioni di confronto e approfondimento sulle dinamiche progettuali, infrastrutturali e simbolico-spirituali che stanno ridisegnando il volto della Capitale in coincidenza con l’Anno Santo.

Riconoscimento dei Crediti Formativi Professionali (CFP)

Per gli iscritti ad altri Ordini o Collegi professionali (non architetti), ai fini dell'eventuale riconoscimento dei crediti formativi professionali (CFP), si rende opportuno rivolgersi preventivamente al proprio Ordine o Collegio di appartenenza.

"Abitare il Giubileo": La Mostra e le Opere

Il Giubileo nella storia di Roma ha sempre dato vita a importanti trasformazioni che hanno inciso sulla forma della città e dei suoi spazi urbani. La mostra «Opere del Giubileo e Architettura Sacra. Dai cantieri di Roma alle chiese contemporanee», inaugurata il 26 maggio presso la Casa dell’Architettura di Roma, è dedicata a quelle opere, realizzate in diverse parti della metropoli romana in occasione di questo evento, destinate a rimanere come "legacy" permanente per la città e i suoi abitanti. L’esposizione sarà visitabile gratuitamente fino al prossimo 10 settembre (lun-sab | ore 10-19) al primo anello della Casa dell’Architettura (Piazza Manfredo Fanti, 47).

Catalogo della mostra

Il progetto espositivo, elaborato in occasione della mostra inaugurale del nuovo Urban Center della Città Metropolitana di Roma, racconta, attraverso lo sguardo originale della fotografa Flavia Rossi, una selezione di dieci interventi che rimarranno come patrimonio della città. Una selezione allargata di 26 interventi è portata in mostra grazie ad un loop di scatti della fotografa stessa. Le immagini e i testi di approfondimento andranno a comporre il catalogo della mostra, edito da Forma Edizioni.

Il Convegno "Opere del Giubileo e Architettura Sacra"

Contestualmente all'inaugurazione della mostra, la Casa dell’Architettura ha ospitato il convegno «Opere del Giubileo e Architettura Sacra», dedicato ai cantieri che hanno trasformato, e stanno trasformando, la Capitale e alle chiese contemporanee (completate a Roma, e in Italia, negli ultimi venticinque anni). L’iniziativa - organizzata dall’Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia, in collaborazione con la rivista Chiesa Oggi, con il supporto dell’Ufficio Nazionale Beni Culturali e l’Edilizia di Culto della Cei - ha visto la partecipazione di istituzioni, progettisti e operatori del settore, chiamati a riflettere sul significato urbano e liturgico delle opere in corso.

L’obiettivo è valorizzare e raccontare il ruolo dell’architettura quale strumento di accoglienza, inclusione e rigenerazione, in una città come Roma, chiamata ad affrontare sfide complesse sotto il profilo logistico, ambientale e sociale. Attraverso una selezione di progetti realizzati o in fase di realizzazione, il racconto emerso nel corso del convegno e il percorso espositivo hanno messo in luce il contributo del mondo professionale alla costruzione di una Roma più accessibile e funzionale, in grado di rispondere non solo alle esigenze dei pellegrini attesi per l’Anno Santo, ma anche a quelle dei cittadini.

Interventi e Relazioni

A inquadrare il convegno e la mostra nell’ambito dell’impegno dell’Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia «a tenere alta l’attenzione e portare avanti la riflessione sulle trasformazioni in atto nella Capitale» è stato il presidente OAR, Alessandro Panci. Marco Maria Sambo, segretario OAR, direttore di AR Magazine e coordinatore scientifico di entrambe le sessioni del convegno, ha evidenziato l'importanza del confronto e del dibattito per ragionare sulle trasformazioni urbane e sul rapporto tra spazio pubblico e spazio sacro.

Marco Sangiorgio, AD di Giubileo 2025, ha declinato il quadro «dell’imponente programma di interventi per il Giubileo di oltre 4 miliardi di euro», sottolineando come esso abbia «non solo velocizzato il percorso di riqualificazione urbana di Roma, ma abbia anche attivato un virtuoso processo di lavoro e collaborazione tra la pubblica amministrazione, i professionisti, i project manager e le imprese».

Nel primo panel sui cantieri del Giubileo, Claudia Ricciardi, consigliera OAR con delega ai Concorsi, ha ricordato come il concorso di progettazione sia l’unica procedura che mette al centro la qualità del progetto di architettura, offrendo la massima trasparenza in tutte le sue fasi. L’obiettivo dell’Ordine è che questa procedura non sia intesa come un evento eccezionale, ma sempre più come uno strumento ordinario attuativo degli interventi di trasformazione della città.

Roma verso il Giubileo 2025: Distretto del Contemporaneo

Progettisti e Opere Presenti nella Mostra

La riflessione che ha animato l’evento ha gravitato proprio intorno al racconto, da parte degli stessi progettisti che le hanno realizzate/progettate, di alcune delle opere presenti nel percorso espositivo.

  • Sezione trasformazioni urbane a Roma:
    • Antonio Atripaldi, co-founding partner ADAT, per il progetto del Mercato Cola di Rienzo.
    • Andrea Bulloni, partner e direttore LAND Italia per il Tevere - Parco Schuster.
    • Alessandro Cambi, founder partner di It’s per gli interventi di Piazza Cinquecento e Piazza Risorgimento - Via Ottaviano.
    • Luigi Franciosini, per la Cisterna delle Sette Sale.
    • Marlice Imparato, studio Oneworks, per Piazza San Giovanni.
    • Francesco Isidori, founding Director Labics, per la Nuova Passeggiata Archeologica.
    • Felipe Lozano, partner e direttore tecnico Via Ingegneria per Piazza Pia e Piazza della Repubblica.
  • Sezione chiese romane e nazionali in mostra:
    • Sharon Yoshie Miura, Garofalo Miura Architetti, per la Chiesa di Santa Maria delle Grazie (2016 - Casal Boccone - Roma).
    • Valentina Noris, project coordinator - Embt Architects, per il progetto vincitore del concorso per la parrocchia Gesù Redentore a Ferrara, Diocesi di Ferrara - Comacchio (progettista capofila: Benedetta Tagliabue - Arch.).

A completare la giornata i focus su «Architettura e arte per la liturgia: l’impegno della Chiesa italiana», di Don Alberto Giardina, direttore Ufficio Nazionale Liturgico della Cei, e di Emanuele Pozzilli, direttore incaricato Diocesano edilizia di Culto Vicariato di Roma su «Nuova edilizia di culto ed esigenze pastorali contemporanee». Il dibattito di chiusura è stato moderato da Caterina Parrello, direttore editoriale Chiesa Oggi.

Programmazione a Lungo Termine e Qualità degli Interventi

Il presidente OAR, Alessandro Panci, ha rimarcato l’opportunità di «aprire una riflessione su come si possa cambiare in modo importante la città con programmazioni anche a lungo termine». Partendo per tempo con le attività di programmazione e progettazione per il prossimo Giubileo, si avrebbe l’occasione non solo di risistemare ma anche di ripensare importanti aree del centro storico, delle zone limitrofe e anche di aree extraurbane che ospitano luoghi di culto, come la Chiesa di Dio Padre misericordioso progettata da Richard Meier, il Divino Amore, o Subiaco. È fondamentale sapere che trasformazioni profonde non si fanno in tempi brevi e che bisogna ragionare su una visione dello spazio pubblico per le nuove esigenze di visitatori e cittadini, decidendo e subito iniziando a lavorare alle fasi di programmazione e progettazione.

Il sindaco Gualtieri ha aggiunto che «in questi tre anni abbiamo cercato di non preoccuparci solo della quantità delle opere ma abbiamo cercato di portare qualità negli interventi urbanistici della città. Tra conclusi e parzialmente conclusi siamo arrivati a 156 interventi, dimostrando anche che presto e bene a Roma possono convivere». La linea data sin dall’inizio per i cantieri giubilari era di avere più ambizione, di guardare alla qualità, ad una qualità anche trasformativa e non solo legata alla bellezza. Ciò significa più attenzione al riequilibrio degli spazi urbani, alla vivibilità, al verde: un’inversione di rotta in una città che ancora oggi risente molto di una visione del passato in cui gli spazi urbani erano fondamentalmente pensati per far circolare più possibile e più velocemente le auto.

Le Trasformazioni Urbane e il Loro Impatto

Ogni Giubileo rappresenta un’importante occasione per intervenire sulla città di Roma attraverso progetti di riqualificazione urbana, valorizzazione del patrimonio edilizio e potenziamento della viabilità e delle infrastrutture. Questi interventi, oltre a migliorare la qualità della vita dei cittadini, rispondono anche alle esigenze dei pellegrini provenienti da tutto il mondo. Nel corso dei secoli, i Giubilei hanno profondamente influenzato la conformazione urbanistica della Capitale, trasformandola in occasione del suo affacciarsi al mondo. Roma si è fatta trovare pronta ad accogliere milioni di pellegrini, uniti da una profonda spiritualità, affascinati dalla sua storia, dalla sua bellezza e dalla sua unicità.

Planimetria di Roma con indicazione dei cantieri Giubilari 2025

Approccio Progettuale e Innovazione

L’approccio progettuale nei restyling urbanistici dei Giubilei romani è multiscalare, simbolico e funzionale. Le trasformazioni urbanistiche sono fortemente legate alla dimensione religiosa dell’evento: il pellegrinaggio verso le quattro basiliche principali (San Pietro, San Giovanni in Laterano, San Paolo fuori le Mura, Santa Maria Maggiore) diventa il fulcro dell’organizzazione dello spazio urbano. Restauri e risistemazioni di edifici storici e spazi pubblici di rilievo (piazze, basiliche, fontane, assi monumentali) sono determinanti. Si lavora dunque sulla pulizia e sul consolidamento delle facciate, sull’apertura di nuove visuali prospettiche, sull’illuminazione architettonica.

Di fondamentale importanza è il potenziamento del trasporto pubblico (in particolare metropolitane e linee di superficie) per agevolare i flussi dei pellegrini. In alcuni casi si è fatto ricorso a interventi di architettura contemporanea per nuovi servizi (ad esempio il Parcheggio del Gianicolo, la Passerella pedonale sull’Isola Tiberina, ecc.).

Benefici e Aree Coinvolte

Le zone centrali e semi‐centrali di Roma, in particolare Prati, Centro storico, Ostiense/Garbatella, Flaminio, Aurelio, e Appio Latino, hanno ottenuto i maggiori benefici in termini di riqualificazioni, infrastrutture e aumento del valore immobiliare associati al Giubileo 2025. La mostra entra in profondità, indagando le ripercussioni del Giubileo sul volto della città, sulla sua architettura, antica o recente, non solo chiese più o meno antiche, ma anche infrastrutture e quartieri che hanno beneficiato degli investimenti scaturiti da questa circostanza, nell’ottica di accogliere al meglio i milioni di pellegrini da tutto il mondo che un evento sacro di risonanza mondiale come questo attrae.

Esempi Specifici di Interventi

  • Mercato Cola di Rienzo: Il progetto mira alla riqualificazione di questa importante struttura commerciale.
  • Tevere - Parco Schuster: Interventi volti a riavvicinare i cittadini romani al Tevere, restituendo loro il piacere di percorrerne le sponde a piedi o in barca, fino a raggiungere il parco presso Ostia Antica.
  • Piazza del Cinquecento e Stazione Termini: L’obiettivo è trasformare l’area in una piazza-giardino pubblica, migliorando la superficie, l’accessibilità pedonale e i servizi di mobilità. Il progetto punta a reintegrare la stazione nel contesto cittadino, trasformandola in un luogo vivibile e connesso, attraverso un sistema di interventi graduali.
  • Piazza Risorgimento e Via Ottaviano: Nel quartiere Prati, in zona San Pietro, lo studio It’s si è occupato del restyling urbano di queste due aree. Il progetto punta a introdurre principi di continuità, naturalità e identità, ridisegnando i flussi di mobilità per dare priorità ai pedoni, mantenendo comunque la circolazione del tram.
  • Piazza San Giovanni: “San Giovanni in Laterano è un luogo carico di significati, dove la dimensione religiosa e civile della città si intrecciano”, spiega Leonardo Cavalli, co-fondatore e Managing Partner di One Works. “La piazza rappresenta un simbolo di inclusività e accoglienza e il progetto nasce proprio con l’obiettivo di esaltarne questa vocazione, rispettando il valore storico del luogo e, al tempo stesso, interpretandolo alla luce delle esigenze contemporanee”.
  • Piazza Pia e Piazza della Repubblica: Questi interventi contribuiscono alla riorganizzazione degli spazi pubblici chiave della città.

I Parchi di affaccio, invece, hanno riavvicinato i cittadini romani al Tevere, restituendo loro il piacere di percorrerne le sponde a piedi o in barca, fino a raggiungere il parco presso Ostia Antica.

Architettura Sacra Contemporanea e il Ruolo degli Architetti

La mostra offre un’eccellente opportunità di riflessione sull’evoluzione dell’architettura sacra a Roma e sul suo ruolo di “cerniera” nel corso della storia. La mostra “Opere del Giubileo e Architettura Sacra. Dai cantieri di Roma alle chiese contemporanee”, mostra chiaramente come gli edifici sacri possano diventare parte integrante del tessuto urbano, assumendo spesso un ruolo centrale nella riorganizzazione dello spazio cittadino.

L'evento ha permesso di raccontare come, in 25 anni di procedure concorsuali promosse dalla Cei, si sia sviluppato un percorso evolutivo che ha coinvolto attivamente gli architetti, instaurando un dialogo costruttivo con le comunità. Quest'ultime non sono rimaste spettatrici, ma sono diventate parte attiva del processo, portando le proprie istanze e contribuendo alla realizzazione concreta delle opere. Un risultato che va oltre la sola dimensione progettuale, arrivando fino alla messa a terra e alla piena attuazione degli interventi. È fondamentale che tutti i colleghi abbiano avuto, in questi decenni, l’opportunità di avvicinarsi alla committenza ecclesiastica, instaurando con essa un dialogo fecondo.

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