Il Giubileo dei 150 Anni delle Apparizioni e dell'Incoronazione di Lourdes

Un Anniversario Solenne e il Simbolismo dell'Incoronazione

Il Santuario celebra il 150° anniversario dell’incoronazione canonica della statua della Madonna di Lourdes, un onore concesso dal Papa molto raramente. L’incoronazione di una statua non è semplicemente l’apposizione di un prezioso ornamento. Collocata nel 1876, la Vergine Incoronata è considerata la “padrona di casa”. A differenza della statua nella Grotta, che raffigura l’apparizione così come la vide Bernadette (umile e silenziosa), la statua posta sull'esplanade della basilica celebra la gloria di Maria. Questo anniversario rappresenta un momento solenne per la Chiesa e di fede condivisa, che in una particolare occasione ha coinciso con l’ottava apparizione di Pellevoisin, quando la Vergine apparve a Estelle Faguette dicendole di essere venuta “per concludere la celebrazione”.

Foto della statua della Vergine Incoronata di Lourdes sull'esplanade della basilica

In occasione di questo 150° anniversario, il Santuario di Nostra Signora di Lourdes ha invitato tutti i fedeli a partecipare, durante il mese di maggio, a un gesto simbolico di devozione: la creazione di una speciale corona di fiori. Per tutto il mese di maggio, infatti, i pellegrini sono stati invitati a partecipare alla creazione di una corona molto speciale: non una corona d’oro, ma una corona di fiori. Una miriade di garofani gialli ha circondato così la statua della Vergine Incoronata, richiamando le rose dorate poste sui piedi di Maria durante gli incontri con Bernadette. "Deporre un fiore è deporre una preghiera. È affidare un’intenzione, rendere grazie o semplicemente essere presenti", hanno aggiunto dal Santuario. La statua della Vergine Incoronata, opera dello scultore Joseph-Hugues Fabisch, è stata collocata nel 1876 davanti alla Basilica del Rosario e simboleggia la glorificazione di Maria, elevata al rango di Regina del Cielo dopo la sua morte. Realizzata in bronzo e alta 2,5 metri, l’immagine si erge su un piedistallo di marmo bianco in uno dei vertici della grande spianata, dove ogni sera migliaia di pellegrini partecipano alla tradizionale processione con le fiaccole, recitando il Santo Rosario in diverse lingue.

Nel 2007, in occasione della Giornata Mondiale del Malato, che si celebra nella festa della Madonna di Lourdes, il Papa Benedetto XVI pose una corona d’oro su un’immagine della Vergine di Lourdes. Questo manufatto, realizzato dalla casa di oreficeria Mellerio e finanziato tramite sottoscrizione nazionale nel 1876, era destinato alla statua scolpita da Cabuchet nella Basilica dell’Immacolata Concezione, sopra la grotta. Oggi la corona d’oro è conservata negli archivi del santuario, la cui origine risale alle 18 apparizioni della Vergine Maria avvenute tra l’11 febbraio e il 16 giugno 1858, durante le quali si presentò come l’Immacolata Concezione. Le autorità ecclesiastiche avviarono un’indagine che si concluse nel 1862 con il riconoscimento ufficiale degli eventi. Tre anni dopo le apparizioni, la Chiesa cattolica acquistò i terreni, facilitò l’accesso dei pellegrini e costruì la prima chiesa del complesso, oggi conosciuta come la cripta all’interno della basilica superiore dedicata all’Immacolata. Nel 1864 fu collocata l’immagine della Vergine nella grotta.

Le Apparizioni e il Messaggio di Maria a Bernadette

"Aquerò", nel dialetto di questo paesino sui Pirenei, significava “quella cosa lì”. È il modo con cui Bernadette Soubirous - una bambina quattordicenne povera, gracile e malata, che non sapeva leggere né scrivere - chiamava la “bella signora” che le era apparsa in una grotta l’11 febbraio 1858 e che le disse di essere l’“Immacolata Concezione”. La Madonna disse a Bernadette: “Non ti prometto di renderti felice in questo mondo ma nell’altro”, invitando alla conversione e alla penitenza, e facendo sgorgare una fonte nella cui acqua un enorme numero di persone si sono immerse chiedendo la grazia della guarigione. Il messaggio che la Madonna continua a diffondere a Lourdes richiama le parole che Gesù pronunciò all’inizio della sua missione pubblica: “Convertitevi e credete al Vangelo”, pregate e fate penitenza.

Immagine di Santa Bernadette Soubirous con la Madonna

Lourdes: Un Santuario in Crescita e Polo di Accoglienza

Un secolo e mezzo dopo le apparizioni, il piccolo paese di Lourdes è diventato il secondo centro della Francia per capacità alberghiera dopo Parigi ed è visitato ogni anno da sei milioni di persone, con gli italiani al primo posto per numero di pellegrini. La straordinaria affluenza ha fatto prevedere che nel corso dell’anno giubilare i pellegrini avrebbero potuto essere otto milioni. Attualmente il santuario si estende su 52 ettari, con 22 luoghi di culto, tra cui due basiliche oltre a quella dell’Immacolata (una delle quali sotterranea), e numerose cappelle. A sud della grotta, sulla collina degli Espélugues, si snoda una monumentale Via Crucis inaugurata nel 1912. La città si sta preparando a questa affluenza: lavori sono in corso per rendere più facilmente accessibile il santuario anche da chi non può camminare ed è stato creato un “itinerario” che tocca alcuni dei luoghi legati alla vita di Bernadette Soubirous.

La storia di Lourdes in due minuti e mezzo

Lourdes non vuole festeggiare i 150 anni dall’apparizione della Vergine passando semplicemente in rassegna i ricordi di un secolo e mezzo di vita. Non è neanche solamente un luogo di pellegrinaggio. Lourdes «è in pellegrinaggio», così come la Chiesa di cui fa parte è sempre in cammino. Quasi tutto qui, nel recinto del santuario, è pensato in funzione dei malati, degli handicappati, di chi soffre. I posti letto solo per loro sono 1.650, divisi in due grandi strutture di accoglienza e persino una delle principali attrazioni turistiche della zona, le suggestive grotte di Bétharram, ha approntato percorsi per chi è inchiodato alla carrozzella.

Mons. Perrier ha indicato 12 temi che, grazie a diverse iniziative, illustreranno la missione della Chiesa in campi nei quali Lourdes ha competenza grazie al suo messaggio iniziale ed alla sua esperienza di un secolo e mezzo. La celebrazione del giubileo ha suscitato l’interesse di televisioni e giornali di tutto il mondo, Asia compresa, con l'attenzione di una televisione indiana e una coreana, oltre che di giornali giapponesi, e tra gli otto milioni di pellegrini attesi ci sono anche tailandesi e cinesi.

Il Dono dell'Indulgenza Plenaria per il Giubileo

Dall’8 dicembre 2007 fino all’8 dicembre 2008, il Papa ha concesso l’indulgenza plenaria a quanti si recheranno in pellegrinaggio a Lourdes. In maniera straordinaria, dal 2 febbraio 2008 fino all’intera giornata dell'11 febbraio, “memoria della Beata Vergine di Lourdes e 150° anniversario delle Apparizioni, è possibile ricevere l'indulgenza plenaria, applicabile ai defunti, alle solite condizioni - Confessione, Comunione e preghiera secondo le intenzioni del Papa - e sostando in orazione dinanzi ad un'immagine benedetta della Madonna di Lourdes esposta alla pubblica venerazione. Per gli anziani e gli ammalati ciò è possibile mediante il desiderio del cuore” (Benedetto XVI, Angelus del 3.02.08).

La presenza dell’effigie della Madonna di Lourdes, unitamente alla presenza di un culto continuato, costituiscono dunque le due motivazioni per i luoghi dove è possibile usufruire dell’indulgenza, mentre al credente è richiesta la confessione e la comunione, oltre a preghiere pronunciate secondo l’intenzione del Papa. Anche a Roma, due parrocchie cittadine sono state particolarmente coinvolte dall’evento: Nostra Signora di Lourdes, a Tor Marancia, e Santa Maria Immacolata di Lourdes alla Pineta Sacchetti. Don Antonio Panfili, parroco della prima comunità, ha precisato che "la nostra parrocchia è stata fondata nel 1958 da Giovanni XXIII proprio in occasione del centenario delle apparizioni alla piccola Bernadette", rendendolo un doppio giubileo.

Questa doppia ricorrenza è stata ricordata nell’arco di tre anni, fino al 2010, attraverso altrettanti temi: “La comunicazione” per il 2008, “La Parola di Dio” per il 2009 e “L’Eucaristia” per il 2010, anno in cui è caduto anche il 50° della consacrazione della chiesa. Sono stati previsti due pellegrinaggi a Lourdes, il 1° giugno e il 1° settembre, mentre un terzo ha visto la presenza dei parrocchiani in Terra Santa dal 24 al 31 marzo. Non meno importante è stato il ciclo d’incontri di preghiera previsto a Santa Maria Immacolata di Lourdes in preparazione al compimento dell’anno giubilare, conclusosi l’8 dicembre del 2008. “Il nome stesso della nostra parrocchia discende dall’espressione usata dalla Madonna in occasione della sua apparizione, “Io sono l’Immacolata Concezione” - ha spiegato padre Sabu Konath - e siamo quindi naturalmente impegnati per quest’appuntamento." Gli incontri sono avvenuti ogni undici del mese, dedicati ciascuno a un aspetto diverso dell’evento mariano e delle sue implicazioni, cominciando con “La storia delle apparizioni” per proseguire con “La figura di Santa Bernadette”, “La luce”, “L’acqua”, “La roccia”, “L’Eucaristia” e “La Riconciliazione”.

La Visita di Papa Benedetto XVI e la Sua Omelia a Lourdes

Benedetto XVI ha annunciato il suo desiderio di venire personalmente al santuario, parlando dell’autunno, forse in settembre. La mattina del 14 settembre, il Santo Padre Benedetto XVI si è trasferito in auto dall’Ermitage di St. Joseph alla Prairie dove, alle ore 10.00, ha presieduto la Santa Messa per il 150° anniversario delle Apparizioni della Vergine Maria a Lourdes, nella Festa liturgica dell’Esaltazione della Santa Croce. Nel corso della Celebrazione Eucaristica, introdotta dal saluto del Vescovo di Tarbes et Lourdes, S.E. Mons. Jacques Perrier, il Papa ha pronunciato un’omelia significativa.

Foto di Papa Benedetto XVI che celebra messa a Lourdes

“Andate a dire ai sacerdoti che si venga qui in processione e che si costruisca una cappella”. Questo è il messaggio che Bernadette ricevette dalla “bella Signora” nell’apparizione del 2 marzo 1858. Da 150 anni i pellegrini non hanno mai cessato di venire alla grotta di Massabielle per ascoltare il messaggio di conversione e di speranza che è loro rivolto. Il Santo Padre ha salutato i Cardinali, i Vescovi, i sacerdoti, i diaconi, i religiosi e le religiose, così come tutti i pellegrini di Lourdes, in special modo i malati, giunti in grande numero a compiere questo pellegrinaggio giubilare con lui e ad affidare le loro famiglie, i loro parenti ed amici, e tutte le loro intenzioni a Nostra Signora. La sua riconoscenza è andata anche alle Autorità civili e militari presenti.

Nella sua omelia, Benedetto XVI ha ricordato: “Quale mirabile cosa è mai il possedere la Croce! Chi la possiede, possiede un tesoro!” (Sant’Andrea di Creta). Ha sottolineato come la liturgia della Chiesa celebri la festa dell’Esaltazione della santa Croce e il Vangelo ricordi il significato di questo grande mistero: Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché gli uomini siano salvati. Il Figlio di Dio si è reso vulnerabile, obbedendo fino alla morte e alla morte di croce; è per la sua Croce che siamo salvati. Lo strumento di supplizio che, il Venerdì Santo, aveva manifestato il giudizio di Dio sul mondo, è divenuto sorgente di vita, di perdono, di misericordia, segno di riconciliazione e di pace. “Per essere guariti dal peccato, guardiamo il Cristo crocifisso!” diceva sant’Agostino. Sollevando gli occhi verso il Crocifisso, adoriamo Colui che è venuto per prendere su di sé il peccato del mondo e donarci la vita eterna. La Chiesa ci invita ad elevare con fierezza questa Croce gloriosa affinché il mondo possa vedere fin dove è arrivato l’amore del Crocifisso per gli uomini. È su questo legno che Gesù rivela la sua sovrana maestà, rivela che Egli è esaltato nella gloria.

Questo grande mistero Maria lo ha affidato, invitando a volgersi verso il Figlio suo. È significativo che, al momento della prima apparizione a Bernadette, Maria abbia introdotto il suo incontro col segno della Croce. Più che un semplice segno, è un’iniziazione ai misteri della fede che Bernadette ha ricevuto da Maria. Il segno della Croce è in qualche modo la sintesi della nostra fede, perché ci dice quanto Dio ci ha amati; ci dice che, nel mondo, c’è un amore più forte della morte, più forte delle nostre debolezze e dei nostri peccati. La potenza dell’amore è più forte del male che ci minaccia. È questo mistero dell’universalità dell’amore di Dio per gli uomini che Maria è venuta a rivelare qui, a Lourdes. Essa invita tutti gli uomini di buona volontà, tutti coloro che soffrono nel cuore o nel corpo, ad alzare gli occhi verso la Croce di Gesù per trovarvi la sorgente della vita, la sorgente della salvezza.

Per accogliere nelle nostre vite questa Croce gloriosa, la celebrazione del Giubileo delle apparizioni di Nostra Signora di Lourdes ci fa entrare in un cammino di fede e di conversione. Oggi Maria viene incontro a noi per indicarci le vie d’un rinnovamento della vita delle nostre comunità e di ciascuno di noi. Accogliendo il Figlio suo, che Ella ci presenta, siamo immersi in una sorgente viva in cui la fede può ritrovare un vigore nuovo, in cui la Chiesa può fortificarsi per proclamare con sempre maggior audacia il mistero di Cristo. Gesù, nato da Maria, è Figlio di Dio, unico salvatore di tutti gli uomini, che vive ed agisce nella sua Chiesa e nel mondo. La Chiesa è inviata dappertutto nel mondo per proclamare quest’unico messaggio ed invitare gli uomini ad accoglierlo mediante un’autentica conversione del cuore. Questa missione, che è stata affidata da Gesù ai suoi discepoli, riceve qui, in occasione di questo Giubileo, un soffio nuovo.

Seguendo il percorso giubilare sulle orme di Bernadette, l’essenziale del messaggio di Lourdes ci viene ricordato. Bernadette è la maggiore di una famiglia molto povera, che non possiede né sapere né potere, è debole di salute. Maria la sceglie per trasmettere il suo messaggio di conversione, di preghiera e di penitenza, in piena sintonia con la parola di Gesù: “Hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli” (Mt 11,25). Nel loro cammino spirituale i cristiani sono chiamati essi pure a far fruttificare la grazia del loro Battesimo, a nutrirsi di Eucaristia, ad attingere nella preghiera la forza per testimoniare ed essere solidali con tutti i loro fratelli in umanità.

Proseguendo nella sua catechesi la “bella Signora” rivela il suo nome a Bernadette: “Io sono l’Immacolata Concezione”. Maria le rivela così la grazia straordinaria che ha ricevuto da Dio, quella di essere stata concepita senza peccato, perché “ha guardato l’umiltà della sua serva” (Lc 1,48). Maria è questa donna della nostra terra che si è rimessa interamente a Dio e ha ricevuto da Lui il privilegio di dare la vita umana al suo eterno Figlio. “Sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto” (Lc 1,38). Essa è la bellezza trasfigurata, l’immagine dell’umanità nuova. Presentandosi così in una dipendenza totale da Dio, Maria esprime in realtà un atteggiamento di piena libertà, fondata sul pieno riconoscimento della sua vera dignità. Questo privilegio riguarda anche noi, perché ci svela la nostra dignità di uomini e di donne, segnati certo dal peccato, ma salvati nella speranza, una speranza che ci consente di affrontare la nostra vita quotidiana. Rimettersi completamente a Dio è trovare il cammino della libertà vera.

La vocazione primaria del santuario di Lourdes è di essere un luogo di incontro con Dio nella preghiera, e un luogo di servizio ai fratelli, soprattutto per l’accoglienza dei malati, dei poveri e di tutte le persone che soffrono. In questo luogo Maria viene a noi come la madre, sempre disponibile ai bisogni dei suoi figli. Attraverso la luce che emana dal suo volto, è la misericordia di Dio che traspare. Maria viene a ricordarci che la preghiera, intensa e umile, confidente e perseverante, deve avere un posto centrale nella nostra vita cristiana. La preghiera è indispensabile per accogliere la forza di Cristo. La preghiera del Rosario, così cara a Bernadette e ai pellegrini di Lourdes, concentra in sé la profondità del messaggio evangelico, introducendoci alla contemplazione del volto di Cristo.

La presenza dei giovani a Lourdes è anche una realtà importante. Maria, una giovane ragazza di Nazaret che conduceva la vita semplice e coraggiosa delle donne del suo villaggio, è un esempio. Se lo sguardo di Dio si posò in modo particolare su di lei, fidandosi di lei, Maria vuole dirvi che nessuno di voi è indifferente per Dio. Egli posa il suo sguardo amoroso su ciascuno di voi e vi chiama ad una vita felice e piena di senso. Non abbiate paura di dire “sì” alle chiamate del Signore. Molti vengono a Lourdes per un servizio attento e generoso accanto ai malati o ad altri pellegrini, mettendosi così sulle orme di Cristo servo. Il servizio reso ai fratelli e alle sorelle apre il cuore e rende disponibili. Nel silenzio della preghiera, sia Maria la vostra confidente.

Il messaggio di Maria è un messaggio di speranza per tutti gli uomini e per tutte le donne del nostro tempo, di qualunque Paese siano. Il Papa ama invocare Maria come Stella della speranza (Enc. Spe salvi, n.50). Sulle strade delle nostre vite, così spesso buie, lei è una luce di speranza che ci rischiara e ci orienta nel nostro cammino. Mediante il suo “sì”, mediante il dono generoso di se stessa, ha aperto a Dio le porte del nostro mondo e della nostra storia. E ci invita a vivere come lei in una speranza invincibile, rifiutando di ascoltare coloro che pretendono che noi siamo prigionieri del fato. In questa terra di Francia, la Madre del Signore è venerata in innumerevoli santuari, che manifestano così la fede trasmessa di generazione in generazione. Celebrata nella sua Assunzione, essa è la Patrona amata del vostro Paese. Il Santo Padre ha auspicato che Maria vegli su tutti gli abitanti della Francia e sui pellegrini venuti numerosi da altri Paesi per celebrare questo Giubileo, e che sia per tutti la Madre che circonda d’attenzione i suoi figli nelle gioie come nelle prove. "Santa Maria, Madre di Dio e Madre nostra, insegnaci a credere, a sperare e ad amare con te. Indicaci la via verso il regno del tuo Figlio Gesù! Stella del mare, brilla su di noi e guidaci nel nostro cammino!" (cfr Enc. Spe salvi, n.50). Amen.

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