Il Carnevale rappresenta un momento di festa profondamente radicato nella cultura italiana, un periodo che unisce celebrazioni pagane, rituali religiosi e un’immensa varietà di tradizioni gastronomiche locali. Il calendario di queste festività, che ruota attorno al Giovedì Grasso e al Martedì Grasso, è indissolubilmente legato al ciclo della Pasqua.

Le origini del nome: perché "grasso"?
Per la tradizione cattolica, nei quaranta giorni che precedono la Pasqua, è previsto un periodo di digiuno e astinenza dalla carne. Il termine "Carnevale" deriva infatti dal latino "carnem levare", ovvero "eliminare la carne". Proprio per questo, prima dell'inizio della Quaresima - sancito dal Mercoledì delle Ceneri - è concesso "esagerare".
Il nome "grasso", associato sia al giovedì che al martedì, fa riferimento concreto ai cibi ricchi di calorie - come carne, burro, strutto, formaggi e dolci fritti - che venivano consumati per dare fondo alle scorte prima del periodo di restrizioni alimentari. Festeggiare mangiando pietanze ricche è una tradizione millenaria, che affonda le radici nei Saturnali romani e nelle feste dionisiache, momenti in cui le gerarchie sociali venivano sospese e a tutti, indistintamente, era permesso festeggiare.
Tradizioni gastronomiche regionali
Il Carnevale si festeggia soprattutto a tavola, con piatti che variano da regione a regione:
- Campania: lasagne con le polpettine.
- Piemonte: la fagiolata.
- Catania: la pasta "cincu puttusa" (con cinque buchi).
- Firenze: il berlingozzo, dolce a forma di ciambella.
- Venezia: le fritole.
- Abruzzo: i mignozzi.
- Marche: gli scroccafusi.
Un capitolo a parte meritano i piatti a base di maiale, poiché il periodo di Carnevale coincide storicamente con quello del macello.

Il rogo della "Vecchia": il rito di metà Quaresima
Sebbene il Carnevale termini ovunque prima della Quaresima, esiste una tradizione particolare legata alla metà Quaresima. In molte zone d’Italia, il giovedì di metà Quaresima è il momento in cui si celebra il rito del "Rogo della Vecchia". Si brucia un fantoccio fatto di stracci e paglia, a volte accompagnato da un "vecchio", che simboleggia la fine dell'inverno e l'inizio della primavera.
Questo rito ha origini ancestrali: si intende bruciare simbolicamente tutte le cattiverie, gli odii e il male del mondo. In alcune località, come a Brescia, il fantoccio viene chiamato Šobia o Zobia, richiamando antichi legami con il ciclo buio-luce.
Differenze tra Giovedì e Martedì Grasso
Sebbene condividano la radice legata all'abbondanza, i due giorni hanno ruoli diversi:
| Giorno | Significato |
|---|---|
| Giovedì Grasso | Segna l'inizio delle celebrazioni più intense e dei grandi banchetti. |
| Martedì Grasso | Rappresenta il culmine, l'ultimo giorno di libertà e bagordi prima della riflessione quaresimale. |
Perché le date cambiano ogni anno?
Il calendario del Carnevale è dettato dalla Pasqua. Poiché la Pasqua si celebra la prima domenica dopo la prima luna piena che segue l'equinozio di primavera, il suo intervallo varia tra il 22 marzo e il 25 aprile. Una volta stabilita la data pasquale, si contano 46 giorni a ritroso (escludendo le domeniche) per arrivare al Mercoledì delle Ceneri. Il giorno precedente è sempre il Martedì Grasso.