La Canonizzazione di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II: Un Messaggio di Continuità e Speranza

Il 5 luglio 2013, Papa Francesco ha approvato i voti favorevoli della sessione ordinaria dei cardinali e dei vescovi per la canonizzazione del beato Giovanni XXIII, decidendo contestualmente di convocare un Concistoro che avrebbe riguardato anche la canonizzazione del beato Giovanni Paolo II. Questa decisione, comunicata nel corso dell'udienza concessa dal Santo Padre al cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, segnava un evento di straordinaria importanza nella storia della Chiesa.

Foto di Papa Francesco con il Cardinale Angelo Amato durante l'udienza per l'approvazione dei decreti di canonizzazione

Il Percorso verso la Santità: Miracoli e Dispense

Papa Francesco ha firmato i decreti che avrebbero portato alla proclamazione simultanea di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II come santi. Una caratteristica distintiva del processo di canonizzazione di Papa Giovanni XXIII è stata la "dispensa" da un secondo miracolo, una prerogativa che compete al Pontefice e che era stata utilizzata anche da Benedetto XVI per Ildegarda di Bingen. Questa possibilità ha permesso di accelerare il processo per Papa Roncalli, la cui beatificazione era avvenuta nel 2000 in seguito a un miracolo riconosciuto, che salvò la vita il 25 maggio 1966 a suor Caterina Capitani, guarita inspiegabilmente dalle conseguenze di una grave emorragia.

Per Giovanni Paolo II, il miracolo attribuito riguarda la guarigione di una signora del Costa Rica, Floribhet Mora, colpita da una grave lesione cerebrale. Questo episodio, inspiegabile per la scienza, avvenne la sera stessa del 1° maggio 2011, giorno della beatificazione di Giovanni Paolo II. Grazie alla sua intercessione, non solo la donna fu guarita, ma la sua intera famiglia ritrovò la fede, quasi un doppio miracolo.

La Dispensa per Giovanni XXIII: Il Concilio come Miracolo

La dispensa concessa a Giovanni XXIII per la canonizzazione senza un secondo miracolo è stata una procedura semplificata ma pienamente legittima, frutto della volontà del Pontefice, che ha il potere di dispensare una causa dal secondo miracolo. Il Pontefice stesso, nel 1960, aveva fatto ricorso a questa facoltà canonizzando un santo a lui caro, Gregorio Barbarigo, vescovo della sua Bergamo alla fine del '600.

Il motivo principale che ha indotto Papa Francesco a questa decisione è stato il Concilio Vaticano II. Come avrebbe affermato Bergoglio stesso a un amico: «questo è il suo miracolo». La ricostruzione documentata delle ragioni, curata da Stefania Falasca in un libro, conferma che l'attuazione del Concilio, unitamente alla grande diffusione della devozione verso Roncalli, fu determinante. Inoltre, numerosi altri miracoli furono attribuiti a Giovanni XXIII, come testimoniano i centinaia di ex voto custoditi dai Padri del PIME nella casa natale di Angelo Giuseppe Roncalli a Sotto il Monte, lasciati da genitori che ringraziano il Papa per la grazia di aver avuto un figlio, spesso in casi di sterilità.

Ritratto di Papa Giovanni XXIII

Un Evento Inedito: La Canonizzazione Congiunta di Due Papi

Canonizzare insieme due Papi è un fatto inedito nella storia della Chiesa. La straordinarietà dell'evento mette in luce un messaggio profondo: Papa Bergoglio riconosce la santità di Giovanni XXIII e di Giovanni Paolo II, figure popolari non solo tra i cattolici ma anche al di fuori della Chiesa. Entrambi i Papi, seppur in modi diversi, hanno rimesso la Chiesa al centro della storia e della vita.

Il Legame Indissolubile con il Concilio Vaticano II

La congiunzione delle due figure è un messaggio di per sé: i due sono uniti dal Concilio Vaticano II. Giovanni XXIII ne è stato il padre, avendolo convocato e guidato la prima sessione. Karol Wojtyla, all'epoca quarantaduennne, è stato un vescovo attivo al Concilio e, divenuto Papa nel 1978, ha collocato il suo pontificato nella linea del Vaticano II, considerandolo una recezione creativa del Concilio.

Significativamente, i Lefebvriani, opponendosi al processo di beatificazione di Wojtyla, avevano argomentato che proclamarne la santità avrebbe consacrato «tutte le sue imprese, anche le più scandalose», riferendosi ai frutti del Concilio come l'ecumenismo, lo spirito di Assisi, il dialogo con gli ebrei e le altre religioni.

Il Primo Incontro e il Processo di Beatificazione di Giovanni XXIII

I due Papi santi si incontrarono personalmente un'unica volta nel 1962, quando i vescovi polacchi giunsero a Roma per il Concilio e furono ricevuti premurosamente da Giovanni XXIII, che intendeva far dimenticare l'umiliazione inflitta da Pio XII al primate Wyszynski. Tra i vescovi polacchi che strinsero la mano al vecchio Roncalli c'era il giovane Wojtyla. Giovanni XXIII era molto amato dai polacchi per la sua attenzione alla Polonia.

Dopo la morte di Roncalli, la sua beatificazione fu proposta alla seconda sessione del Concilio proprio da un vescovo polacco. Tra il 1963 e il 1965, vari vescovi (tra cui Helder Camara e il cardinale Lercaro) si espressero in tal senso. Mons. Bettazzi arrivò a chiedere una canonizzazione conciliare di Giovanni XXIII, affinché il Concilio avesse «un celeste protettore». Paolo VI si oppose a questa idea, annunciando invece l'inizio di processi di beatificazione paralleli per Papa Giovanni e Pio XII.

Il processo di beatificazione per Giovanni XXIII procedette lentamente dopo il Concilio, finché Giovanni Paolo II non impresse una forte accelerazione, proclamandolo beato nel 2000 insieme a Pio IX.

La Canonizzazione di Giovanni Paolo II: "Santo Subito"

Giovanni Paolo II, invece, visse una beatificazione molto più rapida, spinta dal clamore popolare del «Santo subito!» sorto immediatamente dopo la sua morte. Molti cattolici credevano che si dovessero saltare le procedure, riconoscendo l'eccezionalità del Papa scomparso. Fu così che Giovanni Paolo II fu beatificato nel 2011, a soli sei anni dalla scomparsa, con due milioni di presenti alla cerimonia che attestavano come la sua grande popolarità fosse divenuta una diffusa devozione verso un santo.

Giovanni Paolo II | DOCUMENTARIO COMPLETO

L'Eredità di Giovanni XXIII: Il "Papa Buono" e il Concilio

L'11 ottobre è il giorno della memoria liturgica di San Giovanni XXIII. Questa data è emblematica per il Pontificato di Papa Roncalli: è lo stesso giorno in cui, nel 1962, diede l'avvio al Concilio Vaticano II, che avrebbe rivoluzionato la Chiesa. Dalla sua nascita in una cascina a Sotto il Monte alla vetta della santità, Angelo Giuseppe Roncalli è stato il «Papa buono», destinato a servire tutte le anime.

Tra maggio e giugno 2019, le spoglie del Papa Santo sono tornate per un paio di settimane sui luoghi della sua infanzia e giovinezza, tra Bergamo e il paese natale, in un pellegrinaggio che ha suscitato commozione e aneddoti, rileggendo gli inizi e l'intera traiettoria che portò il figlio di contadini a reggere il timone della barca di Pietro.

Il "Discorso della Luna": Una Carezza al Mondo

L'11 ottobre è anche il giorno di un'altra ricorrenza storica: la sera d'avvio del Concilio, quando Giovanni XXIII si affacciò alla finestra che dà su Piazza San Pietro e pronunciò quello che è passato alla storia come il "Discorso della Luna". Fu la sera della «carezza in mondovisione», un gesto d'affetto offerto dal Papa ai figli di coloro che quella sera assistevano all'evento tra le fiaccole della folla o attraverso i rari apparecchi televisivi.

Quella carezza dell'11 ottobre è rimasta impressa nella memoria collettiva come una grande eredità. In seguito, Giovanni XXIII parlò eminentemente di pace, aiutando il mondo tramortito dalla Guerra Fredda a ritrovare il calore del buon senso. Prese per mano una Chiesa distante da quel mondo in fuga, avviandola «in uscita da sé», verso una rinascita e una nuova prossimità con la gente. Grandi gesti e parole uniche che affondavano le radici nella concretezza del figlio nato a Sotto il Monte, radicato alla terra e agli affetti spontanei.

Foto storica di Papa Giovanni XXIII che pronuncia il

Un Messaggio di Speranza per la Chiesa Contemporanea

L'accostamento dei due Papi in questa canonizzazione, con i loro "santuari" che non sono chiese ma luoghi simbolo (Sotto il Monte per Giovanni XXIII e Cracovia per Giovanni Paolo II), rilancia la figura di Papa Giovanni, scomparso da mezzo secolo, ed evita di dare di Wojtyla un'immagine troppo polacca. Non confonde le personalità di Giovanni XXIII, pastore buono e diplomatico accorto, e di Giovanni Paolo II, pastore messianico che scuoteva i mondi. Entrambi non hanno ceduto al pessimismo e non si sono rassegnati alla realtà.

Con questa canonizzazione congiunta, Papa Bergoglio raccoglie un'eredità di speranza per affrontare un tempo profondamente diverso rispetto ai suoi predecessori: la complessa globalizzazione, in cui la Chiesa è chiamata a navigare con coraggio e rinnovata prossimità al mondo.

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