Giovanni Paolo Ramonda è una figura centrale nella Comunità Papa Giovanni XXIII, un'associazione che si dedica alla condivisione di vita con gli "ultimi" e all'azione per rimuovere le cause dell'emarginazione. Dalla scomparsa del fondatore, don Oreste Benzi, Ramonda ha assunto il ruolo di responsabile generale, guidando la Comunità attraverso un percorso di espansione e adattamento ai cambiamenti globali.

Il Percorso Personale e la Chiamata Vocazionale
Sposato con Tiziana Mariani dal 1984, Giovanni Paolo Ramonda è padre di una numerosa casa famiglia. A Rimini, Ramonda rimase subito colpito dall’intenso cammino di fede e di condivisione che caratterizza le case famiglia. Ha inoltre avuto l’opportunità di incontrare personalmente don Oreste Benzi, il quale gli propose di andare a vivere nella casa famiglia di Coriano.
Nel 1980, con Tiziana Mariani, che poi sarebbe diventata sua moglie, e altri giovani, aprì la prima casa famiglia della Comunità in Piemonte. La sua vita e la sua identità vocazionale sono segnate dall’essere sposo e dalla scelta di vivere la casa famiglia.
La Leadership della Comunità Papa Giovanni XXIII
Dopo la morte del fondatore Don Benzi, avvenuta il 2 novembre del 2007, Giovanni Paolo Ramonda, in quanto vicepresidente, ha dovuto reggere l’associazione ad interim. È lui a guidare la Comunità Papa Giovanni XXIII dal 2008, quando, il 13 gennaio, l'assemblea lo ha eletto responsabile generale, incarico confermato per altri sei anni nel 2014. Ramonda gestisce da oltre 12 anni una "famiglia" molto più grande.
Il suo servizio di responsabile generale è pro tempore, finché la Comunità ne ha bisogno. Egli afferma: «In questi mesi di lockdown ho potuto gustare a tempo pieno la bellezza della casa famiglia. Se dovessi tornare ad un semplice vita di papà di casa famiglia sarei comunque sereno. Se invece la Comunità mi chiedesse di continuare nel mio servizio, tiro avanti.» Per una persona sposata, sottolinea, ci deve essere una sintonia di coppia nel portare avanti queste scelte.
APG23 Convegno Don Oreste 2012 intervista a P. Ramonda
La Missione e l'Espansione della Comunità
Nel 2007, al momento della morte di don Benzi, la Comunità era presente in 25 Paesi del mondo. Oggi, si è espansa in 44 Paesi. Ramonda attribuisce questa espansione al fatto che «nella storia della Chiesa dopo la morte del fondatore c’è sempre una esplosione del carisma. Lo Spirito Santo è all’origine del carisma e accompagna il cammino suscitando nuove aperture. Dobbiamo essere docili alla sua azione.»
Dietro ogni apertura c’è la disponibilità di qualcuno che ha deciso di mettere a disposizione la sua vita e una comunità che ha deciso di confermare il cammino aderendo alle chiamate che vengono dai poveri o anche dai vescovi. Questo comporta passi concreti come la gestione degli aspetti organizzativi, la conoscenza della legislazione di ciascun Paese, l'impegno economico e l'inserimento nella cultura locale.
La missionarietà della Comunità Papa Giovanni XXIII, inizialmente rivolta verso il sud del mondo, soprattutto Africa e America Latina, negli ultimi anni si è orientata anche verso Stati come l’Olanda, la Germania, la Francia e la Spagna, che hanno economie simili a quella italiana. Ramonda precisa: «In realtà stiamo continuando ad andare anche nei Paesi poveri, ma è vero che c’è una presenza crescente in altri economicamente sviluppati. La nostra è anzitutto una testimonianza di vita.»
La Comunità è un "piccolo gregge" che porta una luce particolare nel mondo, e la sua vita è molto esigente. «Non ci troviamo solo per pregare - anche se la preghiera per noi è importantissima - ma mettiamo la vita insieme, tra di noi e con i più poveri ed emarginati.» La mission della Comunità è centrata sulla condivisione di vita con gli "ultimi" e sull’azione per rimuovere le cause dell’emarginazione. Attorno alla Comunità gravitano migliaia di persone: giovani in servizio civile, famiglie affidatarie, lavoratori delle cooperative, volontari e sostenitori economici. «Non basta essere membri giuridici per dare frutti, come non basta essere battezzati per vivere da cristiani,» ricorda Ramonda.
Ramonda osserva che «Papa Francesco sta mettendo in faccia al mondo molti punti caratteristici della nostra Comunità. Dice tantissime cose che diceva don Oreste anche se non si sono mai incontrati.» Don Benzi diceva che la Comunità non è una piramide ma una sfera: non c’è chi comanda e chi esegue, ma ogni punto sorregge il tutto, perché in ognuno agisce lo Spirito Santo in maniera unica e irripetibile.

Sfide, Decisioni e Nuove Prospettive
L'anno del Covid-19 ha rappresentato una sfida, portando a cambiamenti nelle modalità di assemblea e di incontro. Le assemblee generali della Comunità, di solito un evento di popolo con migliaia di persone da tutto il mondo, hanno dovuto adattarsi, permettendo ai delegati di votare via web. Questa situazione ha portato a una nuova prospettiva: «Non potrà più essere come prima. Lo sintetizzo in uno slogan: viaggiare meno per incontrarci di più.» Ramonda evidenzia l'importanza di una scelta di sobrietà: selezionare i momenti e gli impegni essenziali, saper utilizzare bene le risorse e, se si deve viaggiare, farlo possibilmente insieme usando lo stesso mezzo di trasporto.
Per quanto riguarda le decisioni difficili, Ramonda segue l'insegnamento di don Oreste Benzi, secondo cui il compito principale di un responsabile è pregare e incontrare i fratelli. Egli cerca sempre di ascoltare la persona e, nelle situazioni complesse, anche le altre persone coinvolte, senza pregiudizi. Le scelte importanti vengono portate al Consiglio dei responsabili, a meno che non ci sia estrema urgenza. Spesso, pur avendo una sua idea, Ramonda mantiene l'umiltà di non credere che sia già la scelta giusta, ascoltando i suoi fratelli responsabili per valutare aspetti non considerati e andare più in profondità.
Don Benzi invitava a leggere i segni dei tempi per essere sempre «contemporanei alla storia». Ramonda ne cita due significativi. Il primo riguarda l'identità della Comunità: «La Chiesa - dice spesso papa Francesco - non basta che viva con i poveri ma deve vivere da povera. Questo vale anche per la nostra Comunità, tanto più che uno dei punti della nostra vocazione è proprio la scelta di povertà. Una comunità povera con i poveri.» L’altro segno riguarda la solitudine degli anziani, specialmente emersa durante la pandemia: «Dobbiamo scardinare l’idea che la soluzione per gli anziani sia la casa di riposo, tanto radicata che a volte sono loro stessi a chiedere di andare al ricovero perché si sentono un peso. Uno degli slogan che ci ha caratterizzato fin dall’inizio è “Chiudiamo gli istituti, apriamo le famiglie”.»
Oltre al suo ruolo di guida, Giovanni Paolo Ramonda è giornalista pubblicista e attualmente direttore responsabile dei due periodici editi dalla Comunità Papa Giovanni XXIII: il mensile Sempre e il bimestrale Pane Quotidiano. È anche autore di numerosi saggi.