La figura di Giovanni Iezzi, direttore della Parrocchia Santa Giusta, si inserisce in un contesto più ampio di impegno e rinnovamento della Chiesa di Roma, come evidenziato dalle parole del cardinale vicario Baldo Reina. La diocesi di Roma sta attraversando un periodo di profonda riflessione e azione, con un focus particolare sulle disuguaglianze sociali e sulla necessità di una Chiesa più prossima alle persone.
La Chiesa di Roma e la preparazione al Giubileo
Già nel 2023, la diocesi ha intrapreso un cammino di preparazione al Giubileo, riflettendo sul convegno del 1974 e organizzando cinque incontri dedicati ad altrettante povertà: abitativa, educativa, sanitaria, lavorativa e relazionale. Da questa analisi è emerso un dato chiaro: Roma è una città "ferita dalle disuguaglianze", una metropoli che accoglie ma che ospita "più città" al suo interno.

Le periferie e il centro: un contrasto evidente
Le periferie della capitale "nascono già ferite", mentre il centro è diventato prevalentemente un "luogo di passaggio", attraversato da turisti, pendolari e lavoratori, piuttosto che abitato stabilmente. Questa consapevolezza ha guidato la Chiesa di Roma nel suo intento di arrivare al Giubileo lanciando "segnali di speranza".
La vocazione di una Chiesa che ascolta e accompagna
Il cardinale vicario Baldo Reina, proveniente da una realtà più piccola come Agrigento, ha raccontato l'impatto con Roma, sottolineando l'importanza di mettersi in gioco con la visita pastorale. Ha evidenziato come ogni sera porti nel cuore "i volti di tanti volontari, famiglie, religiosi, sacerdoti che si spendono ogni giorno nei quartieri più difficili".
Un anno con Papa Leone, card. Baldo Reina: “È un pastore con una visione di Chiesa”
Il distacco dalla parrocchia e la ricerca di una fede più sostanziale
I dati del Censis, con cui la diocesi ha collaborato, mostrano che il 95% dei battezzati non frequenta più le parrocchie. C'è stato un "forte scollamento, soprattutto dopo la pandemia". Tuttavia, si avverte un "riemergere di una domanda di fede più sostanziale, meno formale".
Il ruolo dei giovani e la testimonianza di fede
I giovani, come sottolineato, "soffrono, spesso in silenzio", e "chiedono di essere ascoltati, non giudicati". L'accoglienza del corpo di Pier Giorgio Frassati a Santa Maria sopra Minerva ha mostrato come la basilica si sia riempita in pochi minuti, con giovani che si sono avvicinati in preghiera e con rispetto. Questo indica la ricerca di "testimoni credibili".
- Pier Giorgio Frassati: un modello di vita concreta, sportiva e impegnata.
- Carlo Acutis: vicino al mondo digitale.
Questi sono esempi capaci di parlare al cuore dei ragazzi, se proposti in modo "non retorico, ma come compagni di strada".
L'impegno sociale della comunità
La generosità delle comunità è straordinaria, con la quasi totalità delle parrocchie che dispongono di un centro d'ascolto e una Caritas. L'Emporio della Carità, promosso da alcuni anni, mira a restituire dignità, permettendo a chi ha bisogno di scegliere ciò che serve, senza ricevere pacchi preconfezionati. Anche i doposcuola hanno ricevuto una risposta immediata.
Le sfide strutturali: il problema abitativo
Nonostante gli sforzi, permangono "problemi strutturali enormi, soprattutto sul fronte dell’abitare". Gli affitti sono "insostenibili", e ci sono studenti "costretti a rinunciare all’università perché non trovano una stanza".
Il Giubileo dei giovani e la pastorale familiare
Il Giubileo dei giovani ha portato grande entusiasmo in città, accogliendo circa 150mila giovani nelle parrocchie e negli istituti religiosi. L'auspicio è che questo evento "non resti un evento, ma diventi l’inizio di un accompagnamento stabile".
Famiglia e giovani sono spesso i due volti della fragilità. La diocesi sta lavorando molto sulla pastorale familiare, con una rete di referenti nelle prefetture per essere presenti là dove le famiglie vivono. La parola chiave è "accompagnare", riconoscendo che "non esiste la famiglia perfetta".
La speranza come eredità
Il desiderio è che il tema scelto da Papa Francesco - la speranza - "non sia uno slogan". Se vissuto come responsabilità, può diventare un'eredità preziosa. Essere "testimoni di speranza" significa esserlo nei gesti quotidiani, nelle relazioni e nel modo in cui si trattano le persone. Se questo obiettivo sarà raggiunto, sarà "davvero un’eredità viva".
