Maria Pia Abbracchio: Professoressa di Farmacologia e pioniera nella ricerca sui recettori purinergici
Maria Pia Abbracchio è Professoressa ordinaria di Farmacologia e ricopre ruoli di responsabilità all'Università degli Studi di Milano, inclusi quelli di Pro-Rettore delegato al coordinamento e alla promozione della Ricerca. È anche Presidente della Fondazione Filarete a Milano.
Carriera professionale e formazione
Dopo la laurea in Farmacia nel 1979 e una specializzazione in Tossicologia Sperimentale nel 1984 presso l'Università di Milano, Maria Pia Abbracchio ha conseguito il dottorato di ricerca in Medicina Sperimentale a Roma nel 1988. Durante la sua formazione, ha trascorso periodi all'estero, come Postdoctoral fellow presso il Dipartimento di Farmacologia dell'Università del Texas a Houston nel 1980 e come "Honorary Research Fellow" al London College University nel 1992. La sua carriera accademica è progredita da ricercatrice a professore associato di Neuropsicofarmacologia, fino a diventare professore associato di Farmacologia nel 1998 e, successivamente, professore straordinario nel 2002 e professore ordinario di Farmacologia dal 2005 presso l'Università di Milano. Attualmente, guida un gruppo di ricerca composto da 12 giovani scienziati presso la stessa università.
Risultati scientifici e scoperte chiave
Gli interessi scientifici di Maria Pia Abbracchio si concentrano sui ruoli fisiopatologici delle purine, molecole di segnalazione universali che regolano la crescita, la sopravvivenza e la differenziazione cellulare. Ha identificato un nuovo recettore purinergico coinvolto nella differenziazione delle cellule staminali presenti nel cervello adulto e nel cuore, e sta sviluppando nuovi approcci terapeutici che, attraverso questo recettore, possono favorire la riparazione dei danni in malattie neurodegenerative acute (ictus e traumi cerebrali, infarto del miocardio) e croniche (Alzheimer, sclerosi multipla).
Nel 2015, in uno studio internazionale, Maria Pia Abbracchio e i suoi colleghi hanno scoperto come il farmaco antinfiammatorio per asmatici "Montelukast" possa stimolare la neurogenesi e quindi aiutare in casi di declino cognitivo. Partendo da studi precedenti che mostravano una maggiore probabilità per i pazienti con infezioni sistemiche di sviluppare l'Alzheimer (una malattia caratterizzata da infiammazione cerebrale), il gruppo di ricerca ha scoperto un recettore (GPR17) presente nelle cellule staminali del cervello che producono mielina, una sostanza che ricopre i nervi. La scoperta di questo recettore si estende anche all'ippocampo (area del cervello coinvolta nei processi di apprendimento e memoria), e il gruppo di ricerca ha dimostrato che la somministrazione del farmaco antiasmatico, sperimentato su topi anziani, migliora le capacità di apprendimento.
La ricerca sul recettore purinergico GPR17 offre speranza anche ai pazienti con sclerosi multipla. Mentre i farmaci attualmente disponibili intervengono per bloccare la progressione della malattia, somministrarli con farmaci che riattivano l'azione di riparazione del danno potrebbe indurre il sistema nervoso a produrre nuova mielina e, sostenendo le estensioni nervose con le sostanze di crescita presenti nella mielina, si potrebbe finalmente evitare la neuro-degenerazione, tipica delle forme progressive e causa di disabilità.
Lavori editoriali e pubblicazioni selezionate
Maria Pia Abbracchio è autrice di circa 180 pubblicazioni scientifiche. Tra le più rilevanti:
- (2016) Vigan F, Schneider S, Cimino M, Bonfanti E, Gelosa P, Sironi L, Abbracchio MP, Dimou L. GPR17 expressing NG2-Glia: Oligodendrocyte progenitors serving as a reserve pool after injury. Glia, 64(2):287-99.
- (2015) Marschallinger J, Schäffner I, Klein B, Gelfert R, Rivera FJ, Illes S, Grassner L, Janssen M, Rotheneichner P, Schmuckermair C, Coras R, Boccazzi M, Chishty M, Lagler FB, Renic M, Bauer HC, Singewald N, Blümcke I, Bogdahn U, Couillard-Despres S, Lie DC, Abbracchio MP, Aigner L. Structural and functional rejuvenation of the aged brain by an approved anti-asthmatic drug. Nature Communications, 6:8466.
- (2015) Fumagalli M, Bonfanti E, Daniele S, Lecca D, Martini C, Trincavelli ML, Abbracchio MP. The ubiquitin ligase Mdm2 controls oligodendrocyte maturation by intertwining mTOR with G protein-coupled receptor kinase 2 in the regulation of GPR17 receptor desensitization. Glia, 63(12):2327-39.
- (2014) Zaratin P, Battaglia MA & Abbracchio MP. Nonprofit foundations spur translational research. Trends in Pharmacological Sciences, 35, 552-5.
- (2011) Ceruti S, Villa G, Fumagalli M, Colombo L, Magni G, Zanardelli M, Fabbretti E, Verderio C, van den Maagdenberg AM, Nistri A, Abbracchio MP. Calcitonin gene-related peptide-mediated enhancement of purinergic neuron/glia communication by the algogenic factor bradykinin in mouse trigeminal ganglia from wild-type and R192Q Cav2.1 Knock-in mice: implications for basic mechanisms of migraine pain. Journal of Neuroscience, 31:3638-49.
- (2011) Fumagalli M, Daniele S, Lecca D, Lee PR, Parravicini C, Fields RD, Rosa P, Antonucci F, Verderio C, Trincavelli ML, Bramanti P, Martini C, Abbracchio MP. Phenotypic changes, signaling pathway, and functional correlates of GPR17-expressing neural precursor cells during oligodendrocyte differentiation. Journal of Biological Chemistry, 286:10593-604.
- (2009) Ceruti S, Villa G, Genovese T, Mazzon E, Longhi R, Rosa P, Bramanti P, Cuzzocrea S, Abbracchio MP. The P2Y-like receptor GPR17 as a sensor of damage and a new potential target in spinal cord injury. Brain. 132:2206-18.
- (2009) Di Virgilio F, Ceruti S, Bramanti P, Abbracchio MP. Purinergic signalling in inflammation of the central nervous system. Trends in Neurosciences, 32:79-87.
- (2006) Abbracchio MP, Burnstock G, Boeynaems JM, Barnard EA, Boyer JL, Kennedy C, Knight GE, Fumagalli M, Gachet C, Jacobson KA, Weisman GA. International Union of Pharmacology LVIII: update on the P2Y G protein-coupled nucleotide receptors: from molecular mechanisms and pathophysiology to therapy. Pharmacological Reviews, 5:281-341.
- (2006) Ciana P, Fumagalli M, Trincavelli ML, Verderio C, Rosa P, Lecca D, Ferrario S, Parravicini C, Capra V, Gelosa P, Guerrini U, Belcredito S, Cimino M, Sironi L, (2006) Tremoli E, Rovati GE, Martini C, Abbracchio MP. The orphan receptor GPR17 identified as a new dual uracil nucleotides/cysteinyl-leukotrienes receptor. EMBO Journal, 25:4615-27.
Riconoscimenti e premi
Tra i numerosi riconoscimenti ricevuti, Maria Pia Abbracchio è stata nominata "Highly cited scientist" da Thomson Reuters, un titolo che identifica gli scienziati autori delle pubblicazioni più influenti a livello mondiale nel loro campo (meno dello 0,5% di tutti i ricercatori). Nel 2014 le è stato conferito il titolo di Commendatore dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Nel 2016 è stata nominata "a nome di sua Maestà" Filippo VI Membro Straniero della Reale Accademia di Farmacia di Spagna, e nello stesso anno è diventata anche membro dell'Academia Europaea.

Adriana Albini: Ricerca in Oncologia e prevenzione delle malattie degenerative
Adriana Albini è a capo del Laboratorio di Biologia Vascolare e Angiogenesi presso IRCCS MultiMedica, Direttore Scientifico della Fondazione MultiMedica Onlus e Professoressa di Patologia Generale all'Università degli Studi di Milano Bicocca.
Carriera professionale e aree di interesse
Dopo la laurea in chimica organica all'Università di Genova nel 1979, Adriana Albini si è specializzata in oncologia sia in Italia che all'estero, lavorando presso il Max Planck Institute of Biochemistry a Monaco e per l'American Institute of Health. Tornata in Italia, ha diretto il laboratorio scientifico di Oncologia Molecolare dell'Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro, dove è stata poi Vicedirettore Scientifico e Direttore del Dipartimento di Oncologia Traslazionale. Nel 2002 ha ottenuto l'idoneità all'insegnamento universitario ed è stata responsabile del Dipartimento "Infrastrutture di Ricerca e Statistica" dell'Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia.
Oggi Adriana Albini è responsabile del Laboratorio di Biologia Vascolare e Angiogenesi dell'IRCCS MultiMedica, a Sesto San Giovanni (MI) ed è Direttore Scientifico di Fondazione MultiMedica Onlus. È anche docente di Patologia Generale all'Università degli Studi di Milano Bicocca. Adriana Albini non ha mai smesso di condurre ricerca scientifica; i suoi principali campi di interesse sono: biologia vascolare, invasione e metastasi, angiogenesi, microambiente, chemioprevenzione, immunopatogenesi legata all'AIDS e tumori associati all'AIDS e terapia genica con citochine (mediatori polipeptidici che permettono la comunicazione tra il sistema immunitario e le cellule di altri organi).
Contributi scientifici e innovazioni
Adriana Albini ha dedicato la maggior parte della sua carriera scientifica ed educativa all'Oncologia Sperimentale. Attraverso la ricerca traslazionale (una particolare disciplina che permette di convertire le scoperte scientifiche in terapie applicative) è riuscita a sviluppare nuove terapie nel campo dell'angiogenesi. La tecnica della "metastasi in provetta", che permette ancora oggi nuove scoperte in tutto il mondo, porta il suo nome. I suoi interessi non si fermano solo alla ricerca traslazionale; infatti, si occupa anche di questioni come la prevenzione nel contesto delle malattie cronico-degenerative, anche attraverso il suo ruolo di Presidente del Comitato Scientifico dell'Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna e di genere (Onda).
Lavori editoriali e pubblicazioni principali
Adriana Albini è membro del comitato editoriale delle più importanti riviste internazionali di oncologia, tra cui Journal of the National Cancer Institute, Cancer Research e Carcinogenesis. È impegnata nella comunicazione scientifica ed è iscritta all'albo dei giornalisti. È autrice di oltre trecento pubblicazioni scientifiche, tra cui:
- (2016) Albini A, DeCensi A, Cavalli F, Costa A. Cancer Prevention and Interception: A New Era for Chemopreventive Approaches. Clinical Cancer Research, 22:4322-7.
- (2015) Albini A, Cavuto S, Apolone G, Noonan DM. Strategies to Prevent "Bad Luck" in Cancer. Journal of the National Cancer Institute, 107.
- (2014) Dallaglio K, Bruno A, Cantelmo AR, Esposito AI, Ruggiero L, Orecchioni S, Calleri A, Bertolini F, Pfeffer U, Noonan DM, Albini A. Paradoxic effects of metformin on endothelial cells and angiogenesis. Carcinogenesis, 35:1055-66.
- (2014) Bruno A, Ferlazzo G, Albini A, Noonan DM. A Think Tank of TINK/TANKs: Tumor-Infiltrating/Tumor-Associated Natural Killer Cells in Tumor Progression and Angiogenesis. Journal of the National Cancer Institute, 106.
- (2012) Albini A, Tosetti F, Li VW, Noonan DM, Li WW. Cancer prevention by targeting angiogenesis. Nature Reviews Clinical Oncology, 9:498-509.
- (2010) Cammarota R, Bertolini V, Pennesi G, Bucci EO, Gottardi O, Garlanda C, Laghi L, Barberis MC, Sessa F, Noonan DM, Albini A. The tumor microenvironment of colorectal cancer: stromal TLR-4 expression as a potential prognostic marker. Journal of Translational Medicine, 8:112.
- (2010) Albini A, Pennesi G, Donatelli F, Cammarota R, De Flora S, Noonan DM. Cardiotoxicity of anticancer drugs: the need for cardio-oncology and cardio-oncological prevention. Journal of the National Cancer Institute, 102:14-25.
- (2010) Albini A, Noonan DM. The 'chemoinvasion' assay, 25 years and still going strong: the use of reconstituted basement membranes to study cell invasion and angiogenesis. Current Opinion in Cell Biology, 22:677-89.
- (2007) Albini A, Sporn MB. The tumour microenvironment as a target for chemoprevention. Nature Reviews Cancer, 7:139-47.
- (2007) Albini A, Benelli R. The chemoinvasion assay: a method to assess tumor and endothelial cell invasion and its modulation. Nature Protocols, 2:504-11.
Premi e riconoscimenti
Adriana Albini ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti:
- 1984, Premio Internazionale "Max Buerger" dalla Società Tedesca di Gerontologia per il miglior lavoro inedito sull'invecchiamento.
- 1985, Premio Internazionale "Doernkamp Zbinden" dal John Hopkins Institute di Baltimora per lo sviluppo di un test in vitro per valutare il potenziale metastatico delle cellule tumorali.
- 2000, Premio "Firenze Donna" per la ricerca scientifica.
- 2004, Premio "Amelia Earhart".
- 2007, Premio "Berlucchi" per la ricerca scientifica.
- 2010, Premio "Ippocrate", sezione "Il Ricercatore".
- 2013, Premio "ITWIIN" (Associazione Italiana Donne Inventrici e Innovatrici) per la "Miglior Inventrice e Innovatrice" nella categoria Alta Istruzione.
- 2014, Premio "Donne che ce l'hanno fatta" assegnato dalla Consigliera di Parità del Comune di Brescia.
- 2015, Premio "EUWIIN" (European Network of Women Inventors and Innovators).
- 2016, Premio "Luigi Castagnetta" per la ricerca oncologica.
- 2016, è stata inclusa tra le "Top Italian Women Scientists" per il suo impegno e l'alto numero di citazioni nella ricerca biomedica.
- 2021, è stata inclusa dalla BBC nella lista delle "100 donne più influenti del mondo nel 2020", per aver guidato il cambiamento nell'anno dell'epidemia di Covid-19.

Patrizia Azzi: Ricercatrice INFN e pioniera nella fisica delle particelle
Patrizia Azzi è ricercatrice presso l'INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare), Sezione di Padova.
Carriera professionale e formazione
Dopo aver conseguito la laurea in Fisica all'Università di Padova nel 1992, ha proseguito con un dottorato di ricerca in Fisica nel 1996. Immediatamente dopo ha vinto una borsa di studio per continuare i suoi studi come scienziata post-dottorato presso la Sezione INFN di Padova. Nel 2008, 2012 e 2014 ha ottenuto diverse borse di studio per collaborare come Associato Scientifico presso il laboratorio CERN di Ginevra (CH) e il Fermilab National Laboratory di Chicago (USA). Attualmente, sta conducendo studi per le future misurazioni fisiche nel contesto di progetti futuri per nuovi acceleratori di particelle da realizzare dopo la fine del LHC.
Risultati scientifici e scoperte
Nel 1996, come membro della collaborazione CDF, Patrizia Azzi ha osservato per la prima volta il decadimento del quark top (la particella fondamentale più pesante nel Modello Standard) e ne ha misurato il tasso di produzione e la massa, sviluppando metodi di analisi originali per la stima del background da dati reali. Nel 2004 è diventata membro della collaborazione CMS al LHC del laboratorio CERN di Ginevra (CH). Ha partecipato alla scoperta del bosone di Higgs nel ruolo di responsabile della qualità dei dati da utilizzare per l'analisi. Durante tutta la sua carriera, Patrizia Azzi ha focalizzato il suo interesse sulla fisica delle particelle e le loro proprietà per spiegare le leggi fondamentali della fisica.
Azzi ha anche coordinato diversi progetti di ricerca: dal 2002 al 2004 ha guidato il gruppo di fisica del Top per la collaborazione CDF al Fermilab per pianificare e realizzare le misurazioni delle proprietà del quark top durante il Run 2 del collider Tevatron, coordinando un gruppo di circa 200 fisici da tutti i paesi. Come membro dell'esperimento CMS, ha coordinato vari gruppi, tra cui il "Physics Performance and Dataset" che ha assicurato la qualità dei dati per la fisica nel 2012/2013 e il gruppo di fisica "B2G" che si concentra sulla ricerca di nuova fisica oltre il Modello Standard nel 2014/15. Attualmente, guida il gruppo di fisica che studia le prospettive future per il progetto High Luminosity LHC che inizierà nel 2024. Patrizia Azzi è anche un'attiva promotrice del progetto Future Circular Collider (FCC), dove studia in particolare il potenziale per la misurazione più precisa della massa del quark top in un nuovo lepton collider.
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